Sono stato qui a Ovest giusto vent’anni fa, fine dicembre, e a capodanno sulla Unter den Linden fui scambiato per Pavarotti da folle ubriache per la quali intonai l’aria ovvia della gelida manina. Era la festa del grande collasso pieno di speranze. (Giuliano Ferrara, Il Foglio)
Si dice che la vittoria ha tanti padri. Ne abbiamo avuta ampia prova durante le celebrazioni della caduta del muro. Lech Walesa era raggiante davanti alla porta di Brandeburgo mentre spingeva la prima delle quindicimila tessere del domino, scenografia predisposta a simulare il muro. Il premio Nobel polacco che, beninteso, ha il suo posto nella storia per essersi messo alla guida di Solidarnosc, ha dato il merito della fine del comunismo della caduta del muro e forse anche della scomparsa dei cattivi a papa Wojtyla. Può essere, ma a me non sembra che le cose siano andate così. Sarò banale ma credo che il muro, e quel tipo di comunismo, sia finito per consunzione. Forse il papa polacco ha acceso qualche riflettore in più sulla Polonia, ma quel paese che pure si strinse fortemente intorno al suo vescovo, si sarebbe immerso con la stessa fiducia nelle sacre acque del Gange pur di scrollarsi di dosso l’anacronismo di quel regime. Di più. L’eccessivo entusiasmo di Walesa e la fiducia cieca nel teocrate vaticano, gli hanno fatto ben presto dimenticare molti compagni della prima ora per consegnare il suo paese nelle mani dei nazionalisti che hanno portato al governo-presidenza dei gemelli Kazchinsky , governo caduto sotto i colpi dell’Ue per le sue posizioni antisemite il fondamentalismo cattolico le leggi punitive sulle donne. Verosimilmente anche il gemello presidente non sarà riconfermato alla carica . Di fatto la Polonia ha scontato un isolamento culturale che altri paesi dell’area comunista hanno superato con più facilità. Naturalmente il discorso sulla fine di una epoca è molto più complesso, ma non è accettabile questa sopravvalutazione del papa, reiterata anche in momenti che tutti viviamo con solennità e commozione.
Come ovvio quasi tutti i politici italiani hanno dichiarato di aver dato un colpo di piccone proprio il 9 novembre. Un tempismo che manco Rostropovich con il suo violino….
Sul filo della vanità il sindaco Alemanno ha promosso una manifestazione piuttosto pacchiana e ha detto “quel giorno ci ha insegnato la fine del totalitarismo, del comunismo, del fascismo”. Pare che sia stato bacchettato dall’onnipresente moglie perché ha dimenticato ateismo e velinismo. A tanto cretinismo come reagire? Con l’ironia come fa il bravo Lanfranco Pace che scrive “abbiamo conosciuto l’umidità, il caldo, l’inflazione percepiti, ora abbiamo anche il muro percepito tirato su alla svelta a piazza di Spagna per ricordare Berlino e il 9 novembre di venti anni fa. Suvvia, se c’è una cosa che percepire proprio non si può è un muro: o ci sbatte contro o lo si tira giù”.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
sul sindaco di Roma vedi 13/10/09
Tag: muro di berlino

http://www.nessundio.net/blog/2009/10/13/2770/
http://www.nessundio.net/blog/2009/10/19/2817/ (berlino)
http://www.nessundio.net/blog/2009/10/19/2817/
E’ effettivamente riduttivo, anzi mi sembra proprio una cretineria attribuire all’intervento del papa d’allora il crollo del muro.
Ovviamente una retorica semplicistica ci ha inondati. Le vicende storiche ed umane sono sempre più complesse e quindi più affascinanti dei sunti interessati sopratutto se provengono da gerarchie religiose.
l’URSS era in profonda crisi economica, morale, sociale. I paesi satelliti, che nel primissimo dopoguerra della II guerra mondiale erano stati annessi troppo spesso brutalmente, avevano sempre mantenuto un loro orgoglio nazionalee una indipendenza di idee, orgoglio e idee alla fine si fecero valere.
Personalità di grande carisma avevano denunciato al mondo gli orrori della dittatura, Solzenicyn con il terribile “Arcipelago Gulag” e con “Una giornata di Ivan Denisovic”, Havel e tantissimi altri avevano pagato un prezzo alto.
E’ piuttosto triste che si continui a dimenticare quelle personalità, per non dire dei due protagonisti dell’epoca, Gorbaciov e Reagan, per accreditare il santino oleaografico di una chiesa romana che sconfigge da sola i perfidi atei comunisti.
La Polonia fin dal 1700 è stata poi ghiotto boccone per gli “imperialismi” che si sono succeduti nel corso dei secoli, degli appetiti dei
Prussiani, della Russia degli Zar e poi di nuovo dell’URSS ha fatto le spese questa nazione che per lungo tempo non è stata nazione.
Gli ultimi anni della Polonia invece sono caratterizzati dall’avvento al potere dei terribili gemellini Kaczynski portavoci di una fazione politica bigotta, fanatica e razzista, che si rifà ad un cattolicesimo fanaticamente antisemita, antimoderno ed anti-stato
Per fortuna però questa cretineria del papa picconatore l’ha detta solo Walesa. Sono d’accordo che deve essere ricordato, ma francamente questa storia di dare i nobel per la pace a pioggia è veramente stupida.
http://issuu.com/giornalesentire/docs/sentire08
In merito alle dichiarazioni e commemorazioni riporto una dichiarazione dell’impagabile Ministro Bondi:
Muro Berlino/ Bondi, senza Berlusconi molti rischiavano galera
Venerdi, 6 Novembre 2009 – 20:50
“Se Berlusconi non avesse avuto ilcoraggio di mettersi di traverso rispetto alla gioiosa macchinada guerra della sinistra, capitanata da Occhetto, moltiesponenti della vita pubblica avrebbero rischiato molto,avrebbero rischiato la galera e la loro stessa vita personale”.Cosi’ Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali, ha commentatoun cortometraggio sulla caduta del Muro di Berlino trasmessoquesta sera a Milano durante un convegno organizzato dai clubdella Liberta’. “Dopo Tangentopoli e quindi dopo molti anni dalcrollo del Muro i comunisti stavano per prendere il poterenonostante la sconfitta della storia – ha proseguito Bondi – ese non ci fosse stato Berlusconi avrebbero di sicuro preso ilpotere. Questo gli eredi del partito comunista al presidente delConsiglio non lo perdoneranno mai”.
Rimarchevole, direi.
Comunque sul Muro anzi dal Muro sono scivolati molti: Sarkò in salsa gollista compreso il cui iper-protagonismo anche su facebook sta suscitando qualche sghignazzo in Francia.
Certo sempre meglio di Berlusconi-Giovanardi-Bossi-Bondi&compagnia che hanno dello Stato liberal democratico, quindi di quei valori che dovrebbero essere contrapposti ai totalitarismi, una idea tutta personale e che io giudico raccapricciante
Sarko forse ha anticipato i giorni, ma Alemanno che c’entrava a dire tutte quelle sciocchezze e ad accusare la Provincia che non ha organizzato muri di cartone.
La cosa che mi infastidisce di molti amministratori del centro-destra è la stupidità manifesta .
Posso capire, anche se non condivido dal mio peculiare punto di vista, una scelta politica ma trovo indigesta la stupidità, anzi l’essere orgogliosi della propria idiozia, ignoranza e pressapochismo.
Purtroppo anche a sinsitra c’è l’orgoglio del cretino, orgoglio che impera, come giustificare, altrimenti le nostalgie per la paccottiglia dittatoriale, le fesserie dette e scritte, l’antisemitismo becero, l’antiamericanismo da macchietta.
Comprendo e comprendevo , anche perchè parte delle mie origini sono pezzenti, chi ha creduto nella speranza comunista perchè appunto rappresentava una speranza di giustizia e riscatto, riscatto per i senza terra, per le donne, ultime ruote del carro in un mondo contadino ed operaio spietatamente sottomesso al bisogno, spesso estremo, non comprendo non capisco e mi fanno discretamente schifo i vari Rizzo e soci
che di quelle speranze, che di quelle esigenza di giustizia sociale, tutt’ora viva, fanno macchiette e strame.
Per prima cosa cari amici `polonisti` prima di dare sentenze varie sui fatti polacchi,sappiate che un gemello al singolare si scrive KACZYNSKI e due, ovvero i gemelli al plurale, nella lingua polacca si scrivono gemelli KACZYNSCY..poi potete cominciare a discutere dei fatti polacchi..
Chi conosce la lingua italiana portà usare con profitto anche le altre, per intanto mi pare di sapere che il plurare nella lingua italiana non si applica ai cognomi
si scrive i fratelli Spina non i fratelli Spini
se scrivo, invece, di una persona che reputo non troppo intelligente scirverò ” quel signore è un imbecille”
se di contro scrivo di più persone che ritengo non troppo sveglie scriverò
“quei signori son degli imbecilli”
già che ci sono per tutti quelli che sono ossessionati dalla pronuncia di nomi e parole straniere segnalo il sempre bellissimo “la donna della domenica”
ove si fa giustamente le pulci a tutti quelli che dicono “Baaston” e non un più pecoreccio “Boston”
E che conclude giustamente taxi o taxì?
Comunque condivido le vostre osservazioni su Walesa e la Polonia
@Anna
Complimenti per la citazione del libro. Secondo me è notevole anche il film di Comencini
Grazie per le utili precisazioni sulla Polonia
p.s. Anche oggi gran fila in via del Moretto
il film è bello, molto bravi gli attori, tra cui il sempre splendido Matroianni