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	<title>Commenti a: Sentenza TAR del Lazio,</title>
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		<title>Di: admin</title>
		<link>http://www.nessundio.net/blog/2009/08/13/2390/comment-page-1/#comment-15193</link>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 09:48:44 +0000</pubDate>
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		<description>Giulio C.Vallocchia scrive :

Dopo il commento serio di Gadi Polacco guardate cosa è capace di scrivere  Massimo Cacciari, aspirante  all&#039;ingresso nell&#039;esclusivo Club degli Atei Devoti. Che si deve fare per farsi appoggiare dai preti alle prossime elezioni !

Dal sito di radio3

http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=294921#

&quot;Certo l&#039;ora di religione e&#039; fondamentale. Dovrebbe diventare obbligatoria in tutte le scuole superiori. Una materia d&#039;insegnamento, come l&#039;italiano, storia e filosofia. Attenzione, pero&#039; con i professori scelti sulla base di titoli, concorsi capacita&#039;. Come tutti gli altri, e non indicati dalla Curia&quot;.

Professor Cacciari, cosa pensa della sentenza del Tar che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini?

&quot;Mi sembra una decisione giusta, del tutto logica. Ovvia dal punto di vista giuridico. Una materia facoltativa non puo&#039; essere ritenuta fondamentale in fase di scrutinio. Ma il punto e&#039; un altro. E&#039; arrivato il momento di cambiare quella parte del concordato che riguarda l&#039;ora di religione. E pensare alla nascita di una nuova materia di studio&quot;

Obbligatoria?

&quot;Ma certo. E&#039; assolutamente indecente che un giovane esca dalla maturita&#039; sapendo magari malamente chi e&#039; Manzoni, chi e&#039; Platone e non chi e&#039; Gesu&#039; Cristo. Si tratta di analfabetismo. La scuola deve alfabetizzare. Quando i ragazzi vanno in giro a fare i turisti vedono delle chiese e dei quadri con immagini sacre. Ma cosa vedono, cosa capiscono? Spesso riconoscono a malapena Gesu&#039; bambino. Non sanno nulla delle nostre tradizioni. La religione e&#039; un linguaggio fondamentale. Come la musica&quot;.

Perche&#039; non pensare a un insegnamento, piu&#039; democratico, di storia delle religioni, che affronti le diverse tradizioni nei diversi Paesi?

&quot;Non ha nessun senso insegnare Storia delle religioni. Cosi&#039; come si insegna Storia della letteratura italiana e non storia delle letterature mondiali, storia dell&#039;arte italiana e storia dell&#039;arte cinese, non vedo la necessita&#039; di insegnare il buddismo zen o la religione degli aztechi. Chi suggerisce di studiare tutte le storie delle religioni finisce per volere, in pratica, che non se ne studi nessuna. E&#039; necessario, invece, sapere bene almeno cosa dicono le grandi tradizioni monoteistiche.&quot;

I vescovi attaccano la decisione del Tar. Parlano di &quot;bieco illuminismo che vuole la cancellazione di tutte le identita&#039;&quot;.

&quot;La Chiesa dovrebbe liberarsi delle sue paure. E battersi perche&#039; nella scuola pubblica venga insegnata religione da docenti come gli altri. Chi vuole che vada a insegnare religione, se non una persona particolarmente motivata da questo tipo di studi? Di cosa hanno paura? Che vada il matematico Piergiorgio Odifreddi?&quot;

E le scuole private?

&quot;Le scuole private facciano quello che vogliono&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giulio C.Vallocchia scrive :</p>
<p>Dopo il commento serio di Gadi Polacco guardate cosa è capace di scrivere  Massimo Cacciari, aspirante  all&#8217;ingresso nell&#8217;esclusivo Club degli Atei Devoti. Che si deve fare per farsi appoggiare dai preti alle prossime elezioni !</p>
<p>Dal sito di radio3</p>
<p><a href="http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=294921#" rel="nofollow">http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=294921#</a></p>
<p>&#8220;Certo l&#8217;ora di religione e&#8217; fondamentale. Dovrebbe diventare obbligatoria in tutte le scuole superiori. Una materia d&#8217;insegnamento, come l&#8217;italiano, storia e filosofia. Attenzione, pero&#8217; con i professori scelti sulla base di titoli, concorsi capacita&#8217;. Come tutti gli altri, e non indicati dalla Curia&#8221;.</p>
<p>Professor Cacciari, cosa pensa della sentenza del Tar che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini?</p>
<p>&#8220;Mi sembra una decisione giusta, del tutto logica. Ovvia dal punto di vista giuridico. Una materia facoltativa non puo&#8217; essere ritenuta fondamentale in fase di scrutinio. Ma il punto e&#8217; un altro. E&#8217; arrivato il momento di cambiare quella parte del concordato che riguarda l&#8217;ora di religione. E pensare alla nascita di una nuova materia di studio&#8221;</p>
<p>Obbligatoria?</p>
<p>&#8220;Ma certo. E&#8217; assolutamente indecente che un giovane esca dalla maturita&#8217; sapendo magari malamente chi e&#8217; Manzoni, chi e&#8217; Platone e non chi e&#8217; Gesu&#8217; Cristo. Si tratta di analfabetismo. La scuola deve alfabetizzare. Quando i ragazzi vanno in giro a fare i turisti vedono delle chiese e dei quadri con immagini sacre. Ma cosa vedono, cosa capiscono? Spesso riconoscono a malapena Gesu&#8217; bambino. Non sanno nulla delle nostre tradizioni. La religione e&#8217; un linguaggio fondamentale. Come la musica&#8221;.</p>
<p>Perche&#8217; non pensare a un insegnamento, piu&#8217; democratico, di storia delle religioni, che affronti le diverse tradizioni nei diversi Paesi?</p>
<p>&#8220;Non ha nessun senso insegnare Storia delle religioni. Cosi&#8217; come si insegna Storia della letteratura italiana e non storia delle letterature mondiali, storia dell&#8217;arte italiana e storia dell&#8217;arte cinese, non vedo la necessita&#8217; di insegnare il buddismo zen o la religione degli aztechi. Chi suggerisce di studiare tutte le storie delle religioni finisce per volere, in pratica, che non se ne studi nessuna. E&#8217; necessario, invece, sapere bene almeno cosa dicono le grandi tradizioni monoteistiche.&#8221;</p>
<p>I vescovi attaccano la decisione del Tar. Parlano di &#8220;bieco illuminismo che vuole la cancellazione di tutte le identita&#8217;&#8221;.</p>
<p>&#8220;La Chiesa dovrebbe liberarsi delle sue paure. E battersi perche&#8217; nella scuola pubblica venga insegnata religione da docenti come gli altri. Chi vuole che vada a insegnare religione, se non una persona particolarmente motivata da questo tipo di studi? Di cosa hanno paura? Che vada il matematico Piergiorgio Odifreddi?&#8221;</p>
<p>E le scuole private?</p>
<p>&#8220;Le scuole private facciano quello che vogliono&#8221;.</p>
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		<title>Di: admin</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Aug 2009 09:09:44 +0000</pubDate>
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		<description>Giulio C.Vallocchia propone questo commento di un esponente della Comunità ebraica a sostegno della coraggiosa Sentenza del TAR del Lazio

Il Tribunale amministrativo del Lazio e la laicità nella scuola 
Una sfida da raccogliere per costruire la società aperta

Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto i due ricorsi presentati da varie associazioni e confessioni religiose, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane compresa, riguardanti i crediti scolastici per l&#039;ora di religione cattolica, l&#039;unica che si insegna nella scuola pubblica, e la partecipazione &quot;a pieno titolo&quot; agli scrutini da parte degli insegnanti di questa materia.
Assai espliciti diversi passaggi della sentenza 7076/2009 : &quot;violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del libero pensiero&quot;, &quot;forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero&quot;, passaggio altrettanto assai opportuno,&quot;per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica&quot;, affermazione secondo la quale lo Stato &quot;non può conferire a una determinata confessione una posizione dominante&quot; e così via dicendo.
Impressiona positivamente il crescendo di pronunciamenti che si ispirano alla laicità dello Stato, virtù che se applicata pienamente consentirebbe a tutti di vivere il proprio credere o non credere nella libertà e nel rispetto reciproco, cittadini tutti uguali come li vuole la Costituzione, mentre preoccupa la distanza che viene sempre più marcata con la politica, trasversalmente intesa  e fatte le poche e varie eccezioni del caso, assopita su questi temi  sacrificati evidentemente sull&#039;altare di presunti interessi elettorali.
Spetta però anche a noi di attivarci affinché questo vento aiuti la società italiana a migliorare, senza alcuna necessità di ergere barricate, ma anzi per perseguire un modello di società aperta del quale beneficiare tutti.

Gadi Polacco, Consigliere dell&#039;Unione delle Comunità Ebraiche Italiane</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Giulio C.Vallocchia propone questo commento di un esponente della Comunità ebraica a sostegno della coraggiosa Sentenza del TAR del Lazio</p>
<p>Il Tribunale amministrativo del Lazio e la laicità nella scuola<br />
Una sfida da raccogliere per costruire la società aperta</p>
<p>Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto i due ricorsi presentati da varie associazioni e confessioni religiose, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane compresa, riguardanti i crediti scolastici per l&#8217;ora di religione cattolica, l&#8217;unica che si insegna nella scuola pubblica, e la partecipazione &#8220;a pieno titolo&#8221; agli scrutini da parte degli insegnanti di questa materia.<br />
Assai espliciti diversi passaggi della sentenza 7076/2009 : &#8220;violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del libero pensiero&#8221;, &#8220;forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero&#8221;, passaggio altrettanto assai opportuno,&#8221;per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica&#8221;, affermazione secondo la quale lo Stato &#8220;non può conferire a una determinata confessione una posizione dominante&#8221; e così via dicendo.<br />
Impressiona positivamente il crescendo di pronunciamenti che si ispirano alla laicità dello Stato, virtù che se applicata pienamente consentirebbe a tutti di vivere il proprio credere o non credere nella libertà e nel rispetto reciproco, cittadini tutti uguali come li vuole la Costituzione, mentre preoccupa la distanza che viene sempre più marcata con la politica, trasversalmente intesa  e fatte le poche e varie eccezioni del caso, assopita su questi temi  sacrificati evidentemente sull&#8217;altare di presunti interessi elettorali.<br />
Spetta però anche a noi di attivarci affinché questo vento aiuti la società italiana a migliorare, senza alcuna necessità di ergere barricate, ma anzi per perseguire un modello di società aperta del quale beneficiare tutti.</p>
<p>Gadi Polacco, Consigliere dell&#8217;Unione delle Comunità Ebraiche Italiane</p>
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