No ai crocefissi nelle aule scolastiche.

La Corte di Strasburgo contro la marchiatura delle scuole con il simbolo della religione cattolica. La sentenza riguarda però qualunque religione maggioritaria o minoritaria, presente o futura. Il caso era stato sollevato da Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, che nel 2002 aveva chiesto all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme, in provincia di Padova, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule. A nulla, in precedenza, erano valsi i suoi ricorsi davanti ai tribunali in Italia. Ora i giudici di Strasburgo le hanno dato ragione. Reagiscono indignati gli zuavi pontifici che presidiano il Parlamento Vaticaliano e il Governo del Vicereame del Papa Re.

Da il Giornale dei Berlusconi
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“…… Zaia: sentenza vergognosa “In attesa di conoscere le motivazioni non posso che schierarmi con tutti coloro, credenti e non, religiosi e non, cristiani e non, che si sentono offesi da una sentenza astratta e fintamente democratica”. Così il ministro delle politiche agricole Luca Zaia interviene in merito alla notizia della sentenza. “Chi offende i sentimenti dei popoli europei nati dal cristianesimo è senza dubbio la Corte di Strasburgo. Senza identità non ci sono popoli, e senza cristianesimo non ci sarebbe l’Europa. Che destino paradossale: proprio coloro che dovrebbero tutelare il senso comune si danno da fare per scardinare la nostra civiltà. Si vergognino!”.

Gelmini: difendiamo la tradizione “Nel nostro Paese nessuno vuole imporre la religione cattolica e tantomeno la si vuole imporre attraverso la presenza del crocifisso. E’ altrettanto vero che nessuno, nemmeno qualche corte europea ideologizzata, riuscirà a cancellare la nostra identità”. “La storia d’Italia – continua la Gelmini – passa anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella una parte di noi stessi. La nostra Costituzione inoltre riconosce, giustamente, un valore particolare alla religione cattolica. Non vorrei che alcune norme a cui si rifanno i giudici della Corte di Strasburgo fossero in contrasto con il nostro dettato costituzionale”.

Casini: Europa pavida “La scelta di bocciare la presenza del crocifisso nelle scuole è la prima conseguenza della pavidità dei governanti europei, che si sono rifiutati di menzionare le radici cristiane nella Costituzione Europea”. Lo afferma il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini. “Nessun crocifisso nelle aule scolastiche ha mai violato la nostra libertà religiosa, né la crescita e la libera professione delle fedi religiose. Quel simbolo è un patrimonio civile di tutti gli italiani, perché è il segno dell’identità cristiana dell’Italia e anche dell’Europa”…..”

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14 Commenti a “No ai crocefissi nelle aule scolastiche.”

  1. admin scrive:

    Giulio C.Vallocchia scrive : commenti pescati in varie mailing-list

    - La recente sentenza della corte di Strasburgo che dovrebbe vietare
    l’esposizione, così cara ai cattolici, di strumenti di tortura (la
    croce) nelle scuole fornisce l’occasione per alcune riflessioni.
    Tralasciamo la circostanza che i romani crocifiggessero i condannati
    in altro modo (una trave orizzontale appoggiata a due forcelle),
    sorvoliamo sul fatto che le prime comunità cristiane avrebbero
    considerato assolutamente blasfemo un simile simbolo e dimentichiamo
    il vero motivo per cui è stato aggiunto, in epoca medioevale, il
    braccio corto della croce (necessario esclusivamente per giustificare
    la presenza di improbabili cartelli). Qualunque storico potrà inoltre
    confermare che i chiodi non fossero utilizzati, essendo il supplizio
    sufficientemente doloroso, ma per un buon cristiano le torture non
    sono mai abbastanza (l’Inquisizione ha fatto scuola). Tralasciando
    comunque tutte queste considerazioni, l’unico pensiero che veramente
    turba uno spirito laico riguarda l’ipotesi dell’esecuzione di Cristo
    in un differente periodo storico, provate infatti ad immaginare le
    nostre aule scolastiche addobbate con forche, mannaie, ghigliottine o
    minuscole sedie elettriche. Sarebbe di gran lunga preferibile esporre
    un teschio con due tibie incrociate, per rappresentare tutte le
    religioni e ricordare agli studenti lo sterminato numero di cadaveri
    che queste si portano appresso. Marco Bertinatti – Ateo Impertinente – marco.bertinatti@poste.it

    - Vincenzo Vita (Pd), vice presidente della commissione Cultura del Senato: «La
    sentenza non delegittima la religione cattolica, ma la riconsegna a una
    spiritualità che non ha bisogno di simboli esibiti in luoghi non adibiti al culto».

    Uno del pd che dice qualcosa di laico, sono commosso.

    - «Sono esterrefatto di questa sentenza folle. Il governo italiano reagisca con la massima durezza», ha dichiarato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno (Pdl).

    Il fascismo nel cuore

    - Massimo Donadi, capogruppo di Italia dei valori alla Camera: «La sentenza di Strasburgo non è una buona risposta alla domanda di laicità dello Stato, che pure è legittima e condivisibile».

    Buona occasione persa per dire qualcosa di intelligente

    - Debora Serracchiani, europarlamentare e segretaria del Pd del Friuli: «Una sentenza formalmente corretta e condivisibile, ma la tradizione culturale dalla Chiesa si intreccia con la storia del nostro Paese e richiede un approccio più complesso e una maggiore profondità di coinvolgimento».

    Idem

    - Per il neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani “un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno. Penso che su questioni
    delicate come questa qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima
    del diritto”.

    ma si’, buttiamo a mare il diritto (che schifo!) e teniamoci il *tuo* buon
    senso. Nel voler dare sempre un colpo al cerchio e uno alla
    botte ha detto una grossa cazzata, l’ANTICA tradizione poi…

    -

  2. admin scrive:

    Giulio C.Vallocchia aggiunge altri commenti. Notate quello della signora Boniver, una volta socialista e laica, che è diventata una guerriera crociata.

    Dal Pdl Stefano De Lillo tuona contro «una sentenza assurda». Sulla stessa lunghezza d’onda Mario Baccini, leader dei Cristiano popolari del Pdl: «Il crocifisso rappresenta valori universalmente riconosciuti. Sembra che la deriva pagana della Corte europea sia evidente. Si confonde una sana cultura laica con il laicismo» e anche Margherita Boniver, presidente della commissione parlamentare Schengen, osserva: «È assolutamente incomprensibile la decisione, va tutto contro l’interesse del continente europeo, che così rinnega le sue radici religiose e culturali».

  3. admin scrive:

    Giulio C. Vallocchia trascrive altre follie dai leghisti. Sindacati divisi : solo la CGIL ha il coraggio della laicità.

    Dalla Lega Nord interviene con forza la vicepresidente del Senato, Rosi Mauro: «Se l’Europa considera il crocifisso, simbolo per eccellenza della sua storia e della sua tradizione, discriminatorio o irrispettoso, significa che vuole discriminare e mancare di rispetto proprio a se stessa. Serve un’Europa diversa, che si apre agli altri proponendosi però come portatrice di una propria identità». Concorda un altro esponente del Carroccio, Massimo Polledri che sottolinea: «La sentenza è sintomo di una dittatura del relativismo, è un attentato alla libertà religiosa e si scontra con quella che è la legislazione vigente nel nostro paese, bsognerà discuterne al più presto anche in sede parlamentare». Isabella Bertolini (Pdl) afferma: «Da Strasburgo arriva un pronunciamento simbolo della deriva laicista e nichilista che nega le radici culturali e valoriali della nostra società. Il crocifisso deve restare nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici come l’emblema dei valori civili che hanno una origine religiosa, ma che esprimono la laicità stessa dell’ordinamento dello Stato». Anche tra i sindacati italiani della scuola prevale scetticismo nei confronti della pronuncia di Strasburgo: giudizio decisamente positivo solo dalla Flc Cgil, mentre Cisl scuola e Snals scuola criticano la sentenza; posizione neutra da Uil scuola e Gilda.

  4. anna scrive:

    L’Europa trae perfino il nome dalla cultura latina e greca
    come eruopea ed italiana allora io
    volgio Venere Callipigia affissa a scuola; voglio la gigantografia di Galileo, voglio la canzone Risorgimentale
    “La Bandierea dei tre colori” scritta sui muri , voglio che i pincipi di civiltà giuridica di Cesare Beccaria siano carne e sangue della cultura giovanile, non i rutti della lega,
    voglio che siano studiati ed insegnati i testi di Ernesto Rossi, che voleva distruggere la povertà e che ci ha lasciato un patrimonio di sapere storico inestimabile, spiegandoci come la chiesa cattolica ed il grande capitale strinsero ferrea allenaza con la dittatura fascista, trascinadoci in una rivoltante alleanza con i nazisti.

  5. marcello scrive:

    Nessuno vuole per paura o per mero interesse, combattere il vero sottile nemico storico italiano:la chiesa.NON E’ VERO che le origini siano cristiane.
    Fino al 1871 quella indicata come Italia NON ESISTEVA.C’erano IL REGNO DELLE DUE SICILIE,LO STATO PONTIFICIO,IL GRANDUCATO DI TOSCANA,IL LOMBARDO VENETO e LO STATO PIEMONTESE.Dal 1871 il papa è stato cacciato nelle sue stanze.Nessuno è in grado in Italia di scegliersi la religione,se ne vuole una,perché ci nasce dentro,come il pesce nell’aqua.Bersani è NESSUNO:Figuriamoci se si mette in lotta con il papa!!Rutelli docet!Nessuno ha fiducia nei valori civili.Saluti

  6. anna scrive:

    ciò che allarma e disgusta è la pochezza e l’ignoranza non solo giuridica di molti dei nostri rappresentanti.
    La sentenza della Corte Europea è chiarissima ed è esempio di ragionamento giuridico limpido e preciso.
    Mai come ora l’Italia che tanto ha dato al pensiero giurisprudenziale dell’Europa è scesa così in basso
    i balbettamenti di un Governo e di una Opposizione indegna fanno vergognare e disperare che nel Paese cambi davvero qualcosa.
    Siamo già fuori dall’aurea cerchia dei Paesi europei più avanzati e civili con la protervia asinesca di baciapile ignornati e con il ricorso avverso la sentenza come conn il ripetere pappagallesco che il crocefisso non è simbolo religioso ma simbolo di non meglio identificate “radici” cristiane del Paese abbiamo dato uno spettacolo rivoltante e ridicolo a tutta l’Europa laica e matura

  7. bob scrive:

    La scuola è il luogo del sapere, dove si deve essere giudicati per ciò che si SA e non per ciò in cui si CREDE. In linea di principio, i crocefissi devono sparire, anche perchè vi sono numerosi luoghi dove essi hanno luogo: chiese, cattedrali e luoghi annessi. Oltre tutto, stamani mi giungeva voce da radio radicale, che i crocefissi furono appesi dai fascisti all’indomani della firma al vergognoso CONCORDATO tra stato e chiesa firmato da MUssolini: quindi, quale tradizione?

  8. admin scrive:

    Da L’Unità di oggi 4 novembre

    La Lega vuole appendere in classe anche John Wayne
    Per la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, il crocifisso in classe viola la libertà dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni. Il governo italiano annuncia ricorso. Il ministro Calderoli, furioso, spiega che La Passione di Cristo fa ormai parte della nostra cultura e che non permetterà a nessun giudice straniero di entrare nelle nostre scuole e staccare dal muro Mel Gibson. La Lega presenterà anzi una proposta di legge per appendere nelle classi anche il bassorilievo di John Wayne col baschetto dei Berretti Verdi. Quanto alla presunta violazione della libertà di religione degli alunni di altre fedi, Calderoli spiega che il governo intende tutelare la libertà religiosa attaccando, accanto a Gesù in croce, Maometto in croce. Esprime stupore e irritazione per la sentenza Ue l’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei: «Inaccettabile, è una decisione puramente ideologica! A proposito, niente sesso prima del matrimonio: Dio non vuole». Per Buttiglione la sentenza dell’Ue «È una cosa aberrante da respingere con fermezza» (buffo: è esattamente ciò che l’Ue disse di Buttiglione), mentre per il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini i crocifissi devono restare nelle aule e devono indossare il grembiule. Dall’opposizione parla Pier Luigi Bersani: «Un’antica tradizione come la croce non può essere offensiva per nessuno, tanto che con D’Alema stavamo pensando di metterla anche nel simbolo della coalizione», mentre per Rutelli la presenza di Gesù in croce non è in discussione ma bisogna rivalutare anche il ruolo di altre figure evangeliche. Per esempio, Giuda. Per Berlusconi è giusto che Gesù crocifisso resti nelle scuole ma bisogna stralciare la posizione dei due ladroni che non possono essere processati perché devono partecipare al Vertice sull’Alimentazione. Per La Russa, infine, è necessario che nelle classi resti il simbolo di Gesù morto in croce, mentre nelle carceri è preferibile il simbolo di Gesù morto cadendo per le scale.

    04 novembre 2009

  9. Toni Alamo scrive:

    Piu’ che il crocifisso, vorrei rimuovere il Vaticano dall’Italia, cancellarlo, annientarlo.
    la nostra arretratezza culturale e sociale è per colpa di questo millenario cancro che alberga nel nostro territorio, attingendo a risorse pubbliche come un parassita.
    La religione che se la finanzi chi crede alle loro fandonie, non tutti i cittadini ,anche quelli discriminati (coppie di fatto, omosex,donne, ecc).
    non passa giorno che dal vaticano non provengano attacchi ai nostri diritti,per ultimo il testamento biologico, che ci imporrebbe di non dover morire, ma di restare attaccati a delle macchine x decenni, con tubi conficcati anche nel buco del culo,xche’ cosi’ vogliono i preti.
    Per nn parlare poi delle campane, che mi svegliano tutti i giorni alle 6,30.
    se io tutti i giorni”sparassi a tutto volume musica rock, giustamente mi beccherei una denuncia x disturbo della quiete pubblica, mentre le campane, no, le campane possono rompere le scatole indisturbate da mattina a sera,…ma basta.
    preti avete rotto, prima scomparite voi e tutto il Vaticano e meglio sara’ x la nostra povera italia.
    …poverini, non pagano neanche le tasse,le pago io per loro, giusto no?

  10. admin scrive:

    Tre articoli da non perdere. Quello di Feltri si distingue per l’incredibile livore con cui attacca la sentenza di Strasburgo.

    Crocifissi vietati a scuola? I giudici Ue bevono troppo
    di Vittorio Feltri

    Quelli di Strasburgo hanno dimostrato a se stessi e al mondo (che ne ignora le opere) di esistere e di fare danni. Anziché occuparsi sul serio di la lotta alla droga e all’immigrazione selvaggia, sapete cosa fanno i signori giudici dell’Unione europea? Combattono il crocefisso. Pretendono che scompaia dai luoghi pubblici, in particolare dalle scuole, affinché non urti più la sensibilità dei bambini di altra religione.

    In che senso? Secondo i soloni dei diritti umani addetti a stabilire ciò che offende la persona mettendola a disagio nella società multietnica, il simbolo per eccellenza del cristianesimo, ossia Cristo sottoposto al supplizio romano, va sacrificato in omaggio al dovere d’ospitalità. Già. Se un alunno, putacaso musulmano, alza gli occhi e vede quell’oggetto (ormai classificato «stravagante») rischia di esserne turbato e di perdere la propria identità, il proprio equilibrio psicologico.

    Non è venuto in mente ai censori di Gesù che l’Europa è cristiana da secoli, che la sua storia è imperniata sul cristianesimo e che, se qualcuno viene qui da lontano per trovare pane, lavoro e pace, come minimo è obbligato a rispettare i nostri sentimenti, il nostro passato e il nostro presente senza per questo rinunciare alla propria fede?

    Tra l’altro, la stupidità della sentenza è aggravata dall’ignoranza dei valori del cristianesimo, simboleggiato non soltanto dall’oggetto «stravagante» dinanzi al quale milioni e milioni di europei si ritrovano e si riconoscono, ma da mille altri elementi visivamente apprezzabili.

    Per essere coerenti con la loro scempiaggine, gli estensori del documento avrebbero dovuto bandire con la croce anche i campanili, le cattedrali, i monasteri, le cappelle, tutta roba che si erge in luoghi pubblici e che pertanto, essendo esposta agli sguardi innocenti dei fanciulli suscettibili di turbamenti, andrebbe abbattuta perché emblematica del nostro scandaloso credo.

    C’è di più. Chiunque abbia frequentato la scuola dell’obbligo e magari un istituto tecnico o un qualsiasi liceo sa che i programmi di italiano (letteratura), storia e filosofia sono pieni di riferimenti cristiani. Andrebbe abolito anche questo tipo di studio perché provoca l’orticaria nei ragazzi di famiglie immigrate? Ovvio. Gentaglia come San Francesco, Dante (che si occupa di inferni, purgatori e paradisi) e Manzoni, per citare nomi «abbastanza» noti: via, fuori dai libri di testo perché nociva alla salute mentale della gioventù.

    È evidente. Siamo in presenza di un problema psichiatrico oltre che politico e religioso. Non vorremmo essere irriguardosi nei confronti dell’istituzione, ma c’è il sospetto che a Strasburgo giri troppa birra, e vi è la certezza che il tasso alcolico della Corte per i diritti umani è talmente elevato da richiedere l’intervento degli infermieri.

    Dimenticavamo. Bisognerà sopprimere il segno più dalle operazioni aritmetiche e algebriche perché graficamente somigliante alla croce. A proposito di croce, chissà che fine farà la croce rossa.

    E se invece chiudessimo il manicomio di Strasburgo?
    il giornale, 04-11-09

    La battaglia su un simbolo

    • da la Repubblica del 4 novembre 2009

    di Stefano Rodotà

    Ancora una volta una sentenza prevedibile, ben argomentata giuridicamente, non suscita le riflessioni che meritano le difficili questioni affrontate, ma induce a proteste sopra le righe, annunci di barricate, ambigue sottovalutazioni. Dovremmo ricordare che le precedenti decisioni italiane, che avevano ritenuto legittima la presenza del crocifisso nelle aule, erano state assai criticate per la debolezza del ragionamento giuridico, per il ricorso ad argomenti che nulla avevano a che fare con la legittimità costituzionale. E, considerando il fatto che la nostra Corte costituzionale aveva ritenuto inammissibile per ragioni formali un ricorso in materia, s´era parlato addirittura di una “fuga della Corte”, nelle cui sentenze si potevano ritrovare molte indicazioni nel senso della illegittimità della esposizione del crocifisso.
    Nella decisione della Corte europea dei diritti dell´uomo di Strasburgo, che ha ritenuto quella esposizione in contrasto con quanto disposto dalla Convenzione europea dei diritti dell´uomo, non v´è traccia alcuna di sottovalutazione della rilevanza della religione, della quale, al contrario, si mette in evidenza l´importanza addirittura determinante per quanto riguarda il diritto dei genitori di educare i figli secondo le loro convinzioni e la libertà religiosa degli alunni. La sentenza, infatti, sottolinea come la scuola sia un luogo dove convivono presenze diverse, caratterizzate da molteplici credenze religiose o dal non professare alcuna religione. Si tratta, allora, di evitare che la presenza di un “segno esteriore forte” della religione cattolica, quale certamente è il crocifisso, “possa essere perturbante dal punto di vista emozionale per gli studenti di altre religioni o che non ne professano alcuna”.
    Inoltre, il rispetto delle convinzioni religiose di alcuni genitori non può prescindere dalle convinzioni degli altri genitori. È in questo crocevia che si colloca la decisione dei giudici di Strasburgo che, in ossequio al loro mandato, devono garantire equilibri difficili, evitare ingiustificate prevaricazioni, assicurare la tutela d´ogni diritto.
    Non si può ricorrere, infatti, all´argomento maggioritario, come incautamente aveva fatto il Tar del Veneto, che per primo aveva respinto la richiesta di togliere il crocifisso dalle aule, ricorrendo ai risultati di un sondaggio che sottolineava come la grande maggioranza degli interpellati fosse a favore del mantenimento di quel simbolo.
    Un grande teorico del diritto, Ronald Dworkin, ha ricordato che «l´istituzione dei diritti è cruciale perché rappresenta la promessa della maggioranza alla minoranza che la sua dignità ed eguaglianza saranno rispettate. Quando le divisioni tra i gruppi sono molto violente, allora questa promessa, se si vuole far funzionare il diritto, dev´essere ancor più sincera». La garanzia del diritto, fosse pure quella di uno solo, è sempre un essenziale punto di riferimento per misurare proprio la tenuta di uno Stato costituzionale.
    Guai a considerare la sentenza di ieri come un documento che apre un insanabile conflitto, che nega l´identità europea, che è “sintomo di una dittatura del relativismo”, addirittura “un colpo mortale all´Europa dei valori e dei diritti”. Soprattutto da chi ha responsabilità di governo sarebbe lecito attendersi un linguaggio più sorvegliato. Non vorrei che, abbandonandosi a queste invettive e parlando di una “corte europea ideologizzata”, si volesse trasferire in Europa lo stereotipo devastante dei giudici “rossi”, che tanti guai sta procurando al nostro paese. Allo stesso modo sarebbe sbagliato se il fronte “laicista” cavalcasse il pronunciamento per rilanciare una battaglia anti-cristiana.
    Mantenendo lucidità di giudizio, si dovrebbe piuttosto concludere che la sentenza della Corte europea vuole sottrarre il crocifisso a ogni contesa. In questo è la sua superiore laicità. Viviamo tempi in cui la difesa della libertà religiosa non può essere disgiunta dal rispetto del pluralismo, da una riflessione più profonda sulla convivenza tra diversi. L´ossessione identitaria, manifestata anche in questa occasione e che percorre pericolosamente i territori dell´Unione europea, era lontanissima dai pensieri e dalla consapevolezza che ispirarono i padri fondatori dell´Europa, tra i quali i cattolici Alcide De Gasperi e Konrad Adenauer, che proprio quando si scrisse la Convenzione sui diritti dell´uomo nel 1950, quella sulla quale è fondata la sentenza di ieri, mai cedettero alla tentazione di ancorarla a “radici cristiane”, che avrebbero introdotto un elemento di divisione nel momento in cui si voleva unificare l´Europa, anche intorno all´eguale diritto di tutti e di ciascuno. Dobbiamo rimpiangere quella lungimiranza?
    Questa sentenza ci porta verso un´Europa più ricca, verso un´Italia in cui si rafforzano le condizioni della convivenza tra diversi, dove acquista pienezza quel diritto all´educazione dei genitori che i cattolici rivendicano, ma che deve valere per tutti. Libera anche il mondo cattolico da argomentazioni strumentali che, pur di salvare quella presenza sui muri delle scuole, riducevano il simbolo drammatico della morte di Cristo a una icona culturale, ad una mediocre concessione compromissoria ai partiti d´ispirazione cristiana (così è scritto nella memoria presentata a Strasburgo della nostra Avvocatura dello Stato). L´Europa ci guarda e, con il voto unanime dei suoi giudici, ci aiuta.

    Bonanni su repubblica.it
    La banalizzazione di un simbolo

    Premetto due cose, non necessariamente collegate tra loro. La prima è che non sono credente. La seconda è che trovo la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo contraria all’obbligo del crocifisso nelle aule un segno di civiltà giuridica e culturale. Ancora una volta, parafrasando la canzoncina dei berlusconiani, mi viene da dire: “per fortuna che l’Europa c’è”.Fatte queste dovute premesse, mi stupisco un po’ della reazione scomposta delle gerarchie cattoliche. Per un cristiano, il crocifisso dovrebbe essere, ancora di più che per un ateo come me, un simbolo sublime e terribile. La sua banalizzazione come soprammobile, confuso con i banchi, la lavagna e le altre suppellettili scolastiche, dovrebbe essere, quello sì, un sacrilegio. E la giustificazione del crocifisso nelle scuole come una fatto consuetudinario dovrebbe suonare alle orecchie dei buoni cristiani come una vera e propria bestemmia.
    Vietando la imposizione fuori contesto del Cristo, e del suo supplizio, la Corte di Strasburgo ha riconosciuto la sua piena e terribile dignità ad un simbolo religioso. Quella stessa dignità che la Chiesa gli nega difendendone la banalizzazione quotidiana e obbligatoria.

  11. marcello scrive:

    Il crocifiso è lo scudo dietro al quale si ripara lo stato vaticano.Peccato che siano sempre gli altri a liberarci.Ma dove sta l’UAAR?

  12. Pellizzer scrive:

    A DIO SOLO QUEL CHE E’ DI DIO!
    Poco fa, pregando di fronte al crocefisso, ho chiesto a Gesù cosa pensasse di queste recenti polemiche. E lui mi ha risposto che ne ha piene le scatole di essere sempre tirato in ballo, esibito, strumentalizzato, e/o esposto come fosse un feticcio (magari per obbligarlo a fare “da palo” alle ruberie e alle meschine operazioni dei politicanti pseudo-cattolici!).
    … Gesù mi ha spiegato che gli vien da vomitare se ripensa a quante volte nella storia -con la scusa della croce- il “Cesare” di turno ha voluto giustificare qualche crociata, qualche minchiata del Ku Klux Klan, qualche rogo di strega, qualche shoàh, qualche Concordato, eccetera.

    Per altre osservazioni, mi permetto di proporre due miei vecchi post sull’argomento:
    http://pellizzer.splinder.com/tag/cristi+e+madonne

  13. anna scrive:

    Nonostante trovi sbaglatie alcune posizioni assunte dall’UAAR stavolta non posso non rimarcare al Signor Marcello che a quanto so l’UAAR ha sostenuto, fornenedo la necessaria assistenza legale, la Signora Lautsi