Il Cardinale Angelo Bagnasco, Capo del Governo Ombra dei vescovi che controllano e guidano il Governo apparente del nostro Paese, nonchè Vicerè d’ Italia su nomina del Papa Re, si rivolge alle istituzioni Europee perchè contrastino la decisione dei giudici della Corte di Straburgo a proposito del crocifisso appeso negli edifici statali: scuole, tribunali, ministeri, ecc. Però il cardinale sa bene che le Istituzuioni a cui si rivolge non hanno nessun potere di intervento sulla Corte di Strasburgo, anche perchè in Europa il potere politico non può influire o determinare il corso della giustizia ; ma sa anche bene che è comunque vantaggioso promuovere queste pretestuose lamentele. Infatti dietro l’apparente difesa di una identità cattolica dell’Italia (che esiste soprattutto nella scaramanzia applicata al simbolo apotropaico del crocifisso più che nella fede concretamente praticata e coerentemente vissuta), si possono ottenere compensazioni di ben altra natura che, conoscendo la bramosia di privilegoi, soldi e potere della SS Vaticana, possiamo ben immaginare. Da notare infine che il Vicerè, a differenza dei politicanti cristianisti, si guarda attentamente dall’auspicare una Legge che obblighi l’esposizione dei crocifissi, sapendo bene che anche se gli zuavi pontifici l’approvassero a maggioranza grandissima in Parlamento, non potrebbe mai passare al vaglio della Corte Costituzionale. Almeno fino a quando quest’ultima non sia scelta e nominata da un nuovo Duce del fascio-clericalismo che faccia strame del supremo principio di laicità della nostra Costituzione.
Qui la fonte della notizia tratta da L’Avvenire
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….La Conferenza episcopale italiana, per voce del suo cardinale presidente Angelo Bagnasco, ha chiesto alle istituzioni europee di pronunciarsi sul “merito e sul metodo” della sentenza di Corte di Strasburgo contro la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche italiane. Il porporato è tornato sull’argomento in una conferenza stampa oggi al termine della sessantesima assemblea dei 250 vescovi italiani ad Assisi. Il cardinale, rispondendo alle domande dei giornalisti, non ha voluto pronunciarsi su un eventuale esito negativo al ricorso presentato dall’Italia contro il tribunale del Consiglio d’Europa, nè si è mostrato ansioso di vedere approvare una legge per tutelare i crocifissi nelle aule italiane.
È apparso preoccupato da altro: dall’ideologismo della sentenza e anche, ha detto, dalla mancanza di conoscenza e di rispetto per la cultura e i sentimenti di un popolo. Per questo, anche se la Corte per i diritti umani di Strasburgo non è un’istituzione dell’Unione europea, proprio alle massime istanze comunitarie si è rivolto il cardinale, al fine di chiamarle allo scoperto e di avviare una chiarificazione su che tipo di Europa si vuole costruire. “Io spero che sia veramente l’Europa, nei suoi organismi, a fare una riflessione seria, perchè questo è un segnale di una direzione sbagliata sul suo cammino, specie se dovesse fare propria la sentenza di Strasburgo”, ha osservato. “Mi auguro che ci sia un pronunciamento istituzionale sul merito e sul metodo”, ha sottolineato.
“Non riusciamo a comprendere questa sentenza, che ho già definito surreale, talmente fuori della realtà”, ha rimarcato poi, ricordando le parole della sua relazione in apertura dell’Assemblea della Cei, lunedì scorso. “Surreale perchè e – ha spiegato il cardinale – sinceramente ideologica, e perchè chi ha sentenziato non conosce niente della nostra storia”. “Sentenziare in modo così astratto – ha affermato il presidente del vescovi italiani – a prescindere cioè dall’èthos di un popolo, non è un buon servizio a quel cammino europeo in cui noi vescovi crediamo profondamente, ma che deve avere un’anima spirituale. L’economia, la finanza, non possono costituire l’anima di un popolo, di una nazione o di un nuovo soggetto, come l’Europa, che riscalda i cuori delle nazioni”. Dobbiamo poterci dire, ha concluso, “noi europei”.

Se Vaticalia dirà si credo che dovremo ricorrere ai forcono se non proprio alla lotta armata
Molto grave la debolezza dello Stato innazi
alle pretse ecclesiastiche, come detto un milairdo di volte,
plumbeo e allarmante
il clima di odio sanfedista, con aggressioni e intimidazioni
alla famiglia della Signora Lautsi denunciato dai Radicali di cui leggo su nogod e sul sito UAAR
Sempre più forte e spaventosa l’impressione di vivere una notte
dei diritti civili l’impressione di vivere in una situazione di rischio democratico
di vivere in una sorta di neofascismo che solo apparentemente è più soft
del fascismo storico
Per quanto il cielo sia plumbeo non credo che i cattofondamentalisti riusciranno a portare i crocefissi laddove non sono più da tempo. Prepariamoci però ad una lunga battaglia di nervi
molto pessimista
le aggressioni violente, ultima questa alla famiglai di Padova, alla sede
Radicale, alla sede UAAR
penultima la vicenda delle squadre di vigilantes che hanno minacciato
gli sciopernati al’Eutelia
si succedono.