Archivio di ottobre 2009

Estremisti cattolici.

lunedì, 26 ottobre 2009

Un sindaco integralista cattolico si rifiuta di celebrare matimoni civili perchè contrari alla sua fede. E probabilmente se qualcuno lo denuncerà gli daranno anche ragione in quanto i cittadini italiani battezzati sono soggetti a due giurisdizioni ugualmente valide : quella dei codici della Repubblica e quella del Codice Canonico. Una sentenza della Corte di Appello di Firenze del 1965 riconosce ufficialmente che i cittadini italiani, battezzati con rito cattolico, sono “sudditi” del Papa Re e, in quanto tali, posso essere giudicati in base alla giurisdizione vaticana che prevale su quella italiana. Ma intanto sul caso del sindaco cattolicissimo che fa obiezione di coscienza contro i matrimoni civili ci ha inviato questo duro commento un nostro cortese e assiduo lettore.

26 Ottobre 2009

Diritto morale Vs dovere istituzionale

Non sono pochi i disperati allarmi di presunta “deriva anticlericale” lanciati dai diversi ranghi delle fila vaticane, riecheggiando puntualmente fin dal balcone più famoso che le domeniche religiose conoscano.

Non è lontana la crociata portata avanti da tutti i vescovi d’Italia che hanno fatto fronte comune su un piano meramente civile e che riguarda uno Stato fondato (fino a quando la Costituzione prevarrà sulla Bibbia) sulla laicità delle sue Istituzioni.

Lunga, e incredibilmente silenziosa, è ancora la questione del crocefisso nelle aule scolastiche e nei tribunali italiani.

Ma fino a questo punto si è ancora, con le dovute precisazioni del caso, nell’ambito della libera espressione delle idee che è propria dei religiosi quanto dei laici.

Ben diversa è invece la posizione di  coloro che, indipendentemente dal proprio credo religioso, vengono chiamati a rispondere di doveri istituzionali.

Il caso, pare non unico, è quello di un sindaco di Sedriano (MI) che si rifiuta di celebrare matrimoni con il rito civile in virtù della sua fede cattolica che riconosce la sola unione davanti a Dio (il suo).
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_ottobre_24/sindaco-sedriano-alfredo-celeste-matrimoni-civili-fagnani-1601913385379.shtml

Nonostante il suo non sia un divieto ai matrimoni di rito civile, ci mancherebbe pure altro, delegando la materia ad una sua Consigliere, si tratta in ogni caso di una obiezione ad un dovere d’ufficio che è compreso nei tanti doveri di un primo cittadino. Il rifiuto di un obbligo istituzionale in virtù del proprio credo religioso è al limite del razzismo.

Se mi si permette un paragone ardito, è come se un sindaco leghista rifiuta la residenza di un cittadino straniero regolare perché straniero, è come se un Ministro degli esteri comunista non firmasse il passaporto di un elettore di destra.

La coerenza alla quale si appella il Sindaco inadempiente avrebbe dovuto portarlo a non accettare una carica istituzionale propria di uno Stato laico che prevede, tra le varie “immoralità laiche”, quella di unire civilmente due persone. La coerenza, sig. Sindaco, non è relativa ma assoluta.

Questa forma di discriminazione è inaccettabile come inaccettabile è il silenzio dei diversi (troppi) opinionisti che non pensano alla gravità di questo genere di inadempienze dolose agli obblighi d’ufficio, concentrandosi su più gustose vicende personali del politico di turno.

Per carità, anche quelle sono più che gradite, specie se volte a palesare l’inaccettabile contraddizione del soggetto privato con il proprio ruolo istituzionale.

Richiamandomi ad un altro (ennesimo), palese quanto scandaloso, invito dello Stato Vaticano a non osservare le leggi italiane, ribadisco il mio più totale rifiuto di credere che questi casi non siano interferenze gravi nella normale amministrazione di uno Stato. L’ultimo appello accorato  della CEI, sconfitta senza appello sulla vicenda della Pillola RU-486, è rivolto ai farmacisti “cattolici” italiani ad avvalersi di un presunto diritto di non fornire prodotti che avrebbero una non meglio precisata controindicazione di immoralità, appellandosi ad una inesistente obiezione di coscienza.
http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_23/aborto-obiezione-farmacisti_37cc1038-bfb9-11de-856b-00144f02aabc.shtml

Non potendo aprire troppi fronti di guerra, questa sono deciso a non combatterla ma ad assecondarla con una proposta di legge che mi piacerebbe fosse corredata da 499 mila sostenitori:
Distinguiamo le farmacie “laiche” dalle farmacie “religiose” (estendendo però la possibilità anche ad altri farmacisti di improntare sui propri principi religiosi a loro specializzazione).

Quindi chi è alla ricerca di preservativi, o di prodotti simili all’indice come “immorali”, sarà libero di andarseli a cercare in una farmacia dove l’interesse primo del medico è quello di curarlo e non di condannarlo alle fiamme eterne. Questa differenziazione potrebbe essere adottata anche per i medici italiani, i quali, nonostante il terrore informatico della CEI, sono e restano gli unici abilitati dalla legge a somministrare la RU-486 in ospedale.

Comunque vadano le cose, avrei bisogno di capire di quale deriva sono più vittima. Di quella laica che è (o che dovrebbe) essere un diritto sancito nella mia Carta costituzionale o invece di quella orribile e razzista che permette a fondamentalisti religiosi di negarsi ai propri doveri istituzionali.

Non oso immaginare cosa accadrebbe se anche quelle religioni che più palesano la propria avversità alla libertà laica delle persone cominciassero un giorno a richiamare al proprio ordine morale tutti quei medici appartenenti a quella specifica fede.

DC

Panem et circenses.

sabato, 24 ottobre 2009

A Roma il cambio di colore del Consiglio Comunale non cambia il sistema : sempre molti circenses, sempre meno panem e sempre più degrado. Non se ne accorge solo la nostra Tiziana Ficacci che torna spesso su questo argomento nella sua battagliera pagina
http://www.nessundio.net/tiziana2009.htm
ma anche qualcun altro.

Riceviamo e pubblichiamo :

Walter sui red carpets è sempre er mejo

Questo ho pensato quando svegliandomi, sorridendo, chiudevo l’ennesimo confronto con il centro-destra.

“La vostra è la Politica dell’immagine, dei grandi eventi, dello spettacolo infinito, dei tappeti e delle serate mondane, delle grandi opere annunciate”;

“le periferie sono abbandonate, i cittadini non vi riconoscono più, non li rappresentate, non avete un progetto culturale per loro…..”;

“Criticate Berlusconi ma voi siete peggio, vi siete dimenticati della città reale, vivete nel mondo della fiction, almeno Lui è un Grande ;

“Quando vinceremo noi cambieremo registro……”

Parole pesanti come macigni che risuonano come un refrain nell’aula Giulio Cesare. E poi comunicati, interrogazioni, conferenze stampa, manifestazioni.

E noi, il centro-sinistra a fare muro che tanto pensa a tutto Walter, a dire che tutto andava per il meglio……… come si sa i panni sporchi si lavano, se possibile, in famiglia.

E così luci della ribalta per piazza del Popolo con le sfilate di moda, la Formula 1 all’Eur, il terzo polo turistico nel 2020, Capodanno ai Fori con la Nannini, le fantasmagoriche illuminazioni futuriste e poi, la ciliegina sulla torta, la Festa del Cinema con Richard Gere e Gorge Clooney e la Canalis nazionale: è l’America ragazzi.

In fin dei conti pensavo che l’opposizione delle ragioni le avesse, che bisognava usare qualche parolaccia come programmazione, pianificazione, riequilibrare i finanziamenti, razionalizzare il sistema delle aziende ma soprattutto fare inchiesta sul come la città era cambiata dopo 15 anni di governo.

L’abbaiare del mio cane preoccupato dall’ansia da cui ero assalito mi risveglia.

Ma siamo a fine ottobre del 2009. Governa il centro-destra. Il Sindaco è Alemanno.

Mi alzo asciugandomi la fronte imperlata di un freddo sudore. Ho un’apparizione. Sorrido: è Alemanno. Si è Veltronizzato. Si affanna, si sbraccia, si scompone, è in ansia, vuole superarlo. Io continuo a sorridere e penso “sui red carpets, lo stile, la classe, la signorilità di Walter nun se batte… è sempre er mejo”.


Accademia delle Torte in Faccia
Contatti, adesioni e segnalazioni:    torteinfaccia@tiscali.it

23/10/09 – Vivement dimanche

venerdì, 23 ottobre 2009

Palle – disse la regina – se le avessi sarei io il re !

Cosa fare domenica 25 ottobre durante le primarie del Pd? Qualcuno andrà a votare per Marino abbagliato dalla presunta laicità del politico. Io non voterò, per prima cosa perché non mi sembra serio votare per il segretario di un partito che non è il mio, potrei farlo magari per un possibile candidato premier. I tre aspiranti segretari sono l’espressione di un monolite, perché – è bene ricordare – che queste primarie non hanno consentito la candidatura di Pannella (che avrei votato volentieri) e di Grillo; e questo è grave per un partito che vuol chiamarsi democratico. I tre concorrenti non hanno detto una parola che è una sulle clamorose assenze del loro gruppo che hanno consentito il varo dello scudo fiscale, cioè il megacondono per gli evasori. Perché nel loro pestarsi ridicolmente i piedi nel banale confronto fatto alla tv di partito che neanche tutti gli iscritti conoscono, non hanno fatto cenno alla questione morale che pure li ha visti protagonisti in Campania e in Puglia. Perché non hanno espresso una idea né sull’economia né sulla giustizia, né sulla politica internazionale, né sui diritti civili. Marino, che si dichiara laico, aprirebbe sul biotestamento e sulle unioni omosessuali, ma confonde i diritti civili con la laicità. E’ probabile che Marino sia il meno coinvolto negli apparati di partito, è possibile che sia in buona fede, è credibile che sia meno provinciale, ma i buoni propositi del medico sembrano essere poca cosa per guidare un condominio, figurarsi un partito che dovrebbe opporsi a Berlusconi. I tre sono incredibilmente lontani dal mondo reale, e sembrano rappresentare bene quella classe di borghesucci che orecchiano i discorsi politicamente corretti ma mostrano la loro incoltura, per intenderci quelli che vanno a lavorare in bicicletta perché è un mezzo che non inquina ma pedalano sui marciapiedi, che amano gli animali e ti impongono le cacche dei loro fuffi perfino sugli autobus, che danno del tu alla romena ma si guardano bene dal versarle i contributi.
Ma, nessuna crisi di panico, il 25 ottobre si possono fare tante cose.
Si può andare a fare una passeggiata a Trastevere, in via della Lungaretta, e rendere omaggio alla memoria di Giuditta Tavani Arquati. La targa marmorea a lei dedicata, fu coperta con uno strato di calce dopo il Concordato del 1929 e venne recuperata solo dopo la Liberazione.
O anche partecipare alla Giornata nazionale dello sbattezzo dell’uaar, che ricorda, a distanza di dieci anni, quando la Chiesa cattolica venne obbligata dal Garante della privacy ad annotare sul registro dei battezzati la volontà di Luciano Franceschetti, allora segretario dell’uaar, di non appartenerle più. Un atto importante quello dello sbattezzo, politico e civile, che spunterebbe la pretesa della Chiesa di sostenere che il 96% degli italiani sono cattolici.
Io invece passerò una giornata allegra, perché il 25 ottobre compio gli anni e si sa, qualche regalino lo ricevi sempre e qualche dolcetto con gli amici lo mangi.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.claudiocolombo.net/Dvd/finalmentedomenica.htm

http://www.nessundio.net/giudittatavaniarquati.htm

http://www.uaar.it/news/2009/06/08/ottobre-giornata-nazionale-dello-sbattezzo/

Testamente biologico a Bologna stoppato dalla burocrazia comunale.

venerdì, 23 ottobre 2009

Segnalazione a cura dell’ Associazione LiberaUscita.

La segreteria generale di Palazzo D’Accursio boccia la proposta con un parere giuridico negativo. Anzitutto, come riferisce la Rete Laica a cui il parere e’ stato inviato, “il Comune puo’ istituire un registro purche’ non all’anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati”; e se e’ vero che la “redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia”, lo e’ altrettanto che servira’ il via libera del Garante dalle Privacy. “Il Comune- e’ l’indicazione della Segreteria generale- potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ‘sensibili’ quali le convinzioni religiose”. Una serie di paletti che vengono letti dai promotori come un “giudizio politico” nei confronti della proposta.
Rete Laica di Bologna attacca la Segreteria Generale del Comune: ”Secondo il regolamento, e’ tenuta a dare un parere di legittimita’ sulle proposte avanzate e nient’altro, ma nell’allegare anche un parere giuridico ci sembra che sia sconfinata nel giudizio politico”, ha spiegato in una nota il portavoce Maurizio Cecconi. Per Cecconi, infatti, ”i punti cardine del parere giuridico della Segreteria Generale sono: la normativa vigente non permetterebbe la creazione del registro presso l’Anagrafe; la redazione di un testamento biologico ha valore giuridico, in assenza di una legge nazionale e regionale in materia; il Comune puo’ istituire un registro purche’ non all’Anagrafe e senza ritirare i testamenti biologici, ma limitandosi a registrare presso quali notai e fiduciari sono stati depositati; il Comune potrebbe ritirare i testamenti biologici solo dopo formale autorizzazione da parte del Garante della Privacy, in quanto i testamenti conterrebbero indicazioni ‘sensibili’ quali le convinzioni religiose”. Dunque, e’ l’analisi di Cecconi, ”dobbiamo constatare che le obiezioni giuridiche avanzate dalla Segreteria Generale tentano di smontare la nostra proposta di delibera popolare”, ma ”dopo un esame approfondito, possiamo affermare con sicurezza che sono infondate, perche’ gia’ altri Comuni hanno istituito presso l’Anagrafe il registro dei testamenti biologici e in nessun modulo per i testamenti biologici e’ chiesto al cittadino quali siano le sue convinzioni religiose o filosofiche”. Dunque, ha concluso Cecconi, ”il parere giuridico espresso testimonia una concezione privatistica dei diritti, che diventano cosi’ esercitabili solo se si registra un documento privato davanti a un notaio: e’ la stessa concezione privatistica dei diritti promossa dal cattolicesimo conservatore che, come di fronte alle richieste di riconoscimento delle unioni civili con un apposito registro, sempre risponde che ‘e’ sufficiente sottoscrivere una registrazione privata”’.
L’associazione Luca Coscioni, che si batte per il registro comunale del testamento biologico, protesta per il parere negativo fornito oggi dalla Segreteria generale di Palazzo D’Accursio. Un parere legale “che viene espresso fuori dalla realta’ del tempo attuale”.
il Pdl di Bologna chiede alla maggioranza di centrosinistra di ritirare la proposta di un registro dei biotestamenti. “Secondo me il Pd -dice il vicepresidente del Consiglio comunale Paolo Foschini – dovrebbe prendere atto di questo e rendersi conto che proseguire sulla strada dell’ordine del giorno e’ una forzatura. Quando la politica si impone sulla tecnica quello che viene fuori e’ una strumentalizzazione”. Del resto lavorare per un registro che
potrebbe solo rinviare ai vari notai presso cui sono depositate le volonta’ “sarebbe solo una spesa inutile”. Cosi’ come “inutile” giudica Foschini la raccolta delle 2.000 firme per la delibera popolare da parte della Rete Laica. “Le obiezioni di merito della Segreteria generale dicono che il Comune non ha alcuna competenza – prosegue il berlusconiano – mi sembra che di questo tema si debba parlare nelle sedi opportune, cioe’ il Parlamento”.

Un netto ‘no’ anche dai consiglieri guazzalochiani (in quota Udc) Maria Cristina Marri e Tommaso Bonetti, che dunque prendono le distanze dal capogruppo Felice Caracciolo.
Il Pd va avanti sul testamento biologico. “Il parere della Segreteria generale non inficia in alcun modo la validita’ della nostra proposta”, fa infatti sapere il capogruppo democratico a Palazzo D’Accursio, Sergio Lo Giudice. Anzi, le obiezioni della Segreteria generale che oggi hanno scatenato l’ira della galassia di associazioni promotrici della proposta di delibera popolare erano state in qualche modo gia’ messe in conto dai democratici. “Le due opzioni da noi previste, il deposito del testamento presso notaio o la consegna in busta chiusa al Comune- spiega Lo Giudice- risolvono positivamente il tema dei limiti di un’amministrazione comunale a farsi esecutore testamentario”. Sia che alla fine nella pratica si opti per la soluzione adottata a Firenze per aggirare questo limite (le dichiarazioni sono conservate presso un notaio e l’amministrazione si limita a conservare gli estremi del documento) oppure per il modello scelto a Pisa (il Comune conserva il testamento, ma in busta chiusa), una forma di registrazione delle volonta’ dovrebbe comunque non incontrare ostacoli legali. Cosi’ come era previsto che si dovesse chiedere il via libera al Garante. “E’ anzi opportuno- spiega ancora Lo Giudice- che quando si istituisce un registro si chieda un parere al Garante della Privacy. Non dimentichiamo che anche quello alla privacy e’ un diritto”.
Si arrabbia invece Rifondazione comunista, schierata con la proposta di delibera popolare della Rete Laica.

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LiberaUscita
Associazione nazionale laica e apartitica
per la legalizzazione del testamento biologico
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21/10/09 – Pagliacciate turchesi

mercoledì, 21 ottobre 2009

Due casi che hanno fatto gran rumore: il primo riguarda il pedinamento del giudice Mesiano da parte di Canale 5. Il secondo riguarda l’accusa rivolta a Augias di essere stato una spia dei cecoslovacchi. Del giudice milanese abbiamo scoperto che come cittadino tifava per Prodi e che usava calzini color turchese. Del secondo sappiamo che forse ha fatto colazione con un funzionario di una ambasciata di un paese dell’est. Dopo le escort è un altro passo avanti del giornalismo di inchiesta. Continuate così cari amici combattenti, e finalmente si avvererà un sogno del ’68 e una risata vi sommergerà. (Peppino Caldarola, Mambo)

Per prima cosa vorrei dedicare una riga al turchese, che è un minerale di colore dal verde al celeste col quale si fanno dei bei monili. Parola che deriva dal francese turquoise , cioè originario della terra dei turchi. I giacimenti più ricchi della pietra si trovano in Iran da cui il colore di tante moschee. Questo per dire che i giornalisti diffondono false notizie sui pedalini del giudice che, come sa chiunque utilizzi la lavatrice, erano probabilmente dei calzini da tennis stinti da una canottiera blu. Falsità reiterata dal segretario del Pd che si è presentato con l’orrida calzetta cilestrina a bracarella dimostrando pure il suo pessimo gusto.
Allora, abbiamo appurato che dei tre candidati alla segreteria Pd, Franceschini è da cassare per la sua mancanza di stile, poca serietà, eccesso di deriva pagliaccesca. Bocciato, anche perché molti dei suoi sostenitori hanno dichiarato che se vincono gli altri se ne vanno, come i bulletti che si portano via il pallone quando non segnano. Poi c’è Bersani, forse potrebbe fare delle riforme, ma sarebbe inchiodato ai giochi di astuzia che D’Alema fa per non annoiarsi e che hanno immobilizzato il paese da almeno venti anni. Infine Marino che è l’unico parlamentare del centro sinistra a non avere spocchia nei confronti dei radicali, dice di essere laico ma ogni tre per due ricorda di essere cattolico. I giudizi che ho dato sui tre sono superficiali? Lo ammetto, ma ad ascoltare i tre è difficile farsi una idea di quello che hanno in mente per opporsi al premier. Eppure – sempre secondo me ovviamente – punti di debolezza Berlusconi li sta mostrando. Intanto sulla politica internazionale dove è evidente un allentamento con gli Stati Uniti proprio mentre la presidenza Obama è vicinissima, come mai prima, alla Ue. E anche in Europa, dove il presidente è sempre più distante da Merkel e Sarkozy, e con Brown non ci sono gli stessi afflati avuti con Blair. L’idea berlusconiana di porsi al centro del Mediterraneo grazie al suo pendant con la Libia, sembra essere una idea fallimentare, così come l’asse con i paesi dell’est un po’ bruciacchiato dalla competizione con la Polonia per l’elezione del presidente del Palmento europeo. Inoltre il premier comincia ad essere finalmente prigioniero del suo conflitto di interesse, la commistione tra affari politici ed economici comincia ad emergere (si pensi alla commistione rai-mediaset), così come risulta evidente la frattura fra classe dirigente e lavoratori. Mi sembra che a questi pochi punti di fiacchezza, nessuno dei tre candidati abbia proposto delle alternative, mentre hanno mostrato con dovizia di particolari i loro conflitti e le loro debolezze caratteriali.
In estrema sintesi sembra che il Pd si vada configurando, chiunque ne sia il segretario, come un partito borghese di sinistra che mantiene le distanze dal mondo reale. Dai poveracci , per intenderci la maggioranza di noi, che la mattina ci alziamo per andare a lavorare, saliamo sulla metro puzzolente, facciamo la fila alla posta, ci scontriamo con impiegati frustrati dalle stesse cose che feriscono noi e che si sfogano su altri poveracci. Ricapitolando, il Pd è la borghesia che si è impossessata della sinistra italiana e che è responsabile della fine del socialismo e della modernità. E anche della fatina di Pinocchio, quella coi capelli turchini.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=DTiyHUx19tQ

L’acchiappanza.

mercoledì, 21 ottobre 2009

Getta la rete il papa per pescare i preti tradizionalisti in fuga dalla Chiesa Anglicana. Vanno bene tutti, anche quelli sposati (con donne), purchè siano contro il sacerdozio femminile e i preti omosessuali.

Da La Repubblica

LEGGI

……I chierici anglicani sposati che intendano riunirsi alla Chiesa di Roma potranno, secondo la Costituzione apostolica messa a punto da Benedetto XVI, essere ordinati sacerdoti cattolici. Lo ha affermato il Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, cardinal William Levada, illustrando i contenuti di una Costituzione apostolica messa a punto da papa Benedetto XVI per favorire il rientro in “piena comunione” con Roma degli anglicani che lo desiderino. L’iniziativa del Vaticano risponde alle pressioni dell’ala conservatrice della Chiesa anglicana, in dissenso con le aperture dell’arcivescovo di Canterbury verso l’ordinamento delle donne sacerdote e dei preti omosessuali.

Corrado Augias nel mirino di DuceSilvio.

lunedì, 19 ottobre 2009

Come distruggere quelli che si ostinano a non riconoscere il Messia.

L’AIUTINO E LE MENZOGNE
” Cancellata la realtà, la si può creare come s’inventa una filastrocca ripetendola poi ad infinitum”
Chi tocca i fili muore
di GIUSEPPE D’AVANZO

Coincidenze. Che volete che siano? Soltanto coincidenze. Poco meno di due settimane fa, viene fuori che il premier è convinto di essere il bersaglio di un complotto internazionale. Vuole scoprire chi tira le fila dell’operazione.

Così chiede aiuto “ai servizi di una potenza amica e non alleata”, scrive il Corriere della sera (6 ottobre). Senza giri di parole, Berlusconi implora l’aiutino dell’amico Putin. L’indiscrezione galleggia non smentita per ventiquattro ore. Soltanto quando l’opposizione ne chiede conto con un paio di interrogazioni parlamentari, l’Egoarca salta su e nega tutto, ma la frittata è già fatta. Non sentendogli aprire bocca per un giorno intero, gli uomini del capo si sentono autorizzati in quelle ore a qualche confidenza pericolosa: lui avrebbe chiesto all’amico del Kgb qualche dossier da usare contro i suoi avversari, il capo dello Stato è il primo della lista. Balle, senza dubbio. Come è una coincidenza, soltanto una coincidenza, che il giornale di Berlusconi pubblichi ora un primo dossier delle polizie segrete dell’ex-impero sovietico contro Corrado Augias. Tanto fumo, neppure l’ombra di arrosto in quelle cartacce. Tant’è. Corrado non ha bisogno di essere difeso qui. Lo farà da solo.

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/attacco-augias/attacco-augias.html

Qui interessa ragionare del dispositivo di dominio che Berlusconi ha inaugurato con la politica dello scandalo e sulla necessità, per il premier, dello scandalo come metodo di governo. Detto in altro modo, perché un potere solido nelle alleanze politiche, gratificato da un’imponente maggioranza parlamentare, premiato dal diffuso consenso degli elettori, rinuncia a governare per abbandonarsi a un’aggressione permanente alimentata dalla menzogna?

Le due questioni sono connesse, se si tiene il fuoco sulla menzogna. La menzogna è necessaria a Berlusconi per punire, distruggere e, al tempo stesso, creare. Berlusconi l’ha usata e l’userà a piene mani. Può farlo senza sforzo. Dispone di un agglomerato di potere politico-mediatico-

burocratico spaventoso. Non lo utilizza per confutare le ragioni degli avversari o convincere gli altri delle proprie buone ragioni. Lo dispiega per denigrare chi non si conforma, per demolire i perplessi; per punire la reputazione di chi (pochi giornali, qualche testimone) non occulta i “duri fatti”; per screditare la fiducia in chi non si inchina alla sua volontà o convenienza (è accaduto al presidente della Repubblica, al presidente della Camera, ai giudici costituzionali, all’editore, al direttore, al fondatore di questo giornale). È la ragione che, il 3 ottobre, ha spinto centinaia di migliaia di cittadini ad affollare piazza del Popolo in difesa dell’articolo 21 della Costituzione nella convinzione non che, in Italia, non ci sia in assoluto libertà di stampa, ma che sia indispensabile proteggere, come ha detto Roberto Saviano, “la serenità di lavorare, la possibilità di raccontare senza doversi aspettare ritorsioni”. Anche chi, ieri, ha mostrato una legittima perplessità per quella protesta, potrà oggi forse convenire che in Italia è sempre più presente e opprimente l’intimidazione per chi si rifiuta di tacere, di dimenticare e omettere; per chi si ostina a smascherare le favole dell’Egoarca lasciando affiorare nella nebulosa “politica narrativa” del Cavaliere la realtà o, più semplicemente, la legge.

A costoro è riservata una brutale menzogna e la barbara rappresaglia dei giornali e delle televisioni controllate dal premier. Ne hanno fatto le spese in molti, qualche nome lo abbiamo già fatto (Giorgio Napolitano, Gianfranco Fini, i giudici della Consulta eletti dal Quirinale, Carlo De Benedetti, Ezio Mauro, Eugenio Scalfari). Altri nomi è doveroso ricordare: Veronica Lario, accusata di avere un amante dal Brighella che oggi dirige il giornale del marito; Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, umiliato con un documento contraffatto reso pubblico dal giornale dell’Egoarca; Raimondo Mesiano, il giudice civile che ha deciso il risarcimento per la “sentenza Mondadori” comprata dalla Fininvest (inseguito dalle telecamere nascoste di Mediaset, è risultato colpevole di indossare calze turchesi).

Nelle redazioni, in Parlamento, nelle istituzioni c’è oggi la consapevolezza che chi contraddice la “narrazione” dell’Egoarca deve essere pronto a subire una severa lezione perché la sua reputazione sarà minacciata dalla menzogna. Che ha altre due funzioni specifiche nel sistema politico di Berlusconi. Distrugge la trama stessa della realtà; crea una narrazione fantastica che nega eventi, parole e documenti per sostituirli con una scena di cartapesta popolata di verità rovesciate, fantasmi, fumose dicerie, immaginari complotti politici.

Così, per stare alle ultime cronache, si deve dire che la Corte costituzionale ha smentito se stessa bocciando la “legge Alfano” (non è vero, dicono schiere di costituzionalisti); che Berlusconi ha subito 106 processi (sono dodici più quattro sospesi). Si deve sostenere che “la sentenza Mondadori è giusta” dimenticando la corruzione del giudice che se l’è lasciata scrivere dai corruttori pagati dalla Fininvest. Si deve dire che nel 1994 il primo governo Berlusconi si sbriciolò per un avviso di garanzia e non per la decisione di Umberto Bossi. Cancellata la realtà, la si può creare come s’inventa una filastrocca ripetendola poi ad infinitum. E dunque: c’è un complotto internazionale di un gruppo editoriale italiano (il gruppo Espresso); c’è l’aggressione di una magistratura politicizzata che vuole distruggere il patrimonio del premier-tycoon; c’è in atto una manovra che vuole espropriare il popolo della sua volontà da parte “della sinistra” e di rappresentanti delle istituzioni che sono “tutti di sinistra”.

Sul nascondimento della realtà e sulla menzogna Berlusconi costruisce la sua politica che si nutre soltanto di comunicazione e non di azioni e decisioni, tutte risolte nell’annuncio di iniziative che verranno. Condotta esclusivamente sui media e coi media, la politica vuota di Berlusconi, piena soltanto dei suoi privati interessi, deve controllare con pugno di ferro lo spazio mediatico perché è in quel perimetro che è nato, è stato costruito e oggi si deve difendere il suo potere. È questa la ragione che induce il premier a distruggere, a spaventare chi, in quel perimetro, fa il suo lavoro rispettandone la decenza. È questa la ragione che gli suggerisce di non affermare – governando – la legittimità del proprio potere (che peraltro nessuno nega), ma di mostrare come la natura più nascosta di quel potere sia la violenza pura. Un abuso di potere che, sì, colpisce i suoi avversari o critici, ma serve da lezione anche a chi, nel suo schieramento, nel suo esecutivo, vuole essere alleato e consigliere leale e non corifeo e cane fedele.

Quel che abbiamo sotto gli occhi non è, allora, una guerra tra gruppi editoriali né la guerra di un gruppo editoriale contro un governo, come racconta la “narrazione” berlusconiana accettata purtroppo anche da chi vuole essere il sereno custode delle terre di mezzo. Questa banalizzazione, che inventa una “guerra”, nasconde la realtà: chi tocca i fili della comunicazione – e quindi della politica e degli interessi dell’Egoarca – mette in gioco la sua reputazione, la sua dignità, il bene più prezioso: il suo buon nome. Bisognerà avere presto molto coraggio, nel mondo dell’informazione, nelle istituzioni, nelle magistrature, per denunciare lo scandalo di una politica che vive di scandali e menzogne.

(19 ottobre 2009)

19/10/09 – Pellegrinaggi

lunedì, 19 ottobre 2009

Fra pochi giorni (9 novembre) saranno venti anni dalla caduta del muro. Per i lettori di Nogod una piccola guida per un “pellegrinaggio” a Berlino.

Porta di Brandemburgo, quella dove l’11 novembre dell’89 i berlinesi, impazziti di gioia, passavano e ripassavano. Entrate nello Stillraum, la stanza del silenzio, creata nel 1994. L’ingresso è sotto l’arco. La stanza è piccola e bisogna stare in assoluto silenzio. Per riflettere e sentire, forte, il peso della storia.

Museo della Stasi, è il palazzone del film Le vite degli altri. Sulla Normannenstrasse , tante finestre e tante stanzette con scrivanie, oggi vuote. Era una centrale di ascolto piena di registratori, microspie, prese elettriche. Vi darà dolore e angoscia.

Kunst und Kalter Krieg , al Deutsches Historisches Museum la mostra l’Arte e la guerra fredda. Artisti tedeschi dell’est e dell’ovest si confrontano. Prima di approdare a Berlino la mostra è stata a Los Angeles ed è stata acclamata dal New York Times.

Checkpoint Charlie, era l’unico punto di passaggio tra est e ovest, il confine dove “la città diventava muta, sorda, cieca”. E’ un po’ un trabocchetto per i turisti e ti vendono le magliette con scritto “state lasciando il settore americano”. Ma, ricordate? Parliamo di un pellegrinaggio.

Oberbaumbrucke , è un ponte. I poliziotti del popolo, i vopos, stavano sulle torrette e sparavano su chi provava a fuggire.

Castello di Babelsberg, è a Potsdam. Qui venivano scambiati i prigionieri della guerra fredda.

Neues Museum, riaperto sabato 17 per ricordare i venti anni con la bellezza. Si trova nella (ex) parte est della città, oggi pieno centro. Il museo venne svuotato (e saccheggiato) nel 1939 e nel 1943 fu gravemente danneggiato dai bombardamenti. David Chipperfield, l’architetto inglese che ha diretto il restauro del museo, ha inserito elementi e materiali moderni dove c’era da ricostruire ma ha lasciato le tracce dei buchi dei bombardamenti. Ad accogliervi il busto di Nefertiti, arrivata in Germania dall’Egitto nel 1912. Da vedere, perché una cosa bella è una gioia per sempre!

Aviva De Benedetti e Tiziana Ficacci, www.nogod.it

19/10/09 – Ridicolaggini

lunedì, 19 ottobre 2009

L’Italia non è mai stato un paese laico. La laicità nasce dal conflitto religioso, dalla pluralità delle visioni della morale. Noi invece siamo vissuti nel contesto che tratteggiò già Machiavelli, con Santa Madre Chiesa che ripara l’Italia dalle guerre religiose, tenendola però in una incubatrice storica . Peraltro in questo periodo la stessa idea di Unità d’Italia, operazione laica che si era realizzata sul piano della letteratura e della cultura molto prima che su quello della politica, mi sembra messa in stato di revoca, non dico nelle intenzioni ma senz’altro nella suggestione, dalle logiche convergenti della Santa Sede e della Lega. (Giacomo Marramao)

Questo non è un paese per deboli di stomaco.
Non facciamo in tempo a digerire le ultime dichiarazioni di Gelmini sulla religione a scuola che si scatena Farefuturo sull’ora di islam. Secondo il viceministro delle Attività produttive Adolfo (sic) Urso serve per l’integrazione, garantisce la libertà religiosa e italianizza l’islam. Porsi il problema del benessere degli immigrati è sicuramente lodevole, ma proprio con la religione a scuola? Già nel 2006 Giuseppe Pisanu , in quel periodo ministro dell’Interno, aveva proposto alla Consulta islamica l’introduzione dell’insegnamento dell’islam come materia facoltativa. Ma oggi la Consulta, con Maroni ministro, è stata soppressa, e nessuno a Farefuturo si è premurato di sapere cosa pensano i musulmani italiani. Siccome in Italia si scimmiotta, viene citato l’esempio Sarkozy. In realtà già da ministro dell’Interno monsieur le président aveva previsto la formazione di imam francesi con provate conoscenze giuridiche e culturali con lo scopo di limitare nuclei di fondamentalismo. Purtroppo dalla Francia non si prova a copiare la laicità che contraddistingue quel paese, che mai proporrebbe un insegnamento religioso nelle scuole. Incongruente la proposta anche per la scelta: in Italia ci sono immigrati dell’est di religione ortodossa, molti asiatici probabilmente interessati ad altro, senza considerare che esistono anche italiani con altre fedi. E naturalmente la maggioranza di agnostici e atei che, almeno ufficialmente, non hanno nessuna voce (ma su(lla maggioranza di) questi bisognerebbe fare un discorso a parte, considerato che è la loro ignavia e conformismo che li porta ad essere trasparenti).
Notevole la reazione del ministro dell’Agricoltura Zaia, che propone ora di cattolicesimo obbligatoria per i piccoli musulmani. Neanche originale, i domenicani facevano le ronde per raccogliere gli ebrei e portarli nelle chiese anche per tutta la notte… ma interessante anche quello che dice D’Alema che è convinto che oggi chi non segue l’ora di religione a scuola usufruisce di un’ora di educazione civica. Insomma, sembra che tra proponenti e avversari si parli della materia a grugniti. Come al solito i giornalisti nostrani, servi compiacenti del potere anche se di tanto in tanto manifestano per lagnarsi della loro condizione di schiavi, compulsano presidente della Cei e vescovi come se piovesse, anche se, ovviamente, non dovrebbe competere a loro la risposta. Con simili pensatori arriveremo ben presto a quell’Eurabia paventata da molti. Soprattutto patiranno i laici musulmani che vengono completamente ignorati e che magari hanno lasciato i loro paesi per fuggire dalle teocrazie. Le religioni, e soprattutto i sostenitori inconcludenti delle religioni che niente sanno dell’integrazione ma magari pensano all’assimilazione, devono fare un passo indietro, guardare agli altri paesi dell’Occidente, prendere atto che a scuola si va per studiare, e che la felicità e il benessere dei cittadini, tutti anche quelli stranieri, passa attraverso le pari opportunità, fra cui anche la libertà religiosa, ma questo è scritto nella nostra (traballante) Costituzione.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Testamento biologico.

domenica, 18 ottobre 2009

A Bologna i cattolici pretendono che il loro correligionari del PD-Partitus Dei in Consiglio Comunale votino contro la possiblità che i cittadini possano decidere sulla propria salute, sulla propria vita, sul proprio corpo.. La risposta dell’Associazione LiberaUscita.

Dall’Agenzia DIRE di sabato 10 ottobre:

L’istituzione a Bologna del registri dei testamenti biologici, inutile e non prioritario, rappresenta l’ennesimo atto ideologico oltre che illegittimo. Invitiamo quindi i cattolici del Pd in Consiglio comunale a valutare attentamente tale proposta con i valori fondamentali del cattolicesimo, del Vangelo e del Magistero. E se da tale valutazione dovessero emergere incoerenze, li invitiamo a non votare o a dichiararsi non cattolici“.

E’ quanto dichiara il presidente provinciale delle Acli Francesco Murru. Per Murru il registro coi Dat (Dichiarazione anticipata di trattamento) “è privo di efficacia giuridica, essendo tale materia di competenza dei Parlamento, che ha sul tavolo varie proposte di legge. Tale registro potrebbe incorrere inoltre in gravi violazioni della legge sulla privacy”.

“Spiace che il Pd bolognese, impegnato nelle primarie, impugni una bandiera ideologica laicista senza avviare alcun confronto con la società civile e con i cattolici impegnati in politica”, prosegue Murru. “Alla maggior parte dei cittadini, poi, una proposta del genere non interessa: hanno ben altri problemi. Auspico che il sindaco Delbono indirizzi il Consiglio comunale a preoccuparsi dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi“.

Commento di LiberaUscita alle dichiarazioni del Presidente delle ACLI di Bologna. :


- i registri comunali consistono nella autenticazione e conservazione delle dichiarazioni sostitutive di atto notorio rilasciate dai cittadini, ossia semplici atti amministrativi che gli ottomila e passa Comuni italiani redigono quotidianamente ai sensi dell’art. 76 D.P.R. n. 445/2000;

- le stesse dichiarazioni sono quotidianamente oggetto di autenticazione da parte dei notai, che ne garantiscono la legittimità;

- le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono prive di efficacia giuridica, in quanto attestano le volontà dei sottoscrittori circa i trattamenti sanitari che intendono accettare o rifiutare qualora divenissero incapaci di intendere e di volere, nel rispetto dell’art 32. della Costituzione Italiana;
- le dichiarazioni anticipate di volontà NON sono in contrasto con la legge sulla privacy, in quanto sono custodite a cura dei Comuni e non sono rese pubbliche;

- i registri comunali NON sono di competenza del Parlamento, il quale sta discutendo sui contenuti delle dichiarazioni anticipate di trattamento, nel presupposto che debbano essere comunque autenticate. E’ evidente che qualora il Parlamento dovesse stabilire per legge che un dato trattamento sanitario (ad esempio: l’idratazione e l’alimentazione artificiale) non possa essere oggetto delle dichiarazioni anticipate di volontà, da quel momento le eventuali disposizioni inerenti tali trattamenti non avrebbero più valore;

- con il termine “laicista” si vuole soltanto forzare volutamente, in senso spregiativo, il significato di “laico”. Con lo stesso metodo, possiamo definire il Presidente delle ACLI :“cattolicista” in luogo di “cattolico”;

- la bandiera del testamenti biologici è stata impugnata dal PD perché voluta dalla maggioranza degli italiani, e quindi anche dai cattolici, visto che sono in larga maggioranza nella popolazione. Se poi i cattolici che dettano le loro volontà per la fine della loro vita infrangono i “valori fondamentali” del Cristianesimo, ebbene Benedetto XVI li dovrebbe scomunicare, ed insieme a loro scomunicare anche quei cattolici che infrangono altri “valori fondamentali” in quanto divorziano, usano anticoncezionali, desiderano la donna d’altri, sono omosessuali, convivono al di fuori del matrimonio e vorrebbero regolarizzare la loro unione e magari adottare bambini abbandonati, donne che abortiscono o ricorrono alla fecondazione assistita, scienziati che utilizzano le cellule staminali per le ricerche, coloro che si fanno cremare non credendo alla resurrezione della carne o aiutano a morire chi non vuole più essere torturato, ecc. A quel punto, se tutti gli scomunicati portassero – come fu imposto agli ebrei sotto il nazismo – un segno di riconoscimento, potremmo finalmente riconoscere quanti “sepolcri imbiancati” ci sono fra coloro che si proclamano cattolici;

- secondo l’esimio Presidente delle ACLI di Bologna, il sindaco Delbono non dovrebbe occuparsi del registro comunale bensì “dei problemi cogenti delle famiglie colpite dalla crisi”. Come a dire che i problemi derivanti dalla crisi non debbono essere risolti dal Governo, ma dai sindaci. In altri termini, Delbono non deve fare ciò che può ma deve fare ciò che non può. Ottima intuizione: qualcuno dovrebbe suggerirla al Presidente del Consiglio e al suo Ministro per la Finanza creativa, Tremonti.
Cordiali saluti

Giampietro Sestini

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