Sul DuceSilvio i cattolici si dividono.

Dopo le critiche “moraliste” di Famiglia Cristiana e del teologo Mancuso, ora Luigi Amicone, cattolico “realista” nel senso che guarda al sodo, difende lo sporcaccione con argomenti inoppugnabili : siccome fa gli interessi della SS Vaticana, sgancia i soldi per le suole cattoliche e approva la tortura di fine vita anche per chi non la vuole, bisogna appoggiare la sua politica. Come il DuceBenito nel 1929 oggi, 80 anni dopo gli scellerati Patti Lateranensi, è il DuceSilvio l’Uomo della Provvidenza.

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…. Già, per costoro il sostegno all’otto per mille con cui la chiesa campa e lavora tra la gente, la difesa della scuola cattolica, il decreto per Eluana, la difesa della famiglia intesa come alleanza tra uomo e donna, non sono nulla. Per loro qualunque Costantino sarebbe stato da mandare al rogo perché, come predicava Savonarola, è la «morale cattolica» che conta. Che peccato. Chiedono la condanna di Silvio Berlusconi per il suo «disprezzo della morale cattolica». Ma siamo sicuri che il cattolicesimo insegna che un politico debba essere giudicato in base alla sua condotta rispetto alla «morale cattolica» piuttosto che per l’efficacia e bontà della sua azione di governo (anche nei confronti della Chiesa) ?….

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Un Commento a “Sul DuceSilvio i cattolici si dividono.”

  1. Marcello scrive:

    Si, ma gira gira si parla sempre e solo di Berlusconi e sempre e solo di famiglia, un modello ormai consunto