Un pro-memoria allarmante per chi conosce le potenzialità criminogene di tutte le versioni della Menzogna Globale , in particolare di quella integralista islamica.
Segnalazione del nostro amico Marcus Prometheus
La povera meravigliosa Olanda – Un’inchiesta di Giulio Meotti
*E’ in arrivo un’inchiesta in piu’ puntate sull’Olanda. Ecco perché.*
*Perché l’Olanda? *I primi di giugno anche qui ci saranno le elezioni
europee e il partito con maggiori possibilità di successo, stando a sondaggi
ancora virtuali, è quello di Geert Wilders, che per due anni, quando
arrivava in Parlamento all’Aia, per sicurezza veniva fatto sedere in una
zona non visibile dell’aula. Non si sa dove dorma, dove viva, eppure è in
testa ai sondaggi e anche se non dovesse vincere ha già praticamente
oscurato i tre grandi partiti da sempre al potere: laburisti, liberali e
cristiano-democratici. Il politico più popolare d’Olanda è anche quello più
sotto protezione forse in tutto l’occidente. Il suo convoglio di auto e
agenti sembra quello del presidente afghano Karzai. Perché quella di
Wilders, che il Wall Street Journal, non der Sturmer, ha definito “una vita
olandese ordinaria”, è soprattutto la storia di tanti artisti, giornalisti,
scrittori e accademici che in Olanda oggi si ritrovano alle prese con una
cosa sola: la paura.
*C’erano quattro “estremisti”* che dopo l’11 settembre denunciarono il
pericolo dell’intolleranza islamista: Pim Fortuyn, Theo van Gogh, Ayaan
Hirsi Ali e Geert Wilders. Il primo e il secondo sono stati uccisi per le
loro idee, la terza è andata a vivere negli Stati Uniti dopo che qui le era
diventato impossibile, e poi c’è lui, “l’olandese volante”. I Paesi Bassi
sono unici anche rispetto all’Inghilterra, un paese in avanzato stato di
decomposizione democratica, dove ci sono le corti della sharia riconosciute
dallo stato. Una delle persone che abbiamo intervistato ci ha spiegato che
l’Olanda è come il canarino nella miniera per l’Europa: come va qui va [ o
andra'] per tutti noi.
*E’ il paese più densamente popolato*, più liberal e orgoglioso del proprio
progressismo civile, che si credeva al riparo dall’intolleranza religiosa
dopo essere stato per secoli il rifugio di ogni sorta di minoranza. E che
invece, nel giro di sette anni, (qui non accadeva da tre secoli che qualcuno
venisse ammazzato per aver espresso delle idee), ha avuto due omicidi
politici, due martiri intellettuali. Entrambi critici dell’islam. Il primo,
Fortuyn, era un meraviglioso omosessuale, ex marxista e cattolico. Fu ucciso
da un giovane attivista dei diritti degli animali, anche lui molto di
sinistra, un perbenista fanatico che vedeva in Fortuyn “il male”. Poi c’è
stato il regista panzone, Theo van Gogh, anarchico erotomane terribile con i
nemici, ucciso ritualmente, gola tranciata e lama ficcata nel petto, da un
islamista nato e cresciuto qui, con un perfetto accento olandese. Dire
Wilders è dire il tramonto del multiculturalismo nel paese che prima di
tutti gli altri si è trovato alle prese con il problema dell’immigrazione,
con le sue ex colonie, con un grande passato di potenza mondiale, con una
placida e perversa attitudine al compromesso, sempre e comunque.
*In Olanda non sono mai esistiti estremisti di destra.* Wilders non è Haider
o Le Pen, è un liberale ossessionato dall’idea che il paese, uscito da
decenni di politiche identitarie suicide e di ipersecolarizzazione
selvaggia, debba essere salvato da chi vorrebbe sostituire il Parlamento con
una corte islamica, per soggiogare i non musulmani. Wilders pensa che per
far questo si debba stressare, letteralmente, l’opinione pubblica, spesso in
modo più che discutibile e inusuale per il savoir fair olandese. Un
personaggio eccessivo, chi lo vota non lo dirà gridandolo, in fondo qui ci
abita “gente perbene”, diceva con ironia Theo Van Gogh. Ma non verrà
certamente votato soltanto dalla “bassa Olanda”, i brutti ceffi analfabeti
dei cantieri e dei porti, ma dalla classe media e alta, la stessa “gente
perbene” che vede ogni giorno, città dopo città, il sopravvento di una
ideologia pericolosa per le tante libertà che l’Olanda ha costruito su
esempi luminosi e nobili di nome Locke, Spinoza, Voltaire, Descartes e
altri. Un paese dove gli ebrei si rifugiarono fuggendo dall’Inquisizione
spagnola e che oggi registra uno dei più alti tassi di antisemitismo in
tutto l’occidente. Siamo stati in molte città olandesi
(Amsterdam<http://www.ilfoglio.it/zakor/38>,
Rotterdam <http://www.ilfoglio.it/zakor/39>,
Leiden<http://www.ilfoglio.it/zakor/40>,
Mokum <http://www.ilfoglio.it/zakor/41>) intervistato intellettuali e
scrittori di ogni classe politica e culturale, alcune grandi storie di
persecuzione e di libertà estrema mi hanno ricordato i mitici ugonotti che
ripararono in questa palude e i Padri Fondatori che salparono verso gli
Stati Uniti d’America proprio da una chiesetta nei pressi di Rotterdam.
Tutto è in un certo senso iniziato qui. Per questo era importante capire e
vedere. La povera meravigliosa Olanda.
Leggi Zakor <http://www.ilfoglio.it/zakor>, il blog di Giulio Meotti
di Giulio Meotti <http://www.ilfoglio.it/redazione/28>

Giulio Meotti è assolutamente interessante e condivisibile. Peccato (vero peccato da scontare all’inferno nel quale probabilmente crede) , il fatto che non ricorda mai che l’islam non si combatte con il crocefisso e il sussiego alle religioni, ma con regole certe che rispettino i diritti delle minoranze, delle donne, e che soprattutto non mettano in camp la religione.
Concordo. E aggiungo il fatto che il meraviglioso omosessuale, lo è solo quando è un olandese che ha il diritto di sposarsi che viene ammazzato mentre si oppone all’islam. Di meravigliosi omosessuali vivi che si vogliono sposare in Italia non si parla, o se ne parla male.
Senza peraltro capire che riconoscere i diritti agli omosessuali è il solo modo che si ha per tutelarli dai fanatici
Il famoso due pesi e due misure anche se Meotti scrive cose interessanti