Crocifissi nelle aule di giustizia.

Una sentenza della Cassazione assolve il coraggioso giudice Luigi Tosti a cui erano stati inflitti sette anni di reclusione per essersi rifiutato di amministrare la giustizia in aule contrassegnate dal simbolo della religione cattolica. Il giudice Tosti chiedeva che, nell’osservanza del supremo principio della laicità, venisse garantita l’assoluta neutralità del sistema giudiziario rispetto alla religione, in qualunque sua manifestazione anche simbolica. La sentenza della Cassazione gli da parzialmente ragione, anche se suscita qualche perplessità la frase riportata dalle agenzia che : “”" Non può essere condannato per omissione di atti d’ufficio il giudice che, non essendo cattolico, si rifiuta di tenere udienza nelle aule dove è esposto il crocifisso.“”". Se tale affermazione corrispondesse alla soostanza della sentenza ci troveremmo di fronte alla paradossale situazione che, in presenza di un giudice o di un collegio giudicante dichiaratamente cattolico, le aule dei tribunali potrebbero tranquillamente esporre il crocifisso. Ci auguriamo che non sia così, anche perchè si aprirebbe immediatamente un confuso contenzioso riguardante l’esposizione o meno del crocifisso in presenza di giudici di altre o di nessuna religione, ma anche di avvocati e imputati (perchè no ?) non dichiaratamente cattolici che potrebbero chiedere di non essere giudicati all’ombra, se non in nome, di una religione a loro estranea.

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4 Commenti a “Crocifissi nelle aule di giustizia.”

  1. Comi scrive:

    Soprattutto che tipo di sentenza potrebbe comminare un giudice dichiaratamente cattolico? Ad esempio in un caso di divorzio

  2. Marcello scrive:

    E’ il classico giudizio all’italiana che dice e non dice.
    Rimane l’assurdità che il crocefisso, rispattabilissimo simbolo per i cristiani,
    si trova nei luoghi meno opprtuni.
    La cosa che mi sembra stupefacente è che i primi a rientirsene dovrebbero essere proprio i cristiani.

  3. dopa scrive:

    Lo portano appeso al collo, una brutta effige,un brutto gesto, chi lo ha consumato,si dice il padre, per salvare l’umanità. Che padre feroce.