Archivio di agosto 2009

Schifani contro Fini.

lunedì, 31 agosto 2009

30/08/09 – Commento di Giampietro Sestini, Segretario di LiberaUscita.

Ieri, al “meeting” di Comunione e Liberazione di Rimini, il Presidente del Senato Renato Schifani ha bacchettato il suo collega di Partito e presidente della Camera, Gianfranco Fini, per essersi dichiarato a favore della modifica del disegno di legge sul testamento biologico approvato dal Senato.

Da “la Reppubblica” di oggi apprendiamo che l’autorevole Presidente del Senato ha affermato: “Sarebbe un errore condizionare i parlamentari attraverso interventi autorevoli di qualunque provenienza. Sul testamento biologico le soluzioni approvate in Parlamento andranno rispettate, perché frutto di un libero dibattito e di un libero voto espresso senza condizionamenti esterni di carattere etico”.

Premesso che è diritto, ed aggiungerei dovere, di un rappresentante del popolo, autorevole o meno, esprimere la sua opinione sulle questioni di fondo riguardanti l’intero Paese in modo da poter essere giudicato dagli elettori, chiedo all’ineffabile sen. Schifani: “Premesso che il Papa è certamente persona autorevole, i cui reiterati interventi esterni di carattere etico condizionano pesantemente i parlamentari, perché il Presidente del Senato non lo ha mai criticato?”. Inoltre: “Da quando in qua le soluzioni approvate da un solo ramo del Parlamento (il Senato) debbono essere rispettate? O forse Schifani ha già abolito il bicameralismo, su cui tanto si discute?”

Per quanto concerne la laicità, Schifani ha affernato solennemente: “Laicità, infatti, comporta assunzione di responsabilità dinanzi alle proprie coscienze, alle proprie sensibilità, alla propria cultura ed anche, per chi crede, alla propria fede.” No, caro Schifani, non è laicità impedire per legge ad altri, che non la pensano come noi, di disporre della propria vita quando per loro diventa sofferenza e morte. La legge umana non è identica alla legge divina (lasciamo stare  da quale “Dio” dettata e da quale uomo interpretata). Una legge sul testamento biologico per definirsi “laica” deve consentire a tutti, credenti, diversamente credenti e non credenti, di potersi assumere le proprie responsabilità, anche dinanzi alla propria fede, ma senza impedire agli altri di poter fare altrettanto. Sempre nel rispetto dello stesso principio, valido per tutti: “male non facere”.

Cordiali saluti.

Giampietro Sestini

***************************************************
LiberaUscita
Associazione nazionale laica e apartitica
per la legalizzazione del testamento biologico
e la depenalizzazione dell’eutanasia
Via Magenta, 24 – 00185 Roma
telefono (provvisorio): 338.9595790
fax (provvisorio): 06.69924050
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Cosa c’è dietro la clamorosa disputa Feltri-Boffo ?

lunedì, 31 agosto 2009

Secondo queste notizia tratte da Dagospia all’origine del tutto ci sarebbe una lotta senza quartiere fra opposte correnti di potere interne al Vaticano. Una ricostruzione più eccitante e certamente più verosimile de “Il codice Da Vinci” e di “Angeli e Demoni”.

Documentazione pescata in una mailing-list

Domenica 30 agosto 2009, 13:44:11
BOMBA da DAGOSPIA: IL VATICANO (Bertone) ha passato i documenti su BOFFO a Feltri per colpire Ruini e Boffo

*DAGO REPORT*
L’irresistibile ascesa e l’infernale discesa del duplex Ruini-Boffo è il
racconto di un mondo che farebbe felice l’ispirazione di Dan Brown per
buttare giù un nuovo best-seller zeppo di sesso, sangue, soldi.
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/251365.htm>**EMINENCE
CAMILLO RUINI – copyright Pizzi*

Il Vaticano sbirciato ai raggi x è più intricato di una puntata di “Lost”,
quindi perfetto per chi, come noi, ritiene che “dal male (presunto) possa
venire un bene quasi certo. Il bene è scoprire che nessun big possa sperare
di farla franca se c’è qualcosa che non va nella sua vita privata. Chi
diceva: il privato è politico? Adesso ci siamo. Piangerci sopra non serve a
niente” (dall’editoriale di oggi di Giampaolo Pansa su “Il Riformista”)

.

L’historia di Camillo Ruini decolla nel 1987 al congresso ecclesiale di
Loreto. Il vescovo ausiliario di Reggio Emilia scalza il carmelitano scalzo
Anastasio Balestriere dalla segreteria generale della Conferenza Episcopale
Italiana (CEI), organismo che rappresenta le 250 diocesi italiane. Due anni
prima della caduta del Muro di Berlino, a cinque anni prima di Tangentopoli,
la preveggente chiesa italiana dichiara chiusa l’epopea della Democrazia
Cristiana: il partito di Andreotti e Forlani è ormai un malato terminale.
Che fare?
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/251360.htm>**CAMILLO
RUINI PIERFERDINANDO CASINI – copyright Pizzi*

Dal congresso di Loreto escono due linee contrapposte: da una parte si
registra la nascita dei cattolici popolari (i Bottiglione e i Formigoni)
intenzionati a rifondare la DC prima maniera; dall’altra prevale l’ala
riformista, capitanata di Ruini, che predica la via del cattolicesimo
emiliano (contraltare del comunismo al ragù: voi avete le coop, noi
rispondiamo con la Compagnia delle Opere). In sostanza, sostiene Ruini, la
Balena Bianca non va abbattuta a colpi di cattolicesimo torinese, duro e
puro, ma si può riportarla nel gregge di Dio. Di qui sboccia la corrente
Dorotea che ebbe tra i suoi virgulti i bolognesi Casini e Follini.

Di tale spaccatura nel mondo episcopale italiano, nell’anno di grazia 1987,
a Papa Wojtyla non frega una mazza. Karol è indaffaratissimo nella sua
missione di abbattere il tardo comunismo inviando in Polonia, destinazione
Lech Walesa, i soldi raccolti dal Banco Ambrosiano di Calvi dallo Ior di
Marcinkus.
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/241860.htm>**ROSI
BINDI – Copyright Pizzi*

Atterrato nella Città Santa, il neo segretario generale della CEI, Camillo
Ruini, con la mission di riprendersi e rilanciare la DC, riceve subito un
regalone dal cielo benigno: 870 miliardi di lire. Una somma immensa, due
volte il fatturato della Fiat, che ha origine dalla prima volta dell’8 per
mille per Santa madre Chiesa.
* <http://www.dagospia..com/mediagallery/dago_gallery-12096/233445.htm>**Direttore
di Famiglia Cristiana*

Una sorpresa anche per chi decise l’elargizione prelevata dal 740 tricolore:
Bettino Craxi, allora presidente del Consiglio. Il Cinghialone era così a
digiuno del potere della chiesa italiana che, all’inizio, la sua proposta fu
del 12 per mille. Percentuale che la stessa Santa Sede bocciò perché la
ritenne esagerata.

Inondato da una simile fortuna, Ruini comprende, con la sua esperienza del
comunismo emiliano, che deve trovarsi una struttura per gestirli. E comincia
a inventarsi un ruolo. Uno dei principali suggeritori fu Dino Boffo.

Nei primi anni Ottanta, il vispo Boffo ricopriva, insieme a Rosi Bindi, il
ruolo di vice presidente dell’Azione Cattolica. Ebbe una sbandata filo
Comunione & Liberazione, poi si attovagliò nell’apparato ruiniano.
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/255675.htm>**AVVENIRE-IL
FALSO*

Come un piccolo berluscone parrocchiale, Boffo suggerì a Ruini di utilizzare
l’immensa cuccagna dell’8 per mille per un progetto multimediale: la
creazione di un network cattolico. Che metta insieme, come un sol ariete,
carta stampata (non solo il foglio della CEI “Avvenire”, ma soprattutto
“Famiglia Cristiana” che all’epoca con le oltre due milioni di copie era il
settimanale più venduto in Italia). A seguire il network delle radio
diocesane da convogliare in Radio in Blu e quello televisivo da mettere al
servizio di Sat 2000.

E qui inizia il bellum.. Intanto, Famiglia Cristiana, in mano ai paolini di
Don Zega, si arrabbia e si intesta al volo il “tesoretto”: il fondo
pensione. La reazione di Ruini è decisa: chiede che la vendita del fondo
venga sottoposta a una indagine pontificia. E sollecita i vescovi a
consegnare tutte le radio diocesiane nel consorzio Rete in Blu, e poi pone
la prima antenna per Sat 2000

Il berlusconismo catodico del duo Boffo-Ruini, nell’era stramediatica di
Karol Wojtyla, scatena un bel dibattito all’interno della chiesa. Gli
oppositori obiettano che la vera forza del cattolicesimo è nella sua
territorialità; insomma, meno centralismo, più localismo.
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/197936.htm>**8r55
segr papa stanislao
dwitz**<http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/226976.htm>
**Cardinale Stanislao Dziwisz*

Lo scontro tra Ruini e la conferenza episcopale italiana sul sistema Boffo,
s’infiamma. I vescovi del nord ovest non rinunciano alle tv e radio locali.
“Il Cittadino”, quotidiano di Genova in mano al cardinal Bertone (attuale
segretario di Stato del vaticano) non accetta di finire nel centralismo
ruiniano ideato da Boffo. E diventa il capofila dell’opposizione al duplex
della CEI.

Un duplex che diventa triplex aggiungendo il nome del potentissimo
segretario del papa Karol, Stanislao Wjiwiz, che si intende subito il
presidente della Cei. Un appoggio che spara Ruini-Boffo nell’alto dei cieli:
monsignori classificati con la formula ‘sia archiviato e non venga più
proposto’ dopo due giorni venivano proclamati vescovi su chiamata diretta di
Ruini a don Stanislao. Il top del loro gaio potere si raggiunse alla fine
della vita del papa polacco: 3 giorni prima di morire un Wojtyla in
condizione più comatose che pietose “firma” la nomina di 22 vescovi…
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/244015.htm>**Karol
Wojtyla in bandana*
*<http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/244016.htm>
**Karol Wojtyla in tenda con gli studenti*

Morto un papa, se ne fa un altro. E il destino cinico e santo vuole l’ascesa
di Ratzinger. Cioè di colui che ha retto più a lungo (24 anni) la
congregazione per la Dottrina delle Fede. In soldoni Ratzinga conosce la
curia e i suoi dossier bollenti a menadito, sa tutto di tutto e, da bravo
fan della regola di San Benedetto (“prendi il tempo di decidere e una volta
deciso non pentirti”) non attua lo spoils system ma preferisce mettere
l’organigramma del Vaticano in proroga.

Ci vuole tempo e pazienza per rompere il sistema Ruini, che si era inventato
un formidabile ‘manuale Cencelli’ ecclesiale che metteva in moto un
meccanismo che produceva vescovi per schieramento “politico”, in base al
loro potere. Il neo-papa schiaccia pian piano il ruinismo nominando vescovi
solo tra i preti che hanno tirato la carretta nella diocesi ed emarginando
quelli graziati dai favori di Ruini e don Stanislao.

(Da un pezzo è scomparsa la corte che piantonava l’appartamento del
segretario di stato, non c’è più spazio per le primedonne Fisichella,
Ravasi, Betori. Ciò che dicono è solo ‘opinione personale’, non più la voce
della Santa Sede.)
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/72826.htm>**Gianfranco
Ravasi**<http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/229307.htm>
**Karol Wojtyla *

Il disimpegno della Chiesa dal ruinismo inizia nel 2005, proprio mentre
arriva in Vaticano la notizia che il direttore di “Avvenire” (da 12 anni),
Radio in Blu, Sat 2000 e responsabile di ogni mega-evento mediatico era
finito nei gay in quel di Terni. E subito i Sacri Palazzi approfittano
dell’”incidente” a Boffo per spifferare la notizia ai vaticanisti dei
quotidiani laici. Circola zoppicando tra i giornali (vedi Ingrao su Panorama
del gennaio 2008: più un avviso ai naviganti che una indiscrezione) ma senza
successo. Il potere di Ruini-Boffo è duro da estirpare ancora oggi.

L’uscita di scena dalla Conferenza Episcole Italiana (CEI) di Ruini viene a
lungo patteggiata con il neo segretario cardinal Bertone. Che finalmente
gode quando lo “solleva” dalla poltrona e come contentino gli concede la
gestione del progetto culturale della CEI. Ma gli toglie la benzina, alias
il budget dell’8 per mille è nella mani dell’uomo che Bertone decide come
successore: Bagnasco, ex segretario di Siri, figlio di un portinaio, che ha
sempre incarnato la forza popolare del cattolicesimo della diocesi di
Genova.
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/254106.htm>**PIERFERDINANDO
CASINI E RINO FISICHELLA – copyright Pizzi*

Quindi, dopo il primo anno, il tesoretto dell’8 per mille scompare e la
forza d’intervento di Ruini – già debilitato dal papa sulle nomine vescovili
e messo in un angolo dall’”incidente” della suo braccio armato Boffo -
comincia a svanire. C’è da sistemare ora Boffo. Ma non è facile perché
racchiude tanti poteri: non è solo un direttore di un giornale ma ha in mano
le redini di comando di radio, tv, eventi (congresso eucaristico, giornate
dei giovani, etc). Un consigliere di ogni mossa politica vaticana, capace di
chiedere a Berlusconi di riprendersi nella compagine governativa il partito
di Casini sloggiando i mangiapreti della Lega.
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/256296.htm>**
boffo*

Ora pare che il sostituto per la direzione di “Avvenire” sia stato trovato
nella persona ‘affidabile’ di Gianfranco Fabi, attuale vice direttore del
Sole24 Ore nonché direttore di Radio 24. Il cambio, dopo l’attacco gay di
Feltri, potrebbe avvenire, da oggi a ottobre: con una letterina Boffo, per
non imbarazzare la Santa Sede, compie “un gesto di responsabilità” e si
dimette.
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/256286.htm>**berlusconi,
bertone*

E quel giorno in Vaticano si stapperanno molte bottiglie di champagne. La
de-ruinizzazione della chiesa è compiuta. Non c’è dubbio che il documento
del tribunale pubblicato da “Il Giornale” con la prova del “pistolino
fumante” sia stato fatto circolare da ambiente vaticani. Non è piovuto sul
Feltri per caso o per investigazione dei suoi giornalisti ma dall’alto dei
cieli…

Magari la “feltrusconata” de “Il Giornale” ha sbagliato i tempi (attenzione:
è stato il Vescovo dell’Aquila a cancellare la cena mica Bertone) ma l’altro
giorno Ratzinger e mezzo Vaticano hanno ballato la tarantella leggendo il
quotidiano che infeltriva i loro nemici più intimi Ruini-Boffo.
* <http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/202796.htm>**2p33
ruini comunione
storace**<http://www.dagospia.com/mediagallery/dago_gallery-12096/205408.htm>
**n pa05 camillo ruini ditanelnaso*

Oggi sul Riformista, articolo di Alessandro De Angelis, si legge: ” Un
azzurro vicinissimo al premier spiega a microfoni spenti: “Tratteremo con la
Segreteria di Stato al momento opportuno. Ma non c’è stato nessun incidente.
Basta vedere quello che scrive l’Osservatore Romano. Silurando Boffo poi si
è fatto un regalo a Bertone. E la reazione di Bagnasco era prevedibile. La
crisi si è aperta più Oltretevere che nei rapporti tra Santa Sede e
Governo”.
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/articolo-8803.htm

La sai l’ultima ?

domenica, 30 agosto 2009

La popolare trasmissione di Canale 5 dedicata ai barzellettieri d’Italia potrebbe arricchirsi di un concorrente in arrivo fresco fresco dal Vaticano. Indovinate di chi si tratta. E gustatevi le amene facezie con le quali concorrerà alla prossima edizione de “La sai l’ultima ?” che sono state anticipate in un messaggio al meeting di Comunione e Liberazione. Esilaranti !

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Secondo B-XVI oggi, dopo quattro secoli di scienza moderna, è il Medioevo il modello perfetto della conoscenza

Per una volta, vorrei fare un gioco con voi. Leggete questo brano, divertitevi alle sue bizzarrie, se vi sembra troppo astratto provate a considerarlo un buffo scioglilingua, poi provate a indovinare chi l’ha scritto.
“Amare significa voler conoscere e il desiderio e la ricerca della conoscenza sono una spinta interna dell’amore come tale. [...] La conoscenza presuppone per sua natura una certa ‘conformazione’ di soggetto e oggetto: un’intuizione fondamentale, già condensata nell’antico assioma secondo il quale ‘il simile conosce il simile’ [...] il coinvolgimento con l’oggetto conosciuto da parte del soggetto conoscente è conditio sine qua non della conoscenza stessa. E pertanto, non il distacco e l’assenza di coinvolgimento sono l’ideale da rincorrere, peraltro invano, nella ricerca di una conoscenza ‘obiettiva’, bensì un coinvolgimento adeguato con l’oggetto, un coinvolgimento atto a far giungere a chi interroga la conoscenza il suo specifico messaggio.” Anche nelle scienze naturali, per le quali “l’oggetto sembra essere regolato da invariabili leggi di natura, la prospettiva dell’osservatore è un fattore che condiziona e determina il risultato dell’esperimento scientifico, e quindi della conoscenza scientifica come tale. La pura obiettività risulta perciò pura astrazione, espressione di una gnoseologia inadeguata e irrealistica [...] Ma se ciò è vero per le scienze naturali, lo è tanto più per quegli oggetti di conoscenza che a loro volta sono strutturalmente legati alla libertà degli uomini, alle loro scelte, alle loro diversità. Pensiamo alle scienze storiche, che si basano su testimonianze nelle quali convergono, come fattori influenzati del loro modo di comunicare la realtà che trasmettono, le visioni del mondo di chi le ha composte e le loro convinzioni, a loro volta legate a quelle del loro tempo, le loro situazioni personali, le scelte con cui essi si sono posti in rapporto alla realtà che descrivono, la loro levatura morale, le loro capacità e il loro ingegno, la loro cultura [...] un vero e proprio incontro tra un soggetto e un oggetto è necessario perché si possa parlare di conoscenza”. Esso “ci fa guardare a soggetto e a oggetto non come a due grandezze che si possano reciprocamente mantenere ad asettica distanza al fine di preservarne la purezza; essi sono al contrario due realtà vive che si influenzano reciprocamente proprio quando vengono in contatto [...] L’onesta’ intellettuale di colui che conosce sta tutta in quella somma arte di ‘ospitare l’oggetto’ in modo che esso possa rivelare se stesso quale veramente e’, anche se non in modo integrale ed esaustivo. E l’accoglienza dell’oggetto, la disponibilità dell’ascolto che caratterizza il soggetto conoscente come vero amante della verità, si può descrivere come una sorta di ‘simpatia’ per l’oggetto”, come “il pensiero medievale ci ha trasmesso”.
Non è bellissimo? Ragazzi, fate attenzione alle persone con cui fate conoscenza. E l’autore? Ah, si chiama Benedetto, di mestiere fa il papa. Quel che avete letto è il messaggio mandato da Papa Ratzinger al Meeting per l’amicizia dei popoli, organizzato anche quest’anno da quella simpatica associazione che risponde al nome di Comunione e Liberazione. Almeno così come l’ho trovato citato sulla stampa.
Perché ve l’ho fatto leggere? Mah, perché possiate apprezzare la prosa di un papa, non proprio scorrevole come quella di Calvino, ma molto molto autorevole. E perché è divertente pensare che uno dei potenti del nostro tempo possa pensare oggi dopo quattro secoli di scienza moderna che il Medioevo è il modello perfetto della conoscenza, che per esempio dato che il “simile conosce il simile” i biologi ciccioni sono più adatti a studiare le balene dei magri, e quelli irsuti sono adatti a occuparsi dell’etologia degli orsi. Eccetera.
Ma anche perché in queste parole potete leggere la radice teorica di tutte le contraddizioni della Chiesa rispetto al mondo contemporaneo, all’Islam, a Israele. Non una posizione basata sulla conoscenza analitica dei fatti, che riconosce le differenze e le opposizioni. Ma un punto di vista partecipativo, che muove dall’identificazione di ciò che è “simile” per conoscerlo e “amarlo”. Difficile negare che l’Islam tradizionale, con il suo timore per le donne e degli omosessuali, il suo rifiuto della modernità, il suo sistema giuridico autoritario sia sentito come più simile alla tradizione cattolica della modernità più liberale e individualista del nostro Occidente. Chi pensa che la Chiesa sia parte della difesa della libertà contro i suoi nemici, farebbe bene a rileggere la prosa papale con molta attenzione.

Ugo Volli


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Le verginelle offese.

domenica, 30 agosto 2009

Sua Eminenza il cardinale-generale Bagnasco, capo del Governo Ombra dei vescovi che controlla e guida la Repubblica vaticaliana, attacca Vittorio Feltri per aver resi pubblici presunti peccatucci di Dino Boffo, direttore de L’Avvenire, organo ufficiale del suo Governo Ombra. Insomma per le marie-santissime-e-sempre-vergini del Vaticano solo er mignottaro può essere sputtanato (giustamente, diciamo noi) se va a mignotte… mentre se un loro funzionario va a maschi (come l’articolo di Feltri ha rivelato) tutti devono tacere.

Qui la fonte della notizia
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Anche Bossi chiede la “perdonanza”.

domenica, 30 agosto 2009

Anche Bossi chiede la “perdonanza”. Insieme a Calderoli andrà in ginocchio in Vaticano per testimoniare al Papa Re la fede cattolicissima sua e della Padania. Cercherà così di ricucire lo strappo verificatosi con i preti-padroni a causa delle differenti posizioni sui “respingimenti” degli immigranti clandestini e nello stesso tempo di accreditarsi come interlocutore privilegiato dei gerarchi vaticani in concorrenza con il PD-Partitus Dei, PDL-Popolo della libertà.vigilata dal Vaticano e UDC. In questo pesante clima di assoluto appiattimento sotto la “sacra pantofola” pontificia, mentre solo i Radicali e Di Pietro sono capaci tenere acceso un barlume di laicità, l’unica speranza concreta di liberazione dalla sudditanza al Papa Re è data da Gianfranco Fini, il solo leader laico del centro-destra, dichiaratamente non credente, capace di spaccare il fronte compatto degli zuavi pontifici che controllono maggioritariamente il Parlamento vaicaliano.

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Ancora violenze contro i gay, veri o presunti.

sabato, 29 agosto 2009

Un crescendo di gesti criminali alimentato dall’omofobia dei politicanti clericali e di personaggi interni alla stessa chiesa cattolica, nelle cui strutture ogni giorno scopriamo che si annidano i gay repressi, principali persecutori dei propri simili.

Qui la fonte della notizia

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E qui un commento del nostro amico Gabriele Zamparini

Rocco e i suoi fratelli. L’omofobia della Chiesa Cattolica e il ritorno alla caccia alle streghe

Rocco Buttiglione contro una legge contro l’omofobia, il ministro della giustizia Alfano contro l’utilizzo della RU486, Gasparri e Quagliarello contro la libertà e testamento biologico, poi l’ora di religione e gli attacchi della CEI alle istituzioni repubblicane, e poi Binetti, Rutelli, Fioroni… e poi l’ignavia politica del PD, e poi… e poi… Ad andar dietro alle dichiarazioni della nostra “classe dirigente” (mai espressione fu tanto impropria) si rischia soltanto di perdersi in polemiche sterili se non si ha ben presente il quadro culturale e propriamente politico in cui le vere battaglie sono combattute.

Seguiamo allora una pista, quella dell’omofobia, e avvertiamo fin d’ora che quello che si dirà vale anche per tutti gli altri problemi che sembrano essere tornati di attualità, dall’aborto al testamento biologico, dalla laicità delle e nelle istituzioni a quella che il cittadino Rodotà ha chiamato una “regressione culturale spaventosa”.

La querelle Feltri-Boffo ha suscitato molti interessanti e contrastanti commenti.

sabato, 29 agosto 2009

Fra i tanti che potete leggere nel florilegio pubblicato da il Messaggero ci ha colpito questo di Franco Grillini : “”" Grillini: «Bravo Feltri. È giusto smascherare i moralisti incoerenti» e «Boffo è la punta dell’iceberg»: è quanto afferma Franco Grillini, presidente dell’associazione dei giornalisti gay Gaynet. «Negli ambienti della politica e del giornalismo – dice – tutti sapevano tutto del direttore di Avvenire, come tutti sanno tutto delle decine e decine di moralisti nella politica italiana e in Vaticano che hanno una vita privata totalmente incoerente con la loro vita pubblica. Se si passa il proprio tempo, come ha fatto finora Dino Boffo, a sparare a zero sugli omosessuali, sulle donne che abortiscono, su chi si rivolge ai centri per l’inseminazione assistita, sui divorziati, e chi più ne ha più ne metta, si dovrebbe come minimo dare il buon esempio». «Invece, viviamo – sottolinea Grillini – nel Paese dei “puttanieri moralisti”. Noi riteniamo – conclude Grillini – che chi costruisce la propria carriera, sia essa politica o religiosa, sulla base del più anacronistico dei moralismi dovrebbe viaggiare con una telecamera nelle mutande»”"”.

E qui tutti gli altri commenti LEGGI

Il dono della fede.

sabato, 29 agosto 2009

Riceviamo dal nostro amico Marco Bertinatti questo suo nuovo interessante messagio destinato a La Stampa.

Dopo aver letto l’ultimo editoriale di Marcello Sorgi “Tutti cattolici
se i laici non parlano”, pubblicato su “La Stampa”, mi sono chiesto se
l’autore intendesse fare della sottile ironia o se veramente crede in
ciò che ha scritto. Nel secondo caso desidererei domandargli quali
siano gli spazi riservati ai laici per esprimere la loro opinione. Già
la scelta del vocabolo  utilizzato per definire chi non ha ricevuto il
“dono della fede” è indicativa del suo timore nei confronti di
quell’aggettivo maledetto, Ateo (ovvero mancante di qualcosa),
riservato a chi crede solo nella Natura e nell’Uomo. E se invece
fossero i credenti ad avere qualcosa di troppo? Qual’è il rapporto tra
lo spazio riservato agli atei per presentare le loro tesi e quello
dedicato ai credenti dai mass media? Dal momento che i decimali per
scriverlo sono molti, mi limiterò alla mia personale esperienza
proprio con il giornale del quale l’autore è stato anche direttore.
Essendo per l’appunto ateo, conosco i fondamenti del cristianesimo
meglio della maggioranza dei credenti (secondo Mark Twain le Sacre
Scritture sono la base per divenire atei) e pertanto mi è naturale
evidenziarne le incongruenze correlandole con i fatti di cronaca.
Purtroppo con i miei interventi che “La Stampa” ha rifiutato di
pubblicare potrei realizzare un intero volume. Questa mia esperienza è
condivisa da tanti altri che, come me,  sono riusciti a liberarsi dal
“dono della fede” e desidererebbero confrontarsi con chi non ci è
ancora riuscito. Senza questo “dono” il Mondo sarebbe certamente un
posto migliore in cui vivere (con meno guerre e meno tasse) e questa
opinione viene condivisa dalle più brillanti menti, passate e
presenti, dell’Umanità. Pensieri pericolosi, meglio lasciarli sepolti
in quei libri che pochi ormai leggono e che mai troveranno spazio in
quell’elettrodomestico che crea le nostre opinioni e dirige la nostra
vita

Marco Bertinatti – Ateo Impertinente – marco.bertinatti@poste.it

28/8/09 – Serve un po’ d’ordine

venerdì, 28 agosto 2009

Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore; si credono potenti e gli va bene quello che fanno, e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Nel fango affonda lo stivale dei maiali (Povera patria, Franco Battiato, 1980)

Berlusconi che va alla Perdonanza celestiniana è lo stesso uomo che fa il damerino con le escort e le ministre? Lo vedremo indossare la berretta purpurea del cardinale Bertone per farsi fotografare con tutti i preti intorno? Il ministro Calderoli che indossò una grottesca canotta islamofoba che portò scompiglio nel reattivo mondo musulmano (e morti a Bengasi in Libia per l’appunto) è la stessa persona che adesso smania dalla voglia di salire in groppa sul cammello di Gheddafi? Il ministro La Russa che ha disseminato la città di soldati in mimetica (bei ragazzi per la verità) per difendere il patrio suolo dalle orde di “zingaracci” e di “branchi rumeni”, è lo stesso che si è messo a fare il rappresentante per piazzare le frecce tricolori ai governi amici? La Lega che voleva sfondare la breccia col carroccio (see) è la stessa “che incarna la cultura di territori radicalmente cristiani e che vogliamo mantenere tali” ? Ed è Debora Serracchiani , quella che per circa mezz’ora fece sospettare che era possibile un Pd meno bigotto, che oggi dice che “la società italiana è cambiata in senso multireligioso e quindi a scuola un’ora di formazione sulle religioni monoteiste, e si i gay si possono sposare ma, step by step, dopo un periodo di convivenza certificata”? E ancora è Bersani che critica la Lega che ha fatto la linguaccia ai preti per dire come è buona la Caritas coi migranti (che proprio non c’entra nulla) e il nato vecchio Enrico Letta che ripete ossessivamente che le giovani coppie devono fare più bambini che sono tanto belle le famiglie numerose. Tanti sforzi per niente, perché al Vaticano della presunta bontà non frega niente, vogliono solo i milioni dell’otto per mille e i benefit del concordato. E come ricorda Cossiga “la Chiesa fece accordi anche con Hitler e Mussolini tacendo sulla Shoah”. E alla Perdonanza ci va il cavaliere a mostrare lo scettro di defensor fidei.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.nessundio.net/blog/2009/04/17/1396/

I preti-padroni scatenano contro FINI i cani da guardia del loro potere.

giovedì, 27 agosto 2009

Dopo le dichiarazioni di mons. Fisichella, longa manus della CEI proprio all’interno del Parlamento -dove svolge la funzione di “cappellano” della Camera dei Deputati- Quagliarello e Gasparri, capi-gruppo di Camera e Senato del PDL-Popolo della Libertà vigilata dal Vaticano, attaccano Fini colpevole di aver affermato che le leggi le fa il Parlamento e non il Vaticano.

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