La RAI (Radio e TV) è a tutti gli effetti anche l’emittente del Vaticano, sia come Stato che come Chiesa, ammollandoci annualmente migliaia di ore di trasmissioni dedicate sia alla religione cattolica (senza contraddittorio) che agli interessi mondani della Vaticano SpA. Nessuna informazione sull’esistenza di milioni di cittadini italiani atei, agnostici o comunque non credenti che pure hanno le loro Organizzazioni rappresentative mai chiamate ad esprimere un loro parere neanche quando esponenti religiosi di tutti i livelli, dal papa in giù, sparano le loro bordate contro chi esercita il suo diritto di non credere alle favole della Menzogna Globale. Ora un campagna di stampa sostenuta da il Giornale sta raccogliendo adesioni per sopprimere il canone RAI con il quale viene pagato anche Santoro, unico oppositore mediatico di Berlusconi in casa Rai, ma anche le CENTINAIA di giornalisti e dirigenti che devono la loro carriera alla lottizzazione che ora favorisce maggioritariamente proprio i sodali di DuceSilvio. Perchè noi atei non dovremmo aderire a questa iniziativa che, con l’abolizione del canone, ci libererebbe almeno dall’incubo e dall’incazzatura di essere i finanziatori obbligati della Propaganda Fide a favore del Vaticano ? Aggiungiamo che DuceSilvio, contro il quale in questo sito non avete mai trovato un solo elogio o sostegno, almeno un merito ce l’ha : quello di aver dimostrato che senza il canone e con tre reti si guadagnano miliardi e si campa benissimo. Costringiamo la RAI a campare anche lei della sola pubblicità, che del resto ci propina in quantità industriali pari a quella che ci affligge nelle reti berlusconiane, ma almeno i suoi servizi ai preti-padroni non saremo noi atei a pagarli.
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Tag: canone rai

La faccenda è più complicata. Le frequenze TV sono un bene pubblico, non privato. Quindi, concesse a privati o meno che siano, canone o non canone, il loro utilizzo deve comunque rispettare tutti, credenti e non.
IL CANONE RAI E SALATISSIMO E I PROGRAMMI FANNO PENA E PIETA SALVO CASI ECCEZIONALI.E INDISPENSABILE ABOLIRLO. E SOLO RUBARE RIPETO R U B A R E SOLDI PER AVERE SCHIFEZZA IN CAMBIO. Luigi
Non sono favorevole. E’ vero che i programmi rai fanno pena, ma togliere il canone significherebbe eliminare risorse anche a quei pochissimi programmi di qualità che sono rimasti. E comunque non risolverebbe il problema delle trasmissioni pro-vaticano che continuerebbero allegramente come prima. In definitiva se abolissimo il canone perderemmo anche l’ultimo diritto che abbiamo a chiedere una tv di qualità.
Why do some owe money and others get a refund for their taxes?
Concordo con Giovanni, e ci metto pure che dare manforte ai servetti mediashopping nella loro campagna anti servizio pubblico ora è una cosa che altamente mi ripugna.
E pensare che proprio a causa dell’invadenza degli impostori in tonaca non avevo ancora pagato il canone e solo dopo decine di lettere minacciose ho deciso pochi giorni fa di regolarizzare la mia posizione per non farmi iscivere a ruolo la pratica dovendo per quello sovvenzionarli di più.
Ma mai sarò colluso con un iniziativa dei clero-fascisti e dei mafiosi contro il bene pubblico.
Giulio C.Vallocchia segnala questo articolo da il Riformista
http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/97401/
Abolire il canone? Finalmente una cosa di sinistra
di Antonio Polito
Nel gran casino italiano, può capitare che la cosiddetta stampa di destra dica una cosa di sinistra. Il boicottaggio del canone Rai, anche se fosse puramente e semplicemente una vendetta contro un programma sgradito (Libero e il Giornale propongono lo sciopero fiscale contro Santoro), dovrebbe essere il cavallo di battaglia della sinistra, che di motivi di vendetta ne ha mille. Tutto sommato, fino a giovedì sera protestava che la Rai è occupata dalla destra, faziosa e filogovernativa, serva di codardo encomio al premier e censurante tutte le sue malefatte. Se è vero ciò che ha detto il gran sacerdote della sinistra televisiva, Paolo Gentiloni, e cioè che il 90% della Rai è in mano alla destra e solo il 10% è rimasto alla sinistra, dovrebbe essere quest’ultima a battersi per far saltare il canone Rai che finanzia con i soldi di tutti il dominio di pochi. O, almeno, proporre uno sciopero del canone pro quota: pagare solo il 10% che va a Santoro e a Raitre.
Ma, scherzi a parte, e fuor di contingenza santoriana, l’abolizione del canone Rai sarebbe davvero una cosa di sinistra, se per questo si intende una cosa giusta, equa e moderna.
Innanzitutto il canone è un residuo di un’altra era geologica. Milioni di anni sono passati da quando la nascita della tv pubblica fu finanziata anche con quella tassa. A quei tempi, il semplice fatto di acquistare un apparecchio televisivo ci rendeva utenti della Rai, di un servizio unico gestito dallo Stato. Ma oggi le cose sono completamente diverse. L’uso della tv si è completamente separato dall’utenza del servizio pubblico Rai. Potrei per esempio decidere di acquistare un televisore solo per abbonarmi a Sky. O per acquistare le partite di calcio su Mediaset Premium. O per usare la parabola perché mi interessa la Cnn. E domani per godermi la tv via internet, e nel frattempo per vedere i film che ho scaricato dalla rete, o per giocare ai videogame con i miei figli. Potrei cioè comprare un televisore senza vedere mai né Minzolini né Santoro. Ma sarei ugualmente obbligato a pagare il canone Rai, nel presupposto, non più vero, che lo Stato continui ad essere l’unico fornitore di servizi televisivi.
Trovo anzi stupefacente che né l’Antitrust né l’Unione Europea siano ancora intervenuti a dichiarare illegittimo il canone. Abolirlo, sarebbe dunque in primo luogo moderno.
Sarebbe poi in secondo luogo giusto. Perché il servizio pubblico, in Rai, non esiste più. Non può essere pubblico se è così settario, se spacca così l’Italia in due, se provoca tante polemiche e odio, da una parte e dall’altra. Opporre faziosità a faziosità non è pluralismo, è uso privato (politico) di uno spazio e di una risorsa pubblica. Non è che se la sinistra ha Santoro da contrapporre a Minzolini, la somma totale dia più servizio pubblico. La giaculatoria del servizio pubblico è ormai più una presunzione che una realtà, di cui parlano con tono padronale gli amministratori della Rai, come se noi italiani avessimo bisogno della loro opera informativa e culturale a fini pedagogici ed edificanti. Fino al punto di dover pagare per quel servizio. Mentre invece l’unica speranza di pluralismo sarebbe consentire che nel settore televisivo entri qualche altro concorrente che spezzi il duopolio tra Rai e Mediaset, questo incantesimo in cui vive la tv italiana. L’unico servizio al pubblico che potrebbe utilmente fare la Rai sarebbe sparire, privatizzarsi, vendere due reti a un imprenditore del settore che non debba rispondere a qualche partito politico, e che farebbe comunque lavorare sia Vespa sia Fazio, con gli ascolti che fanno. E trasmettere ciò che davvero è interesse pubblico in un’unica rete, che basta e avanza, finanziata quella sì dal canone.
Ma perdete ogni speranza, o voi che vi siete illusi leggendo la stampa di destra: la destra non lo farà. Già dalla maggioranza hanno precisato che non hanno alcuna intenzione di abolire il canone Rai, ma che hanno tutte le intenzioni di usarlo a proprio vantaggio. E perché mai dovrebbero farne a meno? E qui veniamo alla ragione per cui abolirlo sarebbe invece equo. A favore del canone militano infatti, e a ragione, i principali concorrenti della Rai. Senza canone, l’azienda di Viale Mazzini dovrebbe essere lasciata libera di fare delle cose che i concorrenti fanno oggi in regime di monopolio. Mediaset e Sky sono ben contente di tenere la Rai lontana dal mercato pubblicitario (grazie al tetto che le imposto) o al mercato dei programmi a pagamento (calcio in primo luogo) che così rimangono esclusiva dei due competitori privati. Questa è la prova provata del fatto che la politica sta ammazzando la Rai, se non l’ha già ammazzata. Tenendola in ostaggio per i suoi comodi e facendola pagare a noi col canone. Abolirlo sarebbe dunque un atto rivoluzionario. Qualsiasi cosa rompa o anche solo inceppi il meccanismo infernale del duopolio televisivo italiano sarebbe una cosa di sinistra. Oltre che molto popolare. Provate a chiedere a milioni di italiani che pagano il canone (obbligatoriamente) se sarebbero disposti, avendone la scelta, a spendere gli stessi soldi per un abbonamento a Sky, e vediamo quanti scelgono il canone.
Hi there, I dont know if I am writing in a proper board but I have got a problem with activation, link i receive in email is not working…