4/6/09 – Vanity Fair

Mantovano (sottosegretario agli Interni) ha detto di ritenersi laico perché per sostenere le posizioni della Chiesa sui temi della vita, della sessualità, della morte, non fa ricorso alla fede ma ai valori del diritto naturale. Pannella (leader Radicale) gli ha risposto, però per sostituire alla fede i concetti del diritto naturale ammanti quest’ultimo dello stesso fondamentalismo che accompagna la visione dogmatica della religione. In effetti il diritto naturale prospettato da Mantovano appare come un riferimento concettuale e giuridico immodificabile nel tempo, quanto assoluto e valido per tutti, e dunque che da tutti deve essere accettato. Così come prevede la Chiesa per l’insieme dei suoi dogmi. Pannella ha detto di essere rispettoso della fede altrui sino al limite in cui non si pretenda di imporre la visione religiosa a chi non crede (Stefano Munafò, il Riformista)

Una società laica dovrebbe salvaguardare la libertà di tutti rimanendo imparziale fra le parti, mentre il buon cittadino deve ricordarsi che, pur se credente, non deve imporre le proprie regole agli altri, ma piuttosto chiedere garanzie che vengano rispettate le proprie scelte di vita. Il dramma però è che le istituzioni non sono laiche e la scuola è solo la punta dell’iceberg.
Il caso del professore di Cesena http://www.nessundio.net/blog/2009/06/03/1822/ ha portato di nuovo in primo piano l’irrisolto problema dell’ora di religione cattolica nella scuola pubblica. Come è noto gli insegnanti di religione cattolica sono a carico del pubblico bilancio così come i cappellani militari, carcerari, ospedalieri. Potrebbe essere una soluzione rispettosa offrire alternative all’ora confessionale, anche se, in un Paese libero non dovrebbe essere l’istruzione pubblica a preoccuparsi dell’educazione religiosa, non mancando la possibilità di accedere alle diverse istituzioni religiose che liberamente operano sul territorio nazionale. Tra le anomalie italiane il sussiego alle gerarchie vaticane, come è noto, sembra essere al momento un ostacolo insormontabile, e anche le persone (politici, intellettuali, media) più vicine all’idea della società aperta preferiscono non smuovere le acque. A questo proposito è interessante il ricordo di Gadi Polacco, consigliere dell’Ucei, che da giovane liberale non tollerando che esistessero cappellani militari solo per chi era cattolico, propose all’allora ministro della Difesa Spadolini (nell’82 durante il governo Fanfani) cappellani per chiunque, si sentì rispondere “già abbiamo abbastanza cappellani cattolici, ci mancherebbe di averne anche di altre religioni…” . Ma non per questo pose mano alla questione abrogando la figura del cappellano militare, come sarebbe stato auspicabile e come ci dovremmo augurare per l’ora di religione a scuola.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Anche io come Giulio Vallocchia, curatore di questo sito che generosamente mi ospita, invito a votare per chi può garantire laicità. Mi sembra che soltanto la Lista Bonino-Pannella possa assicurare questa possibilità. Assegnerò la preferenza a Emma Bonino che stimo per la sua integrità e il suo perfetto curriculum. Mi preme però segnalare che non amo l’esibizione del maghen David che i radicali indossano sul bavero. Usare la stella gialla come simbolo politico della discriminazione avalla l’equazione politica ebreo=vittima, prodotto dalla storia ma oggi non più accettabile. E, come scrive Elena Loewenthal, “non è degna delle nobili pannelliane battaglie dei radicali sostenute sempre per scopi non egoistici”. Non so se i radicali raggiungeranno il quorum, ma non mi sembra questo il momento di abbandonare le proprie idee per esportare anomalie e antimodernità in Europa. Tiziana Ficacci

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14 Commenti a “4/6/09 – Vanity Fair”

  1. Marcello scrive:

    Cara Tiziana,

    sono con te: llo stile di vita, le scelte intime, non possono essere delegate alla scuola. Del resto l’ora alternativa pure se contemplata è disattesa per l’impossibilità di applicazione che non è solo di costi.

    Anche io voterò per Bonino

  2. luigi scrive:

    Senzaindugiare neanche un attimo voterò la lista BONINO-PANNELLA.Ce la faremo,devo e dobbiamo essere OTTIMISTI!!!

  3. Sofia scrive:

    Questa è la posizione giusta : stato e istituzioni laiche e cittadini, anche credenti, che vedono rispettate le loro vite. Naturalmente la scuola deve offrire istruzione, e quella religiosa è altra cosa che niente c’entra con l’istruzione.
    Bello il ricordo di Spadolini, che seppure non ha tolto i cappellani militari ha almeno accettato la domanda.
    Senza dubbio Bonino

  4. R.B. scrive:

    La questione degli ospedali non viene mai discussa, invece è molto triste avere questi beghini col santino e che la domenica cercano di tirarti giù dal letto per la messa

  5. Tiziana scrive:

    Chiunque, tra i politici, oggi si vuole proporre come laico (penso a Fini) deve chieder, come fanno da tempo i radicali, l’abolizione del concordato.
    Finchè sussite questo accordo non solo non si può parlare di paese laico, ma, secondo me, non si può dire che l’Italia è un Paese libero.

  6. paolida scrive:

    Però non basta dire che bisognerebbe abolire il concordato, ma bisognerebbe lanciare una campagna politica per l’abolizione del concordato, altrimenti l’unica “consolazione” resta la risposta di Spadolini, che non muta di una virgola la situazione esistente. Quindi, secondo me, bene aveva fatto G.Polacco ponendo una richiesta che, non accolta, avrebbe aperto, qualora ci fossero state forze politiche seriamente intenzionate a dare battaglia, una contraddizione nelle istituzioni italiane non facilmente componibile dal punto di vista costituzionale, pur essendo allora probabilmente la religione cattolica ancora religione di stato. Stesso discorso per la scuola. La posizione di chi dice “fuori l’ora di religione cattolica dalla scuola” è condivisibile, ma poiché non vi è nessuna intenzione, a quanto appare, da parte di nessuna forza politica di porre in primo piano questa battaglia e le stesse altre confessioni religiose, a parte alcune eccezioni, non si fanno portavoce di questa battaglia e “tirano a campare” accontentandosi di proteste rituali la situazione resta immutata e la chiesa cattolica sta erodendo, nei fatti, sempre più gli ultimi spazi di laicità rimasti nella scuola.

  7. Aviva De Benedetti scrive:

    Io trovo abbastanza vigliacco da parte dei laici o presunti che forse è meglio, chiedere alle minoranze religiose di farsi carico della laicità delle istituzioni.
    Già gli apparteneneti a minoranze subiscono vessazioni con l’esposizione dei crocefissi nei luoghi pubblici, i loro bambini subiscono l’ingiustizia di fare a meno di una ora di sana lezione (che sarebeb salutare per tutti, anche per quelli che perdono tempo con il catechismo mal insegnato tra l’altro, a scuola).
    Naturalmente sono d’accordo con Tiziana che dice che un Paese che fa trattati con altri Stati concedendo privilegi così estesi sul territorio non è un Paese libero.
    Io mi faccio carico di esigere laicità in questo Paese , ma non facendo leva sulla mia apprtenenza religiosa che riguarda la mia sfera intima.
    Anche io voterò Bonino

  8. paolida scrive:

    Perché è vigliacco chiedere ai diretti interessati di combattere le battaglie che riguardano anche loro in prima persona ? Io non sono credente e non sto seduta ad aspettare che i credenti difendano i miei diritti, se non lo fanno, mi muovo in prima persona e poiché il problema non è religioso ma politico, lo faccio pubblicamente. Se questa è vigliaccheria, pazienza, come si diceva in un famoso film “nessuno è perfetto” !
    Da parte mia discussione chiusa.

  9. Marcello scrive:

    E’ vigliacco quando la maggioranza degli italiani per farsi parare il culo chiedono all’esigua minoranza del paese di toglieregli le castagne dal fuoco.
    Tra l’altro le cosiddette minoranze religiose tolgono i figli dall’insegnamento cattolico, non li battezzano ecc., gli altri battezzano i figli, gli fanno studiare religioje a scuola e poi si lamentano che le cose non vanno

  10. Carlotta scrive:

    Scusa Paolida,

    perchè chiudi? Se sei come me una insegnante ammetterai che la protesta è debole se non addirittura inesistente nonostante i sindacati di categoria.

    Gli unici alunni (sono maestra elementare) che non fanno religione sono quelli che appartengono a minoranze, gli altri la fanno tutti tra i mugugni.

    Mi sembra che i genitori dei bambini non avvalentesi hanno già le loro difficoltà a far rispettare i paletti che vengono comunque sempre proposti quali preghiere (che per legge non si dicono) canti e presepi.

    Dargli anche la responsabilità di denunciare lo Stato per inadempienza è un pò troppo.

  11. anna scrive:

    sono dall’internete point sarò dunque telegrafica: concordo con Paolida,
    da non credente mi batto, quando occorre contro soprusi e violazioni e per i diritti che non sono i diritti dei credenti ebrei o valdesi o dei testimoni di Geova o musulmani sono diritti che dovrebbero essere percepiti tali da tutti e la battaglia è appunto politica,
    da donna anche se omosessuale e con nessuna voglia di partorire ho fatto volantinaggio contro l’orrida Legge 40 e abbiamo scritto e fatto quanto è in nostro potere per difendere l’autodeterminazione delle donne e la legge 194

  12. Rosy G. scrive:

    Non sono d’accordo con Paolida, i diritti sono di tutti credenti e/o non credenti. Non si può chiedere qualcosa di più ad un gruppo perchè ha anche una religione. Non si può sperare che una minoranza abbia più voce e/o ascolto di altri.
    Tra l’altro le minoranze italiane (sempre religiose) mi sembra che la voce suitemi quali Eluana ecc. l’abbiano fatta sentire parecchio

  13. sheenageb scrive:

    You have hit the mark. It seems to me it is good thought. I agree with you. cilais I have a nice joke. What kind of bird can write? A penguin.

  14. cordiezef scrive:

    Logically, I agree ciallis pfizer Nice joke! Why do bees have sticky hair? Because they use honeycombs!!