Trovo sorprendente il giudizio che Fassino attribuisce al candidato Marino: senza background e laicista, quasi integralista. Mi preoccupa l’avversione all’impostazione del professore in tema di diritti della persona. E se fosse proprio questa la causa dell’“amalgama mal riuscita”? Quando si accorgeranno che le varie anime confluite nel Pd, unitamente a quelle che non ce l’hanno fatta (socialisti), non sono riuscite a dare un’identità forte al partito e a convivere, proprio perché non hanno definito un ambito comune sulla bioetica e sui diritti? Avessero affrontato quell’argomento in via prioritaria ed esaustiva, oggi avremmo un grande partito riformista di sinistra (Luca Mangoni, Il Riformista)
Considero il maggior freno allo sviluppo e alla modernità dell’Italia la sottocultura cattolica di cui è imbibito il Paese. Con superficialità si diventa sudditi del canceroso Stato pontificio battezzando i neonati, si iscrivono i figlioli all’ora facoltativa di religione per timore di discriminazione, forzandone fin da piccolini la capacità critica e privandoli del più grande dono che un genitore può fare al figlio, la libertà di pensiero, e via via accettando tutte le regole imposte. Il tragico è che ciò avviene in un Paese che il cattolicesimo non sa neanche cosa sia. Basti pensare agli assurdi moduli anagrafici per la richiesta del documento di identità dove viene richiesto il nome di battesimo. Non è, come potrebbe sembrare, una violazione di un dato sensibile, ma una richiesta assurda giacché il nome di battesimo è quello imposto dai padrini alla fonte battesimale. Abbiamo assistito ai funerali (solenni, non più di Stato) degli sfortunati connazionali viareggini, dove l’arcivescovo di Lucca col dito alzato ha ripetuto il retorico mai più tra gli applausi del presidente della Repubblica, della Camera e del Senato. Bum! La terza enciclica del papa si sta prendendo complimenti a destra e sinistra, anche se ribadisce cose ovvie: ci vuole etica in economia, che è come dire che se piove prendi l’ombrello. E qualche burlone (Gotti Tedeschi, in pole position per la poltrona dello Ior) lo candida addirittura al Nobel per l’economia.
Anche l’importante appuntamento del G8 già ha registrato un paio di scivolate sulla sdrucciolevole strada della chiesa. Il Presidente del Consiglio e ospite dell’appuntamento ha pensato bene di leggere, come se fosse un documento straordinario, la lettera di B16 tra la totale indifferenza degli altri leader, e le ministre che hanno sostituito la first lady sono andate in Vaticano vestite in total black e con la testa coperta dal velo. Qualsiasi dama che vive in verticale sa che il nero di mattina non usa e per quel tipo di visita il cerimoniale vaticano non richiede il capo coperto. Le spire del serpente clericale hanno stretto con forza i giornali (considerati impropriamente di sinistra), ovviamente il simulacro dell’opposizione e, temo temo temo, l’esile mondo laico italiano. Non solo il composito mondo a noi vicino ha tirato la mozzetta dei preti per chiedere la scomunica di Silvio, ma quando il presidente della Cei ha trovato una formula fumosa dico-non dico troppo, ci si è ben guardati dallo stigmatizzare l’ingerenza vaticana. I lettori di questa rubrica conoscono la mia ostilità per il governo in carica e l’insofferenza al comportamento istrionico del Presidente, ma tentare di scacciare l’uomo forte con l’uomo forte e nero (er prete è ‘n coso nero contro la Patria e la modernità) va bene? Con quale faccia, dopo questo silenzio per l’uomo politico che è comunque stato votato dalla maggioranza dei nostri connazionali, potremo intervenire sulle prossime ingerenze vaticane? Subiamo quotidianamente l’antistorica presenza della Chiesa romana, dobbiamo ora delegare al santopadre anche la scelta del primo ministro? E, soprattutto, siamo certi che se mai (ma non lo credo) Berlusconi dovesse cadere per la sua dubbia moralità ciò non lascerebbe una scia maleodorante di moralismo?
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
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Ahimè, credo che i tuoi dubbi siano realtà
Ieri l’edizione locale di Repubblica indicava in Lorenzo Basso il più probabibile candidato alla segreteria regionale ligure del PD e lo descriveva così : ” 33 anni, faccia aperta e pulita da Harry Potter e serie radici nel mondo cattolico più progressista”.
Mi sono chiesta come mai l’essere cattolico sembri costituire un valore aggiunto della maggioranza degli uomini PD e mi sono risposta che il mondo cattolico con il suo associazionismo, gli scout, la rete delle parrocchie è di fatto restato l’unica incubatrice che possa garantire una futura carriera politica che dalla parrocchie o dagli scout passa , giocando bene le proprie carte, attraverso i consigli di circoscrizione, il consiglio comunale da cui inizia poi il cursus honorum del futuro uomo politico. A sinistra cos’è restato ? Chiuse le fabbriche, chiuse le sezioni sul territorio non è restato nulla e si sa gli immigrati non votano, quindi hai voglia di organizzare suk multietnici come arma di propaganda, al massimo acchiappi il voto dell’associazione noprofit che spera in un finanziamento !
Non mi ricordo più chi ha scritto, tempo addietro, se vuoi leggere un’analisi politica su Genova, devi rivolgerti alla Chiesa, don Gallo per la sinistra, don Baget Bozzo per la destra e don Balletto per la cultura. Due sono scomparsi, resta sulla piazza don Gallo…
E’ vera la questione dello scoutismo ma è una realtà che fa paura. Io sarei propensa a credere che la sinistra non sta più producendo personale politico da parecchio tempo. Il discorso della parrocchia però vale anche a destra, l’incubatore mi sembra il medesimo. E per questo trovo veramente penose e preoccupanti le domande di Micromega o altre uguali.
E’ inutile stare a rimestare: Berlusconi è il presidente del consiglio (piaccia o no, a me piace poco ma così è) e la Cei non si deve permettere di criticarlo. Nè per il libertinaggio nè per altro. Se uno crede che lo Stato italiano è laico deve dirlo. Punto e basta.
direi che i cittadini di sinistra dovrebbero rimboccarsi le maniche, sapete l’ottimismo della volontà… personalmente sono pessimista ma nutro anche la convinzione che si debba partecipare e che ci si debba battere, insomma strappiamoci pure i capelli ma contemporaneamente realizziamo con le chiome una bella corda per fustigare i vari leade e leaderini
Circa i cattolici sto leggendo un libro molto interessante: “Prendo i soldi e scappo” edizioni Il saggiatore ci sono descrizioni impietose dei banchieri cattolici sempre così pronti a mischiare banche e pii sentimenti, dio patria e famiglia, grandi discorsi sull’etica, salvo poi essere beccati con le mani nella marmellata quando finanziano lautamente i loro amici imprenditori senza controllare i bilanci, vecchio vizio dei bancarottieri tutti ostia e libro mastro
riporto un brano del libro, il brano sarcastico si riferisce ad una grave vicenda che vede come protagonisti l’imprenditore franco polacco Zaleski e Bazoli gran capo della Intesa San Paolo (banca moolto pia come Bazoli d’altronde) , Zaleski in pratica si fece prestare un mucchio di soldi dalla Intesa per comprare … azioni delle banche e della stessa Intesa, insomma una speculazione azionaria in cui i banchieri allegramente affidarono miliardi ad un imprenditore senza fare grandi controlli (infatti è finita malissimo e Zaleski e le banche imprudenti hanno bruciato un bel mucchio di “euri”)
“…spiace sottolineare che la quantità e qualità di opere pie di Zaleski ricordate da Bazoli [in una lettera alla stampa in cui Bazoli difendeva Zaleski e l'operato della banca affermando tra l'altro che Zaleski fosse tanto pio e buono] è purtroppo irrilevante dal punto di vista bancario. A meno che a Brescia e dintorni non si stia valutando un nuovo modo per valutare il merito di credito di un cliente: la capacità benefica…perchè continuare a infarcire le analisi d’affari con commenti sulla filantropia? perchè invece anche come banchieri cattolici, non essere moralmente rigorosi pretendendo dal cliente ben altro atteggiamento verso il mercato…per esempio una chiara e trasparente tracciabilitàdi bilanci e assetti proprietari”
quindi come si vede non solo nel PD pare tutto un richiamarsi ai valori cattolici: esere pii e fare tante opere di bene e ai cattolici ignorando i valori laici: rispetto delle norme, serietà e rigore, professionalità ed onestà
ma purtroppo anche in un settore così delicato come quello del credito ci si richiama a fumosi concetti etici di fatto chiudendo gli occhi anzi agevolando su comportamenti gravi ed irresponsabili.
Anche io mi chiedo con quale faccia si potrà criticare la chiesa dopo averla imvocata per stoccare le gambe a berlusconi (e di motivi si che c’erano)
Il Berlusca ha studiato dai Salesiani,come il sottoscritto..per questo è diventato,come il sottoscritto,puttaniere,maschilista,agnostico,estimatore delle maggiorate fisiche..grazie ai padri Salesiani..