Parassiti di Jawèh.

I disordini provocati a Gerusalemme dagli ebrei ultra-ortodossi che accusano le autorità di aver sottratto un bambino a sua madre a cusa del pessimo comportamento della stessa, rivelano -al di là del fatto specifico- una realtà sociale poco conosciuta. Gli ultra-ortodossi, vale a dire gli integralisti dell’ebraismo, sono una sorta di specie protetta che vive dedicandosi esclusivamente allo studio dei sacri testi dell’ebraismo e all’osservanza rigidissima di tutte le prescrizioni in essi contenuti. Mantenuti in vita grazie alle pubbliche sovvenzioni senza le quali creperebbero di fame. Un po’ come le monache e i monaci di clausura cattolici che però non rompono i coglioni e non scendono in piazza contro le autorità.

Qui la fonte della notizia sul Messaggero LEGGI

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20 Commenti a “Parassiti di Jawèh.”

  1. paolida scrive:

    ognuno ha le sue disgrazie !

  2. Marcello scrive:

    Va tenuto comunque conto che Israele è un paese laico anzi direi ultrà, per cui gli ultraordtodossi sono ben ciircoscritti. La donna infatti è agli arresti domiciliari e per uscire ha dovuto pagare una cauzione altissima.

  3. Ugo Volli scrive:

    Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli,

    ” Ultraortossi e sinistra pacifista, un’alleanza che non stupisce ”

    Ugo Volli

    Cari amici, io passo il tempo e lo spazio di queste cartoline a denunciare i nemici di Israele in Europa e in America, ma leggendo i giornali israeliani e parlando con la gente sono colpito dai suoi nemici interni. Non che siano numerosi, compresi gli arabi israeliani si arriva a un 20% dell’elettorato; ma sono rumorosi, attivissimi e convergenti al di là delle differenze ideologiche. Ecco qualche esempio.
    Un paio di settimane fa fece impressione (e ne parlammo qui) il rabbino capo dell’esercito, che predicava contro la presenza di donne nell’esercito. Chi conosce Israele sa che da sempre le donne fanno il servizio militare e che questo è uno dei fattori della profonda uguaglianza dei generi nella società israeliana. Forse è proprio quel che dà fastidio ai religiosi più conservatori. Ma non è mancato l’appoggio di una giornalista iperprogressita di Haaretz che si autodefinisce femminista: dato che l’esercito è un’organizzazione violenta per definizione, ragionava la signora, è giusto che le donne se ne stiano lontane. Mi chiedo: è perché il lavoro sporco devono farlo gli altri, lasciando le donne alla loro originaria dolcezza? Idea assai poco femminista, direi. O per lasciar liberi i terroristi e i nemici di Israele di fare il loro lavoro in pace, in modo da avere un’altra Shoà da piangere innocenti? Non ho capito.
    Sempre sul rapporto fra esercito e donne, un ex rabbino-capo di Israele ha deciso e pubblicamente decretato che i soldati ortodossi devono farsi mettere in un carcere militare piuttosto che assistere a cerimonie militari in cui vi siano inni o canzoni cantate da donne. Forse vi è un brano del Talmud in cui si legge che il canto femminile può sedurre e va evitato, ma vi sembra ragionevole in quelle circostanze? E questi ragazzi non hanno proprio altre occasioni di traviarsi sentendo per caso una canzonetta o un jingle pubblicitario?
    In cambio leggo su Haaretz che “Kiryat Arba Chief Rabbi Dov Lior has given permission to the residents of West Bank settlements to use their phones on Shabbat to report “suspicious IDF movements,” according to settlement activists.” La cosa si capisce meglio sapendo che l’IDF è l’esercito israeliano e che i “movimenti sospetti” riguardano la possibilità che l’esercito sia chiamato a eliminare qualche avamposto illegale. In questo caso, per contrastare l’ordine legittimo del governo o di un tribunale, si può violare lo Shabbat, che pure è un po’ più importante, dal punto di vista religioso, delle melodie femminili.
    Questi che ho citato sono religiosi che si dicono sionisti, stanno nell’esercito o negli insediamenti dei territori; quindi non sono contrari in linea di principio all’esistenza dello Stato di Israele. Poi vi sono i nemici veri e propri, come Edà Haredìt che da un mesetto chiama i propri aderenti e tutti gli “haredim” (gli iperortodossi che si riconoscono perché continuano a vestire, chissà perché, secondo la moda polacca dell’Ottocento, come se fosse particolarmente santa o ebraica) a violare lo shabbat a Gersualemme con tumulti, scontri con la polizia, sassaiole e roghi di spazzatura, per protestare contro il permesso accordato dal comune a una società privata di aprire un parcheggio di sabato gestito da non ebrei e quindi teoricamente accettabile sul piano religioso.
    Sono gli stessi che peraltro ieri hanno acceso altri violenti scontri per protestare contro l’arresto di una donna appartenente all’altra setta nemica dello Stato di Israele, Naturei Karta (quelli che sono andati in visita da Ahmadinedjad un anno o due fa con il distintivo dell’OLP sulla palandrana, a complimentarsi per il suo desiderio di distruggere lo stato di Israele). La donna era stata arrestata per aver gravemente maltrattato e denutrito il suo figlio minore (tre anni e sette chili di peso). Il bambino era stato ricoverato in ospedale e non migliorava senza che si capisse perché; ma poi una telecamera di sorveglianza ha mostrato la donna togliere i tubi dell’alimentazione artificiale al suo bambino. L’ospedale ha segnalato il caso e la donna è stata arrestata dalla polizia. Con la reazione furibonda degli estremisti religiosi, che evidentemente pensano che i loro membri siano intoccabili, al di sopra della legge, anche quando compiono dei gesti chiaramente criminali come questi.
    Naturalmente si tratta di casi estremi, ma molto rumorosi, che hanno la capacità di coinvolgere cerchi sempre più ampi: Naturei Karta e Edà Haredit non sono rifiutati dagli ambienti maggioritari ultraortodossi israeliani come nemici del popolo di Israele ma anzi sono accettati e apprezzati come esempi di coerenza. Gli ambienti ortodossi moderni e sionisti hanno ceduto il controllo del rabbinato centrale agli haredim, che hanno anche un forte potere di interdizione sulle maggioranze parlamentari e lo usano per ottenere finanziamenti, privilegi, esenzioni dal servizio militare. Insomma, buona parte del mondo religioso agisce come un nemico interno di Israele, in piccola parte negandone la legittimità e invocandone apertamente la distruzione, in una buona maggioranza rifiutando di adeguarsi ai meccanismi politici dello stato moderno. E spesso sono spalleggiati dalla sinistra pacifista secondo meccanismi di impressionante simmetria.

  4. Tiziana scrive:

    Gli ortodossi che vivono (20%) in Israele sono assimilabili del tutto ai cattolici in politica che noi abbiamo in parlamento. Con la sostanziale differenza che anche gli ortodossi che siedono alla Knesset non si sono mai sognati di interferire in leggi come l’eutanasia (approvata in un fiat all’unanimità) o il riconoscimento delle coppie non sposate e adozione (di qualunque sesso) e mai si sognerebbero di mettere in discussione l’aborto. Protestano, quasi esclusivamente a Gerusalemme, per le trasgressioni al sabato. La maggioro parte degli israeliani non ha nessuna antipatia nei confronti degli oprtodossi, si lagna solo del gran peso economico che diventa sempre più rilevante. Non credo sia possibile nessun paralleo con la triste realtà della società italian. Il grande rilievo che questi atti hanno (ad esempio ho visto solo un articolo sull’approvazione dell’eutansia, mille sulle rivolte degli ortodossi per l”apertura di un supermercato) dimostrano come Vaticalia faccia politica anche quando crede di parlare solo di religione.

  5. paolida scrive:

    Tiziana, scusa se te lo dico e so già che non accetterai la critica, ma te lo dico lo stesso, qualche volta perdi il senso della misura…non si può difendere ciò che è ebraico sempre e comunque, altrimenti si finisce con il rafforzare chi crede che gli ebrei pensino di avere diritto ad uno statuto speciale che li renda immuni dalle critiche rivolgibili a chiunque altro. Si direbbe che più che da antipatia politica tu sia talvolta mossa da antipatia religiosa. La difesa di Israele non può essere spinta fino all’irragionevolezza come spesso si legge su Informazione Corretta che ha il merito di fare da aggregatore di notizie relative al Medio Oriente, ma i cui commenti spesso sembrano uscire direttamente dalle stanze di un ipotetico ministero della propaganda. Sono felice (per loro) di apprendere che Israele è uno stato più laico dell’ Italia, tuttavia riconoscere le coppie di fatto perchè la costituzione riconosce solo il matrimonio religioso è , consentimelo, una strana forma di laicità che, probabilmente, saresti la prima a ridicolizzare se non si trattasse appunto di Israele. Quando Volli sostiene le tesi di Libermann secondo cui gli arabi israeliani dovrebbero in qualche modo dimostrare la loro fedeltà ci rendiamo conto che si tratta della stessa accusa che viene rivolta agli ebrei europei ? Possibile che Volli trovi legittimo che la Nirenstein chieda ai cittadini italiani il voto per poter difendere Israele, ma storca il naso di fronte al cittadino arabo israeliano che, per ragioni etniche e/o religiose, è sospettabile di essere la quinta colonna dell’ Anp, di Hamas o di quant’altro ?
    E non rispondermi che la differenza è il “terrorismo”, perché con questa parola non si giustifica tutto. Altrimenti la lotta al terrorismo dovrebbe giustificare tutto in qualsiasi parte del mondo.
    Con amicizia

  6. Maria Teresa Azuni scrive:

    Mi piacerebbe che questa critica fatta a Tiziana venisse fatta anche ai cattolici del nostro Paese.

  7. Tiziana scrive:

    Cara Paolida,

    temo che spesso l’ideologia politica ti faccia velo. Non ho simpatia nè condivisione per i tiepidamente religiosi, quindi neanche per gli ultraortodossi. (ovviamente per nessuna religione )

    Le unioni civili sono riconosciute per qualunque sesso compresa l’adozione e la reversione della pensione.
    Si, è vero, il matrimonio è religioso, ma in molti paesi compreso il nostro viene considerato religioso anche quello civile mi sembra.
    Notavo solo che si da molto peso e attenzione (sarà perchè quel Paese lo consente) a qualsiasi questione religiosa mentre poca se ne da a quei temi per i quali qui ci si scanna.
    Evidentemente il riconoscimento della normalità dell’omosessualità, la decisione di porre inizio e fine alla vita come se fosse propria risente dalle latitudini e dagli eventuali governi (che comunque mai piacciono se sono targati Israele).
    Non vedo perchè mi attribuisci i sentimenti e gli scritti di Volli, io rispondo per me e per quello che scrivo, non certo per gli altri anche se forse (francamente non so) sono ebrei. Ti sembrerà strano, ma in quel popolo c’è un forte individualismo. Se invece volevi chiedermi se mi piace l’attuale ministro degli esteri, ti potrei rispondere che se fossi stato un cittadino israeliano (e non lo sono mentre in genere gli italiani parlano tutti come se lo fossero) non lo avrei votato.
    Comunque ritengo positivo che si possa parlare di quel Paese a differenza di quello che si fa con altri che magari si pensa ideologicamente vicini. E ovviamente anche con l’Italia dove si è costretti a farsi scudo di un prete (farinella , mazzi)per poter parlare dei diritti mancati stando sempre col cappello in mano davanti aòl sagrato.

  8. paolida scrive:

    @ a Maria Teresa Azuni

    mi sembra che su questo sito lo si stia facendo o no ?

  9. Céline Cohen scrive:

    Per come vedo io, quando uno è ebreo e per sua disgrazia viene intercettato, deve rispondere per tutti gli ebrei e anche per le politiche israeliane. A me sembra che Tiziana, che è comunque mia amica e che mi ospita in questi giorni da se’, ha solo detto che quando si parla di Israele si parla sempre di un paese dove esistono guerre di religione ed esaltati. E ecco destano preoccupzione alcune cose che fanno gli ultra, ma sono molto contenuti. La signora che affamava l’infante per JP è stata considerata poco in se’. matta un pò.
    Io vivo in Francia e oh trovato ridiculo che ieri tutte le televisioni e oggi tutti i giornali parlavano di polso del papa. Mi sembra assurdo e offensivo per le persone che devono informarsi.

  10. anna scrive:

    Sinceramente non capisco di cosa si discuta:

    1) c’è una enclave di fanatici che pretende di essere al di fuori della legge
    il caso della donna accuasta di denutrire il figlio di tre anni non è purtroppo isolato
    in altre occasioni ci si è dovuti occupare di “madri talebane” come le definsice Haaretz e la pubblica informazione, ultraortodossi che usano cinghie e bastoni per educare i figli e pretendono di essere al di sopra delle leggi che puniscono gli abusi. Nell’ultimo disgraziato caso il bambino è stato ricoverato in gravi condizioni e la polizia inizialmente ha espresso parere negativo per gli arresti domiciliari. Il Capo della Polizia, Franco, ha specificato che comunque la donna era ancora in stato di detenzione anche perchè aveva rifiutato l’esame di uno psichiatra

    2) In occasione degli ultimi tumulti le reazioni del Sindaco di Gerusalemem sono state giustamente molto dure anche e sopratutto nei confronti delle autorità religiose e la Knesset si è riunita in sessione straordinaria. Mi pare a leggere Haaretz che il Governo israeliano, essendo appunto laico e di buon senso, non sottovaluti la pretesa di gruppi/enclave religiose di voler essere al di sopra della Legge dello Stato sopratutto quando questi gruppi cercano la facile strada della violenza e della minaccia armata

    3) Israele è una liberal democrazia ergo mi apre che come tutte le liberal democrazie stia ritrovandosi negli ultimi anni in casa un nemico insidioso: il fanatismo di stampo religioso.

    4) Nel caso israeliano tale fanatismo ha scelto di dimostrare anche in modo violento bloccando per ore l’acceso alla città, devastando beni pubblici e aggrededno con violente sassaiole dipendenti del comune. Il Capo della Polizia, Aharon Franco è stato anch’egli molto duro nei confronti della comunità ultra ortodossa.

    5)In merito dunque alla faccenda:
    possiamo dire che gli interventi dei tutori dell’ordine e che le parole del Sindaco di Gerusalemme sono state giuistamente severe nei conforni di questi fanatici e dei loro capi religiosi.

    6)Circa la laicità dei due stati, Israelel-Italia:
    Semmai possiamo constatare che in Italia non altrettanto severamente uomini dello Stato difendono la dignità delle Istituzioni e
    semmai possiamo constatare che, anche per una storia lunga e che pesantemente condiziona le Istituzioni e la Politica nazionale, il nsotro Stato, come le forze politiche tutte, tollerano nel loro seno ingerenze religiose anche di stampo fanatico

    7) Constatare che anche in un paese fondamentalmente laico come Israele i fanatismi cerchino di alzare la voce NON è nè da parte mia nè, immagino da parte della Paolida, che nel suo piccolo, come tutti più o meno quelli che intervengono qui, si batte in prima persona contro i fanatismi cattolici, un modo di aggredire Israele.

  11. anna scrive:

    Alcuni link utili:
    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1101002.html
    circa la Knesset riunitasi a causa dei tumulti di Gerusalemme

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1100943.html
    circa il Sindaco e la sua posizione in merito alla vicenda

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1101193.html
    Circa i casi di abuso

  12. anna scrive:

    Inserisco alcuni link utili, rimandano tutti ad articoli del quotidiano Haaretz, gli indirizzi sono bloccati dal sistema, quindi se volete leggere i pezzi dovete inserire davanti allo www
    http://

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1101002.html
    Circa la reazione del Knesset

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1100943.html
    Circa il Sindaco di Gerusalemme

    http://www.haaretz.com/hasen/spages/1101193.html
    Circa i casi di abuso

  13. anna scrive:

    Ultimo: su informazione corretta ho già detto la mia, in alrta sede http://www.liberelaiche.it/acidona.html#i_am_the_walrus
    non mi pare, però sia questo il tema, nè mi pare che il tema sia la politica estera di Israele, nè tantomeno mi pare che il tema sia quanto siano cattivi i gruppi di sinsitra in Israele, che per forutna nostra è l’unica democrazia dell’area e dunque può permettersi anche l’opposizione di sinistra, mentre sui nostri lidi ormai pare che fare oppsoizione sia un gravissimo peccato capitale,
    ma questa appunto è altra (triste) storia italiana.

    Il nucleo della vicenda mi pare debba essere il fanatismo e i tumulti provocati e come il fanatismo è stato contrastato a Gerusalemme, i tumulti, ripeto, sonso stati duramente repressi, per non dire della feroce ramanzina che il Sindaco di Gerusalemme e il capo della polizia hanno fatto ai rabbini ultra ortodossi, per non dire dell’informazione israeliana che di fatto mi apre sia poco tenera con gli ultra ortodossi
    circa l’informazione di casa nostra (spesso pessima non solo su Israle ma anche sull’Europa e sulle nazioni vicine di cui si parla solo per cazzeggiare):
    non si poteva ovviamente ignorare la vicenda, come non l’ha ignorata, giustamente neanche la stampa locale.
    perciò ribadisco, a mio modesto avviso:
    si è usciti tutti fuori tema

  14. Marcello scrive:

    Diciamo che Paolida usa due pesi e due misure. La vicenda nessuno l’ha ignorata, ma, mi sembra, che Tiziana dice che si ignorano altre realtà di Israele. Purtroppo l’antipatia per Israele in Italia c’è ed è forte, a destra e asinistra in ugual misira

  15. anna scrive:

    Direi più correttamente che Paolida in una parte della rispsota sia uscita fuori tema forse irritata da Volli

  16. Tiziana scrive:

    Sono d’accordo con Marcello, ed è legittimo che ognuno pensi quel che crede probabilmente, però non farebbe male dire la verità.
    Anna, hai mai ascoltato quelli che dicono gli omosessuali sono persone per bene come gli altri… però non facciamoli sposare e via via l’ide dei bambini. L’italiano è una lingua ricca che ha parole per tutto, come li chiameresti quelli che parlano così degli omosessuali?

  17. Tiziana scrive:

    Poi francamente confondere anp con hamas mi sembra un pò troppo. Quelli di paolida sono, ampiamenti condivisi, pregiudizi contro Israele. Meglio sarebbe affermare che quel Paese non deve esistere. La chiarezza e la verità è un gran dono.

  18. anna scrive:

    Ribadisco:
    Constatare che anche in un paese fondamentalmente laico come Israele i fanatismi cerchino di alzare la voce NON è da parte mia un modo di aggredire Israele.
    Israele è l’unica liberla democrazia dell’area, in quanto tale ha tutti i meccanismi utili a difendersi dalla peste del fanatismo ideologico, diffuso a destra come a sinsitra, e dalla mortifera influenza del fanatismo religioso. Le liberal democrazie nel bene e nel male sono le uniche forme di governo che hanno permesso un minimo di libertà agli individui, certo chiudere gli occhi sulle tante storture ed ingiustizie presenti continuo a credere sia fare un pessimo servizio alla liberal democrazia israeliana come a quella italiana.
    Circa l’informazione:
    anche per Israele temo valga il bieco adagio: fa notizia l’uomo che morde il cane non il cane che morde l’uomo, dunque è nell’ordine nefasto della informazione televisiva e giornalistica senszionalista e truculenta che si dia risalto sempre e solo al peggio, al tumulto, al folle, al fanatico.

    per ciò che concerne poi l’informazione italiana:
    Chiunque abbia la sciagurata idea di seguire le corrispondenze RAI dall’estero sa come esse siano di una pochezza ed inutilità all’armante, che si parli di Francia o di Inghilterra o di Israele, le notizie sono superficiali, scarse e poco approfondite.

    Avendo il dubbio privilegio di essere omosessuale e meridionale ho avuto diretta esperienza dell’ostilità e del razzismo a volte latenti a volte espliciti,
    ho imparato che il pregiudizio spesso non si può battere e l’unica cosa è prenderlo per il naso, senza dimenticare mai di prendere per il naso anche se stessi, sia come singoli, sia come gruppo sociale, sia come … terrona

  19. marcello scrive:

    @Anna,

    guarda che qui cì’è stata una sola aggressione da parte di Paolida. Che effettivamente ha fatto parecchia confusione.

  20. anna scrive:

    Non mi azzarderò di certo a fare difese d’ufficio di Paolida, anche perchè banalmente, per me, le difese d’ufficio sono spesso un mero insulto alla altrui intelligenza,
    ed anche perchè so che Paolida sa difendersi da se, come so che è persona priva di pregiudizi ed abituata a dire pane al pane
    da lettrice per come lavedo io credo sia solo uscita fuori tema, vizio, ripeto, che temo sia parecchio diffuso, d’altronde anche mettere sullo stesso piano le opinioni, certo opinabili “di una giornalista iperprogressita di Haaretz ” come scrive il Volli Ugo, con le azioni delinquenziali di tizi che sfasciano lampioni e bloccano il traffico a Gerusalemme mi pare uscir fuor dal tema, magari sbaglio e nel caso mi rincresce comunque così la penso