Un maturo ganimede…con le corna ?

Nei romanzi dell’ottocento e del primo novecento quando un anziano signore sopra i sessant’anni vantava, o millantava, conquiste femminili a ripetizione Liala e le sue consorelle scrittrici d’epoca lo definivano “maturo ganimede“. Che poi sarebbe una sorta di “vecchio porco” nel linguaggio attuale. Ma quando l’anziano tombeur de femmes (presunto) viene sospettato di essere addirittura cornuto rischia di perdere completamente la faccia. Almeno in Italia, dove a un vecchio sporcaccione si può perdonare anche qualche balla sulla sua perdurante e attiva virilità, ma le corna no. Anche se ipotetiche e non suffragate da alcuna prova concreta, a parte i pettegolezzi scritti su un giornale più o meno libero, ma disgustoso.

Notizia pescata in una mailing list, ma che pena veder scivolare l’Italia sulla viscida china di questo genere di pettegolezzi !!!!

La verità della leader del Movimento per l’Italia
La Santanchè rivela a Libero:
«Veronica Lario ha un compagno»
«È il capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio»

ROMA – «Il presidente non ha sfasciato nessuna famiglia, ma è Veronica Lario che da molto tempo ha un compagno». Il nome? Alberto Orlandi, 47 anni, capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio. Lo afferma Daniela Santanchè in un’intervista a Libero. Secondo la leader del Movimento per l’Italia, Berlusconi «ha tentato di tutto per tenere ugualmente in piedi la famiglia. Ha rinunciato ad avere al fianco la sua donna, ha accettato che l’Italia non avesse una first lady, ha messo da parte il suo orgoglio di uomo. Con la moglie ha fatto un patto: andiamo avanti, non sfasciamo tutto, ha pensato ai figli, ai nipotini. Insomma, ha fatto quello che pochi uomini, soprattutto nelle sue condizioni, avrebbero il coraggio di fare. Ha accettato ciò che pochi uomini accettano. Cosa gli sarebbe costato divorziare e rifarsi una famiglia, un amore? Il battito di un ciglio e la questione era risolta. E invece nulla».

CAMPAGNA MEDIATICA – La Santanchè spiega al quotidiano di Vittorio Feltri di essersi decisa a rendere nota questa circostanza per l’insistenza con la quale viene condotta la campagna mediatica contro il premier: «Ogni mattina apro i giornali e leggo di Berlusconi di qua e Berlusconi di là. E ogni mattina spero di trovare quella verità che io so e che ribalterebbe tutto, ogni giorno spero che il presidente abbia la forza di farlo, di dire. E invece niente. Il Paese poteva essere travolto da un finto scandalo, l’immagine internazionale sta per essere compromessa. Non è più accettabile, sopportabile. Sono certa che la misura è colma, che il gioco è truccato».

31 maggio 2009

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9 Commenti a “Un maturo ganimede…con le corna ?”

  1. UDM scrive:

    …e le radici cristiane?
    …ed il “family day”?
    …e la sottomissione gratuita ai preti?
    ..ed il baratto dei valori del Risorgimento con la restaurazione dello stato vaticano esteso all’intera Italia?
    …e lo scempio del cora a core con Geddafi?
    …e lo scempio del cora acoe con Putin?
    …e…e…
    Che tristezza!
    Che schifo!
    Che guaio!

    .

  2. Tiziana scrive:

    Non comprendo come la Santanchè si è èremessa di dire queste cose. Nella mia scala di valori Silvio non è mai salito un granchè, ma il fatto che non difenda sua moglie o ex o madre dei suoi figli e bla e bla lo fa scendere agli inferi.

  3. admin scrive:

    Giulio C.Vallocchia scrive :

    sulla vicenda del maturo ganimede e dei week end in Sardegna vi propongo questo commento di Marco Travaglio trovato in una mailing list

    Marco Travaglio
    Al Tappone & Topolanek

    La tragicommedia di quest’uomo ridicolo, e al contempo pericoloso, che rischia
    di finire appeso non a un distributore di benzina, ma al suo pisello, è una
    formidabile cartina al tornasole per misurare la qualità degli uomini che hanno
    in mano la politica e l’informazione, cioè il Paese. Un paese dove nessuno fa
    più il suo mestiere. Un giornale, comicamente battezzato “Libero”, anziché fare
    le pulci al presidente del Consiglio, ne pubblica a puntate l’agiografia in
    apposite dispense da rilegare e intanto si dedica a demolire la povera Veronica,
    prima ritratta a seno nudo, poi sbattuta in prima pagina come fedifraga perché
    avrebbe “un compagno”. La lieve differenza è che il premier è un personaggio
    pubblico, mentre Veronica no, dunque ciò che fa lei è affar suo, mentre ciò che
    fa lui è affar nostro. Il fatto che la fonte dello “scoop” su Veronica sia
    l’onorevole Santanchè, appena rientrata all’ovile del Pdl dopo una stagione di
    sguaiate polemiche (“Silvio concepisce la donna solo in posizione orizzontale”,
    “io non gliela darei mai” e così via), aggiunge un tocco di eleganza e di
    disinteresse al tutto.

    Altri giornalisti, Belpietro e Amadori di Panorama, entrano in contatto con un
    fotografo che offre foto del premier e della sua corte di nani e ballerine a
    Villa Certosa: essendo dipendenti del premier, i due non si limitano a scegliere
    se acquistarle o rifiutarle, ma optano per una terza soluzione: denunciano il
    fotoreporter all’avvocato Ghedini, che è anche parlamentare. E, siccome in
    quelle foto “non c’è nulla da nascondere”, Ghedini chiede alla Procura di Roma e
    al Garante della privacy di bloccarne la pubblicazione. Anche perché, oltre alle
    scenette lesbo di alcune squisite ospiti, ci sono pure le immagini del premier
    ceco Topolanek (non è un nome d’arte, si chiama proprio così) nudo come un verme
    tra cotante femmine: immagini che potrebbero sconsigliare altri capi di Stato e
    di governo dal frequentare ancora la dimora berlusconica. Ma, a questo punto, il
    meglio lo dà la Procura di Roma, che di sabato mattina, non avendo di meglio da
    fare (giustizia a orologeria?), incrimina il fotografo à la carte, lo fa
    perquisire, gli fa sequestrare tutto ciò che ha nei computer, con accuse che
    vanno dalla violazione dalla privacy (tutta da dimostrare, visto che le foto
    nessuno le ha viste) alla tentata truffa ai danni di Belpietro (come se trattare
    con un giornale per vendere foto fosse una truffa; e poi, dov’è la denuncia di
    Belpietro?).

    Naturalmente Roma non è competente su fatti avvenuti a Olbia, sotto la
    giurisdizione della Procura di Tempio Pausania. Che però ha già chiesto
    l’archiviazione per lo stesso fotografo su fatti analoghi: le foto del festino a
    Villa Certosa di due anni fa, pubblicate da “Oggi”. Dunque, se si occupasse
    anche di questo caso, deciderebbe allo stesso modo. Un solo fatto, in questa
    tragicommedia, sarebbe competenza di Roma: l’uso di aerei di Stato per
    aviotrasportare Apicella, orchestrali e ballerine di flamenco dalla Capitale a
    Villa Certosa. Si chiamerebbe peculato, la prova è nelle foto sequestrate, ma
    non risultano indagini in tal senso. Ecco: alla fine della fiera, il delinquente
    è il fotografo.

  4. merula scrive:

    Non ho capito da quale versante “la misura è colma”, onorevole (?) Santa…nchè!

  5. Anonimo scrive:

    Ma la Santanchè non diceva peste e corna del nano? Cos’è successo?

  6. Tiziana scrive:

    Questo articolo di Travaglio mi sembra soprattutto moralisticheggiante. Se il comportamento di Berlusconi è infantile e riprovevole, quello dell’opposizione, di Repubblica e di Travaglio mi sembra da guardoni frustrati,
    Sottolineo inoltre che le presunte foto di meravigliose ragazze in posa lesbo è una delle più tipiche fantasie del maschio inconcludente . Se Travaglio e gli altri non sprecassero risorse in fantasie ma si dedicassero alla quarta settimana saremmo tutti un pò più sereni

  7. Tiziano scrive:

    Travaglio e repubblica fanno il loro dovere.
    Il metodo col quale vengono scelte le candidature alle europee è una fondamentale questione democratica (non si può usare il benaltrismo).
    Poi è probabile che l’inadeguatezza della classe dirigente e il problema della quarta settimana siano correlati

    Inoltre la credibilità di un capo di governo ha pur sempre una qualche importanza almeno all’estero

  8. Tiziana scrive:

    Travaglio è un moralista ma fa il giornalista come Repubblica e l’espresso. Il dramma è in chi cavalca, senza comprendere nemmeno che Berlusconi è un maestro della materia, questi giornali facendone un riferimento politico. Che è estatamente quello che ha fatto Franceschini e non solo. Comprendo che agiti la parola benaltrismo come uno scudiscio , ma avresti dovuto comprendere che non è di questo che parlavo, ma dei limiti della politica di opposizione