Ecco come il Vaticano ci prende per il culo e, fra risparmio energetico ed incentivi, si cucca in venti anni 1 miliardo e 326 milioni di Euro a spese dei contribuenti italiani, a fronte di un investimento iniziale di 500 milioni. Riceviamo dal nostro amico Nino Biddau questo piccolo, semplice ma straordinario conticino che non troverete in nessun altro mezzo di informazione pubblico e privato nel Vicereame del Papa Re. Grazie Nino !
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Le belle trovate di Monsignor Boccardo e del Cardinal Lajolo E io pago !!
Monsignor Boccardo, segretario generale del Governatorato del Vaticano si offese per essere stato trattato come un moroso quando l’ACEA nel 1999 si decise a richiedergli 50 miliardi di lire quale arretrato per 20 anni di scarichi abusivi di liquami nei depuratori dell’ente .Sino al 1970 gli scarichi finivano direttamente nel Tevere,in seguito vennero riversati in vasche di purificazione ,gestite appunto dall’ACEA ,allora comunale. Monsignor Boccardo si rifiutò di onorare il debito, appellandosi all’articolo 6 del Concordato secondo cui il Vaticano ha diritto a ricevere “gratis et amore Dei “tutta l’acqua di cui ha bisogno ; gli azionisti dell’ACEA ,che nel frattempo era stata privatizzata ,protestarono per cui il governo italiano fu costretto ad inserire nella finanziaria del 2004 una voce di 25 milioni di euro, più 5 milioni dal 2005 , da versare all’ACEA per i liquami arretrati dello Stato della Chiesa ,di cui in verità nel Concordato non si fa cenno. Chi alla fine ha dovuto mettere le mani al portafoglio è il povero contribuente romano che, non potendo appellarsi ad alcun concordato, nella bolletta per l’acqua trova regolarmente incluso il canone “fognature”, comprensivo anche della gestione dei depuratori.
Monsignor Boccardo è munito di una fertile fantasia e non si contenta di ricevere l’acqua (6 milioni di metri cubi l’anno) e di usufruire degli impianti di depurazione senza versare un soldo ,ma ha trovato il modo di rifornire il Vaticano di energia elettrica non solo in maniera gratuita ma addirittura guadagnandoci sopra. I media hanno riportato il contenuto di una trasmissione vaticana nella quale in relazione alle iniziative ecologiche del Vaticano si è data notizia dell’inaugurazione di un impianto fotovoltaico del quale s’è dotata l’aula Paolo VI° , progettata dall’architetto Nervi ed utilizzata per le udienze papali. Le tegole di copertura della struttura sono state sostituite da 2400 pannelli solari in grado di garantire ,ci informa la stampa, una potenza di 221 KW.
La realizzazione ecologica sostenibile e progressista , ci informano monsignor Boccardo e l’ing. Cuscianna, direttore dei servizi tecnici del Governatorato, “si colloca nella scia della cultura del verde,caratterizzata da valori etici, così come è nelle intenzioni di Papa Benedetto XVI“ e permettere, richiamandosi alle discutibili conclusioni dell’IPCC (l’organismo politico, pseudoscientifico dell’ONU che s’è inventato l’effetto serra di origine antropica) di evitare l’emissione di 225.000 Kg di CO2 .
Mons. Boccardo deve aver riflettuto sul fatto che nell’atmosfera vi sono 400 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e che l’IPCC valuta annualmente in 20 milioni di tonnellate il CO2 creato da attività dell’uomo ; conseguentemente l’illustre prelato deve essere giunto alla logica conclusione che , se persino la riduzione mondiale del 5% , prevista dai protocolli di Kyoto, in realtà è una turlupinatura perché si risolve in un’insignificante riduzione di mezzo milione di tonnellate di emissioni del gas con risultati pratici pari a zero , a maggior ragione le 225 tonnellate risparmiate con il FV installato sull’aula Paolo VI° sono in realtà un nulla ,anzi una presa in giro ed infatti Mons. Boccardo ha furbescamente sottolineato subito dopo che “ le nostre iniziative sono simboliche e pedagogiche “ ; ed anche , aggiungo malignamente io, remunerative .
Fra queste iniziative Monsignore ha incluso anche una serie di cervellotiche idee , che ricordano tanto le realizzazioni estemporanee del mai dimenticato Pecoraro Scanio , come l’utilizzazioni di biomasse , ottenute da deiezioni animali ,per alimentare i consumi energetici della villa papale di Castelgandolfo ed il proposito di permettere l’entrata in Vaticano solo a macchine alimentate elettricamente od ad idrogeno .
I media sono scarsi di informazioni sulle caratteristiche tecniche dell’impianto fotovoltaico ,inaugurato in Vaticano .Qualche considerazione possiamo però trarla ugualmente dagli unici dati disponibili secondo cui la potenza massima sarebbe di 221 Kw ed i pannelli occuperebbero un area di 5.000 mq .
Il costo di un impianto FV , con moduli di silicio monocristallino , “ grid connected “ , cioè collegato in parallelo alla rete elettrica dell’ENEL ,comprensivo di inverter (che trasforma la corrente continua in corrente alternata) e di contatore di energia , s’aggira intorno alle 7 euro/watt ,per cui il valore complessivo può essere valutato all’incirca pari ad un milione e mezzo di euro.
Una centrale normale con la potenza di 221 Kw produrrebbe a regime 1936 Mwh annue ,ma un impianto FV funziona in maniera ottimale solo di giorno e d’estate se non piove ,cioè quando la radiazione solare incide sulle celle che compongono il pannello e da queste viene trasformato in corrente elettrica ; di conseguenza l’energia disponibile prodotta in un anno da un impianto FV con 221 Kw di picco sarebbe di soli 215 Mwh .
Va inoltre rilevato che ,considerando la potenza specifica media annuale alla latitudine di Roma di un sistema di trasformazione FV dell’energia solare pari a 20watt/mq , un impianto FV con una potenza di di 221 Kw necessita di una superficie di 11.500 mq e non dei 5.000 mq di cui ha accennato radio vaticana .
Se il vantaggio,ottenuto con l’impianto fotovoltaico installato sui tetti dell’auditorium Paolo VI°, si limitasse al solo risparmio dei 0,15 euro per Kwh ,che i contribuenti pagano all’ENEL per l’energia consumata, non ci sarebbe alcuna utilità finanziaria per il fruitore dell’energia solare FV , nella fattispecie monsignor Boccardo , perché l’economia di danaro ottenuta sarebbe appena di 32.266 euro annui ed il costo dell’impianto verrebbe ad essere ammortizzato in 47 anni , ma monsignor Boccardo sa che potrà utilizzare il famigerato, inutilmente dispendioso decreto 287/2003 del governo Berlusconi.
L’incentivo previsto in attuazione di tale decreto sarebbe per strutture superiori a 20 Kw di 0,32 euro per ogni Kwh prodotto nel caso di impianti esteticamente discutibili e di 0,44/Kwh per pannelli solari integrati architettonicamente all’ambiente .Naturalmente come osserva Monsignore “un’ecologia estetica,ancor che con finalità di salvaguardia climatica ,deve per lunga e classica tradizione coniugarsi col bello” ; ed infatti ha coerentemente optato per il più sostanzioso incentivo di 44 centesimi di euro per Kwh.
Tale incentivo permetterà alle casse vaticane di incassare un premio complessivo di 91.444 euro l’anno che, aggiunto alle 32.266 euro di risparmio, sarà in grado di ammortizzare l’ investimento iniziale del Vaticano di 1.500.000 euro in soli 12 anni .
In venti anni fra risparmio ed incentivi il vantaggio finanziario per il Vaticano sarà di 2.500.000 euro Considerando l’ investimento iniziale di un milione e mezzo, non c’è certo di che lamentarsi .
A proposito, l’investimento del Vaticano di 1.500.000 euro in realtà non esiste perché l’installazione FV completa è stata donata generosamente dalla tedesca Solar World Act ad un Papa tedesco e non può che essere stata una manifestazione, come ha commentato Radio Vaticana, della Divina Provvidenza . La tariffa incentivante di 0,44 euro per Kwh prodotto invece non piove dal cielo –o dalla Germania – grazie alla Provvidenza Divina, ma viene prelevata dai fondi del cip6 che è un’addizionale sulla bolletta dell’energia elettrica pagata da tutti gli utenti d’Italia.
L’appetito vien mangiando .Visti gli ottimi risultati ottenuti dall’impianto installato sul tetto della sala Paolo VI° , per cui si dispone per venti anni di energia elettrica gratuita a spese del contribuente italiano , il cardinal Giovanni Lajolo presidente del Governatorato e monsignor Boccardo hanno pensato di organizzare le cose in grande. Hanno dato mandato al già citato ing. Cuscianna , responsabile dei servizi tecnici vaticani , ed al dott. Villarini, responsabile dei progetti per le fonti rinnovabili ed ecoprogressiste , il mandato di sostenere i consumi, soprattutto quelli turistici gestiti dai preti (alberghi,ristoranti,bar,ecc.) di S. Giovanni Rotondo con tecnologie fotovoltaiche che saranno naturalmente tramite il già citato cip6 a carico degli utenti italiani . Il cip6 è una bella torta di 3 miliardi di euro l’anno ed alla sua spartizione non può mancare il Vaticano.
Il progetto più prestigioso e remunerativo , che sta per essere messo in cantiere , sarà il parco fotovoltaico progettato nei terreni del borgo medioevale di S. Maria di Galeria ,donato al Papa dal governo italiano nel 1930 , dove attualmente sono installate le antenne radio vaticane . I giornali parlano di un investimento di 500 milioni ; l’impianto eretto su una area di 300 ettari svilupperà una potenza di 100.000 kw ed una produzione annua di 130 GWH, sufficiente per soddisfare le esigenze energetiche non solo delle potenti antenne radio ma della totalità delle strutture vaticane. La produzione verrà collegata in parallelo alla rete elettrica pubblica e, a quanto hanno evidenziato alcuni organi di stampa, verrà agevolata fiscalmente dallo Stato italiano e godrà, sempre grazie alla legge 287 del governo Prodi, di un incentivo di 0,32 euro per ogni Kwh prodotto. Dopo un incontro con il ministro Scaiola pare che il Vaticano abbia ottenuto l’approvazione per l’elaborazione di un piano di fattibilità che sarà affidato –guarda un po’- alla tedesca Solaword AG .
Senza tediare ulteriormente chi legge con noiosi calcoli aritmetici concludo evidenziando che in venti anni la Santa Sede godrà di un guadagno fra risparmio energetico ed incentivi di 1.326.000,000 euro, sempre a spese dei contribuenti italiani, a fronte di un investimento iniziale di 500 milioni.
Il cardinal Lajolo ha commentato”Nei momenti di crisi si devono sviluppare le energie rinnovabili e –evitando,con la struttura fotovoltaica in progetto a Ponte Galeria , l’emissione di 70.000 tonnellate di CO2 – si da una mano all’Italia “ che ne ha tanto bisogno visto che il Climate Chang Performance Index la pone al 44° posto su 57 fra i Paesi che dovrebbero rispettare il santificato e benedetto protocollo di Kyoto.
Ringraziamo il cardinal Lajolo e prepariamoci ad un probabile aumento della bolletta dell’ENEL. (N.B.)

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