15 /11/09 – Chi difende il crocefisso?

L’ultima volta che ha pianto? Mi viene sempre da piangere quando alla fine della messa cantiamo il Salve Regina. La persona scomparsa che richiamerebbe in vita? Mi vengono in mente solo persone vive che manderei a morte (Io donna intervista Camillo Langone)

La ragionevole sentenza di Strasburgo ha gettato nel panico i cattolici fanatici italiani. Ma anche i vertici ortodossi greci hanno accusato il colpo. L’arcivescovo di Atene ha convocato un sinodo ad hoc per dare una risposta forte a quello che viene erroneamente considerato un attacco ai simboli cristiani, e per avere più forza sta tentando un accordo con la Chiesa di Roma. Come è noto tra ortodossi e cattolici c’è una dialogo che dura da decenni con alti e bassi, ma non è escluso che la difesa di simboli comuni possa funzionare da propellente. I vertici della chiesa ortodossa greca temono, oltre alle sempre crescente secolarizzazione, il nuovo governo guidato dai socialisti che durante la recente campagna elettorale hanno preso l’impegno con gli elettori di tassare il ricco patrimonio ecclesiale.
La chiamata alla mobilitazione dei cristiani europei da parte della Grecia al momento non sembra aver raccolto sostenitori nel resto dell’Europa. I protestanti europei, in sintonia con quelli italiani, respingono decisamente che il crocefisso sia un simbolo identitario e/o culturale, ma riconoscendone la valenza religiosa ritengono che la sua collocazione naturale sia nella coscienza e nel cuore di chi crede. Presto sapremo se la Santa Sede preferirà aprire alla chiesa ortodossa greca (e moscovita) o se guarderà al resto d’Europa.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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6 Commenti a “15 /11/09 – Chi difende il crocefisso?”

  1. Sergio scrive:

    Sergio scrive:

    La cosa strana è che il problema del crocifisso nei luoghi pubblici in Europa non esiste (a parte l’Italia e altre regioni sottosviluppate del continente come la Grecia e la Russia ortodossa).
    Il crocifisso non c’è e nessuno ne sente la mancanza.
    La sentenza della Corte sul crocifisso in Italia sembra offrire il destro alla Chiesa italiana, e ad altre chiese medievali, per rivendicare con più forza diritti, come le famosi radici cristiane nella Costituzione o Trattato di Lisbona e l’esibizione e l’imposizione a tutti dei simboli religiosi.
    L’esposto dell’italo-finlandese sembra rivelarsi un boomerang. Tuttavia la signora e i suoi figli hanno tutta la mia stima e il mio appoggio. Avevano ragione e han fatto bene. Solo che si credevano in un paese civile e tollerante come la Finlandia o la Svezia. Qui invece abbiamo i La Russa, i Gasparri, i Capezzone, i Rutelli, gli Sgarbi, la Santanché, la Mussolini e compagnia bella (gente così in quei fortunati paesi non ce n’è).

  2. Marcello scrive:

    Io penso che la chiesa cattolica guarderà all’oriente

  3. romano.iannelli@libero.it scrive:

    Del resto il cattolicesimo non ha nulla che vedere con i cristiani protestanti d’Europa Sulla Grecia non so ma sicuramente gli ortodossi russi, anche con l’avvento dell’eultimo presidente , stanno ripercorrendo la strada che da noi camminano i cattolici rispetto alla contraceczione aborto ecc. Non sapevo, non ne sono stupito e ho piacere che i socialisti greci abbiano preso quelle posizioni in campagna elettorale.

  4. dopa scrive:

    All’uaar suggerirei di proporre che sul crocifisso, invece della scritta inri ci fosse scritto:Cosi a deciso mio padre per far credere che lui esiste.