Archivio di agosto 2009

Ex-democristiani ed ex comunisti

giovedì, 27 agosto 2009

uniti nella lotta del PD-Partitus Dei contro le persone omosessuali. Un nuovo partito clericale che non voteremo MAI !

Dal blog diGabriele Zamparini.

L’insostenibile ipocrisia di Franceschini e Bersani
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A leggere le dichiarazioni di Franceschini e Bersani quasi ci si commuove.

27/8/09 – Realpolitik

giovedì, 27 agosto 2009

Imprenditore milanese beccato con la jeep anfibia (!) sulla spiaggia nell’isoletta di Budelli. In Costa Smeralda i riccastri fanno i gavettoni con lo champagne. Ah, il buon gusto della lotta di classe (Stefano Di Michele, Il Foglio)
I vogatori del rione Portaccia, uno dei cinque che partecipano al palio marinaro di Castiglion della Pescaia, sono stati multati (100 €) dal sindaco Pdl, per aver indossato durante la gara una canottiera rossa con la caricatura del premier sovrastata da un cartello divieto d’accesso (vari giornali)

Il sindaco Alemanno si è mosso in maniera adeguata perché si è reso conto che si stava sgretolando il punto cardine del suo programma, la sicurezza, che non riguarda soltanto l’omofobia ma anche gli immigrati e le donne. Andrea Berardicurti, segretario del Mario Mieli ha spiegato così l’apertura del sindaco di Roma alla richiesta della deputata Pd Anna Paola Concia di recepire la legge contro l’omofobia che potrebbe essere definita di buon senso e importante per entrambi i poli. Il problema è che il Pdl potrebbe pure rispondere affermativamente mentre non è sfuggito a nessuno che dal Pd non siano venute grandi sostegni alla comunità omosessuale ad eccezione (un po’ tardiva in verità) del candidato alla segreteria Ignazio Marino, odoroso di incenso, che si è recato al Gay Village. Intanto l’Arcigay ha denunciato che alla Festa nazionale del Pd di Genova non ci sia in programma nessun incontro tra partito e associazioni omosessuali. Imma Battaglia, presidente DiGay Project , non dimentica le umiliazioni che il sindaco ha inflitto al Gay Pride al quale ha rifiutato di concedere il patrocinio, trova inaspettato il si ad una visita al Gay Village e pensa che forse stia nascendo una destra moderna.
Intanto il presidente della Camera Gianfranco Fini ieri ha fatto il pienone alla Festa Pd, si è trovato in sintonia con Franco Marini, compagno sul palco, sulle politiche dell’immigrazione e di una evidente dipendenza del Pdl dalla Lega dai temi della sicurezza a quelli economici. Ma il presidente ha raccolto applausi da divo del rock quando, nominando i cattolici ma laici Scoppola ed Elia, ha ribadito che non esiste nel paese un conflitto tra laici e cattolici , ma tra laici e clericali. Franco Marini ha preferito non replicare.
Apprezzamenti per Gianfri anche dal Sinodo valdese* che lo ha dichiarato, insieme al Presidente della Repubblica, il solo uomo politico laico in tema di biotestamento e temi etici, e anche aperture dalla comunità ebraica che lo ritiene l’unico interlocutore possibile su laicità e immigrazione tanto da invitarlo ad un confronto su questi temi il 16 settembre. Finora solo Violante ha avuto un analogo invito consultivo.
Questo avviene nel silenzio del Pd col quale, di fatto, non si confronta più nessuno. Cogliendo al volo la infelice battuta sul “festino” ( “questa è una festa non un festino e per questo Berlusconi non è stato invitato” ha detto lo spiritoso organizzatore della convention Pd) i ministri si sono smarcati , i radicali , tra l’altro eletti in nove nelle liste del partito, non sono stati invitati, così i socialisti. Socialisti e radicali, che è come dire che del riformismo non frega niente. Nel frattempo Berlusconi se ne va per santuari come qualsiasi italiano, e tra lo svolazzar di tonache si prova un po’ di nostalgia per lo sfarfallio delle gonnelle delle escort. Il mondo cambia, gli operai accannano i sindacati e salgono sulle gru, e solo cariatidi sfigate parlano di comunisti e cattocomunisti. Intanto li incontra Berlusconi, che abbraccia Putin, Chavez (per il quale ha convocato la bella Aida Yespica), Lukashenko (ricevuto in Europa solo da lui e da B16) e il sedicente amico del popolo Gheddafi. Solo se si tocca il fondo si risale (speriamo).

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* Dopo i cattolici i valdesi sono i secondi percettori del gettito dell’8 per mille (quest’anno circa 8 milioni di €). Hanno richiesto di usufruire della quota non espressa e fra tre anni potranno accedere alla cifra che, presumibilmente, raddoppierà l’entrata. Su modello dei valdesi anche le comunità ebraiche hanno richiesto la quota non espressa e, presumibilmente lo faranno anche le altre fedi che hanno stipulato le intese con lo Stato italiano. Per un paese laico il concordato è il cancro, le intese le metastasi. (tf)

Fini mette in crisi il PD-Partitus Dei.

mercoledì, 26 agosto 2009

Partecipando a un dibattito sul Testamento Biologico alla Festa del PD a Genova, il Presidente della Camera fa sobbalzare sulle sedie i presenti. “Cercherò di far cambiare alla Camera il testo licenziato del Senato”. E adesso avranno il coraggio i compagnucci della parrocchietta di dire un loro pensiero libero da ingerenze varitane e condiviso da tutti sul Testamento Biologico ?

Intanto i preti-padroni attaccano Fini per bocca di mons. Fisichella, cappellano della Camera dei Deputati e controllore interno al Parlamento per conto della CEI, l’organo supremo dei catto-ayatollah: “sia super partes”, vale a dire stai al tuo posto e fatti i cazzi tuoi, altrimenti…..!

Fini: biotestamento, cerchero’ di corregere il testo di legge
26 Agosto 2009 19:03 POLITICA

GENOVA – Il presidente della Camera Gianfranco Fini, ospite della Festa del
Pd a Genova, afferma che fara’ ”il possibile” per correggere alla Camera il
testo di legge sul biotestamento. “Non credo che si tratti di favorire la
morte ma di prendere atto della impossibilita’ di impedirla, affidando
all’affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione” ha detto.
”Non voglio fare – ha concluso Fini – nessuna crociata contro i cattolici,
per i quali ho il massimo rispetto, ma chi dice che su queste questioni
decide la Chiesa e non il Parlamento, per me e’ un clericale e io dico che
no, spetta al Parlamento decidere”. (RCD)

Contrordine compagni leghisti, il Concordato non si tocca !

mercoledì, 26 agosto 2009

Braghe calate di corsa dai dirigenti leghisti al primo sternuto del Papa Re. Anche loro in ginocchio a prendersi il pastorale nel culo nè più nè meno dei loro colleghi del PD-Partitus Dei, PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano e UDC. E’ stato tutto un equivoco, nato da un artcolo di un editorialista che non aveva capito che il Bossi ce l’aveva duro, ma tanto tempo fa. Adesso ce l’ha duro solo Ratzinger.

Lega: “Nessuna intenzione di modificare il Concordato”
26 Agosto 2009 17:26 POLITICA

ROMA – Nota congiunta dei capogruppo del Carroccio al Senato e alla Camera:
”La Lega – scrivono Fabrizio Bricolo e Roberto Cota – non ha alcuna
intenzione di modificare il Concordato che cosi’ com’e’ va bene”. ”Con
riferimento all’articolo pubblicato oggi dalla Padania a firma di Stefano
Galli – dicono i due parlamentari leghisti – viste le strumentalizzazioni
che sono seguite, intendiamo affermare quanto segue: l’articolo e’ stato
scritto da un editorialista esterno ed esprime le sue opinioni personali”‘.
Bricolo e Cota negano inoltre che sia in atto con la Chiesa cattolica. (RCD)

Attentato incendiario al Qube, locale gay di Roma.

mercoledì, 26 agosto 2009

E’ solo l’ultimo caso di una catena infinita di violenze contro le persone omosessuali, lesbiche e transgender sia a Roma che in altre località italiane. Una escalation favorita dal’omofobia dei gerarchi vaticani sostenuta dai politicanti sudditi del Papa Re, nonchè da ministri e ministre dichiaratamente ostili a riconoscimenti di diritti e tutele richiesti dalle organizzazioni legabit (lesbiche, gay, bisex e transessuali).

Da La Repubblica, Cronaca di Roma

La scorsa notte la discoteca Qube, nel quartiere romano di Portonaccio, sede delle serate Muccassassina, la più importante festa gay, lesbica e transessuale della capitale, è stata presa di mira da ignoti che hanno infranto i vetri dell’entrata e gettato liquido infiammabile. L’intervento delle forze dell’ordine e dei pompieri, chiamati da alcuni passanti che avevano notato le fiamme, ha evitato il peggio.

Il fumo aveva già riempito il locale fino all’ultimo piano. La struttura in questo periodo è chiusa per ristrutturazione e per i preparativi della stagione invernale, ma vi lavorano operai ed erano in sede fino a pochi minuti prima.

“Questo episodio è gravissimo. L’assalto alla discoteca Qube è un ennesimo attacco di individui facinorosi e vigliacchi alla comunità gay, lesbica e transessuale che si ritrova da molti anni alla discoteca Qube per la festa più importante della comunità romana e non solo”, ha detto Andrea Berardicurti, segretario politico del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma, “Un atto intimidatorio che noi siamo certi abbia origine dalla cieca violenza verso la comunità gay, lesbica e transessuale che si registra anche negli ultimi fatti di cronaca. In questo generale clima di fanatica insofferenza la comunità lgbt non si lascerà però intimidire. Facciamo appello al Prefetto, al Questore e alle forze dell’ordine di perseguire con tenacia e fermezza gli attori di questi atti vandalici alle cose e alle persone.
Sempre di più è necessario lo sforzo di tutti per un radicale cambiamento culturale che passa anche attraverso l’approvazione di leggi a tutela di gay, lesbiche e transessuali, finora fatalmente ignorate ma ormai ineludibili e non più rinviabili”.

Il 12 settembre, in occasione della Notte Bianca in X Municipio, il Circolo Mario Mieli organizza una speciale serata Muccassassina alle Officine Marconi dal titolo ‘Muccassassina – White Party – Piu’ cultura, meno paurà.

(26 agosto 2009)

La Lega contro il Vaticano.

mercoledì, 26 agosto 2009

Scoppia la 1° Guerra di Indipendenza della Padania dal Papa Re. Riuscirà Bossi a marcare il confine invalicabile fra competenze dello Stato e ingerenze delle gerarchie cattoliche ? La polemica scoppiata a margine dei respingimenti e del caso degli eritrei scomparsi in mare ci pone di fronte a una incredibile realtà: a parte gli storici e inascoltati radicali, Umberto Bossi è il solo leader politico (italiano o padano ?) capace di reagire alle intromissioni indebite nelle scelte politiche nazionali da parte dei gerarchi della SS Vaticana.

Ma i preti rispondono a muso duro, abituati come sono al vassallaggio di quasi tutti i politicanti vaticaliani. E la Lega su La Padania rincara la dose minacciando la revisione del Concordato. Riusciranno i celoduristi bossiani a non farsi infilare il pastorale nel culo come fanno da sempre (godendo) tanti loro colleghi del PD-Partitus Dei, PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano e UDC ?

Da illegnostorto

http://www.legnostorto.com/index2.php?option=com_content&task=view&id=25790&pop=1&page=0

Scritto da Gianni Pardo
domenica 23 agosto 2009
Quando si tratta di Bossi – e a più forte ragione quando si parla di Di
Pietro – è facile essere imbarazzati. Quand’anche avessero ragione su un
dato argomento, la rozzezza dei due politici provoca immancabilmente conati
di fuga: e tuttavia bisogna resistere. Il vecchio detto che insegna: *Amicus
Plato, magis amica veritas* (Platone è un amico, ma amo di più la verità),
deve funzionare quand’anche si trattasse di un* Plato Inimicus*. L’ultima
polemica di cui sono pieni i giornali – anche perché non c’è molto altro di
cui parlare – è la reazione del Senatùr alle critiche dei prelati
riguardanti la tragedia degli emigranti nel Mediterraneo. I fatti sono noti.
Pur parlando in generale, la Chiesa ha accusato ripetutamente – fino a
paragoni assurdi con la Shoah – tutti i governi occidentali e intanto il più
vicino: quello di Roma. Ha parlato di «offesa all’umanità», di «rispettare
sempre i diritti (quali?) dei migranti, senza chiudersi all’egoismo», di «un
senso di egoismo per cui non si vuole condividere con lo straniero ciò che
si ha» (Monsignor Vegliò). Infine il vescovo di Mazara del Vallo è arrivato
a dire che: «Le sparate a salve di Bossi sono solo per i suoi seguaci e non
per chi come noi vuole risolvere la situazione». Le sparate? E se Bossi
avesse parlato delle sparate di certi vescovi? Invece si è limitato a dire -
nientemeno, stavolta il Senatùr è stato più moderato di un prelato – «Quelle
dei vescovi sono parole con poco senso».

Tornando sul terreno della realtà, la Chiesa dimentica che: 1) lo Stato
italiano è quello che è subito intervenuto, salvando i sopravvissuti, non
appena ha avuto notizia del problema; 2) lo Stato italiano, anche mediante
gli accordi con la Libia, cerca di impedire che dei disperati si mettano in
pericolo su imbarcazioni di fortuna per affrontare l’alto mare; 3) infine
che è troppo facile dare ai governi occidentali la colpa dei mali del mondo:
questa è solo la versione moderna e teologica dell’antico “piove, governo
ladro!” Un atteggiamento sostanzialmente volgare quanto quello di Bossi
quando – a proposito di egoismo ed altruismo – risponde per le rime con
queste parole: «Che le porte le apra il Vaticano che ha il reato di
immigrazione; che dia lui il buon esempio».

A questo punto i giornali – soprattutto i giornali di una sinistra che ha
completamente perduto il contatto con il popolo – annunciano che «Bossi
attacca il Vaticano», «Bossi attacca la Chiesa», e chiudono gli occhi sul
fatto che – per una volta! – l’Italia ha reagito in condizioni di legittima
difesa. Il governo è l’aggredito, non l’aggressore.

Nel film “La Calda notte dell’ispettore Tibbs” c’è una scena
indimenticabile. Il poliziotto nero, calato dal nord nel sud ancora
razzista, dice ad un maggiorente qualcosa cui quello reagisce dandogli uno
schiaffo: solo che Tibbs, il nero, lo schiaffo glielo restituisce a
strettissimo giro di posta. Il bianco è peggio che offeso o indignato: è
sbalordito, al di là di ogni concepibile reazione. Per lui un bianco poteva
schiaffeggiare un nero, ma il fenomeno reciproco non l’aveva mai preso in
considerazione. Nello stesso modo se la Chiesa non vuole essere criticata,
anche pesantemente e anche volgarmente, non critichi e non attacchi gli
altri, anche pesantemente e anche volgarmente. Se no, rischia lo schiaffo
del poliziotto nero. O pretende il diritto di criticare gli altri mentre gli
nega il diritto di rispondere? Se è così, è chiaro che da questa parte delle
Alpi non è ancora arrivata la lezione di Lutero.

Bossi reagisce rozzamente ma non ingiustificatamente. Se il Vaticano, molto
piccolo, non può far molto, per gli emigranti, perché critica Malta, che è
molto piccola? E se invece, prima di accusare gli altri di inumanità,
facesse ospitare due emigranti in ogni parrocchia italiana, quanti ne
soccorrerebbe?

Rimane l’ipotesi – orrenda, secondo i giornali – che i cinque sopravvissuti
siano incriminati per immigrazione clandestina. Al riguardo chi si indigna
dimostra la propria ignoranza di diritto. Se un padre di famiglia provoca un
incidente stradale in cui muore suo figlio, forse che non ne soffrirà? E
forse che la magistratura, solo per questo, si asterrà dal condannarlo per
omicidio colposo? L’avere sofferto non è una discriminante. Purtroppo, si
direbbe che il diritto e il buon senso non pesano nulla, in certi giornali.
E a volte, nemmeno nelle chiese.

Alemanno incontra le associazioni gay.

martedì, 25 agosto 2009

Dopo la criminale aggressione ai due cittadini gay il sindaco di Roma, Alemanno, incontrerà oggi le organizzazioni rappresentative delle persone omosessuali. E’ lo stesso sindaco che si è sempre rifiutato di concedere (addirittura senza che nessuno glielo avesse richiesto) qualsiasi riconoscimento o patronato al Gay Pride di Roma. Un sindaco cattolicissimo, sempre allineato alle posizioni ufficiali omofobe della chiesa cattolica il cui rappresentante all’ONU, lo ricordiamo, ha rifiutato di votare una mozione contro la pena di morte per i gay. Questo incontro odierno rappresenterà, ci auguriamo, una forma di disgelo fra un un sindaco dalle ascendenze ideologiche di destra molto ben radicate e una comunità che rivendica quelle tutele che le continue violenze ai suoi danni ampiamente legittimano. Intanto è stato arrestato l’aggressore conosciuto anche con il nome di “svastichella”.

Qui la fonte della notizia
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25/8/09 – L’intelligenza può combattere il fondamentalismo

martedì, 25 agosto 2009

In caminu s’accontzat barriu (Il carico si aggiusta durante il percorso, proverbio sardo)

Cosa impedisce di prendere atto che in maniera irreversibile si è finalmente e pubblicamente dissolto il mito del bravo italiano? Perché è così difficile ammettere e riconoscere che è questo che è accaduto? Credo che ci sia una ragione e questa consista nel fatto che ammetterlo implichi di assumerci le responsabilità di ciò che facciamo (David Bidussa)

Sam Harris, autore de La fine della fede, sostiene che il maggiore pericolo per il libero pensiero e la civiltà oggi sia il fondamentalismo islamico, ma che non bisogna sottovalutare il pericolo cristiano, entrambe fedi che negano la realtà tangibile, per la sofferenza che creano in obbedienza ai loro miti religiosi e per la loro fedeltà a un Dio di fantasia. Tuttavia lo studioso è ottimista e afferma che presto guarderemo ai tempi in cui si credeva in Dio come oggi guardiamo al periodo in cui si riteneva che la schiavitù fosse normale. E’ difficile condividere l’ottimismo di Harris da Roma, Italia, dove ancora si è culturalmente assolti se si spancia un giovane che bacia un amico, si accusa di leggerezza una ragazzina che denuncia lo stupro, o se ci si racconta di essersela cercata a un gruppo di persone morte in prossimità delle nostre coste. Molti commentatori, stimolati dalla plumbea atmosfera italiana cavalcata dalla Lega con l’apprezzamento di un numero ben più ampio del suo bacino elettorale, si sono convinti che qualsiasi musulmano viva sul nostro territorio sia lì pronto con la scimitarra per decapitarci. In occasione del ramadan, che per gli effetti della luna quest’anno è già arrivato e il prossimo anno arriverà ancora prima, sono insorti imprenditori che temono un calo nell’attività produttiva. Preoccupazione un po’ gonfiata se invece che ai pregiudizi ci atteniamo alle statistiche: grosse fabbriche, ad esempio in Francia, non hanno mai registrato una diminuzione della produttività durante le festività musulmane. Inoltre i sudditi di Allah che lavorano sono adulti e in grado di comprendere il loro stato di salute, e sono perfettamente a conoscenza che il corano offre una serie di deroghe al digiuno (versetto 184). Una tempesta in un bicchiere d’acqua che ha però eccitato gli istinti più bassi delle persone, accolti da qualche sindacato di categoria che, pronto a violare l’art. 3 della Costituzione, ha proposto liberatorie nelle contrattazioni. Il tutto nel silenzio dei (pochi) laici che dovrebbero avere a cuore la libertà religiosa. E’ innegabile che la fede islamica rimanda ad un universo di valori e di significati che investono l’intera esistenza della persona; non solo un insieme di concetti astratti, ma convincimenti dai quali derivano abitudini, costumi, abbigliamento… che scandiscono ogni atto della vita. Il confronto con le culture dei paesi europei non può non essere complesso, a tratti difficile, a volte impossibile. La secolarizzazione che è alla base delle società occidentali, dove la religione è una sfera separata dalla politica (con l’eccezione dell’Italia dove il Paese è ampiamente secolarizzato ma per convenzione e convenienza la classe politica tiene il piede in due scarpe) è assente nel pensiero musulmano più tradizionale. Molti degli immigrati che vengono in Italia portano con sé questa impostazione di fondo che si riflette nel modo di intendere la vita quotidiana e le relazioni sociali, decidendo le priorità alle quali uniformare le proprie scelte. Ma sono tantissimi quelli che invece preferiscono altri modelli, o che lasciano il loro paese per abbandonare una situazione che non condividono. Inchiodarli ad uno stereotipo, così come succede per noi italiani che abbiamo fama di arretrati bigotti mafiosi e mammoni, è ingiusto. La deputata Souad Sbai (Pdl), che ha a lungo collaborato con il Comune di Roma presso l’assessorato alla multietnicità (soppresso dal sindaco Alemanno), ha denunciato più volte inascoltata quanto la situazione delle donne muti arrivando in Europa, per effetto dell’isolamento in cui sono costretti i musulmani. Avendo lavorato per un periodo in quell’assessorato, posso testimoniare che mai sia arrivata una richiesta per aumentare luoghi di preghiera o separazione nelle scuole…, ma piuttosto spazi per incontrarsi nel tempo libero o campi per il gioco del cricket, incremento di autobus di collegamento con le periferie, sicurezza. Richieste non diverse da quelle che fanno (inascoltati) i romani. Invece di raccogliere le istanze dei lavoratori che vivono da noi, le istituzioni scelgono di parlare con i gruppi religiosi convinte di essere aiutate nella lotta al fondamentalismo. E così i laici vengono tagliati fuori da qualsiasi dialogo. Una possibile via di uscita potrebbe essere quella di avere regole certe per ogni cittadino (ovvio anche italiano) senza tenere in nessun conto né il paese d’origine, né la religione. Però anche la Chiesa deve fare un passo indietro, dalla intromissione nella scuola alla vita politica pubblica. Altrimenti come si può pretendere che i musulmani non avanzino richieste affini? Non saranno certo le croci utilizzate strumentalmente come simboli dell’identità italiana a fermare il mondo ai confini della penisola. Le religioni possono offrirci qualcosa solo se sono disposte ad accogliere ciò che l’occidente ha maturato e sancito come la soglia invalicabile, quella dei diritti umani.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Art. 3 della Costituzione italiana “Tutti hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

http://www.loccidentale.it/articolo/
http://www.uaar.it/ateismo/opere/127.html
http://www.uaar.it/ateismo/opere/180.html
http://www.nessundio.net/blog/2009/07/28/2270/

Celebrazione del 187° compleanno di Karl Einrich Ulrichs.

lunedì, 24 agosto 2009

La nostra amica Alba Montori, dell’Associazione “Fondazione Luciano Massimo Consoli” invita a pertecipare alla Manifestazione in ricordo del Fondatore storico del movimento di liberazione Legabit (lesbiche, gay, bisex, transessuali). Appuntamento a L’Aquila il 30 agosto. I particolari qui.

Comunicato stampa

L’ Associazione ‘Fondazione Luciano Massimo Consoli’ invita il 30 agosto

prossimo gli appartenenti alla Comunità GayLebicaTransQueer, le
associazioni e le persone eterosolidali a celebrare assieme il 184° compleanno
di Karl Einrich Ulrichs,
nato il 28 agosto 1825, eroe della lotta di emancipazione e liberazione
omosessuale, che consideriamo il “Nonno Gay” del movimento di
liberazione omosessuale mondiale.
L’appuntamento è per tutti alle ore 12.00 di domenica 30 agosto 2009 davanti all’ingresso principale del Cimitero Monumentale de L’Aquila, dove visiteremo la sua tomba.

“Fino
al momento della mia morte guarderò con orgoglio indietro a quel
giorno, 29 agosto del 1867, quando trovai il coraggio di lottare faccia
a faccia contro lo spettro di un’antica idra irata che da tempo
immemorabile stava iniettando veleno dentro di me e dentro gli uomini
della mia stessa natura. Parecchi sono stati spinti al suicidio perché
tutta la loro gioia di vivere era sciupata. Infatti, sono orgoglioso di
aver trovato il coraggio di assestare a questa idra il colpo iniziale
del pubblico disprezzo”.

Ricorderemo il suo incredibile
coming-out, in occasione del suo 42° compleanno, probabilmente il più
drammatico e coraggioso della storia GLBTQ, oltre che il primo di cui
abbiamo notizia, che gli è costato persecuzioni, esilio, povertà.
Lo
ricorderemo per rinnovare il nostro impegno a lottare concordemente
assieme per far sì che l’omofobia, “antica idra irata” scompaia al più
presto e definitivamente dal costume sociale.
Dopo il termine dell’ affettuosa cerimonia di omaggio ci ritroveremo, come di consueto, per un pranzo conviviale.

per l’Associazione”Fondazione Luciano Massimo Consoli”

Claudio Mori, Alba Montori, Riccardo Peloso, Paolo Violi, Maya Checchi, Daniele Priori, Ciri Ceccarini, Carla Liberatore

[http://www.facebook.com/groups.php?ref=sb#/group.php?gid=27870690871]

Per adesioni e preannunci presenza
( per il pranzo occorre riservare)

email orsogrigio@hotmail.com tel . 064820013

per ulteriori info    http://fondazionemassimoconsoli.blogspot.com

I due ladroni.

lunedì, 24 agosto 2009

Non è il titolo di un film ma un’ovvia associazione di idee che scaturisce dalla lettura di questo articolo di Giuseppe D’Avanzo dedicato alle accuse di ladrocinio fiscale rivolte al defunto Gianni Agnelli da Vittorio Feltri. neo-direttore del Giornale di Berlusconi. Con irresistibile ironia D’Avanzo fa notare a Feltri (che giura di non guardare in faccia nessuno) che a proposito di ladrocinio anche DuceSilvio potrebbe meritare un apposito articolo di….Giornale.

L’Avvocato e il Cavaliere
di GIUSEPPE D’AVANZO

SI E’ insediato ieri alla direzione del Giornale della famiglia Berlusconi, Vittorio Feltri, un tipo che – a quanto dice di se stesso – “non ha la stoffa del cortigiano”. Lo dimostra subito.
Feltri scatena, fin dal primo editoriale, un violentissimo, sbalorditivo assalto a Silvio Berlusconi, suo editore e capo del governo. Per dimostrare che, nel lavoro che lo attende, non sarà né ugola obbediente né sgherro libellista, il neo-direttore sceglie un astuto espediente. Le canta a nuora perché suocera intenda. O, fuor di metafora, ad Agnelli (morto) perché Berlusconi (vivo) capisca e si prepari.

Feltri si dice stupefatto per “quanto sta avvenendo sul fronte fiscale”. Trasecola per quel che si dice abbia combinato in vita Gianni Agnelli che “avrebbe esportato o costituito capitali all’estero sui quali non sarebbero state pagate le tasse”. Decide di liberarsi una buona volta di quell’inutile fardello che è il garantismo, favola buona soltanto per il Capo e gli amici del Capo, e picchia duro, durissimo.

Questo “furfante” di un Agnelli, scrive Feltri, “ha sottratto soldi al fisco”, e quindi “ha procurato un danno allo Stato”, “ai cittadini che le tasse le pagano”; ha saccheggiato “per montagne di quattrini neri” le casse di società quotate in Borsa, “derubando gli azionisti”. E allora, si chiede, è più grave “rubare al popolo o toccare il sedere a una ragazza cui va a genio di farselo toccare”? Conclude quel diavolo di un Feltri: “Ne riparleremo”

.

E’ l’impegno che Feltri assume dinanzi ai suoi lettori e la minaccia che il neo-direttore del Giornale riserva, nel primo giorno, al suo povero editore. Feltri non è ingenuo e non è uno sprovveduto. E’ un professionista tostissimo e soprattutto ha memoria lunga. E statene certi – questo annuncia il suo editoriale – parlerà presto di quel “furfante” del suo editore. Gli getterà in faccia, senza sconti, le 64 società off-shore “All Iberian” che Berlusconi si è creato all’estero, governandole direttamente e con mano ferma.

Gli ricorderà, e lo ricorderà ai suoi lettori, come lungo i sentieri del “group B very discreet della Fininvest” siano transitati quasi mille miliardi di lire di fondi neri, sottratti al fisco con danno di chi paga le tasse; i 21 miliardi che hanno ricompensato Bettino Craxi per l’approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi (trasformati in Cct) destinati non si sa a chi (se non si vuole dar credito a un testimone che ha riferito come “i politici costano molto… ed è in discussione la legge Mammì”).

E ancora, la proprietà abusiva di Tele+ (violava le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le “fiamme gialle” ); il controllo illegale dell’86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l’acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche; le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma che hanno messo nelle mani del capo del governo la Mondadori; gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato e in spregio dei risparmiatori, favorirono le scalate a Standa, Mondadori, Rinascente.

In attesa di sapere se Agnelli sia stato o meno un “furfante”, Feltri, che non è un maramaldo, ricorderà quanto sia furfantissimo il suo editore, come al fondo della fortuna di Berlusconi ci siano evasione fiscale e falso in bilancio, corruzione della politica, della Guardia di Finanza, di giudici e testimoni; manipolazione, a danno degli azionisti, delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa.

E, giurateci, quel diavolo di Feltri non si fermerà qui. Ricorderà le diciassette leggi ad personam che hanno salvato il suo editore da condanne penali, protetto i suoi affari, alimentato i profitti delle sue imprese. Ricorderà, con il suo linguaggio concreto e asciutto, quanto quell’uomo che ci governa sia, oltre che “un furfante”, un gran bugiardo.

Rammenterà ai lettori del Giornale quando Berlusconi disse: “Ho dichiarato pubblicamente, nella mia qualità di leader politico responsabile quindi di fronte agli elettori, che di questa All Iberian non conoscevo neppure l’esistenza” (Ansa, 23 novembre 1999, ore 15,17). O quando giurò sulla testa dei figli: “All Iberian? Galassia off-shore della Fininvest? Assolute falsità”.

La trama dell’offensiva di Feltri contro il suo editore già fa capolino. Presto leggeremo un altro editoriale, altri editoriali all’acido muriatico. Nel solco delle menzogne diffuse dal premier che evade le tasse, Feltri ricorderà che è stato Berlusconi a mentire agli italiani negando di frequentare o di aver frequentato minorenni, giurando sulla testa dei figli di condurre una vita morigerata da buon padre di famiglia, prossima alla “santità”, per intero dedicata alla fatica di governare il Paese.

Feltri concluderà che un uomo, un “furfante” che trucca bilanci, deruba i contribuenti e le casse dello Stato, si cucina legge immunitarie perché governa il Paese e per di più mente senza vergogna sull’origine della sua fortuna e sulla sua vita privata, diventata pubblica, non può essere affidabile quando parla del destino dell’Italia, qualsiasi cosa dica o prometta.

(23 agosto 2009)