9/11/09 – Ogni giorno ha la sua croce

In Arabia Saudita un pedofilo di 22 anni è stato decapitato e poi messo in croce nel deserto. Aveva stuprato 5 bambini
Dio è morto. Ma il viceministro della Salute Fazio assicura fosse già affetto da patologie pregresse (www.francesco-nardi.com)
La frase “potete morire ma non toglieremo mai il crocifisso dalle aule” non può mai significare un augurio di morte per qualcuno. Come è evidente nel linguaggio comune, significa che in nessun caso riuscirete a farci togliere il crocifisso. Non capirlo è malafede. (il ministro della Difesa risponde alle (poche) critiche per il suo intervento a La vita in diretta)
Gli italiani perdono le guerre come se fossero partite di calcio e le partite di calcio come se fossero guerre (Winston Churchill)

Scrive l’Avvenire che con sentenze come quella di Strasburgo l’Europa diventa terra di nessuno. Sembra essere una riflessione dettata dalla paura. A ben vedere infatti la deliberazione non è frutto del laicismo esasperato di giudici comunisti che hanno alzato il gomito (Feltri dixit), ma una sentenza europea. Se, per una volta tutti uniti, i politici nostrani sono scattati in piedi davanti alla maestà del crocefisso e molti italiani intervistati e sondaggiati hanno dichiarato di non sentirsi turbati per la presenza dell’immagine, è perché sono fondamentalmente disinteressati al mondo che li circonda. E’ vero che noi italiani – e soprattutto romani – siamo abituati alle chiese, ai preti e alle suore onnipresenti, al cupolone che si vede da ogni parte della città, inciampiamo nei simboli talmente spesso che neanche li consideriamo. Sono così frequenti che la geniale ministro Mary Star pensa che è il simbolo della nostra cultura e che, in qualche misura, ci caratterizza, al pari della tazzina di caffè, della pizza e del manico di bambù della borsa Gucci. A differenza dei saggi giudici che hanno sentenziato non di imporre qualcosa ma di non imporre qualcosa, noi italiani non consideriamo, a causa del nostro estremo provincialismo, che le persone che vengono da realtà differenti possano sentirsi escluse da un simbolo, ma, soprattutto, si chiudono gli occhi davanti alle persone educate che hanno fatto grande il paese pur non essendo cattoliche e, anche se al genio politico attuale risulta indigesto, sono innegabilmente italiane. Va per la verità detto che la maggior parte delle scuole e degli uffici pubblici – e non da oggi – hanno deciso di togliere l’effigie dai muri proprio per evitare scatenamenti di guerre non necessarie alla vita quotidiana. Guerre volgari e ignoranti che in questi giorni vediamo in tv e dove i furbi della Cei hanno pensato bene di mandare le terze-quarte-quinte file della clericaglia lasciando a scannarsi sul logo del cattolicesimo il peggio della feccia televisiva da salotto RaiSet. La capacità politica della Conferenza episcopale del resto la conosciamo anche per la difesa che fa dell’ora di religione, che sostiene essere non confessionale ma un approfondimento della nostra cultura. Non quindi una religione ma un modo di vivere, e chi lo rifiuta respinge un pezzo fondamentale dell’identità nazionale. Del resto lo Stato concordatario, o Vaticalia concede moltissimo al Vaticano come l’annullamento del matrimonio da parte della Sacra Rota che ha effetti civili e viene consentito con motivazioni che una società normale non potrebbe mai accettare. Esattamente come le Corti islamiche che ci fanno giustamente orrore. Ora ci sono i soliti intellettuali che mangiano nelle greppie di regime, qualunque regime, che per difendere il simbolo individuano che il vero problema è il finanziamento alla scuola religiosa. Alla buon’ora. E sempre i soliti soloni dichiarano che nessun altro idolo li disturberebbe, come se nelle scuole italiane ci fossero simboli di altre fedi. Non sono esperta di religione, materia che è conosciuta soprattutto dagli atei, ma per quel poco che so di ebraismo, mai un ebreo attaccherebbe su una porta una mezuzah o esporrebbe una menorah laddove non è rispettata, indipendentemente dal suo grado di religiosità. Noi critichiamo i paesi islamici perché usano al posto del codice civile il corano mentre pensiamo che imporre in Italia un simbolo religioso in un istituto pubblico sia normale, come è normale riconoscere un annullamento di matrimonio del tribunale rotale. Approfittando del furore razzista di una parte degli italiani che pensano di usare la croce come una clava da spaccare in testa al presunto terrorista che lava i vetri al semaforo, molti sindaci hanno cominciato a distribuire croci. A Roma un consigliere comunale, peraltro fino allora sconosciuto anche a me che sono attentissima alla politica locale, ha distribuito crocette fuori le scuole conquistandosi due righe sui giornali.
Anche questa frenesia dei nuovi crociati ricade sulle spalle dei cittadini che intanto pagheranno la moltiplicazione del suppellettile. Come per l’analisi del capello dei vari sindaci (che fanno gli sciacalli sulle stronzate dei colleghi), pari a 500 € cadauno pagate dal Coni, ente pubblico che si succhia il nostro Irpef.
Siamo lontani, parecchio lontani, da quei Paesi che prendono in carico la vita dei loro cittadini. Pensiamo alla vicina Francia e ai paesi del nordeuropa che accolgono ogni neonato con cospicui assegni e, soprattutto, mettendogli a disposizione da subito nidi per consentire ai loro genitori di continuare una vita produttiva, o la Spagna che ha deciso di estendere alle sedicenni il diritto di abortire senza ricorrere alla tutela della famiglia che, in alcune particolari condizioni, potrebbe interferire con le loro decisioni, o la Gran Bretagna che per tutelare i giovani da gravidanze precoci piuttosto che dal bullismo omofobo introdurrà l’educazione sessuale nelle scuole. Piccoli esempi che cozzano con l’indifferenza che vediamo da noi, dove addirittura i medici scelgono di non vaccinarsi fregandosene di contagiare (forse) i loro clienti.
Concludendo, il crocifisso addosso ce lo porteremo ancora per un po’, per cui potrebbe esserci di conforto quanto scrive Emilio Gentile sul Sole 24 Ore: “… come simbolo di una tradizione nazionale, l’esposizione del crocifisso nelle scuole e nei tribunali fu resa obbligatoria in Italia, a partire dal 1923, da un regime totalitario, che predicava un’etica anticristiana, anche se siglò un concordato con la Chiesa cattolica per confermare il cattolicesimo come religione di Stato, considerandolo una espressione della tradizione italiana e un prodotto storico della romanità. Il duce che volle l’esposizione obbligatoria del crocifisso nelle scuole sosteneva che l’impero romano era stato il presupposto storico del cattolicesimo, perché se fosse rimasto in Palestina, affermava il duce, la religione di Cristo sarebbe stata soltanto “una delle tante sette che fiorivano in quell’ambiente arroventato… e molto probabilmente si sarebbe spenta senza lasciar traccia di sé”. Tale interpretazione delle origini del cattolicesimo fu dichiarata eretica da Pio XI”
E questo per chi si è riempito la bocca dicendo che il crocefisso è la nostra identità culturale.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Su questi argomenti anche
28/7/09 – Regno islamico di Sua Maestà la regina Elisabetta,
7/9/09 – Il ’48,
29/9/09 – Gli uomini non cambiano,
5/11/09 – La fine della religione

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19 Commenti a “9/11/09 – Ogni giorno ha la sua croce”

  1. anna Scrive:

    Secondo vari rapporti Eurispes nonostante la maramaglia imbellettata, il catto-fascio-xenofobo-fanaticume che la televisione pubblica e privata ci propina ogni sera in televisione i cattolici da tempo non sono maggioranza
    tra gli italiani (il 47% degli itlaiani ha fiducia nella chiesa cattolica, meno di uno su due, dunque)
    e perfino tra i cattolici e i cristiani di base la follia geriatrica delle gerarchie cattoliche è vista con sempre maggior perplessità [non è un caso che i primi studi e le prime voci contro l'8 per mille si siano ralizzati anche per mano di studiosi e giornalisti di fede cattolica vedi in merito "la questua"]. Pare che
    4500 persone al mese chiedano di essere sbattezzate, quindi si prendono la briga di scaricare un modulo dal sito UAAR e spedirlo con AR
    Il problema come si rimarca spesso, è che tutti quei cittadini laici atei agnostici ma anche i cristiani e i cattolici laici non hanno sponde politiche serie nè voce in una informazione che predilige la funzione di carta igenica, la slinguazzata sulle chiappe delle caste catto-politico-omprenditorial-laterali-destri.

  2. Marcello Scrive:

    Cara Tiziana, in realtà il vangelo dice che ad ogni giorno basta la sua pena invece qui di pene durante il giorno ne subiamo più d’una.

    Utili e importanti i dati proposti da Anna, ma dobbiamo anche riconoscere che se il 90% dei giovani sceglie l’ora di religione, vuol dire che da parte nostra manca una alternativa culturale.

    Beninteso, quello che propone la Chiesa è terribile ma l’incapacità nostra cosa è?

  3. Sergio Scrive:

    Tiziana:

    «Guerre volgari e ignoranti che in questi giorni vediamo in tv e dove i furbi della Cei hanno pensato bene di mandare le terze-quarte-quinte file della clericaglia lasciando a scannarsi sul logo del cattolicesimo il peggio della feccia televisiva da salotto RaiSet.»

    Ben detto. Infatti la Chiesa, a parte un paio di dichiarazioni, si è defilata e osserva sorniona l’edificante spettacolo dei neo-crociati (vi raccomando Sgarbi, che tra un cunnilingus e l’altro, difende i valori cristiani e si scaglia contro gli atei).

    La pretesa che il crocifisso non può realmente offendere nessuno, nessuna persona normale e per bene - come pretendono Bersani e ahimè anche Magris - è un’affermazione pilatesca e anche vile.
    A me il crocifisso dà molto fastidio, un fastidio quasi fisico. Probabilmente sono un indemionato (per dirla alla Fanzaga, un prete volgare e sadico).
    Io il crocifisso non lo voglio, punto e basta. No, dicono i falsi credenti, i politici prudenti e gli intellettuali da strapazzo (l’articolo di Magris è indegno): puoi anche morire, ma non lo togliamo. Disse La Russa e alzò una gamba marcando il territorio.

  4. Sofia Scrive:

    Cari Giulio e Tiziana,

    anche a me il crocifisso da fastidio, e mi da fastidio soprattutto l’uso politico che se ne fa. Del “dibattito” televisivo vorrei soprattutto far notare la conclusione del musulmano (mica uno serio della comunità islamica di Roma ma sempre e solo quel signore di Milano…) : a noi il crocefisso ci sta bene e quindi voi vi accettate il velo ecc. Proprio una bella laicità alla francese (che non so se è l’ottimo ma è comunque un bel passo avanti a noi)

  5. anna Scrive:

    concordo solo in parte con Marcello.
    In un Paese che ha una informazione
    malata come anche una classe dirigente all’opposizione che dice come Bersani e soci che “il crocefisso non dà fastidio a nessuno”
    fare contro-informazione come divulgare cultura laica diventa una fatica tremenda,
    eppure molti cittadini, molti gruppi, molte associazioni si sforzano di fare l’una e l’altra cosa, in mdo del tutto gratuito, da soli senza aiuti, a questa fetta di cittadini, portratrice di sana laicità, di idee e ideali che hanno cambiato il Mondo che c’è nel Paese,
    che c’è e per fortuna non è ancora morta stecchita, nessuno tranne pochissimi (i soliti radicali i socialisti per bene e qualche radicale di sisnistra) ha saputo o voluto dare davvero voce
    Il tentativo ormai vittorioso di annullare quanto c’è di laico e decente nella Scuola Pubblica, tentativo che è stato portato avanti per decenni
    (vedasi i discorsi di Calamandrei degli anni 50, in difesa della scuola pubblica editi da Sellerio e che sono purtroppo ancora attuali)
    lo sforzo continuo delle gerarchie politche e cattoliche di far passare laici, ateai agnostici come una minoranza di srtavaganti per di più egoisti e crapuloni
    ha visto solo e sempre gruppi e associazioni muoversi in difesa dei vaolri di civiltà laica
    mentre la politca ufficiale dell’Opposizione è rimasta immobile aggrappata alle poltrone ecclesistiche in un rapporto sadomasochistico di complicità.
    L’alternativa culturale c’è, quello che manca è una classe politica capace di raccolgiere le energie laiche del paese, ciò che manca è la sponda politica.
    Forse più che l’alternativa culturale manca ai laici la capacità di fare pressione, lobbing in senso buono affinchè nella politca italiana si butti a mare il vecchiume clerico-fanatico
    che ha trascinato l’Italia sempre verso lo sfacelo

  6. Silvio Basile Scrive:

    A me sembra che il crocifisso sia, soprattutto, una delle tante espressioni del sadomaochismo cattolico apostolico e romano, come l’Ecce Homo, il Lorenzo sui carboni accesi, la Lucia con gli occhi nel paniere ecc. ecc. Roba da psichiatra, insomma.

  7. anna Scrive:

    credo che il culto dei santi [inizialmente combattuto per altro] e la loro rappresentazione per organi e funzioni sia dovuto più che a propensioni sadomasochisitiche all’esigenza di sostituirsi a divinità pagane
    almeno questo io credo guardando i tanti riti religiosi di un meridione aracaico che ho fatto in tempo a conoscere
    Il seicento, il baroccone ha poi fatto il resto calcando la mano sul morboso
    Da non cattolica e anzi da sbattezzata cmq non mi interessa indagare i profondi e a volte umananmente comprensibili motivi personali che portano molti cittadini verso un credo qualsiasi,
    mi interessa invece come ovvio che siano applicati i principi cardine dell’ordinamento costituzionale italiano, in specie l’Art. 3 mai abbastanza citato:

    “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

  8. mariafrancesca17@interfree.it Scrive:

    Sono sicuramente d’accordo con Anna, ma non sottovaluterei quanto dice Marcello. Che intanto riporta il dato, per me allucinante, del 90/ di iscritti all’ora di religione. Quando abbiamo le possibilità di votare non riteniamo prioritarie le questioni inerenti la laicità (dei soliti radicali) ma altro.
    Mi vado convincendo che siamo molto più minoranza di quel che ci sembra

  9. angelo v. Scrive:

    Indecoroso spettacolo ieri a Domenica 5. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Argomento del dibattito (!), la sentenza della corte europea sul crocefisso nelle scuole. I partecipanti erano i soliti: Parietti, Sgarbi, Santanchè e quello psicologo/psichiatra buono per tutte le occasioni (dal Grande Fratello ai delitti di sangue più efferati) di cui non ricordo il nome, ma onnipresente. Il dibattito inizia con la Parietti che dopo una manciata di secondi già urla come un’ossessa a sostegno della sentenza, a seguire è il turno di tutti gli altri. Il ruolo di Sgarbi -udite udite- è quello di arbitro del dibattito. E’ come mettere un fumatore con sigaretta accesa in un deposito di carburanti e poi meravigliarsi se salta in aria tutto. Infatti dopo poche parole pronunciate da una rappresentante di una neassociazio di atei, l’arbitro super partes Sgarbi prende fuoco e da dell’Ignorante come una capra alla gentile signora. L’apoteosi spetta alla Santanchè (poteva mancare dove si litiga?) che arriva aad affermare che Maometto era pedofilo per il fatto di avere una moglie-bambina di nove anni. A prescindere che non so se sia vero o meno vorrei solo ricordare alla “deputata da urlo” che usi e costumi di qualche migliaio di anni fa non possono essere valutati con il metro di oggi. Ma suppongo che ciò non interessi minimamente a chi deve giustificare la propria presenza in un dibattito solo in virtù dei decibel raggiunti nel lanciare offese blasfeme.
    Su tutto e su tutti la inadeguatezza clamorosa della conduttrice incapace di governare la discussione, se non al momento di annunciare la pubblicità. Ma forse Barbara D’Urso fa solo quello che si deve fare in questi spettacoli indegni: lasciare che tutti urlino e si accapigliano. A beneficio dell’audience, naturalmente.

    di angelo v.

  10. anna Scrive:

    Non sottovaluto il fronte del
    “franza o spagna purchè se magna” o meglio degli ignavi, che in tutte le epoche e società in genre sono molto di più di chi agisce.
    Nel Paese credo si debba recuperare il senso della decenza e della giustizia.
    Quindi dobbiamo indignarci.
    Si spacciano come normali comportamenti raccapriccianti provenienti da pubbliche Autorità , dichiarazioni e sberleffi ignoranti ad una Alta Corte di Giustizia, un sottosegretario, il noto alle cronache politiche, Giovanardi, fa una dichiarazione perlomeno bizzarra in emrito alla Sentenza della Corte di Strasburgo, dichiarazione imbarazzante anche per un novellino al primo anno di Giurisprudenza, figurarsi per un sottosegretario e giurisperito
    e non pago fa affermazioni che davvero si commentano da sole circa la morte di un detenuto ebbene NON è normale tutto questo e pochi o tanti che si resti bisogna ripeterlo e gridarlo e rigridarlo sui tetti altrimenti siamo complici
    dei teocon fanatici e di chi vorrebbe un ritorno al catto-fascismo

  11. Tiziana Scrive:

    @Anna
    Credo che stare sempre a dire che sono la libera stampa e la cattiva politica a combinare i guasti sia un alibi. Di fatto ci si accoda tranquillamente a questo tenore di vita, anche nei piccoli comportamenti di sopraffazione quotidiana in città. Comunque io apprezzo il tuo ottimismo. Personalmente sono molto delusa e temo che anche questi più o meno belli siti servano a poco visto che fra di loro non dialogano. Certamente il numero degli sbattezzati è interessante, ma il vero sussiego alla Chiesa secondo me si fa quando si iscrivono i figlioli all’ora di religione o ci si sposa in Chiesa… e quando si vota per partiti filoclericali annoiandosi per le solite petulanze radicali
    @Marcello
    Credo anche io che non esiste una cultura alternativa. Si pensi che all’ora di religione cattolica i massimi esperti - addirittura anche fra noi - propongono la storia delle religioni!
    @Basile
    Anche io penso così. Da piccola una mia amica mi aveva regalato un libro sulla vita dei santi e io lo guardavo di nascosto perchè pensavo fossero immagini proibite “sporche”.
    @Sergio
    Anche se in maniera blanda sono stata educata ad altra religione, ma il crocefisso mi pesa parecchio, primo perchè la maggior parte delle persone dice che Cristo lo hanno ammazzato gli ebrei (e tutti gli ebrei ne sono corresponsabili) e poi perchè non rispetta l’uguaglianza dei diritti. Qualche tempo fa mia mamma è stata operata al San Camillo e nel reparto ce’ra un Cristo risorto con tutta la tunica sporca di sangue. Ti pare incoraggiante per un malaTo?
    @Sofia
    Al momento la Francia mi pare che almeno affronta il problema. Non credo che farebbero parlare Santanchè
    @Angelo
    Penso pure io che paghiamo la scorta per la pazza

  12. romano.iannelli@libero.it Scrive:

    Mi chiedo: Gli Stati firmatari della Convezione europea sono impegnati a dare esecuzioni alle decisioni della Corte europea. Il controllo sull’adempimento di tale obbligo è rimesso al Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Che farà ora il nostro Stato? Cambiera le leggi e violerà la convenzione comunitaria confermando di esere culturalmente dipendente dalle direttive dello Stato del vaticano?

  13. anna Scrive:

    il mio non è ottimismo
    è pessimismo della volontà chi sa di più, molti su questo sito, ha l’obbligo morale di battersi anche se è penoso e snervante. Il web può essere importante per diffondere principi laici, anche solo un ragazzino in più, capitato magri per caso su siti come questo od altri cui si mostra l’altra faccia della luna è un piccolissimo passo avanti.

    Circa il dialogo: in prima pagina sul nostro sito abbiamo link ai siti che si occupano di temi civili e laicità, nogod compreso, il nostro è un piccolo sito non abbiamo grandi mezzi e nemmeno grandi meriti, facciamo con dignità quello che ci riesce non sempre bene:divulgazione, divulgazione e ancora divulgazione e quindi divulghiamo anche le idee altrui. Da poco scandagliamo la rete e in una micro rubrica segnaliamo i pezzi che ci appaiono più utili (le prossime segnalazioni sono per nogod e femminismoasud)
    Ci sono ovviamente da parte di gruppi, singoli ed associazioni atteggiamenti contrari, sta ovviamente alla sensibiltà personale e direi al senso civico adottare una strategia più aperta ed altruista,
    tali gruppi, singoli, siti, ed associazioni non sono per me un modello,
    il mio modello è la rete aperta, il WEB altruista ed inclusivo
    quello delle lezioni/azioni gratuite, quello che ti tira su anche se non ti conosce
    da pessimista sulla natura umana non mi colpisce il malfare ma il benefare e quindi preferisco concentrarmi su chi fa azioni positive potranno sempre deludermi per intanto è bene agire.

  14. Gol Scrive:

    mi sembra che il pessimismo di Tiziana nasca dalla constatazione che molte cose, anche quelle che lei denuncia, sono completamente inascoltate.

  15. anna Scrive:

    Inascoltate da chi? Dalla stampa in ginocchio, dalla telvisione pubblica spartita con il Cencelli, chessò da Minzolini, dalla Berlinguer ecc ecc? Mi pare ovvio che questi figuri preferiscano ignorare quella amplia percentuale di italiani laica e matura
    E dunque quale sarebbe, in alternativa, la cosa giusta da fare? Ci chiudiamo tutti in casa a dirci quanto siamo bravi, peccato che tutti gli altri siano cattivi papisti?
    o continuiamo ognuno nel suo piccolo a fare quel che sa fare.

    per me la risposta è ovvia

  16. l.g. Scrive:

    Anna, chiaramente non sei te il soggetto del pessimismo, ma che la iniziative sono poche e che siamo inascoltati dobbiamo dircelo o no?
    E’ evidente che chi consulta questi siti tenta una soluzione, ma dobbiamo ignorare la realtà?

  17. Reazionari allo sbaraglio « … e il perseguimento della Felicità Scrive:

    [...] C’e’ da rabbrividire di fronte ai ragionamenti giuridici dell’ex pubblico ministero; evidentemente le sentenze vanno rispettatte solo quando lo dice Di Pietro. Potrebbe dirsi lo stesso per Marco Travaglio, che in un articolo a proposito di quella sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, cosi’ iniziava: “Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole.” Tiriamo un sospiro di sollievo; non dipende da Travaglio il rispetto della Convenzione per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali. Sul tema della sentenza della Corte Europea e della polemica che ne e’ scaturita, segnaliamo anche l’articolo di Tiziana Ficacci sul sito No God: Ogni giorno ha la sua croce. [...]

  18. anna Scrive:

    Iniziative:
    notizia sollevante, i Radicali si uniranno con i Socialisti e i Verdi.
    Iniziativa da sostenere nelle urne e fuori.

    Iniziative possibile:
    Associazioni e singoli schierati sul fronte laico dovrebbero finanziare e progettare attività sociali degne, in Italia e altrove, in primis borse di studio per giovani sceinziati, per le donne, premi vari per ricerche anche socio-politiche, strumenti e apparecchiature per le scuole più povere, incoraggiare il sapere tecno-scientifico, fare vedere l’altra faccia della luna

    nei paesi sconquasati dal fanatismo islamico e/o semplicemente dalla fame legare le scuoel alle mense, garantire due pasti al giorno alle bambine cambierebbe eccome la vita delle bambine ovvio, ma anche delle Nazioni, cercare ed applicalre modi concreti per non lasciare spazio ai preti che da che mondo e mondo fanno proseliti e riempiono seminari e madrasse speculando sulla spaventosa povertà.

    Fondamentale sarebbe l’unità tra gruppi e associazioni su progetti comuni,
    benefici e no.

  19. .:: No God ::. » Blog Archive » 29/1/10 – Burqa Scrive:

    [...] Vedi 9/11/09 http://www.nessundio.net/blog/2009/11/09/2931/ [...]

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