Attacco furibondo dei catto-ayatollah contro i magistrati del TAR del Lazio.

Con un’ arroganza senza precedenti la CEI insulta i magistrati, ultimo baluardo di laicità in una paese ormai completamente sottomesso alla volontà delle dominanti gerarchie vaticane. “Decisione vergognosa” e “pretestuosa”, “povera di motivazioni” sono solo alcune delle frasi con cui vengono offesi i magistrati a difesa dei quali nè il supremo magistrato della Repubblica, Giorgio Napolitano, nè il Consiglio Superiore della Magistratura Amministrativa (da non confondere con il CSM) hanno ritenuto di spendere una parola di doveroso sostegno. Solo i radicali, Di Pietro e Rifondazione Comunista hanno avuto il coraggio di reagire, mentre il PD-Partitus Dei, occupato militarmente dai membri dell’Opus Dei e dagli ex-democristiani al servizio della SS Vaticana, non apre bocca.

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3 Commenti a “Attacco furibondo dei catto-ayatollah contro i magistrati del TAR del Lazio.”

  1. Peter Boom scrive:

    E’ quasi inutile dire che sono al 100% d’accordo con Te!
    Qui a Viterbo, città dei papi il 6 settembre abbiamo la visita di SS B. La città è trascurata completamente, l’amministrazione non risponde alle tantissime lamentele dei cittadini, ma … per tre quarti d’ora di angelus viene sconvolta una vallata, tantissimi soldi spesi per ricevere una persona a capo di una organizzazione religiosa immorale arricchitasi smisuratamente che può contare su una banca non controllata, che ha favorito i tanti preti pedofili imponendo il segreto sulle loro malefatte, che ha da sempre emarginato le donne, gli omosessuali,i liberi pensatori, che controlla l’educazione, gran parte dei media, banche, etcetera. Una religione che sta diventendo anche sovversiva delle leggi dello Stato.
    Purtroppo il popolo italiano dorme e si lascia imbrogliare dai media, dagli imbonitori, ma … fino a quando?
    Peter.
    http://www.pansexuality.it

  2. admin scrive:

    Giulio C.Vallocchia segnala da Agenzia Asca

    *Scuola: evangelici contro Gelmini e Coletti, pronti a battaglia legale*

    Domenico Maselli ROMA, 13 ago – ”Contrariamente agli anni precedenti
    questa volta andremo fino in fondo. In caso di invalidazione anche di questo
    pronunciamento faremo ricorso alla Corte costituzionale”. Promette una
    battaglia legale all’ultimo sangue il pastore Domenico Maselli, presidente
    della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), rispondendo
    cosi’ al ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, la quale
    ha gia’ annunciato l’appello al Consiglio di Stato contro la decisione del
    Tar del Lazio in materia di crediti scolastici per gli studenti che si
    avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica (Irc).
    ”Mi stupisco delle reazioni cosi’ accese intorno ad una sentenza che
    semplicemente ribadisce il dettato costituzionale della laicita’ dello Stato
    - afferma Maselli in una dichiarazione diffusa dall’agenzia evangelica Nev
    -.
    Non si tratta di lotta anticattolica, ma della tutela dei diritti di quegli
    scolari che non si avvalgono dell’Irc. La sentenza e’ la diretta conseguenza
    sia del fatto che l’ora di religione, sulla base dello stesso Concordato, e’
    facoltativa, sia della dichiarazione della Corte Costituzionale secondo cui
    la Repubblica Italiana ha tra i suoi fondamenti il principio supremo della
    laicita”’, prosegue il presidente della Fcei, che e’ tra le associazioni
    che hanno promosso il ricorso accolto dal Tar del Lazio, insieme a decine di
    associazioni laiche e a diverse confessioni religiose non cattoliche -
    avventisti, battisti, ebrei, luterani, pentecostali, e valdesi -, nonche’ a
    due studenti che in sede di scrutinio degli esami statali si erano visti
    discriminati nell’attribuzione del voto finale.
    Sempre alla ministro Gelmini, che commentando la sentenza del Tar ha parlato
    di una forma di nichilismo e relativismo, Maselli ribatte: ”La laicita’ non
    ha nulla a che vedere con il nichilismo religioso, perche’ prevede il
    rispetto e la tutela di tutte le religioni e delle opinioni religiose. Non
    dimentichiamo che parliamo di un insegnamento di ‘religione cattolica’
    inteso in senso catechistico, e che gli insegnanti sono scelti non mediante
    concorso statale, ma per nomina vescovile. Diverso sarebbe se si trattasse
    di un insegnamento scientifico e aconfessionale di storia delle religioni
    che permetterebbe anche il libero orientamento degli studenti”.
    Il pastore Maselli risponde anche al presidente della Commissione Cei per
    l’educazione cattolica, mons. Diego Coletti, che ieri ha parlato di ”bieco
    illuminismo”. La separazione tra Stato e Chiesa, ricorda, risale a prima
    dell’illuminismo: ”Nel 1636, fu il pastore battista Roger Williams, che
    fondo’ la colonia di Rhode Island e la citta’ di Providence, ad istituire la
    separazione tra potere civile e religioso sulla base della completa liberta’
    religiosa.
    Qualche anno dopo nacque la colonia cattolica del Maryland che applico’
    anch’essa lo stesso principio. Un’idea dunque non certo illuminista, ma che
    storicamente parte dal mondo delle chiese evangeliche”.

    *(ASCA, 13 agosto 2009)

  3. darth wanax scrive:

    Come il PD non apre bocca??? anche loro attaccano il TAR