5/7/09 – La terra trema

…la plebe sempre all’opra china/senza ideali in cui sperar…
Con una abile manovra diversiva il capo indiano Cavallo pazzo, attirò, nel 1876 a Little Big Horn il Settimo cavalleria comandato dal generale Custer sterminandolo.

Chissà se Silvio Berlusconi ha pensato a Cavallo pazzo quando tra le macerie fumanti, mentre prometteva dentiere e tailleur scuri alle anziane aquilane, emotivamente spostò il G8 dalla Maddalena all’Aquila. Forse intuiva che le promesse che andava facendo a quei nostri disgraziati connazionali, difficilmente sarebbero state mantenute e meglio era tenersi aperta una via di fuga per distrarre gli osservatori. Ed ora è finalmente tutto pronto per il G8: l’aeroporto di Preturo ampliato, la strada per arrivare alla scuola della Guardia di Finanza asfaltata e verniciata in modo di simulare un praticello, allestito un campo per il basket di Obama… e soprattutto il modo per ripiegare verso mete più tranquille qualora, come può accadere, si verificassero scosse sismiche. L’asso nella manica di Silvio è un filmato per i giottini, un catalogo dove gli 8 potranno scegliersi una chiesa, un paese, un muro da adottare per il rifacimento. Si sa che i tedeschi ricostruiranno Onna, già distrutta una volta dagli antenati nazisti, e un paio di chiese saranno rifatte dagli Usa. Meglio di niente, certo, anche se i Grandi dovrebbero mettere mano al portafoglio per altre cose e altri paesi. E del resto l’amatissimo Silvio aveva detto, all’indomani del terremoto, che l’Italia non aveva bisogno di aiuti. Impulsivo, è evidente, perché se andiamo a vedere con calma il decreto Abruzzo non ci sono i soldi promessi. Intanto è coperta solo la ricostruzione delle prime case e solo dei residenti. Il terremotato che ha diritto ai soldi ancora non può averli perché il governo non ha ancora scritto l’ordinanza per rendere spendibili gli stanziamenti; per cui quelli che stanno in albergo, nelle tende, dai parenti, non possono iniziare i lavori che gli consentirebbero di rientrare in casa. I comuni sono senza entrate ormai da tre mesi, mentre i terremotati dovranno, da gennaio, restituire all’erario quanto finora non corrisposto. Gli umbri solo adesso, cioè dopo dieci anni, hanno cominciato a restituire le tasse sospese per l’evento sismico. Sembra passato un secolo da quando Silvio prometteva le new town alla giapponese, per poi passare alle case campus, e alla fine promettere “tutti dentro le casette nuove” a settembre. Però i cantieri sono in alto mare, e dopo una fuga di notizie svelata dal quotidiano il manifesto, lo stesso Bertolaso ha dovuto ammettere che ben cinque siti individuati sono a grave rischio idrogeologico. Se l’emergenza dei primissimi giorni è stata ben gestita (non è detto, certo, ma è altamente probabile che un qualsiasi governo sarebbe riuscito) adesso sembra che si navighi a vista e le conferenze stampa al chiuso di Silvio sembrano testimoniarlo. E anche le passerelle dei ministri sono finite, scomparsa anche Gelmini che pure aveva promesso la nascita di una nuova Bocconi all’Aquila. Come? E dove dovrebbero stare gli eventuali studenti?
Per aggiungere casino il redivivo Veltroni (lo stesso che ha disperazzato il voto del 70% dei romani dimettendosi anzitempo dall’incarico di sindaco) porterà il 9 luglio all’Aquila una sfilza di premi Nobel per la pace guidati da Clooney. Stento ancora a credere che questo sia vero.
Se l’Abruzzo non riuscirà ad uscire dall’impasse nei tempi promessi, allora si che potrebbe saltare la testa di Silvio, altro che foto scollacciate.
In questa complessa situazione la fiacchissima opposizione invece di studiare il modo migliore per tornare al governo alle prossime elezioni, si becca (ad oggi Adinolfi, Bersani, Franceschini, Marino) per chi deve guidare il nulla, “s’ingegnavano a beccarsi l’uno con l’altro, come accade troppo sovente tra compagni di sventura”.
Se il Pd continuerà questa lotta al coltello tra vecchi democristiani e vecchi comunisti, diventerà un partitino sempre più marginale. Mentre come sciacalli, Vendola e Ferrero stanno lì a guardare che fanno al Pd per capire quale brandello di carne potranno abbrancare. E la terra continua a tremare.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

http://www.nessundio.net/blog/2009/04/08/1329/

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4 Commenti a “5/7/09 – La terra trema”

  1. anna scrive:

    per una volta cito il sito che gestiamo, abbiamo fatto un dossier
    http://www.direfarepensare.it/terremoto-II-parte.pdf

    “…Una cosa pare, però, certa: per il 2009 e per il 2010 gli unici soldi veri ammontano a 700
    milioni di euro, 400 da spendere nel 2009 e i restanti nel 2010 e questi soldi verranno
    impiegati per costruire le casette di legno. Ed è di nuovo l’articolo 2 a chiarirci le idee:
    Art.2 Decreto Legge 28 aprile 2009, n.39
    13. Per le finalità di cui al presente articolo, fatto salvo quanto previsto dal comma 10, e’
    autorizzata la spesa di
    400 milioni di euro per l’anno 2009 e 300 milioni di euro per l’anno 2010.

    Nel decreto ad oggi non si fa menzione di altri soldi veri, anzi si fa di peggio, e sembra una
    barzelletta, però è una barzelletta che non fa ridere,
    Art. 3.
    Ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e di immobili ad uso non abitativo; indennizzi
    a favore delle imprese
    1. Per soccorrere le esigenze delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009 sono disposti:
    a) la concessione di contributi, anche con le modalità del credito di imposta, e di finanziamenti agevolati, garantiti dallo Stato, per la ricostruzione o riparazione di immobili adibiti ad abitazione principale distrutti o dichiarati inagibili ovvero per l’acquisto di nuove abitazioni sostitutive dell’abitazione principale distrutta;
    b) l’intervento di Fintecna S.p.a. ovvero di società controllata dalla stessa indicata, a domanda del soggetto richiedente il finanziamento, per assisterlo nella stipula del contratto di finanziamento
    di cui alla lettera a) e nella gestione del rapporto contrattuale;
    c) il subentro, a domanda del soggetto debitore non moroso, dello Stato, per un importo non superiore al contributo di cui alla lettera a), nel debito derivante da finanziamenti preesistenti garantiti da immobili adibiti ad abitazione principale distrutti, con la contestuale cessione alla
    società di cui alla lettera b) dei diritti di proprietà sui predetti immobili. In tale caso il prezzo della cessione, stabilito dall’Agenzia del territorio, e’ detratto dal debito nel quale lo Stato subentra;

    Questo significa, in pratica, che di soldi al momento non ce ne sono, e che, al contrario di
    quanto accadde con il terremoto dell’Umbria, con quello del Friuli e con tutti gli altri
    terremoti disastrosi, dovranno cacciare i soldi o la maggior parte dei soldi, proprio i cittadini ai quali verrà solo dato un credito di imposta, che è come dire: “mò sgancia…a magnana ti rimborso” . Certo a promettere completini e dentiere sono bravi tutti…a fare case e cose concrete un poco meno.

    Prestate poi molta attenzione ai punti
    Punto b comma 1 art. 3 : Fintecnica e i mutui garantiti,
    Fintecnica, società dello Stato, in sostanza garantirà con finanziamenti agevolati i mutui che i cittadini accenderanno per rifarsi o farsi la casa danneggiata o distrutta entro il limite del contributo, contributo che, pare, sarà non superiore comunque ad un tetto di 150,000 euro,

    se si considera che l’Aquila è un centro storico e che molte case sono sottoposte a vincoli il tutto pare una tragica beffa
    [http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=56831&sez=HOME_MAIL]

    Punto c comma 1 Art. 3 – Fintecnica e la propretà delle case -
    recita l’articolo 3 comma 1 lettera c “..il subentro, a domanda del soggetto debitore non moroso, dello Stato … con la contestuale cessione alla società di cui alla lettera b) dei diritti di proprietà sui predetti immobili”

    questa parte dell’Art.3 è ancora più inquietante, si prevede il subentro dello Stato su richiesta del cittadino nel debito (mutuo) precedentemente acceso con le Banche però a
    leggere bene ciò che allarma è che di fatto Fintecnica diventerà proprietaria
    dell’abitazione, c’è solo da sperare che Fintecnica sia meno avida delle Banche altrimenti…

  2. anna scrive:

    dimenticavo: il resto dei soldi il nostro impagabile (nel senso che se per convincerli a smammare li si dovesse pagare farei la colletta!) si pensa di ricavarlo 1) tenendo aperti bar tabacchi anche la domenica o 2) dalla mania per il gioco:
    gli abbruzzesi dovranno scommettere…sulla voglia di scommesse dei loro concittadini