Sentenza TAR del Lazio,

….il vescovo Pennisi, Commissario della Cei per la scuola, ordina il ricorso e la Gelmini esegue.

Articolo di G.E.Rusconi da La Stampa

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Dopo la coraggiosa sentenza sui crediti scolastici che riconosce la parità di diritti per gli studenti di altre o di nessuna religione, si scatenano i talibani vaticani che pretendono, come sempre, soldi, privilegi e propaganda esclusiva solo per la religione cattolica.

Artcolo di Cecilia Calamani

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Immediata mobilitazione delle truppe pontificie PDL-PD-UDC che presidiano il Parlamento Vaticaliano.

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2 Commenti a “Sentenza TAR del Lazio,”

  1. admin scrive:

    Giulio C.Vallocchia propone questo commento di un esponente della Comunità ebraica a sostegno della coraggiosa Sentenza del TAR del Lazio

    Il Tribunale amministrativo del Lazio e la laicità nella scuola
    Una sfida da raccogliere per costruire la società aperta

    Il Tribunale amministrativo del Lazio ha accolto i due ricorsi presentati da varie associazioni e confessioni religiose, Unione delle Comunità Ebraiche Italiane compresa, riguardanti i crediti scolastici per l’ora di religione cattolica, l’unica che si insegna nella scuola pubblica, e la partecipazione “a pieno titolo” agli scrutini da parte degli insegnanti di questa materia.
    Assai espliciti diversi passaggi della sentenza 7076/2009 : “violazione dei diritti di libertà religiosa e della libera espressione del libero pensiero”, “forma di discriminazione, dato che lo Stato italiano non assicura identicamente la possibilità per tutti i cittadini di conseguire un credito formativo nelle proprie confessioni ovvero”, passaggio altrettanto assai opportuno,”per chi dichiara di non professare alcuna religione in Etica Morale Pubblica”, affermazione secondo la quale lo Stato “non può conferire a una determinata confessione una posizione dominante” e così via dicendo.
    Impressiona positivamente il crescendo di pronunciamenti che si ispirano alla laicità dello Stato, virtù che se applicata pienamente consentirebbe a tutti di vivere il proprio credere o non credere nella libertà e nel rispetto reciproco, cittadini tutti uguali come li vuole la Costituzione, mentre preoccupa la distanza che viene sempre più marcata con la politica, trasversalmente intesa e fatte le poche e varie eccezioni del caso, assopita su questi temi sacrificati evidentemente sull’altare di presunti interessi elettorali.
    Spetta però anche a noi di attivarci affinché questo vento aiuti la società italiana a migliorare, senza alcuna necessità di ergere barricate, ma anzi per perseguire un modello di società aperta del quale beneficiare tutti.

    Gadi Polacco, Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

  2. admin scrive:

    Giulio C.Vallocchia scrive :

    Dopo il commento serio di Gadi Polacco guardate cosa è capace di scrivere Massimo Cacciari, aspirante all’ingresso nell’esclusivo Club degli Atei Devoti. Che si deve fare per farsi appoggiare dai preti alle prossime elezioni !

    Dal sito di radio3

    http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=294921#

    “Certo l’ora di religione e’ fondamentale. Dovrebbe diventare obbligatoria in tutte le scuole superiori. Una materia d’insegnamento, come l’italiano, storia e filosofia. Attenzione, pero’ con i professori scelti sulla base di titoli, concorsi capacita’. Come tutti gli altri, e non indicati dalla Curia”.

    Professor Cacciari, cosa pensa della sentenza del Tar che esclude gli insegnanti di religione dagli scrutini?

    “Mi sembra una decisione giusta, del tutto logica. Ovvia dal punto di vista giuridico. Una materia facoltativa non puo’ essere ritenuta fondamentale in fase di scrutinio. Ma il punto e’ un altro. E’ arrivato il momento di cambiare quella parte del concordato che riguarda l’ora di religione. E pensare alla nascita di una nuova materia di studio”

    Obbligatoria?

    “Ma certo. E’ assolutamente indecente che un giovane esca dalla maturita’ sapendo magari malamente chi e’ Manzoni, chi e’ Platone e non chi e’ Gesu’ Cristo. Si tratta di analfabetismo. La scuola deve alfabetizzare. Quando i ragazzi vanno in giro a fare i turisti vedono delle chiese e dei quadri con immagini sacre. Ma cosa vedono, cosa capiscono? Spesso riconoscono a malapena Gesu’ bambino. Non sanno nulla delle nostre tradizioni. La religione e’ un linguaggio fondamentale. Come la musica”.

    Perche’ non pensare a un insegnamento, piu’ democratico, di storia delle religioni, che affronti le diverse tradizioni nei diversi Paesi?

    “Non ha nessun senso insegnare Storia delle religioni. Cosi’ come si insegna Storia della letteratura italiana e non storia delle letterature mondiali, storia dell’arte italiana e storia dell’arte cinese, non vedo la necessita’ di insegnare il buddismo zen o la religione degli aztechi. Chi suggerisce di studiare tutte le storie delle religioni finisce per volere, in pratica, che non se ne studi nessuna. E’ necessario, invece, sapere bene almeno cosa dicono le grandi tradizioni monoteistiche.”

    I vescovi attaccano la decisione del Tar. Parlano di “bieco illuminismo che vuole la cancellazione di tutte le identita’”.

    “La Chiesa dovrebbe liberarsi delle sue paure. E battersi perche’ nella scuola pubblica venga insegnata religione da docenti come gli altri. Chi vuole che vada a insegnare religione, se non una persona particolarmente motivata da questo tipo di studi? Di cosa hanno paura? Che vada il matematico Piergiorgio Odifreddi?”

    E le scuole private?

    “Le scuole private facciano quello che vogliono”.