Archivio di settembre 2009

30/9/09 – Gabbie

mercoledì, 30 settembre 2009

E quindi affronto l’ultimo sipario/ho vissuto una vita piena/ho viaggiato su tutte le strade/ma più, molto più di questo/l’ho fatto a modo mio

Nei giorni scorsi un noto matematico ha deciso di restituire un premio assegnatogli qualche anno fa, perché non desiderava che il suo nome figurasse accanto al vincitore di quest’anno. Decisione legittima e che, sia ben chiaro, nessuno ha criticato. Ha però colpito, soprattutto la giuria molto politically correct, la motivazione: il collega vincitore non è stato conteso per il lavoro premiato, ma perché ritenuto un fondamentalista sionista islamofobo. Accuse probabili, essendo – sempre secondo l’accusa – il vincente un noto ex comunista, e si sa che spesso da un fideismo si passa ad un altro. In sintesi, per un motivo ideologico, o meglio per una diversa visione del mondo, ci si mette sotto i piedi l’iscrizione nel libro d’oro dei matematici. Sembrerebbe il solito caso di doppia morale: la libertà di pensiero va bene se coincide con le mie idee, no se non coincide con le mie.
Più o meno la stessa doppiezza per la questione Polanski. Nella sua bella biografia Roman pubblicata nell’84, il regista racconta l’incontro con la tredicenne, l’assoluta mancanza di inibizioni della ragazzina, le pressioni della madre per avere servizi fotografici, l’indifferenza di Anjelica Huston e di Jack Nicholson, il sostegno di Dino De Laurentis. Ma, tutto ciò, oltre la faticosa infanzia e il raccapricciante omicidio di sua moglie Sharon al nono mese di gravidanza, non toglie che il regista ha fatto sesso con una bambina infrangendo le regole della convivenza civile. Il suo genio, innegabile, non può, come sostengono le molte autorevoli firme di colleghi e influenti ministri dei governi francese e polacco, giustificarlo da un crimine. L’attore e deputato Luca Barbareschi che ha lavorato con Polanski in Amadeus (era uno splendido Salieri) di Paul Shaffer, lo difende perché, racconta, in certi ambienti succede di avere proposte di ragazzine disposte a tutto. Sicuramente è così, come il mondo della politica ci ha mostrato in questi ultimi mesi, ma invocare il lodo Polanski (felice espressione di Maria Laura Rodotà) è fare un torto a tutte le ragazzine del mondo.
Doppiezza estrema nei freschi difensori del canone rai. Con tutta evidenza la campagna di Libero e Il Giornale sulla fuga dall’iniqua tassa per non finanziare annozero è pretestuosa; all’azienda andrebbero chiusi i rubinetti per la sua intera programmazione, da miss Italia a la vita in diretta, passando da ballarò a porta a porta agli incredibili telegiornali, per la goffaggine dei programmi d’evasione e per la scarsa professionalità dei duemila giornalisti. Il deputato radicale eletto nel Pd Marco Beltrandi, ricorda come la rai stia trasgredendo a tutti gli obblighi del servizio pubblico, evadendo quanto stabilito dal contratto di dotare almeno il 60% del palinsesto degli strumenti indispensabili per i non vedenti e non udenti, la mancata attuazione del sistema qualitel, la scomparsa delle tribune politiche e degli spazi autogestiti. La rai non è mai stata pluralista ma lottizzata e sarebbe salutare, soprattutto per la cassa, svendere una azienda che non è in grado di stare sul mercato e che grava sui cittadini contribuenti (lavoratori dipendenti e pensionati, ca va sans dire). Stupisce che (quei) giornalisti che sabato manifesteranno per la libertà di stampa vogliano mostrare solidarietà per una azienda che non garantisce corretta informazione e che perpetra lo spreco anche attraverso esosi contratti a star del giornalismo a tesi, soubrette e presentatori perennemente in ginocchio!

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Scuola italiana sempre più confessionale.

martedì, 29 settembre 2009

Un nuovo grido d’allarme per gli ostacoli che vengono frapposti alla praticabilità dell’ora alternativa a quella dell’indottrinamento cattolico.

27 settembre 2009

SI STANNO VERIFICANDO NELLe SCUOLe CASI IN CUI PRESIDI ED INSEGNANTI COMUNICANO AI GENITORI DI NON AVERE LA POSSIBILITA’ DI GARANTIRE L’ATTIVITA’ ALTERNATIVA A CHI NON SI AVVALE DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA, NE’ LO STUDIO INDIVIDUALIZZATO ASSISTITO, PER MANCANZA DI PERSONALE DOCENTE.

PUR RICONOSCENDO CHE NON VI E’ DISPONIBILITA’ DI INSEGNANTI, RICORDIAMO CHE  I GENITORI NON SONO CHIAMATI A RISOLVERE QUESTO PROBLEMA, RINUNCIANDO AD UN LORO DIRITTO DI SCELTA.

COME LO STATO HA PROVVEDUTO AD ASSUMERE INSEGNANTI DI RELIGIONE CATTOLICA, PUO’ SIMILMENTE PROVVEDERE A TUTELARE I DIRITTI DI FAMIGLIE CHE SCELGONO ATTIVITA’ ALTERNATIVE ALLA RELIGIONE CATTOLICA.

NEL SOTTOLINEARE L’IMPORTANZA DI NON SOTTOSTARE AD ALCUNA FORMA DI DISCRIMINAZIONE, RICORDIAMO CHE LE SENTENZE DELLA CORTE COSTITUZIONALE 203\1989,13\1991 E LA CIRCOLARE 9\1991, APPLICATIVA DELLA SENTENZA 13\9, PREVEDONO 4 OPZIONI:

A) Attività didattiche e formative (cosiddette alternative)

B) Attività di studio e / o di ricerca individuali con assistenza di personale docente

C) Libera attività di studio e / o di ricerca senza assistenza di personale docente (dev’essere garantita la vigilanza)

D) Uscita dalla scuola (gli alunni minorenni devono essere prelevati dai genitori)

CONSIGLIAMO VIVAMENTE DI NON ACCETTARE PASSIVAMENTE LA MINACCIA ALLA LIBERTA’ DI RELIGIONE A CUI STIAMO ASSISTENDO.

RIFLETTiamo SULLA GRAVITA’ DI CIO’ CHE STA AVVENENDO NELLE SCUOLE, IN CUI SI E’ ARRIVATI AL PUNTO DI COSTRINGERE CHI NON VUOLE AVVALERSI DELL’INSEGNAMENTO DELLA RELIGIONE CATTOLICA A RIMANERE UGUALMENTE NELLE CLASSI AD ASCOLTARNE LA LEZIONE!

TUTTO QUESTO E’ UN SOPRUSO, RIFIUTIAMOLO.

Il comitato insegnanti evangelici italiani

Vescovi dubbiosi dell’onnipotenza divina : la cremazione impedisce una corretta resurrezione !

martedì, 29 settembre 2009
Questa la notizia

martedì 21 luglio 2009

Spargere le ceneri di un defunto o conservare l’urna in un luogo diverso dal cimitero può mettere a repentaglio la salvezza dell’anima. Così scrive il vescovo di Pitigliano, Sovana e Orbetello in una lettera ai parroci della diocesi del Grossetano. “La Chiesa permette la cremazione se tale scelta non mette in dubbio la fede nella resurrezione. Avvalersi della facoltà di spargere le ceneri, di conservare l’urna in un luogo diverso dal cimitero o prassi simili è comunemente considerata segno di una scelta compiuta per ragioni contrarie alla fede cristiana e pertanto comporta la privazione delle esequie ecclesiastiche”.

Questo il Commento

Sembra certamente risibile la concezione che questo vescovo ha del proprio dio che, da, me non credente, viene immaginato onnipotente……. Mi fa tenerezza questo dio fermo li a recuperare tutti i pezzettini, poniamo di Giovanni, poi metterli insieme ordinatamente, cenere di carpo,di metacarpo ecc. …….che fatica!!!! e finalmente la resurrezione del corpo (e se dio stanco e distratto dalle mille richieste che a lui salgono dalla terra, avesse attaccato il dito di un altro a Giovanni?!

In effetti, la risurrezione risulta molto più difficile in caso di cremazione. Ciò in quanto si devono rimettere insieme nel giusto ordine tutte le particelle corporee, che peraltro sono bruciate, andando contro il secondo principio della termodinamica. Al punto che solo un miracolo potrebbe realizzarla….. sempre più difficile…… povero dio del vescovo di Pitigliano, Sovana e Orbetello

Se Cristo fosse stato cremato, secondo la tesi del vescovo, ci sarebbero voluti ben più di tre giorni per farlo risorgere. E probabilmente il risultato non sarebbe stato soddisfacente. D’altra parte, osserva qualcuno, nel caso di cremazione l’ascensione al cielo è molto più agevole, bastando un semplice colpo di vento alle ceneri.

29/9/09 – Gli uomini non cambiano

martedì, 29 settembre 2009

Gli uomini quando escludono Dio dal loro orizzonte possono giungere a quelle assurdità della storia che l’esperienza del comunismo ha mostrato anche nella Repubblica Ceca. Ma il santopadre è stato accolto da una incredibile apatia della popolazione che pure ha subito tale asprezza (Raffaele Luise, tg3)
Il 29 settembre Berlusconi compie 73 anni, finalmente il tg1 può aprire con una festa del premier (F d’E, il Riformista)
Andrà a visitare il Louvre? No, sono devota di padre Pio (D’Addario a Parigi confonde il Louvre con Lourdes)
Le religioni possono offrirci qualcosa solo se sono disposte ad accogliere ciò che l’occidente ha maturato e sancito come la soglia invalicabile, quella dei diritti umani (25/8/09, scorrendo in basso)

La Catalogna (la regione della Spagna con Barcellona come capoluogo) è coraggiosa. E’ stata la prima delle diciassette regioni – comunidades – ad applicare le leggi zapateriane sul matrimonio omosessuale nel 2004, e nel 2006 la prima a fare chiarezza sulla morte assistita per i malati terminali, favorendo la volontà del malato e sanzionando l’apatia immobile dei medici. Oggi affronta a viso aperto lo stupro e la pedofilia, approvando un “protocollo di trattamento farmacologico coadiuvante nel recupero dei delinquenti sessuali”, aprendo la strada alla cosiddetta castrazione chimica per chi serialmente commette violenze sessuali su donne e bambini. Montserrat Tura, consigliera per la Giustizia catalana, ha spiegato che i criminali entreranno nel progetto su base volontaria e chi lo sceglierà non avrà sconti di pena ma diritto alla libertà vigilata. La scelta della Catalogna avviene dopo un lungo dibattito che ha coinvolto il parlamento spagnolo, a seguito della violenza e uccisione a Siviglia di Mari Luz di 5 anni, da parte di un pedofilo recidivo scarcerato per una leggerezza del pm. Il fatto ha dato il via ad una parziale riforma delle pene per i reati sessuali che contemplano libertà vigilata dopo la scarcerazione per termine della pena e un registro che censisce gli stupratori e che può essere consultato su richiesta alle autorità. L’esecutivo socialista aveva ipotizzato anche la castrazione chimica ma il progetto si arenò in Parlamento. La Catalogna, governata da socialisti, comunisti e verdi, ancora una volta ha mostrato coraggio nell’infrangere i luoghi comuni del buonismo maschilista. Si sa che la castrazione chimica non esclude completamente la volontà di commettere nuovamente una violenza sessuale, ma le statistiche parlano del 70-80% di efficacia.
In Vaticalia la castrazione chimica è argomento politicamente scorretto come un po’ tutto ciò che riguarda giustizia e sicurezza, col risultato che ad occuparsene è la nuova destra che fa i danni che abbiamo davanti agli occhi. Continuiamo a parlare di Spagna: in quel paese, dove la pillola del giorno dopo si acquista senza prescrizione medica, le donne possono abortire a 16 anni senza il permesso dei genitori. E’ una decisione corretta, perché se è vero che una giovane a quell’età ha bisogno di essere consigliata e guidata, la decisione di vedere la trasformazione del proprio corpo e l’accettazione o no di un’altra vita, è argomento che può riguardare solo e soltanto lei. Inoltre, e non è cosa di poco conto, lo Stato protegge la scelta di una giovane donna anche da eventuali interferenze famigliari che potrebbero ostacolare la sua decisione. Si pensi al rapporto che un cittadino italiano ha con lo Stato, dove le decisioni personali sono sottomesse a quelle di giudici, medici, fiduciari… Che la superiorità spagnola sia determinata oltre che dal socialismo dal numero di donne che siedono nell’esecutivo?
Nei giorni scorsi il tar ha condannato la giunta provinciale di Taranto perché non ha rispettato le cosiddette quota rosa. Che il maschilismo in politica sia un imperativo è dimostrato anche da questa risibile espressione, che potrebbe essere resa prendendo a prestito l’ affirmative action americana. Machismo condiviso da entrambi gli schieramenti, come dimostra la giunta tarantina (centrosinistra), e i quotidiani scontri ai vertici del pd e del pdl che non vedono nessuna presenza femminile. Di più, le pochissime donne presenti nei partiti abituate a reggere le giacche dei loro colleghi quando, raramente, qualcuna arriva a fare la ministra, non dubitano delle modalità usate per occupare quei posti. E se qualcuna fra di loro brilla di luce propria (a me viene in mente solo Bonino) si cerca di tenerla alla larga preferendo accoccolarsi nelle consorterie maschili. Eppure, se i partiti avessero voluto rispettare le “quote rosa” con il porcellum avrebbero avuto l’agio di farlo. Alla infelice situazione partitica mette un carico la religione che, combinata con l’arretratezza culturale, provoca sui corpi delle donne sfracelli. Pochi giorni fa abbiamo assistito al tristissimo caso di una donna che si è suicidata e ha ucciso i suoi bambini di 5 e 6 anni depressa per il divorzio e la solitudine. Con la sua nota sensibilità il papa, che vive sulla luna, all’indomani del triste fatto ha condannato il divorzio e le famiglie allargate. Si può? E ancora, quante Sanaa vivono in Italia? Da noi c’è un razzismo espresso, che è quello che vuole cacciare tutti i musulmani e i diversi, e poi c’è il razzismo mascherato che è quello che dice che è bene lasciar fare perché hanno culture diverse. Se avessimo mostrato sempre questa indifferenza, oggi in Italia avremmo ancora i matrimoni combinati e il delitto d’onore (cassato solo nell’81). Non credo che possiamo permetterci giudizi troppo duri sull’arretratezza culturale-religiosa dei padri delle Sanaa, quando accettiamo di buon grado che un omosessuale non abbia riconosciuto nessun diritto. Che fare? Potremmo intanto non lasciare sole le donne, non ghettizzarle nelle periferie della città, non contrapporre ad una scelta religiosa l’inviolabilità del terreno a dieci chilometri dal Duomo, non isolare i loro figli dando biada ai fautori dell’ora di religione a scuola, lavorare per l’integrazione come la parte meno esaltata del governo sembra voler fare (anche se le ipotesi espresse appaiono molto confuse).
La loro libertà, delle Sanaa e delle loro madri, è la nostra.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.youtube.com/watch?v=g1nrmqM0XWY
http://video.libero.it/app/play/?id=ca1484fbcf8848ca4df46c44fa4f9ffb
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=31282

Canone RAI, perchè pagarlo quando l’emittente pubblica non rispetta il pluralismo dell’informazione ?

lunedì, 28 settembre 2009

La RAI (Radio e TV) è a tutti gli effetti anche l’emittente del Vaticano, sia come Stato che come Chiesa, ammollandoci annualmente migliaia di ore di trasmissioni dedicate sia alla religione cattolica (senza contraddittorio) che agli interessi mondani della Vaticano SpA. Nessuna informazione sull’esistenza di milioni di cittadini italiani atei, agnostici o comunque non credenti che pure hanno le loro Organizzazioni rappresentative mai chiamate ad esprimere un loro parere neanche quando esponenti religiosi di tutti i livelli, dal papa in giù, sparano le loro bordate contro chi esercita il suo diritto di non credere alle favole della Menzogna Globale. Ora un campagna di stampa sostenuta da il Giornale sta raccogliendo adesioni per sopprimere il canone RAI con il quale viene pagato anche Santoro, unico oppositore mediatico di Berlusconi in casa Rai, ma anche le CENTINAIA di giornalisti e dirigenti che devono la loro carriera alla lottizzazione che ora favorisce maggioritariamente proprio i sodali di DuceSilvio. Perchè noi atei non dovremmo aderire a questa iniziativa che, con l’abolizione del canone, ci libererebbe almeno dall’incubo e dall’incazzatura di essere i finanziatori obbligati della Propaganda Fide a favore del Vaticano ? Aggiungiamo che DuceSilvio, contro il quale in questo sito non avete mai trovato un solo elogio o sostegno, almeno un merito ce l’ha : quello di aver dimostrato che senza il canone e con tre reti si guadagnano miliardi e si campa benissimo. Costringiamo la RAI a campare anche lei della sola pubblicità, che del resto ci propina in quantità industriali pari a quella che ci affligge nelle reti berlusconiane, ma almeno i suoi servizi ai preti-padroni non saremo noi atei a pagarli.

Qui la fonte della notizia LEGGI

Un pastore tedesco…

domenica, 27 settembre 2009

… cerca di riportare all’ovile romano le pecorelle ceke… accecate dall’ateismo. Per accogliere il papa con adeguate masse di fedeli mobilitati i cattolici tedeschi, polacchi e austriaci che rimpolpano alla messa di Brno le scarse adesioni dei cattolici locali. Nella Repubblica Ceka il 60% dei cittadini si dichiara ateo o comunque non credente in alcuna delle variegate versioni della Menzogna Globale . Significativo in questa circostanza l’ammorbidimento dei toni di Benedetto XVI non certo verso gli atei, da sempre al centro dei suoi anatemi, quanto verso gli agnostici, come si può rilevare da questa intervista sul Corriere della Sera

LEGGI

Santità, la Repubblica Ceca è un Paese molto secolarizzato in cui la Chiesa cattolica è una minoranza. In tale situazione, come può contribuire questa Chiesa effettivamente al bene comune del Paese?

«Sono normalmente le minoranze creative che determinano il futuro. In questo senso la Chiesa Cattolica deve comprendersi come minoranza creativa che ha una eredità di valori che non sono una cosa del passato ma sono una realtà molto viva e attuale e si devono attualizzare, rendere presente nel dibattito pubblico, nella nostra lotta per un concetto vero di libertà e di pace. Così si può contribuire in diversi settori. Il primo direi che è proprio il dialogo intellettuale tra agnostici e credenti. Ambedue hanno bisogno dell’altro: l’agnostico non può esser mai contento di non sapere ma deve essere in ricerca della grande verità della fede; il cattolico non può essere contento di avere la fede ma deve essere in ricerca di Dio ancora di più e nel dialogo con gli altri reimparare Dio in modo ancora più profondo. Questo è il primo livello, il grande dialogo intellettuale, etico e umano. Nel settore educativo la Chiesa ha molto da fare e da dare nell formazione. In Italia parliamo del problema dell’emergenza educativa, un problema comune a tutto l’Occidente, qui la Chiesa deve di nuovo attualizzare, concretizzare, aprire per il futuro la sua grande eredità. Un terzo settore è la Caritas: la Chiesa ha sempre avuto questo come un segno della sua identità, essere in aiuto dei poveri, essere organo della carità. La Caritas nella Repubblica Ceca fa moltissimo per le diverse comunità, nelle situazioni di bisogno, e offre molto anche alla umanità sofferente nei diversi continenti e dà così un esempio della responsabilità per gli altri, della solidarietà internazionale che è condizione anche della pace».

DuceSilvio tampina il papa

domenica, 27 settembre 2009

DuceSilvio tampina il papa e gli strappa 3 minuti 3 di benedizione mediatica, previo lungo e appassionato baciamano. Lo slinguazzamento dell’augusta estremità è avvenuto a Ciampino dove DuceSilvio ha esibito il canonico inchino a 90 gradi indispensabile a mostrare il perfetto appecoronamento. Ma per tanta benevola concessione pontificia quanto dovremo pagare noi italiani in termini di quattrini e di perdità di libertà ? Per prima cosa ci beccheremo una Legge sulla tortura obbligatoria fi fine vita.

Vignetta di Blog a 2 Giusti-Mangosi

Vignetta di Blog a 2 Giusti-Mangosi

La situazione. Simonia elettorale e doppio “realismo” vaticano e
berlusconesco
di Valter Vecellio

Un fugace incontro in aeroporto, un improbabile scambio di battute (quel:
“Le porto i saluti del presidente Obama” è fuffa per gonzi a cui far credere
un’intimità con la Casa Bianca che non c’è; e con un misto di indifferenza e
diffidenza che l’amministrazione americana guarda a palazzo Chigi), sono
sufficienti per far tornare al sereno i rapporti tra Vaticano e Berlusconi?
In molti hanno accreditato la velina della “pace ritrovata”, merito
soprattutto del Grande Mediatore Gianni Letta; che certo molto si è
adoperato, ma ancora più dovrà lavorare.

Al di là dei sorrisi di convenzione, il Vaticano pragmaticamente ha posto
precise condizioni: la legge sul testamento biologico e il fine vita così
come è uscita da palazzo Madama; l’opposizione alla pillola RU 486;
ulteriori, consistenti, finanziamenti alle scuole private, che in Italia
sono quelle cattoliche. Questi sono i “doni” che Berlusconi deve portare all’altare
di Ratzinger, se vuole sperare che sia rinnovato il patto simoniaco che lo
lega al Vaticano. Una “santa” alleanza più che mai indispensabile a un
Berlusconi, screditato come mai a livello internazionale, e ridotto ad aver
timore perfino di una trasmissione come “Anno Zero” di Michele Santoro. Del
resto, il Vaticano, oltre alle condizioni peraltro dettate fin dal primo
incontro tra Ratzinger e Berlusconi, in questi giorni ha inviato precisi
segnali senz’altro recepiti: i due incontri degli esponenti della Lega prima
con monsignor Bagnasco, poi con monsignor Bertone hanno fatto capire che già
in occasione delle prossime elezioni amministrative i vescovi potrebbero
volgere la loro “attenzione” verso il partito di Bossi; e le parole di
esponenti di primo piano della CEI alla vigilia dei lavori del sinodo, hanno
fatto intendere che anche altri attori sulla scena politica potrebbero
essere individuati come possibili, più affidabili interlocutori.

Al di là delle battute da Bagaglino sull’ “abbronzatura” di Obama e
consorte, domenica scorsa Berlusconi ha sostenuto che riconoscere legittimi
diritti agli extracomunitari che in Italia lavorano, producono e portano
ricchezza, fa parte di un ordito della sinistra: che così spererebbe di
captarne il voto e rovesciare gli equilibri politici favorevoli al
centro-destra. Una tesi non nuova, e che certamente è il risultato delle
libagioni del lunedì sera ad Arcore con lo stato maggiore leghista. Battuta
per battuta, si potrebbe dire che se questi sono gli effetti di quelle cene,
c’è da augurarsi che Berlusconi dedichi più tempo alle feste a palazzo
Grazioli con le sue escort. In realtà il discorso è serio: parlando del
“piano” della sinistra, Berlusconi ha scagliato un siluro contro il
presidente della Camera accompagnato ad un messaggio preciso, quel “non ci
lasceremo mai”, rivolto alla Lega. Il tutto a poche ore dal fragilissimo
armistizio stipulato proprio con Fini, che nei giorni scorsi aveva posto con
chiarezza la questione del rapporto preferenziale con Bossi, senza
nascondere tutta la sua insofferenza e ostilità.

Una partita delicata. Fini è ben consapevole che non c’è solo l’asse
Berlusconi-Lega. Il presidente del Consiglio da tempo si è dedicato in una
fruttuosa campagna acquisti nel partito stesso che era di Fini. Gli Ignazio
La Russa, i Maurizio Gasparri, gli Altero Matteoli da tempo guardano con
attenzione ad Arcore, sensibili alle ragioni e agli umori del Cavaliere. Se
è vero che Berlusconi ha garantito che su questo fronte non ha nulla da
temere, Fini ha tutte le ragioni per essere, proprio per questo, sospettoso
e inquieto.

E’ evidente che il chiarimento definitivo ci sarà dopo le elezioni
regionali, con i risultati sul tavolo a fare la differenza. Nel frattempo si
schierano pedoni e pedine; e qui si torna al ruolo che gioca e giocherà il
Vaticano. Nelle passate elezioni regionali in Sardegna e a quelle per il
comune di Roma, la mobilitazione di vescovi e curie furono determinanti e
decisivi per la vittoria del centro-destra. Berlusconi lo sa, la Lega lo sa,
il Vaticano lo ricorda ogni giorno; e tutti sanno che Berlusconi, nonostante
i patetici lifting, i capelli tinti e i tacchi rialzati, e un signore che la
mattina guardandosi allo specchio non può ignorare gli anni che ha, e
soprattutto non può nascondersi la differenza d’età tra lui, Fini e Giulio
Tremonti.

Ilvo Diamanti, autore di un recente e interessante “Sillabario dei tempi
tristi”, osserva che “una delle pochissime organizzazioni che dispone ancora
di una rete di relazioni fondata su valori condivisi e sulla fede è la
Chiesa. Ecco la ragione dell’attacco a Dino Boffo. Si voleva dire: anche la
Chiesa è come tutti gli altri, in questo paese non ci sono santi né maestri.
L’assenza di progetto si rispecchia nel ‘realismo’, nella cultura del fare
immediato: io (ndr.: Berlusconi) in poche settimane vi darò le case, in
pochi giorni risolverò la questione della spazzatura. Siamo un popolo che ha
fretta, e non ha tempo di aspettare il futuro. Il progetto vincente è l’assenza
di progetto: reagire allo stimolo immediato senza costruire un avvenire. Ci
vuole troppo tempo”. Discorso di ampio respiro, che merita attenzione e su
cui converrà tornare, soprattutto su quel “Ci vuole troppo tempo”. Sono in
molti a non averne. La chiave del doppio “realismo”, quello Vaticano e
quello berlusconesco, è qui. Un “doppio realismo” che produce (e ancor più
produrrà) effetti letali. Ce ne accorgeremo presto.

Regione Lazio : crisi o no sempre soldi per i preti, come se piovesse.

sabato, 26 settembre 2009

Notizia pescata nella mailing-list di RadicaliRoma.

Destra e sinistra pari sono La sanita’ del lazio e’ senza soldi, non sanno come affrontare l’emergenza mexicana-suina influenza a, mandano lettere ai medici di non prescrivere farmaci innovativi e risparmiare sulla pelle della gente, tolgono posti letto, scandali continui nelle regioni e in Italia sugli appalti sanitari, ma i soldi per i preti li trovano sempre.

Marrazzo: da Regione sostegno a impianti sportivi in oratori

25/09/09 - La Regione Lazio a sostegno della pratica sportiva negli oratori. Lo ha annunciato il Presidente della Regione, Piero Marrazzo, intervenuto oggi al convegno, ‘Oratori in Italia oggi. Puzzle di vita, una sfida da raccogliere’, tenutosi a Roma, presso Villa Piccolomini, e promosso dalla Regione con il giornale Famiglia Cristiana e il ‘Forum degli oratori italiani’. “La Regione Lazio – ha detto – firmerà al più presto un protocollo di intesa con il Coni, l’Istituto di credito sportivo e la Banca Impresa Lazio, a favore di quelle parrocchie disposte ad acquisire, costruire o migliorare, un impianto sportivo”.

Marrazzo ha quindi spiegato le modalità dell’intervento. “Le parrocchie – ha detto – potranno accedere ad un mutuo dell’istituto per il credito sportivo mettendo in carico alla Regione una parte degli interessi passivi e ottenendo garanzia fidejussoria dalla Banca Impresa Lazio. In questo modo – ha proseguito – tutti potranno fare sport anche coloro che non possono accedere ai circoli privati”. E nel 2009 la Regione Lazio ha erogato complessivamente 5 milioni di euro, di cui 3,5 per gli oratori e 1,5 per l’infanzia e la formazione. “La nostra intenzione – ha proseguito il presidente della Regione Lazio – è quello di ricostruire un tessuto sociale partendo proprio dallo sport. A fine anno – ha sottolineato – con la collaborazione del Csi (Centro sportivo italiano) prenderà il via il primo campionato regionale di calcio per oratori”.

Tra le altre iniziative legate agli oratori, il presidente della Regione Lazio ha annunciato anche la nascita di corsi per animatori delle strutture. “Gli oratori, anno dopo anno stanno assumendo un significato di frontiera – ha spiegato Marrazzo – a sostegno dell’universo giovanile, per combattere il disagio sociale a favore degli immigrati, per esempio, presenza importante al di là della
nostra stessa identità cattolica”.

E sull’importanza degli oratori per i giovani e la società è intervenuto Don Antonio Sciortino, direttore del settimanale ‘Famiglia Cristiana’.”Bisogna rilanciare e salvare gli oratori – ha detto – rimboccarci finalmente le maniche. C’è sempre più voglia di oratori con un maggiore coinvolgimento dei laici per una loro sempre più ampia valorizzazione”.

“Per molte famiglie l’oratorio rimane un luogo protetto, sicuro, ma anche un ‘parcheggio’ – ha aggiunto Don Sciortino – complice purtroppo la crisi economica”. Secondo il direttore di Famiglia Cristiana, l’oratorio “deve essere un luogo di aggregazione, un ponte tra la Chiesa e la città degli uomini in grado di favorire una sana qualità della vita, di educare alla fede”. “L’oratorio deve poter accentuare anche il suo carattere missionario – ha proseguito – anche con progetti mirati di ‘sostegno alla genitorialità’ attivando servizi di supporto e formazione. Oggi più che mai – ha continuato Don Sciortino – va riscoperto l’oratorio, per tanti ragazzi l’unica alternativa alla strada, ma soprattutto la sua funzione educativa in un tempo in cui i nostri ragazzi sono allo sbando, alla ricerca di un senso per la loro vita”.

E per il direttore di Famiglia Cristiana l’oratorio può essere “la migliore ‘dieta mediatica’ in un’epoca in cui i ragazzi sono drogati e obesi da internet”. “Le famiglie italiane stanno riscoprendo l’oratorio. Vorremo che fossero sempre di più, ma facciamo in modo che non sia una scelta di ripiego, ma consapevole – ha concluso Don Sciortino – all’interno di un nuovo patto educativo tra famiglia e parrocchia. Speriamo che la parola oratorio possa trasformarsi in futuro in un marchio di qualità”.

Cristo e il Dio Po

sabato, 26 settembre 2009

ispirano un nuovo sincretismo politico-religioso. Umberto Bossi, Gran Sacerdote del culto del Dio Po ha incontrato a Roma il Cardinale Bertone, plenipotenziario del Sommo Pontefice del Dio Cattolico. Dal punto di vista della rirualità riti non risultano accordi particolari, le Sacre Acque del Dio Po raccolte alle sorgenti sotto il Monviso continueranno a essere versate dai gallo-padani nel bacino di San Marco a Venezia senza dare origine a ritualità parallele. Ma i sacri interessi della politica saranno coltivati in pieno accordo fra i sommi sacerdoti del Cristo cattolico e quelli del Dio Po.

Articolo tratto da Notizie Radicali

La situazione. L’incontro Bertone-Bossi.
Simonia elettorale
di Valter Vecellio

Il Vaticano detta le sue condizioni su testamento biologico, pillola RU 486
e in generale i cosiddetti temi etici; e puntualmente si candidano zelanti
esecutori: a Palazzo Madama tra i più attivi il presidente dei senatori del
PdL Maurizio Gasparri, che è riuscito a imporre la commissione parlamentare
d’inchiesta sulla RU 486; contemporaneamente la Lega di Umberto Bossi,
perfetta riedizione degli zuavi di pontificia memoria, corre in Vaticano per
“offrire” quello che è un vero e proprio baratto. Bossi e la Lega intendono
infatti dimostrare a Silvio Berlusconi che sono in grado di avere un proprio
canale autonomo e diretto con il Vaticano; il segretario di Stato Tarciso
Bertone ne approfitta per portare avanti la sua strategia: incondizionato
appoggio al ministro Maurizio Sacconi e alla sottosegretaria Eugenia
Roccella, per riaffermare che nutrizione e idratazione artificiali sono
obbligatori, e ottenere il massimo ottenibile da un Berlusconi indebolito e
screditato a livello internazionale; contemporaneamente si manda un preciso
“segnale”: per il Vaticano l’attuale inquilino di palazzo Chigi non è l’unico
interlocutore. Che sappia, il presidente del Consiglio, che nonostante i
buoni uffici assicurati da Gianni Letta, le gerarchie possono guardare
altrove, e anzi, già lo fanno: la Lega appunto, dimentica dei suoi passati
furori, e ora devota sostenitrice delle ragioni clericali; e l’UdC di
Pierferdinando Casini, o altre formazioni e gruppi, costituiti o in via di
costituzione.

La partita che si sta giocando appare chiara: mancano pochi mesi alle
elezioni amministrative, in palio molte regioni chiave per i futuri assetti
di potere. La Lega si offre per un “patto”: difesa incondizionata degli
interessi e dei “desiderata” d’oltretevere; in cambio il consenso e l’appoggio
dei vescovi almeno nelle regioni del Nord, quell’appoggio e quel consenso
che alle passate elezioni vennero dirottati sul candidato berlusconiano in
Sardegna e su Gianni Alemanno a Roma.

Un baratto evidente, avvilente e mortificante, di potere sulla pelle del
paziente e di tutti noi. Una vera e propria simonia elettorale, e come tale
va denunciata.

Orgia musulmana.

venerdì, 25 settembre 2009

Riceviamo dal nostro amico Carlo Brunori questa segnalazione. “”" Il Ramadam è finito. Ed allora c’è chi mangia fino a scoppiare, chi balla fino all’alba e chi decide di fare sesso per due giorni di seguito in un’orgia pazzesca, con ben 20 uomini e 3 donne. Ma l’occhio vigile della polizia islamica non si perde neanche un orgasmo, specialmente se a “sprecare lo sperma” ci sono uomini non sposati. Ed allora, tutti in gabbia ed …. Allah sia con voi. Saluti anticlericali“”"

http://www.corriere.it/esteri/09_settembre_24/malesia-arresti-sesso_b3ca2898-a928-11de-aaa2-00144f02aabc.shtml

Malesia, orgia per 48 ore: arrestati
Il gruppo, composto da 20 uomini e 3 prostitute, stava festeggiando la fine del Ramadam

KUALA LUMPUR- C’è chi mangia fino a scoppiare. C’è chi balla fino all’alba. E c’è chi decide di fare sesso per due giorni. Diverse maniere per festeggiare la fine del Ramadam. Solo che l’ultima nei paesi musulmani è illegale se non si è sposati. Ed ecco che venti uomini provenienti dal Bangladesh e tre prostitute, di cui una minorenne, sono stati arrestati dopo essere stati scoperti a fare un’orgia per più di 48 ore nello Stato di Pahang. LA MARATONA-L’incontro a luci rosse è avvenuto in una casa privata. La polizia, dopo alcune segnalazioni, aveva deciso di tenere sotto controllo l’abitazione. Dopo due giorni ha deciso di fare irruzione. Una volta entrati, si sono trovati davanti a decine di preservativi usati. E non ci ha pensato due volte: ha ammanettato tutti i partecipanti e li ha portati in prigione.