In Germania approvata la legge che obbliga al rispetto della volontà del cittadino.
19 Giugno 2009
Il Bundestag ha varato ieri la “Patientenverfuegung”, la disposizione del paziente, come viene chiamato in Germania il testamento biologico, il cui rispetto diventa vincolante per ogni medico. Il progetto di legge presentato dal deputato socialdemocratico Joachim Stuenker ha ottenuto 317 si’, 233 no e 5 astenuti. Si e’ conclusa cosi’ dopo sei anni una lunga maratona legislativa, con il Bundestag che ha approvato la formulazione piu’ larga del testamento biologico, respingendo le due piu’ restrittive presentate da due deputati cristiano-democratici. Con il voto odierno ogni medico tedesco e’ tenuto a rispettare quanto espresso per iscritto da qualunque cittadino maggiorenne sul trattamento terapeutico da subire, nel caso in cui una grave malattia o un incidente gli impediscano di far valere la propria volonta’.
Nessuno si illuda che nel Vicereame del Papa Re sarà permesso a noi cittadini di decidere sul nostro corpo, sulla nostra salute e sulla nostra vita. Qui tortura obbligatoria per tutti secondo la volontà della SS Vaticana.
Da notare che i vescovi cattolici tedeschi sono molto meno prepotenti dei loro colleghi italiani i quali, degni epigoni degli inquisitori, vogliono impoprre la tortura obbligatoria di fine vita a tutti, che la vogliano o no.
‘Una regolamentazione delle dichiarazioni di volonta’ del paziente, che enfatizza unilateralmente l’autodeterminazione del paziente, va verificata attentamente per accertare se tenga conto della volonta’ dichiarata in via anticipata dal paziente e della sua situazione individuale di malattia o di agonia.
E’ la posizione di mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, sulla legge sul ‘testamento biologico’ approvata oggi dal Parlamento. In base alla legge, il documento che esprime le intenzioni del paziente circa la somministrazione di cure, se redatto in forma scritta sara’ giuridicamente vincolante per i medici e terze persone.
‘La discussione degli ultimi anni sull’ambito e l’obbligatorieta’ delle ‘disposizioni anticipate’ – scrive Zollitsch – ha mostrato che vanno tenuti da conto vari aspetti della stesura e dell’implementazione: tra gli altri, il momento in cui e’ stata fatta la dichiarazione, se il ‘testamento’ precedente stilato corrisponda allo stato presente della malattia, e se prima della sua stesura ci sia stata una spiegazione esauriente da parte del medico.
Chiaramente – aggiunge -, le disposizioni del paziente sono importanti. Rispondono al diritto all’autodeterminazione del paziente. Ci siamo sempre espressi a favore del collegamento fra l’autodeterminazione del paziente e la cura per lui, per garantire completamente l’autonomia del paziente’.
I vescovi ricordano che ‘accanto alla dichiarazione di volonta’ del paziente esistono anche altre possibilita’ di prevenire il trattamento alla fine della vita’. Tra queste il ‘testamento biologico cristiano’ elaborato dalla Conferenza episcopale tedesca e dalla Chiesa evangelica tedesca (Ekd), in cui ‘si offre l’opzione di nominare una persona come rappresentante legale che possa aiutare il medico ad affrontare la fine vita del paziente, di cui conosce le intenzioni. Questa sinergia di autodeterminazione e assistenza puo’ garantire il bene di qualsiasi paziente al termine della vita’.
