La dispersione delle ceneri e anche la conservazione dell’urna in luoghi non consacrati sono atti contrari alla fede. E danneggiano i costruttori di tombe e loculi nonchè gli interesi di tutto l’indotto cimiteriale.
Qui la fonte della notizia su La Stampa
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CITTA’ DEL VATICANO
Scoppia la «guerra delle ceneri». In alcune province, come Modena e Reggio Emilia, le cremazioni hanno raggiunto le tumulazioni e crescono ad un ritmo tale da suscitare le proteste di chi abita vicino agli impianti crematori e teme che le esalazioni siano nocive per la salute. Un fenomeno che allarma e divide i vescovi. «Spargere le ceneri di un defunto o conservare l’urna in un luogo diverso dal cimitero è una scelta contrarie alla fede cristiana e pertanto comporta la privazione delle esequie ecclesiastiche», fa esplodere il caso, Mario Meini, vescovo di Pitigliano, Sovana e Orbetello in una lettera inviata ai parroci della diocesi del Grossetano per negare i funerali religiosi a chi sparge le ceneri…………………

Sono in piena sintonia col religioso. Se uno è cattolico stia alle regole e faccia il suddito pontificio.
Spero che vuoi dire quello che penso
Ha ragione Tiziana. Chi vuole che il proprio matrimonio o funerale sia officiato con rito cattolico deve sottostare alle regole imposte dai cattolici; se non gli stanno bene è libero di optare per una cerimonia non cattolica.
Giusto! I cattolici che accettano all’inizio le regole le seguano e non facciano perdere tempo a chi , correttamente, le ha rifiutate dall’inizio.