14/11/09 – Guerra asimmetrica

Io penso che una comunità sia tanto più ricca quanto meno pesi nei rapporti civili la differenza fra credenti e non credenti. La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche, potrebbe dar fastidio ad alunni che pratichino altre religioni o siano atei

In questi giorni abbiamo capito che i politicastri italiani non conoscono la differenza tra l’Unione europea e la Corte europea dei diritti dell’uomo che è una istituzione del Consiglio d’Europa. Che ha picchiato il nostro paese in pochi giorni su argomenti che molto hanno a che fare con la sottomissione dell’Italia alla Santa Sede. Quasi sotto silenzio è passato il caso del professore Luigi Lombardi Vallauri, docente dell’Università Cattolica di Milano, che undici anni fa non ebbe rinnovato l’incarico perché le sue opinioni furono ritenute “nettamente contrarie alla dottrina cattolica”. Lombardi Vallauri ricorse al Tar, poi al Consiglio di Stato, senza successo. Decise allora di rivolgersi alla Corte europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, che gli ha dato ragione. Il provvedimento ha condannato l’Italia per avere violato la libertà d’espressione del professore definendo “priva di motivazione e presa in assenza di un reale contraddittorio” la decisione dell’ateneo. Come si vede, il prof. Vallauri e la famiglia di Abano per la questione del crocefisso a scuola hanno percorso le stesse strade. Entrambi i dispositivi difendono i diritti individuali della persona compreso l’aspetto religioso.
Ed è davvero sbalorditivo che politici e commentatori contestino la sentenza sul crocefisso in nome dello Stato per imporre a tutti una medesima religione.
Come era prevedibile c’è stato il ricorso del governo e raccolte di firme degli eurodeputati di entrambi gli schieramenti. E’anche arrivato il sostegno, per il momento, della Grecia che si appella ai cristiani europei (http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8358027.stm).
E’ probabile che la guerra dei crocefissi l’Italia (governativa/politica) la perderà a favore della democrazia (che contempla i diritti di tutti), ma la contesa sarà lunga e totalmente squilibrata. Da una parte chi crede nel diritto, e dall’altra chi legge nel crocefisso un significato religioso, culturale, politico, identitario. L’accozzaglia di motivazioni che i difensori del simbolo portano è, pur se nel lungo periodo, perdente. Un certo riserbo dei vertici della Chiesa, che comunque incoraggia gli ascari dei partiti, è forse da leggere in una eventuale preoccupazione determinata dall’aumento degli studenti di fede islamica. Se la Chiesa si espone troppo sulla difesa del simbolo religioso e del valore spirituale per gli studenti che dovrebbero esserne confortati, potrà opporsi ad un eventuale analoga richiesta dei musulmani? A meno che non voglia ricorrere alla conversione forzata (né lontana né estranea alla sua storia) dovrebbe cedere alle richieste islamiche.
Più prudente, almeno per il momento, farlo difendere dagli “utili idioti” della politica come simbolo culturale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Sull’argomento anche
5/11/09, La fine della religione e
9/11/09, Ogni giorno ha la sua croce

Segnaliamo ai lettori di No God la presentazione del Rapporto annuale Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione) “In un mondo che cambia: donne, popolazione, clima” – mercoledì 18 novembre ore 11.00, Sala della Stampa estera, via dell’Umiltà 83/c Roma

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5 Commenti a “14/11/09 – Guerra asimmetrica”

  1. Beatrice Rossi scrive:

    Ha scritto ieri sul Venerdì di Repubblica, Curzio Maltese,

    “La sottomissione dello Stato alla Chiesa è la madre di tutte le anomalie e
    anche la ragione per cui non vedremo mai le famose riforme promesse da tutti. La ribellione quasi unanime dei partiti all’ovvia sentenza europea sul
    crocefisso nelle scuole illustra bene la totale assenza di un barlume di riformismo nel nostro quadro politico .

    La corte dei diritti dell’uomo ha semplicemente ribadito un concetto
    scontato. In Europa , in genere nelle democrazie occidentali, il simbolo di una religione nnei luoghi dello Stato è inconcepibile.
    Così come è inconcepibile l’insegnamento scolastico di una sola religione,
    per giunta con docenti scelti dai vescovi e non attraverso un regolare
    concorso.
    L’Italia fa eccezione. Perchè siamo più cristiani degli altri? dei polacchi
    o degli spagnoli, per esempio? Si può sorridere.
    Perchè la cultura cattolica è un elemento di identità della nazione , come
    hanno ripetuto tutti , dal cardinal Bertone ai leader del centrosinistra?
    Qui si può ridere apertamente. La nazione italiana nasce “contro” la Chiesa
    Cattolica. Infatti dall’Unità d’Italia fino al regime fascista i
    crocifissi sono banditi dalle aule scolastiche come da qualsiasi altro
    edificio pubblico . Il crocifisso a scuola non è un simbolo della nazione,
    ma del fascismo. Il cinico risultato di un patto di potere fra un ex ateo
    ,Mussolini, e un papa acquiescente con Hitler.
    Qualcosa per cui un democratico, ma anche un autentico cristiano , dovrebbe solo vergognarsi” Purtroppo queste testimonianze le leggiamo solo noi che già le conosciamo , così come i compiti scolastici delle vacanze li fanno solo quelli bravi ,gli altri se ne fregano convinti d’essere saggi abbastanza.

  2. Marcello scrive:

    Fra qualche giorno ho l’assemblea di condominio. Temo che qualche zelante inquilino voglia inchiodare il crocefisso sul portone.

  3. Tiziana scrive:

    @Marcello

    Le decisioni condominiali, pur se non condivise, se sono prese dalla maggioranza dei condomini vanno rispettate.
    Poi ci sono delle spese, cosiddette abbellimenti voluttuari come ad esempio un crocefisso che possono essere trattate in due modi. La prima è la non approvazione della modifica per ragioni estetiche , ma se gli inquilini sono in parecchi a volerlo è difficilmente affrontabile.
    Però rimane la perseguibile che è quella dell’abbellimento voluttuario per cui gli inquilini che scelgono l’abbellimento in questione sono i soli che devono pagare (comprese eventuali luci votive visto che parliamo di simboli religiosi).
    Comunque se hai un amministratore di condominio vero iscritto all’Associazione amministratori ecc. ecc. difficilmente gli inquilini potranno apporre immagini sacre.
    @Beatrice Rossi
    Apprezzo molto Maltese de La questua, però dovrebbe usare il termine cattolico invece di cristiano. Va ricordato che i cristiani italiani (valdesi metodisti battisti) sono, per il momento, comunità molto discrete e che subiscono , al pari delle altre fedi che pure hanno intese con lo Stato e ovviamente i non credenti, pesanti discriminazioni.

  4. Marcello scrive:

    Grazie