In ricordo di Italo Libri.

Ho molti ricordi di Italo Libri, persona di grande spessore culturale e morale. Pur essendo iscritto alla massoneria, di cui non condivideva per niente i riferimenti al “grande architetto dell’universo“, si dichiarava orgogliosamente ateo. Era sempre in prima fila alle varie manifestazioni laiche e sempre presente, finché ha potuto, alle riunioni del Circolo UAAR di Roma e alle conferenze che organizzavo quando ero Presidente di No God. . Era anche un uomo con un grande senso dell’humor e sparava a volte battute indimenticabili. Come mio contributo alla sua commemorazione voglio ricordarne una che, secondo me, è proprio rappresentativa del suo spiritaccio inguaribilmente anticlericale, anche se a molti compagni dell’UAAR l’anticlericalismo “ottocentesco” non piace molto. Stavamo partecipando a un lungo e faticoso corteo del Gay Pride romano di qualche anno fa, e siamo passati accanto al Colosseo. Eravamo già a metà del percorso e quindi abbastanza stanchi. In uno dei quei rari momenti in cui per qualche strano motivo il corteo si ferma, e si interrompe anche il coro dei fischi, delle musiche e degli slogan, nel silenzio di pochi secondi che si era improvvisamente impadronito della manifestazione, si levò alta e stentorea la voce del mangiapreti Italo Libri che, a metà strada fra la Domus Aurea e gli archi del Colosseo, dove tradizioni bugiarde affermano che furono sbranati i primi cristiani, urlò ” Viva Nerone ” ! Suscitando la più oceanica ovazione anticlericale che io abbia mai sentito. Ciao Italo, grazie per la tua amicizia.
Giulio C.Vallocchia

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6 Commenti a “In ricordo di Italo Libri.”

  1. Tiziana scrive:

    Mi spiace molto, anche se lo sapevo malato. L’ultima volta che l’ho visto eè stato a piazza Campo de Fiori per ricordare Giordano Bruno. Faceva molto freddo ma lui diceva di no.
    Sicuramente era una persona che amava l’equità e la giustizia, per questo sotto il suo ricordo aggiungo questo.

    Mediterraneo – Lo sdegno degli ebrei italiani
    per l’esclusione d’Israele dai Giochi

    Più che per i record sportivi rischia di essere ricordata come l’edizione del razzismo e dell’apartheid. A segnare i Giochi del Mediterraneo, al via venerdì allo stadio Adriatico di Pescara con una cerimonia spettacolare, è infatti l’esclusione d’Israele che tanta amarezza sta suscitando da mesi nell’ebraismo italiano. Le ultime reazioni parlano infatti di sdegno e profonda delusione. “A Pescara – afferma infatti Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana – si aprono quelli che comunemente vengono chiamati Giochi del Mediterraneo, ma che senza alcuna remora possiamo definire i Giochi dell’apartheid”.”Non troviamo termini diversi – prosegue – per definire un odioso e ingiusto provvedimento che vede l’esclusione dell’unica democrazia del Medio Oriente, Israele. Lo sport dovrebbe essere lo strumento che da sempre avvicina gli uomini, che fa conoscere culture diverse e che nella competizione esalta il genere umano”. “Ci auguriamo – conclude – che come ha promesso il ministro degli esteri Frattini questa – ha concluso – sia l’ultima volta”.
    Una dura condanna giunge anche da Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi Italia. “L’esclusione d’Israele – afferma – riecheggia l’apartheid che a inizio secolo scorso teneva fuori dalle federazioni sportive le squadre composte da ebrei”. “Saremo a Pescara il 3 luglio – sottolinea Pavoncello – per sventolare la bandiera di Israele e mi auguro che questo sia l’ultimo anno di un comportamento ingiusto e vessatorio”.
    “Escludere Israele è un gesto di apartheid e di razzismo, privo di qualsiasi ragione e di qualsiasi significato”, sostiene Fiamma Nirenstein, vicepresidente della Commissione esteri, da mesi in prima linea a sostegno della partecipazione israeliana. “Una simile esclusione non deve e non può essere messa da parte. Speriamo anche, dopo questa edizione, di vedere chiuso ufficialmente un capitolo che non fa onore allo sport mondiale, né al nostro paese che li ospita oggi”.
    Frutto di una situazione politica complessa e incandescente – che dalla prima edizione della manifestazione vede nel Comitato internazionale che la governa una netta prevalenza di delegazioni nazionali sfavorevoli alla partecipazione israeliana tra cui l’Algeria, la Siria o l’Egitto – la questione d’Israele era stata portata con forza all’attenzione pubblica già nei mesi scorsi. Ma nemmeno l’intervento del ministro degli Esteri Franco Frattini era riuscito a sbloccarla. Giudicando “paradossale” la mancata partecipazione di israeliani e palestinesi ai Giochi del Mediterraneo Frattini, aveva ribadito più volte come l’Italia sia “il Paese europeo più amico di Israele e anche quello che ha fatto il piano Marshall per la Palestina” assicurando che i Giochi di Pescara “saranno gli ultimi senza la nazionale israeliana e quella palestinese”.
    La soluzione è dunque rinviata al futuro, alla prossima edizione in programma a Volos in Grecia, nella speranza che allora si possa assistere davvero a un’Olimpiade del Mediterraneo nel segno della pace e del dialogo fra i popoli.

    Daniela Gross

  2. gv scrive:

    Lo sport, il Mediterraneo. Ai Giochi di Pescara c’è qualcosa che suona falso. E non si tratta solo dell’organizzazione di un carrozzone finito giustamente nel mirino della pubblica opinione. Il problema è che alcuni dei protagonisti sono stati tenuti volutamente fuori dalla porta. Regimi ripugnanti e paesi vigliacchi si sono trovati su un terreno in cui c’è una sola gara: quella dell’opportunismo.
    Prima ancora di concludersi, i Giochi di Pescara sprofondano già nell’indifferenza di un’Italia che ben ha altro cui pensare. Il nostro saluto al Mediterraneo, il nostro omaggio allo sport, va agli atleti d’Israele che non potranno scendere in pista. Sono stati esclusi perché non hanno avuto paura di vestire i colori della civiltà del Mediterraneo. Torneranno quando su tutte le sponde di questo mare si potrà respirare aria di lealtà, di speranza e di democrazia. Le uniche medaglie che accomunano le genti e per cui valga davvero la pena di gareggiare.

  3. Giampiero scrive:

    Ho perso un grandissimo amico, la persona che mi ha aiutato nelle mie varie ricerche sul Risorgimento.
    Ti ricorderò sempre con affetto per la tua compagnia, la tua intelligenza, le tue conoscenze, la tua rettitudine umana e la tua onestà.
    Grazie per la passione che mi hai saputo infondere e grazie per essere stato mio amico.
    Giampiero Panichelli

  4. laura scrive:

    mi ricorderò sempre la sua disponibilità il suo essere onesto e coerente con
    le sue idee,il suo far apparire le cose anche più difficili in un modo e semplice
    il suo amore per i figli che adorava e la moglie di cui adorava ogni singolo
    gestoi ricordeò sempre le lunghe chiaccherate ,quando venivi a casa.
    Anche se non credente penso che il mio Dio ti terrà accanto a Sè perché
    eri un uomo retto ciao,resterai sempre nel cuore della mia famiglia

    Laura

  5. sergiopagani@pagani.191.it scrive:

    Un grande dolore.

  6. luigi scrive:

    Pur non aver avuto l’onore di conoscerlo,sono addolorato, porgo sentite condoglianze alla famiglia. Luigi