6/10/09 – Fango

I padani si aspettavano la loro Bravehart, si accontenteranno di un prodotto da History Channel su TelePadania? Come la prenderanno i leghisti disoccupati a sapere che 20 milioni, molti dei quali statali anche per il sostegno del ministero dei Beni Culturali sono stati buttati così? E poi, scusate, il regista Martinelli per risparmiare ha girato in Romania dove c’è lo “zingarume romeno” a basso costo, parole sue. Non era meglio far lavorare comparse padane? Perché conciare così male due bei fiè come il Raz e la Kasia? Forse è per tutte queste domande che l’applauso è stato tiepido, di facciata. (Luca Mastrantonio commenta per il Riformista il film Barbarossa prodotto da RaiCinema)
OnePoll.com
, società inglese che si occupa di ricerche di mercato, ha interpellato 15.000 donne distribuite in venti paesi del mondo. E ha scoperto che le donne vorrebbero che gli uomini si lavassero di più (Dario Cresta-Dina, la Repubblica 1/0)

Chiudere la rai sarebbe un piccolo passo avanti per la libertà di informazione. L’azienda è come una torta, due fette chi governa, una chi sta all’opposizione. E questo è il motivo per cui nessun partito vuole l’abolizione della rai, perché prima o poi sa che gli toccheranno le due fette. Chi ci lavora lo sa e si fa concavo per mantenersi il posto, e si mette sulle punte dei piedi per fare posto ai nuovi che gli spartitori assumono in cambio di. La torta piace molto anche alle bestiole della Santa Sede che godono di una intera redazione con apposito palazzotto vicino allo Stato, oltre naturalmente ai vaticanisti con ufficio a Saxa Rubra. I programmi contenitore, sempre condotti da giornalisti, e che occupano quasi tutta la giornata (uno mattina, la vita in diretta, l’arena, italia sul due, cominciamo bene…) hanno servizi che sembrano portare indietro il Paese anni luce. Così abbiamo Massimo Giletti (arena – domenica in) che invita a dibattere se la “calunnia” (cameratesche battute dei colleghi Pitt e Damon) su una presunta omosessualità di Clooney non gli rovini la vita se qualcuno dovesse crederci. Sulle seggiolette de la vita in diretta, invece, Sposini invita a dibattere se rimanere in Afghanistan consultando Parietti e Carlo Conti. Mentre Bianchetti (italia sul 2) si interroga se il matrimonio dura di più se ci si sposa illibati. I telegiornali, e tralasciamo l’editoriale di Minzolini che ha il primato di aver parlato male di una manifestazione, sono banali e riguardano tutte e tre le reti. Molto spesso i corrispondenti esteri addirittura rimasticano articoli dei giornali italiani, tanto che io credo che quando Botteri (tg3) ci racconta di Obama, abbia un fondale con la Casa Bianca e stia comodamente in qualche posto più divertente. Intere regioni del mondo, compresa ad esempio la vicina Germania, sono semisconosciute nei tg rai. Programmi, che niente hanno a che vedere col servizio pubblico, sono costosi reality come l’isola dei famosi, o l’anacronistico festival di Sanremo, o stupidissime fiction su famiglie felici dove i giovani hanno lavori fighissimi, carabinieri quasi sempre idioti salvati da furbi preti, poliziotti giustizieri (e giustizialisti), e, soprattutto le vite di tutti i santi (in arrivo sant’Agostino), i papi (presto Pio XII), medici e poliziotti guidati nella loro vita dalla luce di Dio. Naturalmente tutto questo è a carico dei contribuenti che pagano 106 € all’anno per questa programmazione. Finché c’è questa situazione il canone rai si deve pagare, perché tutte le tasse anche se inique i cittadini per bene le pagano. Ma chi tiene alla libertà di informazione deve chiedere un solo canale rai criptato, chi lo sceglie lo paga e se lo vede. I giornalisti e/o artisti che rimangono fuori si mettono sul mercato mondiale (senza “voglio il mio microfono”, che i media non è solo rai2) e si cercano un lavoro come fanno tutti, giornalisti e no.

Tiziana Ficacci,www.nogod.it – Qui i vostri COMMENTI

http://www.teledurruti.it/?p=690

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5 Commenti a “6/10/09 – Fango”

  1. Antonio scrive:

    Il riferimento a Don Matteo è eloquente. Una fiction da brivido, dove il semplice parroco di campagna ridicolizza ogni volta le capacità professionali dei Carabinieri. Io la abolirei da subito.

  2. Anonimo scrive:

    D’accordo , i media non è solo rai2.
    Aggiungerei al lungo elenco di doglianze le poche dirette di un qualche o anche scarso interesse funestate da commenti inopportuni dei gggiornalisti rrai.

  3. Marcello scrive:

    Nessuno oggi in rai (fino a quest’ora) ha parlato di

    http://www.corriere.it/esteri/09_ottobre_06/grande-imam-sunniti-velo-integrale-islam-zecchinelli_6d1cb6e6-b23c-11de-9355-00144f02aabc.shtml

    eppure di Santanchè che scappucciava le donne ne hanno parlato tanto.

  4. Marcello scrive:

    commenti dal corriere della sera

    hagakureMartedì, 06 Ottobre 2009
    domenica, maledetta domenica
    “I danni e le banalità della domenica in tv.
    Il tema della discus­sione è indifferente, l’importante è farsi notare e prevalere sempre sull’interlocutore” : paro paro come nella politica italiana.
    Tutto sta a capire chi imita chi: se hanno cominciato prima i politici o i “televisivi”.
    In ogni caso, caro prof, anche Valeria Marini è stata notevole, nel ruolo di intervistatrice: poneva domande più “accavallate” delle sue gambe.
    Ed è tutto dire.

  5. Tiziana scrive:

    E’ appena il caso di ricordare come ieri la rai, onorando il suo ruolo di servizio pubblico, abbia tralasciato di ricordare la figura di Gino Giugni