L’italiano ha un tale culto della furbizia che arriva persino all’ammirazione di chi se ne serve a suo danno
Per la Santa Sede non basta essere cattolici ma occorre un bollino. L’aspirante ministro della Salute Fabio Fazio sembra che dovrà fare sosta al Welfare ai comandi di Sacconi e sorvegliato dalla sua omologa sottosegretaria Roccella, visto che entrambi i due “politici” danno più garanzie alla teocrazia. Fazio viene considerato ondivago sulla bioetica e la ricerca scientifica. Seppure per motivi opposti a quelli della Chiesa, anche la comunità scientifica lo ritiene tale, per essersi deresponsabilizzato e aver lasciato cadere il bando dei finanziamenti per la ricerca con le cellule staminali embrionali. Insomma, un Fazio fatuo. Sono sembrati però un tantino sopra le righe i rimbrotti di Gelmini, Brunetta, Calderoli, e alla fine Sacconi, che per tagliare la testa al toro ha promesso 48 milioni di vaccini per chiudere la diatriba. Disputa sorta su una questione non tanto leggera: cioè, come affrontare una pandemia. Il governo cerca di smorzare i toni su tutto, per cui in Italia la crisi economica ci accarezza, il terremoto è manna dal cielo, e i treni arrivano in orario. Se è un bene dare un segnale di ottimismo in economia, sottovalutare può spingere velocemente nel baratro i più fragili (il cnel ha appena comunicato la possibile perdita di 500mila posti di lavoro), ma svalutare un virus è grave quanto un eccesso di allarme. Fazio ha prospettato – con misura – l’ipotesi di un ritardo dell’apertura delle scuole valutando le statistiche sanitarie dell’Oms (organizzazione mondiale della sanità). Invece Sacconi ha promesso il vaccino entro la fine dell’anno, quando le scuole saranno già aperte da un pezzo e il virus potrebbe aver colpito. Bene ha fatto Fazio anche a parlarne (sobriamente) ai tg, perché avvertire le persone di una possibile emergenza in arrivo, è utile a non scatenare il panico. Del resto, il modello adottato dal medico sottosegretario non si discosta da quello che stanno facendo gli altri paesi. Insomma, in questo caso Fazio si è comportato come un ministro della Salute (seppure in pectore) di un paese normale. Il problema è che questo Paese non è normale.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Cara Tiziana,
sono d’accordo sul tuo giudizio sulla gestione Fazio e il virus, però non credo si chiami Fabio (che è il conduttore leccamazzo di Che tempo che fa) .
Mi sembra che annaspando Fazio abbia detto che è un simpatizzante di Carlo Maria Martini, comunque sicuramente lo è di Don Verzè.
a ecco, annamo bene! Don Verzè non è quello che ha in mano le cliniche di tutto il Lombardo-Veneto?
http://www.corriere.it/politica/09_maggio_07/verze_premier_soffre_f0243150-3ac7-11de-b512-00144f02aabc.shtml
http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Maria_Verz%C3%A9
forse a causa degli affarucci del San Raffaele può permettersi di dire che se lo dice “luglio” l’eutanasia è ok mentre chi critica il Berlusconi è disgustoso
Fazio, che si chiama Ferruccio, è stato chiaro e corretto nell’informazione sulla pandemia.
E infatti Fazio sottosegretario al welfare con delega alla salute, quindi l’unico titolato a parlare di virus e vaccini, è praticamente scomparso dalla scena
[...] 23/7/09 – 48 milioni di vaccini e 500mila posti di lavoro http://www.nessundio.net/blog/2009/07/23/2238/ [...]