Domani, giovedì 15 ottobre, a Roma, per gli “incontri del del giovedì” organizzati dall’UAAR si svolgerà la Conferenza dedicata all’ora di religione. Appuntamento presso la Sede Nazionale dell’UAAR in Via Ostiense 89, alle ore 18. La Conferenza è particolarmente attuale dopo l’iniziativa della catolicissima Ministra Gelmini che, stravolgendo la Costituzione, vuole dare all’ora di religione cattolica lo stesso status curriculare delle altre materie (con i vantaggi connessi, come i crediti) costringendo gli studenti a sceglierla per non essere discriminati. E addio alla facoltativit
Il ministro della Pubblica istruzione vuole chiedere un parere al Consiglio
di Stato – Protesta l’opposizione: “Consulta ha già stabilito facoltatività
”
Gelmini vuole voto di religione
Pd: garantire laicità dello Stato
ROMA – Il passaggio dai giudizi ai voti in tutte le materie deve valere
anche per l’ora di religione. Come aveva già anticipato un mese fa
Repubblica.it, è questa l’opinione del ministro dell’Istruzione, Mariastella
Gelmini, che su questo argomento ha intenzione di chiedere un parere al
Consiglio di Stato. Immediata la protesta dell’opposizione che rivendica la
laicità della scuola pubblica italiana sancita dalla Costituzione. Inoltre,
aggiunge il Pd, la Corte Costituzionale si è già espressa in merito
stabilendo la facoltatività dell’ora di religione e quindi non può essere
equiparata alle altre materie. Così come i docenti di religione non possono
partecipare agli scrutini, come ha stabilito il Tar del Lazio l’estate
scorsa.
Ai giornalisti che le chiedevano se il voto di religione debba far media con
gli altri, il ministro Gelmini ha risposto: “Il voto in religione oggi non
c’è. Ancora esiste un giudizio. Il nostro intendimento è quello di chiedere
un parere al Consiglio di Stato per evitare contenziosi, ma la mia opinione
è che essendo passati dai giudizi ai voti in tutte le materie questo debba
valere anche per l’insegnamento della religione”.
“Il ministro Gelmini non sa di cosa parla, oppure fa di nuovo e solo
propaganda” sostengono Manuela Ghizzoni e Maria Coscia, deputate
Democratiche della commissione Cultura di Montecitorio. “La Corte
Costituzionale, infatti, ha già stabilito il principio di facoltatività
dell’ora di religione, nel rispetto della laicità dello Stato, in base al
quale è necessario garantire pari dignità ai ragazzi di ogni culto”.
“Purtroppo – aggiungono – il nuovo sistema di valutazione che ha fatto venir
meno il criterio di un giudizio globale sui rendimenti scolastici lascia
spazio anche a questo tipo di ‘pensate’: siamo convinte – concludono – che
il Consiglio di Stato rispedirà al mittente la proposta”.
L’ora di religione “non può essere valutata come una normale materia
curriculare” afferma il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo.
“Il ministro Gelmini deve garantire la laicità della scuola pubblica
italiana sancita dalla nostra Costituzione. Per questa ragione, nel pieno
rispetto del Concordato, l’ora di religione – spiega Pantaleo – deve
rimanere facoltativa. Non può determinare vantaggi di alcun genere, a
cominciare dai crediti formativi, e quindi non può essere valutata come una
normale materia curriculare”. “Piuttosto il ministro dovrebbe preoccuparsi -
osserva il sindacalista – del fatto che si nega, per effetto di pesantissimi
tagli, il diritto ad avvalersi dell’insegnamento alternativo. Non
permetteremo – ammonisce Pantaleo – di trasformare la scuola pubblica
italiana, che dovrebbe essere laboratorio interculturale, in una istituzione
confessionale e autoritaria”.
(13 ottobre 2009)
Tag: Ora di religione

Gli studenti e i genitori degli studenti non credenti potrebbero unirsi in una protesta?