28/7/09 – Il regno islamico della regina Elisabetta di Inghilterra

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. (art. 7 della Costituzione italiana)

E’ ammessa la poligamia, naturalmente il diritto di menare le mogli e promulgare il divorzio senza sentire il parere della donna, la cui testimonianza ovviamente non ha lo stesso peso di quella di un uomo. Dimenticate la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, perché in Inghilterra le corti della sharia sono già 85 (grazie a un comma del British Arbitration Act). Sono i tribunali islamici che giudicano a porte chiuse. Addirittura, per la loro agilità nei giudizi, possono essere scelti anche da inglesi non musulmani. L’Inghilterra, quella dell’habeas corpus, il Paese che ha tagliato la testa a due sovrani facendo da modello alla più nota decapitazione di Luigi XVI, la Gran Bretagna della rivoluzione industriale, il paese cool delle suffraggette e poi delle minigonne, della bella principessa amica di Elton John… tollera sul suo territorio un altro sistema legislativo. E così molti e molte che fuggono dai loro paesi per non sottostare a leggi e giudizi iniqui, se li ritrovano in occidente. Apartheid legale, dice il Times, che è l’anticipazione di richieste che potrebbero snaturare e sconvolgere lo Stato di diritto all’interno dell’Europa. Non è astratta l’ipotesi di vedere un cittadino britannico fustigato in piazza, o una donna ripudiata. Non si possono far lavorare insieme due sistemi legislativi, soprattutto quando uno è teocratico.
Esattamente come non è possibile riconoscere la sovranità di uno Stato teocratico all’interno di un altro Stato.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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10 Commenti a “28/7/09 – Il regno islamico della regina Elisabetta di Inghilterra”

  1. Stuart scrive:

    Aspettiamo di leggere dalle pagine di Repubblica autorevole commento del noto studioso Odifreddi

  2. anna scrive:

    La mediocre informazione anche scinetifica ha dato troppopeso al prof.Odifreddi, di cui non mi interssa giudicare i meriti tecnici, non credo, dunque sia il caso di fare lo stesso errore. Odifreddi per fortuna non rappresenta che una voce tra tante, non rappresenta dunque tutti i laici in Italia.
    Come si combatte contro i cattolici e/o i protestanti irrispettosi della laicità dei governi, dei parlamenti e delle nazioni così si combatte da parte di tanti contro i fanatismi islamici, tant’è che la stampa e credo una larga parte della pubblica opinione inglese storce il naso innanzi a simili cedimenti verso una religione.
    Sarebbe infatti un vero peccato lasciare questa lotta che è anche di tanti cittadini di nazionalità medio orientale in mano agli islamofobi e ai razzisti-fascisti che si scoprono imporvvisamente amanti della laicità.

  3. Sofia scrive:

    Odifreddi è un topos. Visto che a lui si inchinano a pecora schiere di sedicenti laici, in realtà atei ex cattoliconi in cerca di chiesa.

  4. Tiziana scrive:

    Neanche io ovviamente sono in grado di giudicare, nè comunque lo farei, le qualità di Odifreddi. Talvolta lego alcune sue cose su la Repubblica, come ad esempio dei ritrattini, e mi sembrano interessanti. Credo che il commento si riferisse alla profusione a piene mani sulla presunta cretineria dei cristiani e sul silenzio totale adottato per gli islamici. Che tra l’altro non è una sua prerogativa. Con in più qualche affondo religioso-politico tipico della parte più incolta della sinistra italiana al solito Israele che credo non si senta turbato più di tanto da questo tipo di attacchetti. Per uno comunque che trincera giudizi a piene mani, devo dire che un pò si nota che non conosce il latino, il greco e l’ebraico. strano in chi si occupa tanto di religioni Ho letto che non ha fatto studi regolari, il che comunque gli fa onore visto che è riuscito ad imporsi all’attenzione in maniera così forte.

  5. anna scrive:

    ripeto: sprecare energie sul Sig. Odifreddi mi pare folle, la sinistra ha tanti demeriti, tranne quella di essere al Governo del Paese, al Governo del Paese c’è Giovanardi, Roccella &soci e
    ripeto bis: il 12 gennaio il wall street journal ha relizzato amplio reportage sulle banche europee che di fatto aiutano il regime iraniano, nessuno in Italia si è scomposto a leggere che Intesa San Paolo è messa sotto tiro dal Moregenthau in America per aver violato l’embargo e leggi volte ad impedire di rimpinguare le casse iraniane, sinceramente, mi sembra molto più grave questo comportamento, anche per Israele, che l’avanspettacolo grossolano di gruppetti di estrema sinsitra, comunque ininfluenti e minoritari o le chiacchere televisive di un Prof. di matematica.
    ovviamente ciascuno può scegliersi il bersaglio che vuole, non mi sembra salutare però coltivare ossessioni, a me personalmente non interessa.

    PS
    a proposito io ho l’ossesione dei conversi, di chi nasce incendiario e laico e poi muore papista, come la su scritta Roccella, sto bene attenta però a non confondere, non credo ovviamente che nello schieramento a me contrario, quello di centro destra, siano tutti sfegatati fan dei rosari e della chiesa cattolica nè credo che Roccella sia più influente di Tremonti o più pericolosa della politica razzista di Bossi e compagnia.

  6. anna scrive:

    e visto che siamo in disocrso di forse idioti mediocri e razzisti di forse laici, mentre noi amabilmente discutiamo sul forse-si -forse-no dotto&laico Prof. Odifreddi ecco quanto leggo su Repubblica.it:

    http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-2009-11/lega-prof/lega-prof.html

    SCUOLA & GIOVANI

    Per il Carroccio i docenti devono conoscere la cultura della regione
    “La maggior parte dei professori in servizio al nord è meridionale”
    La Lega: test di dialetto per prof
    E’ scontro e la riforma si blocca
    Fini: “Valutare nel pieno rispetto dei principi fondamentali della Costituzione”

    La Lega: test di dialetto per prof E’ scontro e la riforma si blocca
    ROMA – I titoli di studio? “Non garantiscono un’omogeneità di fondo e spesso risultano comprati. Pertanto non costituiscono una garanzia sull’adeguatezza dell’insegnante”. Piuttosto, per gli aspiranti prof sarà decisiva “la conoscenze della lingua, della tradizione e della storia delle regioni dove si intende insegnare”, perché “non è possibile che la maggior parte dei professori che insegna al nord sia meridionale”. La Lega, insomma, ci riprova. Con la deputata Paola Goisis che chiede che i criteri “padani” di selezione degli insegnanti vengano inseriti nella riforma della scuola ora all’esame della commissione Cultura della Camera.

    Ma il resto della maggioranza non sembra essere d’accordo. E scatta il braccio di ferro tra il Pdl e il Carroccio. Il presidente della commissione, Valentina Aprea (Pdl), sospende il comitato ristretto e chiama in causa direttamente alla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. La Lega si oppone. E la riforma, per il momento, si blocca. Con il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ammonisce: “Durante l’esame della riforma la prima commissione e l’aula valutino il pieno e totale rispetto dei principi fondamentali della nostra carta costituzionale. Si tratta di questione che non può essere opinabile ma che deve essere soltanto riferita a quel che c’è scritto nella Carta”.

    “Noi avevamo presentato una proposta di legge di riforma della scuola – dice la Goisis – Ma questa non è stata condivisa da tutta la maggioranza. Così abbiamo chiesto che ne venisse recepita almeno una parte nel testo unificato all’esame della Commissione Cultura. Abbiamo rinunciato a tutto, tranne che a un punto sul quale insisteremo fino alla fine: ci dovrà essere un albo regionale al quale potranno iscriversi tutti i professori che vogliono. Ma prima dovrà essere fatta una pre-selezione che attesti la tutela e la valorizzazione del territorio da parte dell’insegnante”.

    Il capogruppo del Pd in commissione Cultura, Manuela Ghizzoni, critica l’atteggiamento del centrodestra: “Stupisce veramente la profonda spaccatura – sottolinea – L’istruzione è un tema troppo serio e non può divenire oggetto di pericolose incursioni ideologiche dal sapore tutto nordista”.
    (28 luglio 2009)

  7. Marcello scrive:

    Cara Anna, mi pare giusto fare osservazioni su Odifreddi che è uno sbandierato come, perfino da te, laico. In realtà è un arruffone che fa più male che bene quando va ad annozero e fa vincere ai punti Fisichella.
    Non dico che le cose che hai scritto non siano interessanti, ma perchè andare sempre fuori tema? Era molto interessante il discorso sulle Corti islamiche, avrei preferito che si parlassse di quello.

  8. Tiziana scrive:

    Se non sbaglio si è parlato di Odifreddi perchè non considera passabili di critiche alcuni fondamenatlismi islamici.

    Le idee si cambiano, il fatto che Roccella da fans della legge sull’aborto sia diventata una fanatica dell’embrione è un bene, vuol dire che il paese ancora garantisce un minimo di libertà. Il dramma è che c’è una classe politica così squinternata che raccoglie i cocci.

  9. [...] sostituzione con la Legge Coranica della legislazione civile e penale in Gran Bretagna (vedi http://www.nessundio.net/blog/2009/07/28/2270/), altri pericolosissimi segnali arrivano da Roubaix, in [...]