Archivio di giugno 2009

Una cripta tutta d’oro per padrepio.

martedì, 30 giugno 2009

E’ pronta per l’apertura ai fedeli la nuova sala in cui sarà traslata la mummia del frate di Pietralcina ricostruita in perfetti sembianti umani con le migliori tecniche sperimentate al Museo delle Cere di Madame Tussauds. Ma non è questo che fa scandalo dal momento che l’artificiale e perfetta verisimiglianza dell’idolo è stata accolta dai fedeli non già come una profanazione della salma ma come un normale miracolo. Niente affatto sorprendente visto che i pellegrini di San Giovanni Rotondo hanno creduto e continuano a credere a ben altri fantasiosi eventi prodigiosi. Quello che invece indigna, per il momento, è la profusione d’oro, oro vero, utilizzato per rendere abbagliante l’intera cripta. Un vero affronto per quella minoranza di credenti che di Franceso d’Assisi e Francesco Forgione vorrebbero valorizzare la povertà e la modestia. Ma non temete, oro chiama oro, e dopo qualche mal di pancia vetero-pauperistico vedrete che lo splendore della cripta contribuirà far piovere altro oro nelle casse di Santa Madre Chiesa. Alla faccia del poverello d’Assisi e del suo epigono di Pietralcina.

Qui la fonte della notizia dal Corriere del Mezzogiorno LEGGI

…….Un’opera mastodontica, realizzata con l’oro regalato dai fedeli di tutto il mondo in 20 anni di pellegrinaggi, e che però non manca di suscitare polemiche. Su alcuni siti cattolici, tra cui www.cattoliciromani.com, sono diversi i fedeli che lamentano il «tradimento» dei valori che impersonava il santo. «Tutto questo lo trovo lontano anni luce dalla spiritualità francescana e dal modo di vivere ed essere di Padre Pio», scrive un utente……

La shaarìa avanza e conquista l’Europa,

martedì, 30 giugno 2009

…a cominciare dalla Gran Bretagna. Inquietanti segnali di cedimento alla legge coranica che in Gran Bretagna viene gìà regolarmente applicata in 85 tribunali islamici.

Articolo di giornale postato in una mailing list

GB:NEL PAESE 85 TRIBUNALI ISLAMICI CHE APPLICANO SHARIA
In Gran Bretagna sono attivi 85 tribunali islamici che giudicano sulla base
della ‘Sharia’, la severa legge coranica. E’ quanto rivela il tabloid Daily
Mail secondo cui le corti operano in gran parte nelle moschee e fungono piu’
che da corti criminali da “tribunali di arbitraggio” per i musulmani alle
prese con problemi come il divorzio, la violenza domestica e le dispute
finanziarie. Ma soprattutto le loro sentenze hanno valore legale soltanto se
approvate in seguito da un tribunale del Regno. I musulmani che si rivolgono
a questi tribunali speciali lo fanno su base volontari e se vogliono possono
anche non obbedire alle sentenze. Finora erano note solo cinque corti
islamiche gestiti dal Muslim Arbitration Tribunal a Londra, Manchester,
Bradford, Birmingham e Nuneaton, istituiti in base all’Arbitration Act del
1996 che regola i collegi arbitrali. In realta’, ha rivelato l’associazione
Civitas che ha curato il rapporto, ce ne sono altri 80 che operano in
sostanza a porte chiuse, senza garantire accesso ad osservatori esterni e
indipendenti. Il Mail, citando l’autore dello studio Denis MacEoin, denuncia
che questi tribunali spesso sono sbilanciati a favore degli uomini e
penalizzano fortemente le donne nei casi di divorzio e di violenza
domestica.

In particolare il rapporto evidenzia che “tante sentenze dei
tribunali della sharia in Gran Bretagna nei casi di divorzio e di custodia
dei figli non hanno al centro l’interesse dei bambini, come previsto dalle
leggi britanniche, e che le donne, secondo la sharia, non godono degli
stessi diritti” dell’uomo.Ad innescare le polemiche sui tribunali islamici
fu lo scorso anno una fonte imprevedibile: l’arcivescovo di Canterbury,
Rowan Williams, primate della Chiesa Anglicana, era stato attaccato da piu’
parti quando aveva definito ”inevitabile’ ‘ una futura cooptazione del
diritto islamico nel sistema giudiziario britannico.

(29 giugno 2009)

Il Giornale e le bufale.

martedì, 30 giugno 2009

Fra i tanti commenti entusiastici che danno per certo il ritrovamento dei resti di Paolo, il fantasioso ebreo che si inventò la figura del Cristo sulla base delle leggende fiorite intorno a uno o più terroristi nazirei giustiziati dai romani, si distingue soprattutto il Giornale di Berlusconi. Leggendo questo articolo vale la pena di fare il confronto tra l’apodittica certezza espressa dal giornalista sulla reale presenza di Paolo (e anche di Pietro) a Roma e le parole molto più misurate dello stesso papa Paolo VI che, per esempio, pur nell’entusiasmo del presunto ritrovamento delle ossa di Pietro nel 1968, non dette per certa e certificata la sua reale presenza a Roma. Del resto gli storici più avvertiti di provata fede cattolica, a proposito di quella presenza, parlano solo e sempre di “tradizione” e non già di certezze storiche conclamate e da tutti accettate. E non già di certezze storiche conclamate ed accettate. Infatti di Pietro dai testi canonici (e solo negli Atti degli Apostoli) si sa solo che “dopo Antiochia si recò in altri luoghi”. Mentre di Paolo, che nelle sue Lettere non fa mai il minimo accenno alla presenza di Pietro a Roma, non è nemmeno accertata la morte per decapitazione. Almeno fino a quando le ossa a lui attribuite non riveleranno i segni del decollamento. E se quei segni non ci fossero dovranno inventarsi qualche altra bufala per continuare a spacciare il presunto martirio del grande inventore del cristianesimo.

Qui la fonte della notizia da il Giornale LEGGI

Esorcismi anti-gay,

lunedì, 29 giugno 2009

…non c’è linite alla follia dei sistemi religiosi. Un ragazzino di 16 anni è stato sottoposto a un orribile rito per far uscire il demone dell’omosessualità dal suo corpo. A questo livello di follia arrivano gli spacciatori dell’oppio dei popoli nella loro follia persecutoria.

Da Leggo online LEGGI

….”Esci dal suo ventre” grida qualcuno. E’ un fedele della Chiesa “Manifested Glory Ministries” di Stamford, nel Connecticut. E sta parlando al “demonio omosessuale” che si è “preso l’anima” di un minore di sedici anni. Il ragazzo è stato esorcizzato, in quanto gay, nella chiesa stessa….

Omnia munda mundis.

lunedì, 29 giugno 2009

Ogni cosa è linda e senza ombre per chi vive in angelica purezza. Parliamo del DuceSilvio di cui l’Espresso ricorda l’immacolato candore.

Signornò
da l’Espresso in edicola

Da quando, in via del tutto ipotetica, il suo on. avv. Niccolò Ghedini l’ha
definito “utilizzatore finale” di prostitute a sua insaputa, Silvio Berlusconi
si staglia come il politico più ingenuo o più sfortunato della storia
dell’umanità. Dal 1974 al 1976 ospita nella villa di Arcore un noto mafioso,
Vittorio Mangano, intimo del suo segretario Marcello Dell’Utri e già raggiunto
da una dozzina fra denunce e arresti, ma lo scambia per uno stalliere
galantuomo: anche quando glielo arrestano due volte in casa. Dal 1978 (almeno)
al 1981 è iscritto alla loggia deviata P2, convinto che si tratti di una pia
confraternita. Dal 1975 al 1983 le finanziarie Fininvest ricevono l’equivalente
di 300 milioni di euro, in parte in contanti, da un misterioso donatore, ignoto
anche al proprietario: infatti, dinanzi ai giudici antimafia venuti a Palazzo
Chigi per chiedergli chi gli ha dato quei soldi, si avvale della facoltà di non
rispondere.

Negli anni 80 l’avvocato David Mills crea per il suo gruppo ben 64 società
offshore nei paradisi fiscali, ma lui non sospetta nulla, anzi non sa nemmeno
cosa sia la capofila All Iberian. Questa accumula all’estero una montagna di
fondi neri che finanziano, fra gli altri, Bettino Craxi (23 miliardi di lire) e
Cesare Previti (una ventina). Previti, avvocato di Berlusconi, ne gira una parte
ai giudici romani Vittorio Metta (nel 1990) e Renato Squillante (nel 1991), ma
di nascosto al Cavaliere. Il quale però s’intasca il gruppo Mondadori grazie a
una sentenza di Metta, corrotto da Previti con soldi Fininvest. Nei primi anni
90 il capo dei servizi fiscali del gruppo, Salvatore Sciascia, paga almeno tre
tangenti alla Guardia di finanza. E nel 1994, quando la cosa viene fuori, il
consulente legale Massimo Berruti tenta di depistare le indagini dopo un
incontro a Palazzo Chigi col principale. Ma questi non si accorge di nulla
(“giuro sui miei figli”). Nemmeno quando Sciascia e Berruti vengono condannati,
tant’è che se li porta in Parlamento. Nel 1997-’98 Mills, testimone nei processi
Guardia di Finanza e All Iberian, non dice tutto quel che sa e lo “salva da un
mare di guai” (lo confesserà al commercialista)

. Poi riceve 600 mila dollari dal
gruppo di “Mr. B”. E Mr. B sempre ignaro di tutto (rigiura sui suoi figli).

Di recente si scopre che il Nostro, nell’ottobre scorso, prese a telefonare a
Noemi, una minorenne di Portici, proprio mentre il suo governo varava una legge
per stroncare la piaga delle molestie telefoniche (“stalking”). Ma lui scoprì
che era minorenne solo quando fu invitato al suo diciottesimo compleanno. Ora
salta fuori che Patrizia D’Addario, che trascorse con lui una notte a Palazzo
Grazioli, è una nota “escort” barese, pagata da un amico del premier
(l’”utilizzatore iniziale”?). Ma lui non ne sapeva nulla, tant’è che in quel
mentre il suo governo varava una legge per arrestare prostitute e clienti. E’
sempre l’ultimo a sapere. Può un uomo così ingenuo, o sfortunato, o poco
perspicace, fare il presidente del Consiglio?

In ricordo di Italo Libri.

domenica, 28 giugno 2009

Ho molti ricordi di Italo Libri, persona di grande spessore culturale e morale. Pur essendo iscritto alla massoneria, di cui non condivideva per niente i riferimenti al “grande architetto dell’universo“, si dichiarava orgogliosamente ateo. Era sempre in prima fila alle varie manifestazioni laiche e sempre presente, finché ha potuto, alle riunioni del Circolo UAAR di Roma e alle conferenze che organizzavo quando ero Presidente di No God. . Era anche un uomo con un grande senso dell’humor e sparava a volte battute indimenticabili. Come mio contributo alla sua commemorazione voglio ricordarne una che, secondo me, è proprio rappresentativa del suo spiritaccio inguaribilmente anticlericale, anche se a molti compagni dell’UAAR l’anticlericalismo “ottocentesco” non piace molto. Stavamo partecipando a un lungo e faticoso corteo del Gay Pride romano di qualche anno fa, e siamo passati accanto al Colosseo. Eravamo già a metà del percorso e quindi abbastanza stanchi. In uno dei quei rari momenti in cui per qualche strano motivo il corteo si ferma, e si interrompe anche il coro dei fischi, delle musiche e degli slogan, nel silenzio di pochi secondi che si era improvvisamente impadronito della manifestazione, si levò alta e stentorea la voce del mangiapreti Italo Libri che, a metà strada fra la Domus Aurea e gli archi del Colosseo, dove tradizioni bugiarde affermano che furono sbranati i primi cristiani, urlò ” Viva Nerone ” ! Suscitando la più oceanica ovazione anticlericale che io abbia mai sentito. Ciao Italo, grazie per la tua amicizia.
Giulio C.Vallocchia

Una medaglia al valore civile per Maria Luisa.

sabato, 27 giugno 2009

Mobilitazione di Certi Diritti e www.gay.it . che chiedono di diffondere un Appello per la ragazza che rischia di perdere un occhio per aver difeso l’amico gay. Via alla raccolta firme per il Presidente della Repubblica.

Una medaglia al valore civile per Maria Luisa
Mobilitazione di Certi Diritti e www.gay.it
Aiutaci a diffondere questo Appello

Venerdì 26 Giugno 2009

La ragazza che rischia di perdere un occhio per aver difeso l’amico gay merita una medaglia al valore civile. Via alla raccolta firme per il presidente della Repubblica. Moltissime adesioni “vip”.

Maria Luisa, la studentessa 26enne di Napoli che ha rischiato di perdere un occhio per aver difeso l’amico gay, è stata operata questa mattina. I medici stanno tentando di restituirle almento parazialmente la vista. Il suo gesto è eroismo puro in quanto ha messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba. Per questo Gay.it, l’associazione radicale Certi Diritti, le associazioni Arcigay Napoli e I-Ken Onlus, hanno lanciato una raccolta firme perché il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le conferisca una medaglia al valore civile.

Il testo dell’appello – “Signor Presidente, il 23 giugno 2009, nella centrale piazza Bellini a Napoli, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella , nella circostanza di trovarsi a difendere un proprio amico omosessuale dalle offese e dalle violenze fisiche per opera di un gruppo di coetanei, è stata lei stessa oggetto di un duro atto di violenza verbale e fisica che le ha procurato lesioni su tutto il corpo e l’ha esposta al rischio di perdere addirittura un occhio.
In un contesto sociale in cui si moltiplicano gli atti di violenza dettati dall’odio nei confronti di cittadini con un differente orientamento sessuale e che spesso si consumano nell’indifferenza generale di coloro che vi assistono, il gesto di Maria Luisa assume un innegabile valore non solo simbolico. Ci permettiamo pertanto di chiederLe di valutare la possibilità di concedere a Maria Luisa la medaglia al valor civile per aver messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba.
Confidiamo nella Sua sensibilità in modo che Maria Luisa possa vedersi conferita la massima onorificenza della Repubblica.

Sono già moltissime le adesioni dei personaggi della politica e dello spettacolo giunte alla redazione di Gay.it. Fra i nomi dei politici spiccano quelli del portavoce di Silvio Berlusconi Daniele Capezzone, i deputati del PD Ermete Realacci e Paola Concia. Dal mondo dello spettacolo sono arrivate, tra le altre, le adesioni di Maurizio Costanzo, Fabio Canino e Alessandro Cecchi Paone. Dal movimento gay spiccano i nomi di Imma Battaglia e Franco Grillini e del portavoce del Pride di Genova Alberto Villa.

Medaglia al valore civile per Marialuisa

Al Presidente della Repubblica On. Dr. Giorgio Napolitano

Signor Presidente,
il 23 giugno 2009, nella centrale piazza Bellini a Napoli, una studentessa di 26 anni, Maria Luisa Mazzarella , nella circostanza di trovarsi a difendere un proprio amico omosessuale dalle offese e dalle violenze fisiche per opera di un gruppo di coetanei, è stata lei stessa oggetto di un duro atto di violenza verbale e fisica che le ha procurato lesioni su tutto il corpo e l’ha esposta al rischio di perdere addirittura un occhio.

In un contesto sociale in cui si moltiplicano gli atti di violenza dettati dall’odio nei confronti di cittadini con un differente orientamento sessuale e che spesso si consumano nell’indifferenza generale di coloro che vi assistono, il gesto di Maria Luisa assume un innegabile valore non solo simbolico. Ci permettiamo pertanto di chiederLe di valutare la possibilità di concedere a Maria Luisa la medaglia al valor civile per aver messo a rischio la propria stessa vita in difesa di un coetaneo vittima della violenza omofoba.

Confidiamo nella Sua sensibilità in modo che Maria Luisa possa vedersi conferita la massima onorificenza della Repubblica.

Cordialmente,
i cittadini di seguito firmatari.

E’ possibile firmare l’appello per il Presidente della Repubblica a questo indirizzo.

http://www.gay.it/unamedagliapermarialuisa/

Sorprendente Fini.

sabato, 27 giugno 2009

Ancora una volta è il Presidente della Camera Gianfranco Fini che mostra un coraggioso atteggiamento di contrasto all’omofobia che contraddistingue quasi tutti i politicanti della maggioranza e buona parte dell’opposizione, a parte i radicali. Fini ha prontamente aderito alla richiesta di salvataggio di un gay iraniano che rischiava di essere estradato dalla Francia all’ Iran dove sarebbe stato impiccato perchè innamorato e convivente more uxorio con il suo compagno italiano.

COMUNICATO STAMPA
Roma, 26 giugno 2009

E’ LIBERO IL RIFUGIATO GAY IRANIANO VAHID. HA RIABBRACCIATO IL SUO
COMPAGNO A ROMA. RASSICURAZIONI DA FINI E FARNESINA SULLA PROTEZIONE
UMANITARIA

GRUPPO EVERYONE: “UN CASO CHE SI CONCLUDE POSITIVAMENTE GRAZIE
ALL’INTERCESSIONE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA CON LA FARNESINA E IL
MINISTERO DEGLI INTERNI”

Vahid Kiani Motlagh, il gay iraniano 32enne che era stato fermato in
Francia lo scorso 25 maggio e rinchiuso nel centro di detenzione
all’’aeroporto di Saint-Exupery a Lione, si trova ora di nuovo a Roma
ed è libero, dopo alcune ore trascorse in consegna presso le autorità
italiane, per le procedure di rito. “Vahid, come era stato anticipato
ieri dal nostro Gruppo, “dichiarano Roberto Malini, Matteo Pegoraro e
Dario Picciau, co-presidenti del Gruppo EveryOne, “è partito da Lione
alle 8,40 ed è arrivato all’aeroporto romano di Fiumicino alle 10,15,
dove è stato poi trattenuto per le dovute procedure alla polizia di
frontiera e quindi alla Questura di Roma. Provato, ma felice, Vahid è
ora libero, a fianco del suo compagno”. “Ieri avevamo inviato un
appello urgente al Presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco
Fini, per sollecitare una sua azione di sensibilizzazione con la
Farnesina e il ministro Frattini, e già in serata avevamo ricevuto le
prime rassicurazioni. Questa mattina,” continuano i leader di
EveryOne, “abbiamo avuto la conferma dal presidente Fini della sua
intercessione con la Farnesina e il ministro Frattini affinché venisse
accordata immediata protezione umanitaria al ragazzo. La Farnesina ha
fatto sapere di stare seguendo con attenzione l’intero caso,
nell’interesse di preservare al massimo i diritti fondamentali di
Vahid, escludendo da subito una sua deportazione in Iran”.
“E’ stata una campagna faticosa,” continua il Gruppo EveryONe “ma
siamo riusciti a seguire passo dopo passo Vahid attraverso un’azione
di diplomazia internazionale con le autorità francesi, l’Alto
Commissario ONU per i Rifugiati, il Parlamento Europeo – grazie
all’intercessione di Ottavio Marzocchi dell’Associazione Radicale
Certi Diritti – e le istituzioni italiane. Ringraziamo Gianfranco Fini
e il consigliere diplomatico Alessandro Cortese, che non solo si sono
dimostrati disponibili e interessati alla positiva risoluzione del
caso, ma hanno permesso che già dall’arrivo di Vahid in Italia venisse
attivata una procedura che ne escludesse a priori la deportazione nel
Paese d’origine”.
EveryOne ringrazia infine tutte le associazioni che si sono attivate
per supportare l’azione per la vita di Vahid – in particolare Certi
Diritti e la Fondazione Massimo Consoli – o che hanno promosso
iniziative a sostegno della nostra campagna; Arcigay e Arcilesbica
Roma, che seguono Vahid nelle istanze di protezione umanitaria e
asilo; GayNet, Azione Trans e una rete internazionale di
organizzazioni per i Diritti Umani. Un grazie infine agli on. Concia e
Della Vedova; agli eurodeputati Lambert, Romeva, Cashman, In´t Veld,
Lunacek, Gröner; a Dirk De Meirleir, direttore di ILGA-Europa; al PRI
e ai giovani ebrei d’Italia, che hanno sollecitato il Governo a
interessarsi del caso e attivare canali diplomatici per fornire
protezione umanitaria immediata a Vahid.

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
+39 334 8429527 :: +39 331 3585406
www.everyonegroup.com :: info@everyonegroup.com

Sul DuceSilvio i cattolici si dividono.

sabato, 27 giugno 2009

Dopo le critiche “moraliste” di Famiglia Cristiana e del teologo Mancuso, ora Luigi Amicone, cattolico “realista” nel senso che guarda al sodo, difende lo sporcaccione con argomenti inoppugnabili : siccome fa gli interessi della SS Vaticana, sgancia i soldi per le suole cattoliche e approva la tortura di fine vita anche per chi non la vuole, bisogna appoggiare la sua politica. Come il DuceBenito nel 1929 oggi, 80 anni dopo gli scellerati Patti Lateranensi, è il DuceSilvio l’Uomo della Provvidenza.

Qui la fonte della notizia su il Giornale LEGGI

…. Già, per costoro il sostegno all’otto per mille con cui la chiesa campa e lavora tra la gente, la difesa della scuola cattolica, il decreto per Eluana, la difesa della famiglia intesa come alleanza tra uomo e donna, non sono nulla. Per loro qualunque Costantino sarebbe stato da mandare al rogo perché, come predicava Savonarola, è la «morale cattolica» che conta. Che peccato. Chiedono la condanna di Silvio Berlusconi per il suo «disprezzo della morale cattolica». Ma siamo sicuri che il cattolicesimo insegna che un politico debba essere giudicato in base alla sua condotta rispetto alla «morale cattolica» piuttosto che per l’efficacia e bontà della sua azione di governo (anche nei confronti della Chiesa) ?….

Berlusconi solidale con Cesa e D’Alema.

venerdì, 26 giugno 2009

La disgustosa puzza di smegma, che ieri ( LEGGI ) ci sembrava di aver percepito nell’aria dopo aver letto l’articolo de il Giornale che raccontava di festini scoparecci di dieci anni fa aventi per protagonisti personaggi vicini a D’Alema, pare che disgusti anche il DuceSilvio che si è detto solidale con le persone “aggredite” in articoli scandalistici. La solidarietà di Berlusconi non è stata però gradita da almeno uno degli interessati.

Qui la fonte della notizia LEGGI

….Berlusconi: “Solidarietà a Cesa” “Non ho mai condiviso i modi di chi ricorre ai pettegolezzi ed alle chiacchiere di vario genere per insinuare dubbi o gettare discredito nei confronti di qualcuno. Esprimo perciò tutta la mia solidarietà a Lorenzo Cesa”, ha affermato il presidente del Consiglio estendedo anche la sua solidarietà a Massimo D’Alema. “Se si leggono gli articoli sul Giornale di oggi si vede che su Cesa non c’è nulla di nulla ma basta un titolo che fa un nome per criminalizzare una persona e sconvolgere una famiglia. Conosco Cesa, gli sono amico e lo stimo al di là delle differenze politiche. Lo stesso voglio dire espressamente nei confronti dell’onorevole Massimo D’Alema, dei suoi collaboratori, della famiglia Agnelli e per quanti siano stati colpiti oggi da questo tipo di polemiche”. “Sono stato facile profeta quando ho previsto che l’imbarbarimento provocato da una ben precisa campagna di stampa avrebbe messo in moto una spirale che va assolutamente arrestata. Poichè io ho denunciato aggressioni a mio danno- conclude il Cavaliere – nessuno può pensare che io possa approvare analoghi metodi ed aggressioni nei confronti di chiunque”…..