Appello per una Resistenza Laica.

La conferenza di presentazione  ha stimolato questo Appello del nostro amico Giampietro Sestini che qui riproduciamo per le vostre riflessione e osservazioni.

Cari amici,
ieri a Roma, Palazzo dell’Esposizione, è stato presentato il libro di Massimo Teodori “Contro i clericali”, edizione Longanesi, pagg. 259, euro 16.
Oltre l’autore, hanno commentato il libro il prof. Stefano Rodotà (ns. socio onorario), il giornalista Stefano Folli del Sole 24 Ore e Massimo Bordin di Radio Radicale.
Dal prologo del libro riportiamo uno stralcio:

“Clericale non vuoI dire cattolico, e cattolico non vuoi dire dericale. La storia insegna. Giuseppe Lazzati e Costantino Mortati alla Costituente non la pensavano come Giuseppe Dossetti e Giorgio La Pira che proponeva la menzione della Santissima Trinità nella Costituzione. L’Amintore Fanfani del referendum antidivorzista del 1974 era molto distante da Aldo Moro. Luigi Gedda nel 1948 era ben altra cosa da Alcide De Gasperi. Nel 1952, ad esempio, ad Alcide De Gasperi che chiedeva un’udienza per l’anniversario del suo matrimonio, Pio XII oppose un diniego perché aveva rifiutato di avallare per il comune di Roma una lista di democristiani, neofascisti e qualunquisti patrocinata dal Vaticano (la cosiddetta «operazione Sturzo»). Il presidente del Consiglio scrisse allora una esemplare lettera al papa: Come cattolico accetto l’umiliazione benché non sappia come giustificarla, come presidente del Consiglio italiano e come ministro degli Esteri, la dignità e l’autorità che rappresento e della quale non mi posso spogliare anche nei rapporti privati, mi impone di esprimere lo stupore per un rifiuto così eccezionale e di riservarnii di provocare dalla Segreteria di Stato un chiarimento.
Un’altra antitesi — tra laico e laicista — viene spesso proposta sull’onda di un diffuso equivoco intellettuale. Equivoco, perché la falsa opposizione è stata introdotta dal lessico ecclesiastico che distingue gli intellettuali e i politici obbedienti alla Chiesa (definiti « laici ») da quelli che invece confidano nella laicità dello Stato e nel diritto individuale di disporre della propria vita (definiti « laicisti »).

Ancora, dalla prefazione riporto una riflessione di Gaetano Salvemini risalente al 1951:

“Il clericale disputa, insiste, condanna, minaccia. Con albagia e ferocia, non tanto sui problemi della condotta morale, quanto sulle basi dogmatiche della religione. Fuori di queste non c’è, secondo lui, vita morale. Chi non è clericale non è cattolico; chi non è cristiano non è religioso; chi non è religioso è immorale. Perciò chi non è clericale è un essere maligno e pericoloso alla società… Uomini che hanno la stessa religione hanno diverse fibre morali, e uomini che hanno diverse religioni hanno eguali modi di comportarsi moralmente. Questa esperienza non esiste per il clericale. Esiste solo la certezza che, se non accettate i suoi dogmi, siete un’anima perduta. Essendo sicuro che la sua anima si salverà, si occupa di salvare le anime degli altri, presuntuoso, arrogante, invadente”.


Dal capitolo “il falso biotestamento”, un’amara considerazione sull’Italia di oggi:


“Attraverso le parole di Emma Bonino, Ignazio Marino e Umberto Veronesi si riproponeva in parlamento l’antica sfida tra laici e clericali che metteva in luce la divaricazione tra politica e società che ha connotato la storia civile dell’Italia contemporanea. Per un verso la società politica, mano a mano che soggiaceva all’influenza delle gerarchie ufficiali della Chiesa, ignorava i bisogni della società secolarizzata, rinchiudendosi negli angusti labirinti delle leggi proibizionistiche estranee al comune sentire della popolazione. Per un altro, fiorivano i circoli scientifici e militanti portatori di diffuse domande di libertà individuale e di nuovi diritti civili anche in materia etica, che tuttavia non riuscivano a esercitare alcuna influenza sulle decisioni politiche e legislative”.


E’ vero, circoli, associazioni e militanti laici si stanno diffondendo, ma disuniti come sono non incidono sul piano che conta: la comunicazione di massa.

E’ giunto il momento di dare vita ad una grande movimento laico nazionale, capace di parlare a nome di tutta la galassia laica. Per fare ciò occorre costituire intanto un COMITATO promotore, composto da persone credibili, autorevoli e conosciute della società civile, con esclusione dei parlamentari di ogni partito, senza l’ambizione di presentarsi alle elezioni ma in grado di “monitorare” il comportamento dei politici e indicare pubblicamente in occasione delle elezioni coloro che non rispettano il principio costituzionale della laicità delle istituzioni.
Le “consulte”, le “intese”, le “reti”, le “leghe” territoriali sinora costituite sono utili, ma non risolvono il problema. Il momento è grave ed occorre una iniziativa adeguata. Sappiamo che il nostro appello non basterà a raggiungere l’obiettivo, ma se nessuno comincia a parlarne, non avremo neppure la speranza.

Cordiali saluti
Giampietro Sestini

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9 Commenti a “Appello per una Resistenza Laica.”

  1. Tiziana scrive:

    Sestini carissimo,

    come forse ricorderai quello di fornire suggerimenti alla classe politica, nello specifico al sindaco Veltroni, è il motivo che ci portò ad iniziare una collaborazione. Lo ricordo perfettamente perchè fu una idea dell’allora consigliera Franca Eckert Coen e alla quale collaborai fattivamente visto che in quel momento ero una sua collaboratrice. L’esperienza non fu eccezionale ma servì, quanto meno, ad organizzare un paio di cose che ci hanno fatto meglio conoscere fra di noi.
    Ma sono emerse anche dolorose e – secondo me – pretestuose divisioni. Ho addirittura visto incontri organizzati in giorni di anniversari storici nel tentativo di sottrarsi pubblico. E mi fermo qui perchè non voglio parteggiare ignorando il motivo della divisione.
    Sono però d’accordo con te – come è emerso anche dalla lettura di questo libro e dagli interventi di Rodotà Folli e il sempre bravissimo Bordin, che la situazione si è fatta insostenibile.
    Sono d’accordo con la tua proposta che però dovrebbe partire con una elaborazione di idee impossibile da farsi attraverso mail.
    Se sei d’accordo prova a far girare questa mia risposta nel tuo indirizzario al fine di organizzare un incontro che, se lo ritieni, posso ospitare nel mio ufficio che è nel palazzo più “conosciuto e importante” di Roma. Quindi centrale e raggiungibile da tutti.
    Grazie, come sempre, per la tua grande disponibilità,

    Tiziana

  2. anna scrive:

    SArebbe ora! un pco di sano lobbing su temi condivisi
    difesa legge 194 regole decenti per il finevita staminali ecc
    circa l’”osservazione” dei comportamenti dei nostri rappresentatnti
    osservatori simili sono attivi da anni sul fronte della difesa dell’ambiente e degli animali.
    L’osservatoiro però comporta una notevole fatica ed è solo apparentemente facile da portare avanti

  3. Marcello scrive:

    Cara Tiziana,

    se fossi te non mi farei illusioni, la gente parla parla parla, poi quando si tratta di andare a votare si ricorda dell’assessore che gli ha fatto rinnovare il certificato.

  4. anna scrive:

    un poco di sano qualunquismo non manca mai!
    vabbhe! “tiramme innanz!”

  5. Sofia scrive:

    Quale è il qualunquismo?

    Tiziana a me sembra una ingenua, Marcello crudamente realista

  6. Tiziana scrive:

    @Marcello

    In effetti hai ragione, ma il mezzo (blog, posta elettronica…) è così veloce che spesso si risponde impulsivamente. A volte in effetti è un pò deprimente pensare che persone che magari pensano come te, se ne stanno stravaccate a casa loro a insultare i potenti, ma in effetti quando poi quelli che pensano come te li conosci e ti accorgi che sbavano per parlare con l’assessore che gli finanzia la sagra della porchetta sei ben felice di tornare alle tue abitudini piccolo borghesi. A letto la sera presto, il fine settimana in Toscana e chissenefrega di fare un partito laico. Tanto poi ogni tanto leggi un libro che ti ricorda come si vive nel tuo caro Paese, ti indigni un pò e ti organizzi per andare a raccogliere le olive.
    Ovviamente ritiro la proposta per mancanza di adesioni.

  7. Marco scrive:

    L’azione di lobby in questo paese non c’è e non ci sarà perchè la vita pubblica è condizionata dai partiti. E questo per me spiega anche la mancata conquista dei diritti degli omosessuali

  8. mm scrive:

    Carissima, ho letto la tua risposta a proposito dell’ennesimo e velleteirario tentativo di moltiplicare consulte, coordinamenti, e quanto altro. Condivido pienamente quanto scrivi. Non solo è del tutto pretestuoso, ma ritengo che qualcuno pur di ricercare visibilità non si renda conto di un fatto essenziale: necessità di ricostruire una forza politica di sinistra. Per questo i partiti vanno tampinati e non omaggiati. ciao, m

  9. Giulia scrive:

    Purtroppo quello che dice Marco è, per mia esperienza, verissimo