13/10/09 – Er più
La lumachella de la Vanagloria,
ch’era strisciata sopra n’obbelisco
guardò la bava e disse: già capisco
che lascerò n’impronta ne la storia
Trilussa
Il 28 aprile del 2008, Gianni Alemanno ha strappato Roma al centrosinistra che governava da 15 anni la città. Tanti sono i ricordi di quella serata: i saluti romani sullo scalone d’onore del Campidoglio, le bandiere con la celtica, i cori. Il sindaco, da subito, se ne dissociò, ma in città i fascisti si sono sentiti legittimati, liberi di scorrazzare, attaccare manifesti in onore della rsi, celebrare messe per quei caduti (con preti complici ben contenti di officiare), indire manifestazioni, insultare lo stesso sindaco quando si è “troppo sbilanciato” con le visite alla comunità ebraica e con, ob torto collo la toccata e fuga al gay village appeso al braccio della moglie (sicuramente più intelligente di lui e che lo tiene vistosamente per le palle).
La sua unica parola d’ordine è la sicurezza. Per cui oggi a Roma è tutto vietato, bere una birra o mangiare un gelato seduti su un gradino, col risultato che a divieti così scemi non si risponde nemmeno e in compenso aumenta il caos. Secondo il prefetto di Roma, scelto dal sindaco, l’unica emergenza è quella dei rom e poi, con un bello stacco, quella abitativa. Gli sfrattati, quelli che hanno occupato non infastidendo nessuno, anzi salvando edifici dal degrado al quale erano avviati, vengono rimossi per una questione di decoro, e il loro sfratto/occupazione viene considerato secondo l’ufficio stampa capitolino al pari di un reato.
Gli zingari sono trattati come birilli, spostati da una parte all’altra della città, aggravando i problemi di inserimento dei bambini costretti a raggiungere la scuola con pulmini. Ai disagi sociali la sola risposta è ordine pubblico. Prigioniero della sua agenda non si guarda intorno e non nota che i vigili urbani sono inesistenti, ma intanto si decide di armarli, chissà se spareranno ai possessori dei tanti motorini e biciclette buttate per strada come mai si erano viste. Le pochissime idee messe in campo, la commissione Attali presieduta da Marzano (dopo che Amato lasciò precipitosamente in seguito a incredibili affermazioni del sindaco sul fascismo), le manifestazioni sul futurismo…, scomparse miseramente senza sostituire la vivace estate romana (quest’anno scoloritissima) che pure incanalava molti giovani che adesso, per noia, si sentono legittimati a fare i bulli per la città. Inoltre aziende municipali e giunta piena di nomi senza qualità, centinaia di delegati (allo sport, alla salute, ai rapporti col Vaticano, alla vita…) imbarazzanti per curricula, assunzioni di persone con fedina penale sporchetta… E certo non gratis, il capo ufficio stampa del Campidoglio ha uno stipendio di 118mila € all’anno, contro i 40mila assegnati alla stessa figura dal sindaco precedente. E ancora viaggi esagerati con famiglia e staff supergonfi. Presenze quotidiane in tutte le chiese, con attribuzione di doni, per festeggiare santi improbabili. L’amicizia con i preti è un capitolo a sé, don Conti ad esempio, presunto pedofilo sotto processo al quale con escamotage poco chiari il sindaco ha evitato la costituzione civile da parte della città.
Gianluca Iannone, leader di Casa Pound e grande elettore del sindaco, dice che la violenza appartiene a tutte le metropoli e quella sui deboli è sintomatica della modernità. Gens Romana, associazione che si riconosce in Alemanno, ha pensato bene di manifestare contro il ’68 impiastricciando i manifesti del film sull’argomento di Placido. Il regista, un po’ sputtanandolo, si è rivolto direttamente al sindaco per far cessare gli stupidi sit in davanti ai cinema che proiettano la pellicola.
In questo ambiente sono aumentate piccole violenze quotidiane, tra cui le aggressioni agli omosessuali che Alemanno stigmatizza, senza riconoscere che se crei un clima ostile, non pubblicizzando il gay village , oppure non dando patrocini al gay pride, anzi mutilando il percorso del corteo e, soprattutto, derubricando ad atti di bullismo tali aggressioni, è inutile pure fare l’indignato. Alemanno dovrebbe comprendere che solo un ambiente sano aiuta lo sviluppo.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI
Tag: alemanno

Mi permetto di eccepire:poveri bambini rom condotti a scuola con un pulmino pasgato con le mie tasse:Io ho fatto tutte le scuole a piedi e ho preso 3(tre)lauree.
vedere due gay che si baciani per strada mi da un senso di fastidio:diritti o no due uomini sono sempre due uomini.Che ci posso fare?Non è violenza questa?Est modus in rebus,dicono gli extracomunitari romeni.
La saluto caramente
Marcello Torsoli
Cara Tiziana,
come al solito pezzo equilibratissimo, anche se, per il colore locale, avrei parlato anche della buffonata dello conferenza stampa sullo stadio che perfino il ministro Bondi ha dovuto smentire.
Al signor Torsoli vorrei chiedere perchè un bambino rom dovrebbe attraversare la città a piedi, visto che le distanze da ex fiera di Roma a la rustica sono di circa 40 chilometri. Complimenti per le tre lauree, ma in effetti se non aiutano culturalmente neanche a superare il tabù di vedere due uomini insieme forse è meglio un sano analfabetismo.
Alle tre lauree consiglio di aggiungere un atlante, tanto per sapere dove sta la Romania.
avendoli guardati ve li linko
http://www.nessundio.net/blog/2009/05/04/1567/
http://www.nessundio.net/blog/2009/05/27/1751/
http://www.nessundio.net/blog/2009/06/18/1963/
http://www.nessundio.net/blog/2009/07/22/2229/
http://www.nessundio.net/blog/2009/09/06/2566
Prima di tutto non sono il Marcello di sopra.
Oggi ho scoperto che il simbolo di Roma è una madonnona alta nove metri e che sta su una casa di don orione a monte mario. Il vento di ieri l’ha fatta cadere frantumandola.
Appello per risistermarla con richiesta di un religioso “a chi di dovere”.
Ieri è anche morta una ragazza schiacciata da un albero che però ha avuto meno fortuna della madonna e meno minuti al telegiornale.
Come vedi, cara Tiziana, inutile sperare nell’ambiente sano.
Un saluto
http://lnx.mariostaderini.it/staderini/?q=node/421