29/9/09 – Gli uomini non cambiano

Gli uomini quando escludono Dio dal loro orizzonte possono giungere a quelle assurdità della storia che l’esperienza del comunismo ha mostrato anche nella Repubblica Ceca. Ma il santopadre è stato accolto da una incredibile apatia della popolazione che pure ha subito tale asprezza (Raffaele Luise, tg3)
Il 29 settembre Berlusconi compie 73 anni, finalmente il tg1 può aprire con una festa del premier (F d’E, il Riformista)
Andrà a visitare il Louvre? No, sono devota di padre Pio (D’Addario a Parigi confonde il Louvre con Lourdes)
Le religioni possono offrirci qualcosa solo se sono disposte ad accogliere ciò che l’occidente ha maturato e sancito come la soglia invalicabile, quella dei diritti umani (25/8/09, scorrendo in basso)

La Catalogna (la regione della Spagna con Barcellona come capoluogo) è coraggiosa. E’ stata la prima delle diciassette regioni – comunidades – ad applicare le leggi zapateriane sul matrimonio omosessuale nel 2004, e nel 2006 la prima a fare chiarezza sulla morte assistita per i malati terminali, favorendo la volontà del malato e sanzionando l’apatia immobile dei medici. Oggi affronta a viso aperto lo stupro e la pedofilia, approvando un “protocollo di trattamento farmacologico coadiuvante nel recupero dei delinquenti sessuali”, aprendo la strada alla cosiddetta castrazione chimica per chi serialmente commette violenze sessuali su donne e bambini. Montserrat Tura, consigliera per la Giustizia catalana, ha spiegato che i criminali entreranno nel progetto su base volontaria e chi lo sceglierà non avrà sconti di pena ma diritto alla libertà vigilata. La scelta della Catalogna avviene dopo un lungo dibattito che ha coinvolto il parlamento spagnolo, a seguito della violenza e uccisione a Siviglia di Mari Luz di 5 anni, da parte di un pedofilo recidivo scarcerato per una leggerezza del pm. Il fatto ha dato il via ad una parziale riforma delle pene per i reati sessuali che contemplano libertà vigilata dopo la scarcerazione per termine della pena e un registro che censisce gli stupratori e che può essere consultato su richiesta alle autorità. L’esecutivo socialista aveva ipotizzato anche la castrazione chimica ma il progetto si arenò in Parlamento. La Catalogna, governata da socialisti, comunisti e verdi, ancora una volta ha mostrato coraggio nell’infrangere i luoghi comuni del buonismo maschilista. Si sa che la castrazione chimica non esclude completamente la volontà di commettere nuovamente una violenza sessuale, ma le statistiche parlano del 70-80% di efficacia.
In Vaticalia la castrazione chimica è argomento politicamente scorretto come un po’ tutto ciò che riguarda giustizia e sicurezza, col risultato che ad occuparsene è la nuova destra che fa i danni che abbiamo davanti agli occhi. Continuiamo a parlare di Spagna: in quel paese, dove la pillola del giorno dopo si acquista senza prescrizione medica, le donne possono abortire a 16 anni senza il permesso dei genitori. E’ una decisione corretta, perché se è vero che una giovane a quell’età ha bisogno di essere consigliata e guidata, la decisione di vedere la trasformazione del proprio corpo e l’accettazione o no di un’altra vita, è argomento che può riguardare solo e soltanto lei. Inoltre, e non è cosa di poco conto, lo Stato protegge la scelta di una giovane donna anche da eventuali interferenze famigliari che potrebbero ostacolare la sua decisione. Si pensi al rapporto che un cittadino italiano ha con lo Stato, dove le decisioni personali sono sottomesse a quelle di giudici, medici, fiduciari… Che la superiorità spagnola sia determinata oltre che dal socialismo dal numero di donne che siedono nell’esecutivo?
Nei giorni scorsi il tar ha condannato la giunta provinciale di Taranto perché non ha rispettato le cosiddette quota rosa. Che il maschilismo in politica sia un imperativo è dimostrato anche da questa risibile espressione, che potrebbe essere resa prendendo a prestito l’ affirmative action americana. Machismo condiviso da entrambi gli schieramenti, come dimostra la giunta tarantina (centrosinistra), e i quotidiani scontri ai vertici del pd e del pdl che non vedono nessuna presenza femminile. Di più, le pochissime donne presenti nei partiti abituate a reggere le giacche dei loro colleghi quando, raramente, qualcuna arriva a fare la ministra, non dubitano delle modalità usate per occupare quei posti. E se qualcuna fra di loro brilla di luce propria (a me viene in mente solo Bonino) si cerca di tenerla alla larga preferendo accoccolarsi nelle consorterie maschili. Eppure, se i partiti avessero voluto rispettare le “quote rosa” con il porcellum avrebbero avuto l’agio di farlo. Alla infelice situazione partitica mette un carico la religione che, combinata con l’arretratezza culturale, provoca sui corpi delle donne sfracelli. Pochi giorni fa abbiamo assistito al tristissimo caso di una donna che si è suicidata e ha ucciso i suoi bambini di 5 e 6 anni depressa per il divorzio e la solitudine. Con la sua nota sensibilità il papa, che vive sulla luna, all’indomani del triste fatto ha condannato il divorzio e le famiglie allargate. Si può? E ancora, quante Sanaa vivono in Italia? Da noi c’è un razzismo espresso, che è quello che vuole cacciare tutti i musulmani e i diversi, e poi c’è il razzismo mascherato che è quello che dice che è bene lasciar fare perché hanno culture diverse. Se avessimo mostrato sempre questa indifferenza, oggi in Italia avremmo ancora i matrimoni combinati e il delitto d’onore (cassato solo nell’81). Non credo che possiamo permetterci giudizi troppo duri sull’arretratezza culturale-religiosa dei padri delle Sanaa, quando accettiamo di buon grado che un omosessuale non abbia riconosciuto nessun diritto. Che fare? Potremmo intanto non lasciare sole le donne, non ghettizzarle nelle periferie della città, non contrapporre ad una scelta religiosa l’inviolabilità del terreno a dieci chilometri dal Duomo, non isolare i loro figli dando biada ai fautori dell’ora di religione a scuola, lavorare per l’integrazione come la parte meno esaltata del governo sembra voler fare (anche se le ipotesi espresse appaiono molto confuse).
La loro libertà, delle Sanaa e delle loro madri, è la nostra.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=g1nrmqM0XWY
http://video.libero.it/app/play/?id=ca1484fbcf8848ca4df46c44fa4f9ffb
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=31282

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3 Commenti a “29/9/09 – Gli uomini non cambiano”

  1. Marcello scrive:

    Cara Tiziana, cosa pensi del regista Polansky e degli appelli del mondo della cultura?

  2. Marika scrive:

    Cara Tiziana
    con questa norma spagnola uno come Guido lo stupratore del Circeo oggi sarebbe in libertà vigilata.
    Uno come
    Bianchini lo stupratore seriale di Roma sarebbe stato individuato grazie ai registri. Credo che la superiorità spagnola almeno in questa questione sia determinata dal lavoro delle donne.
    Anche se m
    Marcello chiede a Tiziana io rispondo su Polansky: deve scontare la sua pena e ringraziare pure per il tempo che gli ha consentito di esprimere il suo innegabile genio.
    Sono d’accordo anche sulla cosiddetta castrazione chimica

  3. Tiziana scrive:

    @Marcello
    Chi commette un reato deve scontare la pena. Di più, apprezzo molto la riforma spagnola che prevede che chi si è macchiato di un reato così odioso sia vigilato anche dopo la scarcerazione. Ne parlo sull’aggiornamento di oggi fra poco on line
    Marika
    I fatti del Circeo continuano a mordere. Ancora più effetto fanno in un momento in cui la città di Roma sembra tornata preda del fascismo. Erano anni che io non vedevo più i manifesti che onoravano l’Rsi