3/6/09 – Ambasciator non porta pena

Si sa che la Santa Sede è sempre più disomogenea con il resto del mondo, e una dimostrazione di questo suo non saper stare al mondo, fu la freddezza con la quale accolse Barack Obama. La teocrazia vaticana ha creato rogne enormi al presidente per sostituire l’ambasciatore Usa presso il Vaticano Mary Ann Glendon, carissima a Giovanni Paolo II, prima donna ad aver rappresentato la teocrazia alla Conferenza Onu sulle Donne (Pechino ’95). Sono stati proposti nomi di prestigio, tra cui quello di Carolina Kennedy, che ha fatto storcere il naso al Vaticano, fino ad arrivare a Miguel Diaz. Il neoambasciatore fa parte di Catholics in Alliance for the Common Good, cattolici che, tra l’altro, si sono spesi per l’elezione di Obama. Questo gruppo è stato fortemente osteggiato dai vescovi, perché, sostenevano, confondeva la testa ai fedeli passando in secondo piano i temi prioritari della difesa della vita sempre e comunque.
Diaz è nato all’Avana quarantacinque anni fa, è figlio di un cameriere e una impiegata di call center, è professore di teologia alla Saint John’s University in Minnesota. Ha avuto un master in teologia nella prestigiosa Università cattolica Notre Dame (che ha conferito tra molte contestazioni pretestuose una laurea honoris causa ad Obama http://www.nessundio.net/blog/2009/05/21/1708/ ), ed è stato a lungo presidente dell’Accademia di teologia dei cattolici ispanici degli Stati Uniti. Sembrerebbe un curriculum in regola per i teocrati seduti sul trono di Pietro, ma, pare che Diaz sia un fervente ammiratore della teologia della liberazione(*). Che, come è noto, con le aperture del mondo che i suoi seguaci perseguono, è invisa alle gerarchie vaticane. Ad oggi Diaz ha detto “sarò un ponte tra Usa e Santa Sede”, ma non ha ancora pronunciato parole rispetto a quello che vogliono i gerarchi SS: difesa ad oltranza della vita dall’inizio alla fine fregandosene di quello che pensa il resto del mondo non cattolico.

(*) Ricordate il presidente del Paraguay Fernando Lugo? Era un esponente della teologia della liberazione, poi si è dedicato alla politica ed è uscito dalla Chiesa. All’indomani del suo insediamento alla presidenza (15 agosto 2008) l’ex vescovo ha riconosciuto due bambini avuti da due donne diverse. Ed è diventato “padre” della campagna Paternidad responsabile. Su derecho, tu obligacion, promossa dal ministero della Gioventù. In Paraguay molti bambini non vengono riconosciuti e perdono diritti, anche per la difficoltà delle madri a veder riconosciuto il nucleo famigliare irregolare. Il suo esempio, si spera, farà da traino per spingere i padri ad assumersi le proprie responsabilità. Ieri Fernado Lugo veniva chiamato il vescovo dei poveri, oggi il presidente dei bambini.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Tag:

5 Commenti a “3/6/09 – Ambasciator non porta pena”

  1. alfredo scrive:

    Una cosa è sicura: Lugo ha vissuto troppo tempo fra i poveri come missionario in centroamerica e in Paraguay come vescovo. Penso che a un certo punto non se l’è più sentita di continuare a vivere nella Grande Menzogna ed ha deciso di entrare nella lotta per i diritti dei bambini e degli emarginati, aprendo un fronte contro la ingiustizia e la corruzione. Ha capito che non si può spingere la gente a pregare iddio con lo stomaco vuoto. Sono in molti a pensarla come lui. Per questo motivo esiste Comunione e Liberazione. Naturalmente non è benvisto dalla chiesa e da tutti quelli che pretendono mantenere lo statu quo. Personalmente penso che Comunione e Liberazione è in verità un movimento che ha come obiettivo affrancare dalla miseria e dall’ingnoranza i poveri e gli emarginati dei paesi del terzo mondo e in particolare, del sudamerica e che utilizza la religione come copertura e mezzo di penetrazione. Niente impedisce che nel futuro, questo si risolva in un grande scisma dalla chiesa cattolica. Per il momento qui in Paraguay ci limitiamo a sperare che Lugo possa riuscire a risolvere almeno una parte dei problemi di questo paese, perchè di ostacoli al suo programma, ne ha da vendere. Tiziana: saluti dal Paraguay.

  2. Sofia Umani Ronchi scrive:

    Una domanda ad Alfredo: credo che la teologia della liberazione non sia la stessa cosa di Comunione e Liberazione che è un movmento italiano religioso legato al centro destra e che in questo momento vede suoi esponenti al governo.

    Quanto al resto del post ho apprezzato molto la chiave di lettura del Vaticano (non il cattolicesimo si badi bene) disarmonico col resto del mondo. Credo che noi che amiamo la libertà , rispettando – naturalmente – qualsiasi qualsiasi religione , dovremmo insistere su questo distacco delle Stato vaticano dal mondo civile, ad esempio gli ispanici che l’ambasciatore Diaz sembrerebbe conoscere, o, come accade da noi, la mancanza di tenerezza e sensibilità per i cattolici che fanno scelte diverse (ad esempio il divorzio o l’omoessualità) e ovviamente la mancanza di rispetto per i non cattolici.

  3. Tiziana scrive:

    Temo che quanto detto sul vaticano dalla cara Sofia, si adatti particolarmente bene anche all’Italia

  4. Gol. scrive:

    Comunque mi sembra un cambiamento epocale da Mary Ann Glendon al sig. Diaz

  5. sara scrive:

    Insomma Lugo è un porco che si è creato un alibi…