3/11/09 – Mr. Europe

Ci sono dei momenti in cui il mondo si diverte, tutti ridono, scherzano, fanno casino. E invece tu ti senti sola, sola da morire. Pensi che nessuno ti capisce. Ma può bastare un attimo e ti senti di nuovo 3 metri sopra il cielo (dal trailer del film Amore 14, di Federico Moccia)

Massimino D’Alema da un po’ di giorni si sente tre metri sopra il cielo. Il premier infatti ha deciso, per una volta, di comportarsi come un politico normale e ha dichiarato che se ci sarà un gradimento europeo sponsorizzerà baffino all’importantissimo ruolo. Certamente toglierselo dalle scatole sarebbe una opportunità per la politica italiana, in primis per il neosegretario del Pd, altrimenti costretto a tenersi il corvaccio sul groppo. Perché pur se la leggenda dice che D’Alema è intelligentissimo, politicamente ha contribuito più a rompere che a costruire, distruggendo qualsiasi esperimento non lo vedesse al comando. Dovrà vedersela però con un altro leader del gruppo socialista europeo, obiettivamente molto più preparato di lui, che, secondo me, se avesse la meglio potrebbe stroncare definitivamente le gambe a Massimino. E’ David Miliband, ministro degli Esteri del governo Brown, nato nel ’65, figlio di Ralph uno dei più noti studiosi del marxismo, a sua volta figlio di un ebreo polacco che combatté i nazisti nell’Armata Rossa e sepolto accanto a Carlo Marx nel cimitero di Highgate. A vantaggio di D’Alema c’è il fatto che non ha nessun’altra ambizione né possibilità che quella di fare il ministro degli Esteri europeo, Miliband potrebbe aspirare alla leadership del suo partito.
L’italiano ha una visione piuttosto antiquata, che tiene molto alla realpolitik (ricordate la Serbia e i bombardamenti sui civili?), l’inglese sembrerebbe più attento alla dimensione etica. E’ molto probabile che l’inglese presto non avrà il suo partito al governo che – quasi sicuramente – andrà ai conservatori di Cameron i quali non considerano al centro del loro cuore l’Unione europea. Quel che è certo è che in Europa continuerà a dominare l’asse franco-tedesco che potrebbe lavorare meglio con D’Alema. Per entrambi i candidati conta il peso che i rispettivi paesi metteranno nella loro promozione, e come è noto il nostro premier è molto umorale e, va ricordato, promuovere D’Alema vuol dire rinunciare al commissario ai Trasporti, l’opaco ma fedele Antonio Tajani.
Il post comunista italiano non è stato, da ministro degli Esteri, molto equilibrato, anzi ha sempre parteggiato per una parte ad esempio nel conflitto israelo-palestinese (in linea con la tradizione d.c. – p.c.i. che è il brodo di coltura del politico).
A tutto ciò va aggiunto che D’Alema, nonostante le sue ambizioni, ha fatto pochi progressi nello studio dell’inglese, il che, con tutta evidenza, è un notevole svantaggio a meno che non voglia costantemente camminare con la bravissima interprete Chiara Ingrao nel taschino.
So che la mia opinione conta meno di nulla, esattamente come quella di qualsiasi cittadino costretto a subire una classe politica che non occorre descrivere visto che è sotto gli occhi di chiunque, ma voglio lo stesso scrivere che per me D’Alema dovrebbe salire sulla sua bella barca e circumnavigare la terra una volta poi un’altra e poi un’altra. Non solo per lui auspico un lungo periodo di riposo, è ovvio, ma da qualche parte bisognerà pur iniziare.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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4 Commenti a “3/11/09 – Mr. Europe”

  1. Anonimo scrive:

    Adesso si,

  2. Sofia scrive:

    Potremmo avere la sorpresa di non avere nessuno dei due e trovarci un francese che farebbe doppietta col ministro degli esteri di Sarko.

  3. Anonimo scrive:

    Se dovessi dire qualcosa su D’Alema credo che dovrebero arrestarmi.
    Penso che il casino sulla croce – è vero Strasburgo non è l’Ue, ma i giudici ubriachi lo avranno sentito dire – non agevola l’incarico a Max

  4. Marcello scrive:

    Comunque non ero anonimo ma Marcello