Archivio di giugno 2009

Testamento Biologico.

venerdì, 26 giugno 2009

In Germania approvata la legge che obbliga al rispetto della volontà del cittadino.


19 Giugno 2009

Il Bundestag ha varato ieri la “Patientenverfuegung”, la disposizione del paziente, come viene chiamato in Germania il testamento biologico, il cui rispetto diventa vincolante per ogni medico. Il progetto di legge presentato dal deputato socialdemocratico Joachim Stuenker ha ottenuto 317 si’, 233 no e 5 astenuti. Si e’ conclusa cosi’ dopo sei anni una lunga maratona legislativa, con il Bundestag che ha approvato la formulazione piu’ larga del testamento biologico, respingendo le due piu’ restrittive presentate da due deputati cristiano-democratici. Con il voto odierno ogni medico tedesco e’ tenuto a rispettare quanto espresso per iscritto da qualunque cittadino maggiorenne sul trattamento terapeutico da subire, nel caso in cui una grave malattia o un incidente gli impediscano di far valere la propria volonta’.

Secondo le stime attuali sono oltre 10 milioni i tedeschi che hanno gia’ fatto il testamento biologico, generalmente rispettato dalla maggioranza dei medici, anche se in alcuni casi si erano verificati profondi conflitti di coscienza relativi alle formulazioni espresse dai malati. La legge approvata fa chiarezza definitiva, poiche’ non prevede la necessita’ di una riformulazione dei testamenti biologici, che vanno dunque attuati in maniera rigorosa. La legge prevede inoltre che la volonta’ del paziente venga rispettata in ogni caso, a prescindere dal tipo e dallo stadio della malattia che lo ha colpito. Finora esistevano oltre 180 modelli di testamento biologico, formulati a seconda del credo religioso o della visione etica di chi intendeva farne uso. Il ministro della Giustizia Brigitte Zypries (Spd) ha espresso la propria soddisfazione per il varo della legge, spiegando che adesso “una persona puo’ decidere da sola in ogni fase della propria vita se e come vuole essere curata”.

Nessuno si illuda che nel Vicereame del Papa Re sarà permesso a noi cittadini di decidere sul nostro corpo, sulla nostra salute e sulla nostra vita. Qui tortura obbligatoria per tutti secondo la volontà della SS Vaticana.

Da notare che i vescovi cattolici tedeschi sono molto meno prepotenti dei loro colleghi italiani i quali, degni epigoni  degli inquisitori,  vogliono impoprre la tortura obbligatoria di fine vita a tutti, che la vogliano o no.

‘Una regolamentazione delle dichiarazioni di volonta’ del paziente, che enfatizza unilateralmente l’autodeterminazione del paziente, va verificata attentamente per accertare se tenga conto della volonta’ dichiarata in via anticipata dal paziente e della sua situazione individuale di malattia o di agonia.

Sottolineiamo che i pazienti in coma vigile e i pazienti affetti da demenza grave non si trovano in fase terminale’.
E’ la posizione di mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, sulla legge sul ‘testamento biologico’ approvata oggi dal Parlamento. In base alla legge, il documento che esprime le intenzioni del paziente circa la somministrazione di cure, se redatto in forma scritta sara’ giuridicamente vincolante per i medici e terze persone.
‘La discussione degli ultimi anni sull’ambito e l’obbligatorieta’ delle ‘disposizioni anticipate’ – scrive Zollitsch – ha mostrato che vanno tenuti da conto vari aspetti della stesura e dell’implementazion
e: tra gli altri, il momento in cui e’ stata fatta la dichiarazione, se il ‘testamento’ precedente stilato corrisponda allo stato presente della malattia, e se prima della sua stesura ci sia stata una spiegazione esauriente da parte del medico.
Chiaramente – aggiunge -, le disposizioni del paziente sono importanti. Rispondono al diritto all’autodeterminazi
one del paziente. Ci siamo sempre espressi a favore del collegamento fra l’autodeterminazione del paziente e la cura per lui, per garantire completamente l’autonomia del paziente’.
I vescovi ricordano che ‘accanto alla dichiarazione di volonta’ del paziente esistono anche altre possibilita’ di prevenire il trattamento alla fine della vita’. Tra queste il ‘testamento biologico cristiano’ elaborato dalla Conferenza episcopale tedesca e dalla Chiesa evangelica tedesca (Ekd), in cui ‘si offre l’opzione di nominare una persona come rappresentante legale che possa aiutare il medico ad affrontare la fine vita del paziente, di cui conosce le intenzioni. Questa sinergia di autodeterminazione e assistenza puo’ garantire il bene di qualsiasi paziente al termine della vita’.

28/06/08 – The Pope in Red, l’Anno Paolino e un trono per due.

venerdì, 26 giugno 2009

Ieri pomeriggio, per la gioia dei telespettatori italiani orfani di Michele Cocuzza, Rai Uno ha trasmesso in diretta l’inaugurazione dell’ Anno Paolino dalla Basilica di San Paolo in Roma. Con una star assoluta, Benedetto XVI, e una guest star, Bartolomeo I arcivescovo di Costantinopoli. Spettacolare reality religioso iniziato con una solenne processione che, dopo il periplo del quadriportico, entra poi in Basilica fra gli sguardi ammirati di prestigiosi spettatori fra i quali la telecamera coglie un sindaco Alemanno sbadigliante a ganasce spalancate, per la gioia di Blob e Striscia la Notizia. Ma naturalmente tutta l’attenzione è rivolta ai due protagonisti del reality. Sotto una sfolgorante mitria dorata Benedetto è ammantato e quasi soffocato da una pesantissimo e arabescato mantello in rosso valentino, ma alcune signore esperte giurano che ci sono almeno due gradazioni di nuances in più rispetto al colore amato dal noto stilista. Chiude il mantello sul petto una pesantissima, enorme, aurea borchia ovale da cui emergono prepotenti tre grossi speroni d’oro spiraliformi. La prima impressione è che il costumista vaticano si sia ispirato alla placca ovale fissata sulla fronte del negrone che interpreta Star Gate, popolarissima serie su la 7. Bartolomeo invece ha un mantello apparentemente più modesto ma -sorpresa- è talmente lungo che lo strascico deve essere sorretto da un pope in modestissimo abito nero. 1 a 0 per Bartolomeo, almeno per quanto riguarda il mantello. La star e la guest star procedono appaiate e apparentemente in sorridente e complice armonia, ma quando alla fine arrivano alla meta in fondo alla Basilica, ci accorgiamo che non ci sono due troni gemelli, come sarebbe ovvio vista la celebrazione in condominio. Purtroppo il Trono è uno solo, e accanto ad esso, sulla sinistra di chi guarda, c’è solo uno strapuntino. E allora l’impressione dello spettatore è che le due star accelerino il passo, come se solo la più veloce dovesse vincere la corsa al trono. A questo punto le chiese sorelle, quella di Roma e quella di Costantinopoli, diventano improvvisamente cugine. Più o meno come Elisabetta Tudor e Maria Stuarda. Solo che in questo caso Elisabetta acchiappa il trono e Maria, poverina, per non perdere la testa sul patibolo si deve accontentare dello strapuntino. E là si accuccia. Così impara a venire qua con il mantello a strascico, ‘sta fanatica !

26/6/09 – Piove o c’è il sole, r’ papa magna

venerdì, 26 giugno 2009

Il nemico ha deposto le armi, lo scopo è stato raggiunto, tanta fatica viene finalmente premiata: il Vaticano ha cessato di interferire con la vita italiana. Roma è libera. Anche l’Osservatore Romano non osserva più; in genere vigila sui fatti nostri con mille occhi, ma oggi sono chiusi, concentrati sul ritorno delle reliquie di san Paolino a Nola. Grazie alla carrellata di luoghi comuni entrati impetuosamente nel letto del Governo sono spariti per incanto il moralismo, la scorribanda teodem e la predichetta sul bene comune. L’unica cosa è che non pensavo che tutto ciò potesse accadere grazie a questa maggioranza. (Roberto Martina, il Riformista)

Prepotenza dice il giornalaio, sopruso secondo il barista, ingiustizia per il fruttarolo, commannano loro dicono tutti gli altri. Motivo del contendere? La festa rionale di san Paolo. Come è noto i patroni di Roma sono i santi Pietro e Paolo che vengono ricordati il 29 giugno. Ma, in quella data si chiude anche l’anno paolino per cui quel giorno verrà il papa a celebrar messa alla basilica di san Paolo alla presenza di vescovoni e cardinaloni. In sintesi estrema, lo scorrazzare fuori dalle mura vaticane del papa e i suoi, vieterà la festa rionale, o meglio, verrà rimandata al prossimo fine settimana. Con buona pace dei commercianti che speravano di avere qualche cliente in più e dei fedeli che magari sarebbero andati a portare candele a san Paolo nel giorno della sua festa. Anche il papa, quindi, secondo una tendenza sperimentata in città da un anno a questa parte, si muoverà nel vuoto: infatti ormai tutti gli eventi che potrebbero presentare qualche rischio, da una partita ad una visita di un politico straniero, vedono la città interdetta agli abitanti. E anche il papa si renderà complice dell’amministrazione, togliendo quel poco a chi ha poco e si accontenta di poco, cioè a quelle persone desiderose di passare una giornata mangiando porchetta, sbirciando le bancarelle, guardando i fuochi d’artificio.
Sarebbe più dignitoso che Roma festeggiasse in altre date, ad esempio il 21 aprile giorno in cui si ricorda il solco tracciato da Romolo e Remo. Ma, pare che tutte le città hanno un santo patrono, e del resto che dire di un paese che festeggia l’8 dicembre e il 6 gennaio piuttosto che il 20 settembre? Ci sta poi che san Paolo è uno dei santi più antipatici del calendario e che esprime tutta la protervia del cattolicesimo che l’unico obiettivo che si pone è quello della conversione per tutti. A ciò va anche aggiunto che la basilica di san Paolo sorge tra la Montagnola e la Piramide Cestia, in zona Ostiense, teatro, il 9 settembre 1943, del generoso tentativo di una parte dell’esercito e di volenterosi che si opposero ai tedeschi che stavano per invadere Roma; ma ahimè, la zona viene ormai ricordata solo per la basilica vaticana.
Se i romani non potranno recarsi nel tempio liberamente nel giorno di san Paolo, il sindaco ha già annunciato che parteciperà alla solenne messa celebrata dal papa. Lo ha detto nel corso di una conferenza stampa dove ha comunicato ai romani (che in questi giorni hanno ricevuto la prima rata semestrale dell’Ama (per me 127.30 €) e si chiedono perché visto che la città è sempre più sporca e di questo non si può accusare il sindaco precedente) che dall’1 al 4 settembre andrà a Lourdes. La gita è particolarmente significativa visto che, per la prima volta, i dipendenti comunali potranno partecipare al pellegrinaggio usufruendo di particolari condizioni economiche, grazie al contributo dell’Ipa (Istituto previdenza dei dipendenti amministrativi) grazie a un accordo tra l’assessore al personale del Comune di Roma e l’amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi. Alemanno ha voluto graziosamente aggiungere che sarà accompagnato nel pellegrinaggio dalla moglie. E queste sono le conferenze stampa del Comune di Roma. Anche col vento e con la grandine, il papa stia tranquillo che continuerà a magnà.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Vedi per i sudditi papalini http://www.nessundio.net/blog/2009/06/14/1918/
e per il lavoro del sindaco http://www.nessundio.net/blog/2009/06/14/1913/

Scherzi da prete.

giovedì, 25 giugno 2009

Qualche oppositore del DuceSilvio si augura che la chiesa cattolica scende ufficialmente in campo per condannare i presunti costumi licensiosi del premier. Ma i gerarchi della SS Vaticana sono troppo furbi per commettere un errore del genere. Lasciano però che qualche critica appaia sui giornali dell’indotto, come Famiglia Cristiana e, in modo più generico e soft, su l’Avvenre. In compenso si muove l’indotto politico cattolico come si scopre su il Foglio di oggi.
LEGGI

Non è difficile immaginare che, nei segreti e ovattati luoghi dei concialaboli fra SS Vaticana e i leader vaticaliani, il perdono (inteso come minaccioso silenzio sui peccatucci commessi) sia concesso con una penitenza che pagheranno tutti sudditi del Papa Re: una barca di soldi per le scuole cattoliche e un legge blindata sul testamento biologico, con tortura obbligatoria di fine vita anche per chi vuol decidere liberamente sulla propria sorte.

Una disgusta puzza di smegma.

giovedì, 25 giugno 2009

Le situazioni pecorecce in cui si trova coinvolto DuceSilvio per colpa dei giornali complottisti (forse anche comunisti) non potevano non suscitare reazioni uguali e contrarie da parte dei giornali vicini al noto tombeur de femmes. Ed ecco spuntare dai meandri degli archivi una vicenda di allegre signore con cui si sarebbero sollazzati amici e sodali di D’Alema.

Da il Giornale LEGGI

……C’è un’inchiesta, a Bari, che anziché restare riservata finisce sui giornali perché riguarda indirettamente un premier e/o persone a lui vicine presumibilmente in contatto con alcune prostitute. E c’è un’altra inchiesta, a Roma, che invece resta «sconosciuta» per quasi dieci anni e che riguarda l’entourage di un altro premier in contatto sicuramente con una scuderia di prostitute d’alto bordo…..

Per qualche oscuro gioco delle sinapsi neuroniche questo groviglio di storie licenziose ci fa quasi percepire realmente l’ odore (o forse l’afrore direbbero gli appassionati di sudorazioni animalesche), di cui gli esegeti e storici dei costumi sessuali dicono che fosse pervasa l’atmosfera dei bordelli. Un effluvio continuo di volgari profumi di basso costo, sudorazioni ascellari e odori intensi di umori genitali maschili e femminili. A questo è ridotta la lotta politica in Italia.

Promemoria per i contribuenti italiani :….

mercoledì, 24 giugno 2009

….oltre al mantenimento dei preti con l’ottopermille pochi sanno che paghiamo anche il mantenimento dei palestinesi. Ce lo ricorda indirettamente Fiamma Nierenstein in questo articolo in cui confronta il comportamento dei “profughi” ebrei e quello dei “profughi” palestinesi. Il mantenimento di questi ultimi è pagato dalle Istituzioni internazionali di cui fa parte anche l’Italia.

*Ho letto molte analisi sul discorso di Bibi Netaniahu della settimana scorsa,
analisi interessantissime ma nessuno ha messo in rilievo un passo
molto importante del discorso.*
*”Noi ci siamo presi cura del milione di profughi ebrei scacciati dai paesi
arabi nel 1948, Lo stesso devono fare i palestinesi e il problema dei loro
profughi deve essere risolto fuori dai confini di Israele.”*
*Standing Ovation per Bibi, il primo premier israeliano ad aver messo in
chiaro una cosa che dovrebbe essere logica e ovvia ma che pare non lo sia
per il resto del mondo, anzi, per gli arabi , americani, europei e molti
israeliani comunisti Israele dovrebbe farsi carico, non dei profughi del
1948 molti ormai morti, ma dei loro discendenti. *
*Ridicolo, addirittura ridicolo.*
*Per anni nessuno ha parlato degli ebrei scacciati dai paesi arabi dove
vivevano da piu’ di 1000 anni, sono stati gli unici profughi dimenticati
perche’ la cacciata degli ebrei e’ sempre stato un accadimento normale,
una specie di sport in voga nei paesi arabi e in Europa per qualcosa come 20
secoli. Chi se ne frega, sono ebrei, so’ giudii, fuori!*
*Profughi, ebrei profughi? ma se sono pieni di soldi!*
*Come pieni di soldi, e’ che lavorano come matti! Appena arrivano da qualche
parte si mettono a lavorare ma questo non toglie che siano profughi da 2000
anni.*
*Alla fine si sono ripresi Israele, hanno lavorato, sono morti nelle paludi,
hanno lavorato col fucile in spalla e i bambini nei rifugi perche’ milioni
di arabi volevano ammazzarli. *
*Hanno accolto i fratelli ebrei scacciati dal Marocco, Tunisia, Egitto,
Libia, Yemen e ancora ancora ancora e hanno continuato a lavorare nel fango,
piantando eucalipti per sanare le paludi malariche. Hanno lavorato e si sono
difesi dai nemici che li volevano annientare e che invece di dare asilo ai
loro fratelli arabi che scappavano dalla guerra li hanno chiusi nei campi e
la’ li hanno tenuti per 60 anni. Sessanta anni, nessun popolo e’ stato mai
mantenuto per tanto tempo, nessun popolo ha mai avuto cosi’ poca dignita’.
Nessuno.*
*E adesso ci chiedono di prenderli in Israele! Ehhhh no, occupatevene voi,
sono fratelli vostri , noi ci siamo occupati dei nostri senza chiedervi
niente.*
*Non vi abbiamo chiesto niente, signori arabi, per decenni, neanche un
mattoncino delle case ebree di cui vi siete appropriati, nemmeno un soldo
delle fortune e dei gioielli che avete rubato.*
*Forse e’ arrivato il momento che incominciamo a chiedere anche noi! *
*Forse e’ arrivatro il momento che, come dice Bibi, dei palestinesi si
occupino i palestinesi.*
*Forse e’ arrivato il momento che crescano, lasciateli crescere, fateli
lavorare, dategli responsabilita’.*
*E’ l’unico modo per farne delle persone. *
*Il mondo ha sempre trattato i palestinesi come poveri deficienti incapaci
di lavorare, incapaci di avere dignita’, pronti solo a piagnucolare e a
lamentarsi. Il mondo li ha viziati , non si sa bene perche’, forse per paura
e loro ne approfittano e ne hanno sempre approfittato facendosi mantenere e
colpevolizzando Israele in tutto e per tutto.*
*Non funziona cosi’, basta parassitismo, basta terrore, e’ ora di lavorare e
di costruire non di distruggere sempre tutto.*
**
*Oggi pero’ e’ all’Iran che si guarda, ai ragazzi e alle ragazze di
Teheran che stanno morendo ammazzati dalla polizia di Ahmadinejad e dei
pretacci maledetti, gli ayatollah.*
*I giovani di Teheran muoiono e noi siamo incollati alla TV per partecipare
alla loro disperazione come possiamo. Quello che fa male e’ che questi
ragazzi e queste ragazze stanno morendo in nome di uno che non e’ meglio di
Ahmadinejad. *
*Mousavi non e’ un moderato!*
*Giornalisti, usate i termini esatti. Non potete definire Avigdor Liberman
un fascista perche’ parla nell’interesse di Israele e dire che un
khomeinista come Mousavi sia un *
*moderato. *
*Mousavi e’ un fascista. *
*Mosavi era primo ministro in Iran quando il suo governo mando’ 100.000
bambini a ripulire i campi dalle mine, ammazzandoli tutti.*
*Mousavi ha fatto ammazzare migliaia di dissidenti, di donne e di
omosessuali e per questo mostro i giovani iraniani si fanno uccidere. Come
e’ possibile?*
*Quando li vedo manifestare mi piange il cuore, sono coraggiosi,
orgogliosi, pieni di dignita’ ma dove li portera’ tutto questo? Dove sta il
resto del mondo? Dove e’ Barak Obama? Dormono tutti per svegliarsi, come
dice la barzelletta, come io ho scritto tante volte, non appena qualcuno
dira’ che Israele ha costruito una casa nei territori.*
*Dove siete??????*
*Oggi una ragazza, una bella ragazza in jeans e’ morta per la strada,
colpita al cuore dalla polizia dei pretacci, l’abbiamo vista tutti, mal di
stomaco, mal di testa. *
*Dove siete vigliacchi del mondo? *
*Uomini , dove siete? perche’ nessuno aiuta quei ragazzi e quelle ragazze,
laggiu’ a Teheran? perche’ li lasciate morire per niente?*
*Li guardo, il mio cuore piange e penso ad altri giovani, molti ancora in
carcere, altri torturati, altri morti, altri fuggiti dalla loro patria e
ricordo le loro parole:*
**
*Per il benessere*
*della mia gente,*
*per il futuro della*
*mia patria, io usero’*
*la mia giovinezza*
*contro la dittatura. *
*Faro’ sanguinare il*
*mio cuore ma non*
*me ne andro’ da*
*Tienanmen!*
**
*Tienanmen e’ caduta, Teheran cadra’, i giovani coraggiosi moriranno. *
*Uomini dove siete? Perche’ non difendete quei ragazzi?*
**
*Deborah Fait **www.informazionecorretta.com*<http://www.informazionecorretta.com/>

Una coraggiosa sentenza di un Tribunale italiano.

mercoledì, 24 giugno 2009

Con i tempi che corrono e la pavidità che colpisce chiunque si trovi a dover confrontarsi, anche per dovere d’ufficio, con l’aggressività e le pericolose minacce degli integralisti islamici ci felicitiamo per questa coraggiosa sentenza del Tribunale di Bologna sulla fatwa emessa dai criminali islamici contro una nostra parlamentare.

Islam, Nirenstein (Pdl): grande vittoria sentenza Sbai su fatwa

“È importante la sentenza di giovedì scorso con la quale la collega Souad Sbai
ha conquistato una grande vittoria, creando un precedente giuridico per cui
una fatwa viene riconosciuta come minaccia aggravata e quindi come condotta
penalmente rilevante”. Lo afferma Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente
della commissione Esteri della Camera. “La sentenza emessa dal Tribunale di
Bologna fa riferimento alle minacce nei confronti della Sbai, che, tra le
altre cose, recitano: “Hai i capelli scoperti davanti ad Allah e la donna
che non copre la testa viene appesa per i capelli. Allah ti punirà per il
male che fai alla gente (.). Mi hanno parlato molto male di te, allora sei
uscita allo scoperto come una `massihia’ (cristiana)”. “È noto – prosegue
Nirenstein – che per i credenti musulmani l’accusa di apostasia equivale a
una condanna a morte. Conforta quindi sapere che i giudici italiani hanno
attribuito il giusto peso a delle minacce gravissime e speriamo che questo
precedente possa aiutare molte altre persone, in particolare quelle donne
che quotidianamente si trovano ad affrontare realtà di questo genere e
proprio sul suolo italiano, dove giungono con la speranza di integrarsi e
incontrare un destino migliore”.

Nel nome di Neda.

mercoledì, 24 giugno 2009

Lettera aperta al Ministro Frattini dai dissidenti iraniani in Italia

martedì 23 giugno 2009
A NOME DI NEDA DUE PAROLE COL MINISTRO FRATTINI

Il mondo guarda sbalordito alle donne e alle ragazze iraniane e al loro
sangue che colora le strade di Teheran, annafiando la speranza e la
ferrea volontà di coltivare per sempre i profumati fiori della libertà
e della democrazia, e Lei singnor ministro degli esteri italiano ancora
guarda speranzosa al lancio di una piccola apertura del regime
agonizzante dei mullah verso di Lei e verso la G8. Che brutta delusione
da parte Sua. Non vorrei essere assolutamente al posto Suo.
Il mondo ammira la volonta e il coraggio dei giovani iraniani e in
particolare la volontà delle donne che alla fine tocca loro a sferrare
il colpo mortale sulla testa del regime dei mullah, e lei come uomo si
dispiace perchè il regime terrorista dei mullah che è anche il
responsabile numero uno della morte dei vostri soldati in Iraq e in
Afghanistan, “ha perso un’opportunità”!!!
Quali opportunità signor ministro?
Il regime dei mullah sta perdendo, grazie ai ragazzi e
ragazze iraniane come Neda, il suo terreno di battaglia e Lei lo invita
al G8 per trascinarlo in una inutile discussione diplomatica che è in
realtà un perdi tempo totale per tutti gli attori in campo. Signor
ministro guardi per favore agli occhi di Neda e si vergogni. Si vergono
di essere un uomo e di rappresentare una nazione che merita molto di
più di quanto Lei sta offrendo come ministro degli esteri.
Signor Frattini, Invitare il rappresentante del regime dei mullah al G8 è un oltraggio e
un’offesa al popolo iraniano e al sangue di Neda, uccisa barbaramente
alcuni giorni fa.
Signor Frattini se le Sue intenzioni sono
quelle di costituire uno scudo protettivo attorno ai soldati italiani
presenti in Afganistan, invitando il carnefice dei vostri soldati in
Iraq alla conferenza di G8 Lei sbaglia di grosso anche perchè cosi
facendo incoraggia il terrorismo iraniano a proseguire sulla sua strada
di interferenza in Afghanistan.
Signor ministro Lei deve sapere
che il regime dei mullah ha assai poca considerazione nei confronti del
vostro governo e inparticolar modo nei suoi confronti perchè vi
considerano indipendenti dagli ordini “d’altrui”.
Concludo e Le suggerisco di abbandonare l’idea di conquistare il cuore dei mullah
anche perchè loro al posto del cuore hanno una miniera di odio e di
violenza nei confronti del genere umano!
A nome di Neda e di tutti i
caduti di questi ultimi giorni La invito di prendere una dura posizione
contro le barbarie del regime e di dimostrare che il popolo italiano è
più sensibile ai diritti umani che agli inetressi economici e di
riconoscere la volontà dei giovani iraniani per un cambio radicale del
quadro politico attuale che è quello di ripristinare la libertà e la
democrazia in Iran. Due elementi di cui la realizzazione dipende
esclusivamente alla caduta del regime dei mullah di cui i primi
beneficiari siete anche Voi italiani.
Grazie e cordiali saluti
Karimi Davood, presidente dell’Associazione rifugiati politici iraniani
residenti in Italia

24/6/09 – Come direbbe la Sentinella *: chapeau

mercoledì, 24 giugno 2009

Il mio primo impegno sarà di andare a pregare sulla tomba di La Pira (Matteo Renzi, neosindaco Pd di Firenze)
L’arretramento del centrodestra lascia ben sperare ed emerge l’importanza positiva degli accordi Pd-Udc (Francesco Rutelli, Pd)
Franceschini è il segretario di un partito surreale: perde alle europee e festeggia, perde ora ed è contento (Daniele Capezzone, Pdl)

Monsieur le Président probabilmente è il politico europeo che ha più cose in comune con Barack Obama. Come lui non viene dalle élites tradizionali, come lui è un avvocato, come lui è figlio di divorziati, come lui ha origini esotiche (figlio di migranti ungheresi con una goccia di ebraismo), come lui ha una moglie bella e parlante. Nicolas Sarkozy in campagna elettorale denunciò i ritardi della società francese a sostenere il principio della discriminazione positiva all’americana. Appena eletto volle con sé, fra i ministri, molte donne con sperimentati curricula tra cui due maghrebine e una senegalese. E poi Francia e Stati Uniti sono democrazie presidenziali che hanno scritto nella Storia i valori e i diritti fondamentali dell’uomo.
Nella bella provincia italiana, tendenza intellettualoide sinistrese, il presidente francese viene dipinto come un questurino e assimilato ai nostri peggiori fascisti. In realtà è un moderno politico di destra. Il suo discorso di Versailles è il frutto di una modifica costituzionale da lui fortemente voluta e che gli ha consentito di parlare ai due rami del Parlamento in seduta comune. Secondo il portavoce dei Socialisti Benoit Hamon è stata una mera operazione di immagine, permessa dal successo riportato nelle recenti elezioni europee. Che hanno anche fruttato il 16% ai Verdi guidati dall’inossidabile Cohn Bendit, un boom che ha motivato Sarkozy ad annunciare un impegno ecologista, oltre ai consueti temi attinenti la sanità, la revisione dell’età pensionabile, l’implementazione del settore pubblico nel mercato finanziario. Tra le misure nuove, sollecitato dalla forte richiesta di un minisindaco (comunista) della cintura parigina che si è rifiutato di celebrare un matrimonio a una donna col burqa, ha definito l’abito un segno di asservimento che nulla ha a che fare con la religione. In Francia, come in tutta Europa, le donne imprigionate nella gabbia di stoffa è in aumento, qualcuna lo sceglie, le altre? La ministro alle Politiche delle periferie Fadela Amara, fondatrice del gruppo Ni putes ni soumises, ha chiesto di vietarlo. In molti hanno visto in questa nuova battaglia per il riconoscimento della superiorità dello Stato laico una sottile contrapposizione con Obama che al Cairo ha affermato che chi vuole può portare il velo. Già ora in Francia i funzionari pubblici non devono avere segni visibili di appartenenza religiosa (per salvaguardare lo spazio pubblico). Dice Alain Touraine, sociologo francese e membro della commissione Stasi istituita per garantire la neutralità dello Stato repubblicano, la sottile differenza tra Usa e Francia risiede nel fatto che la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti gettò le basi per un ordinamento laico della società americana e per una rigorosa separazione delle autorità civili da quelle religiose. Questa separazione si è affermata più tardi in Francia, rafforzata dalla Rivoluzione, ed è diventata la strada per emancipare la formazione delle classi dirigenti dall’influenza delle chiese. Le decisioni assunte dalla Commissione Stasi (2005) che hanno riaffermato la neutralità della sfera pubblica, si è resa indispensabile per le pressioni provenienti dalle periferie dove i gruppi etnici tendono ad affermare la propria identità religiosa e culturale, soprattutto in difesa delle donne, quasi sempre obbligate a seguire le tradizioni religiose del gruppo di appartenenza.
Riuscirà Nicolas a salvare le islamiche di Francia? Prima di storcere il naso sul presidente blin blin, pensiamo per un attimo alle nostre congeneri che vivono (vivono?) a Kabul e a Teheran.
Chissà come affronteremo (presto saremo obbligati a farlo) qui nella provinciale Italia questo dibattito, schiacciati come siamo dall’egemonia politico-culturale della Chiesa cattolica?

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

* http://lasentinelladellalaicita.wordpress.com/ (blog amico)

Sarkozy contro il burqa.

martedì, 23 giugno 2009

In controtendenza rispetto al pavido atteggiamento di alcuni paesi occidentali nei confronti dell’islam più oppressivo, il Presidente francese cerca di porre un rimedio all’uso del burqa, la mostruosa prigione di stoffa che nega l’esistenza stessa dalla donna come persona umana.

Dal Corriere della Sera LEGGI
E qui il video GUARDA

VERSAILLES - Il burqa è «un segno di avvilimento, non è il benvenuto sul territorio francese». Lo ha dichiarato il presidente Nicolas Sarkozy nel suo intervento in una speciale sessione a Camere riunite nella reggia di Versailles. Al Parlamento è stata depositata una proposta per vietare il burqa in Francia. Il burqa è un segno «di asservimento», ha aggiunto il capo dell’Eliseo. «Non è un problema religioso ma un problema di libertà. Il Parlamento si è fatto carico della questione, è la strada migliore. Bisogna che tutte le opinioni siano espresse».