27/5/09 – Er più

La lumachella de la Vanagloria,
ch’era strisciata sopra n’obbelisco
guardò la bava e disse: già capisco
che lascerò n’impronta ne la storia
Trilussa

Deve essere vero che fa più danni lo stupido che l’assassino. Se poi lo stupido assomiglia alla lumachella di Trilussa il cerchio si chiude perfettamente.
Un po’ di fatti: il sindaco Alemanno si è recato qualche giorno fa a Gerusalemme, con una delegazione talmente folta da destare meraviglia in un paese che vanta da sempre politici informali e pratici. La gita capitolina aveva lo scopo di ritirare una targa assegnata ai romani e per titolare uno slargo, accanto alla sinagoga italiana della città gerosolimitana, a Roma. Una sorta di ponte storico “pacificatore” in memoria di quando i Romani fecero schiavi gli abitanti della Giudea, episodio storico che è mirabilmente raccontato sull’Arco di Tito (davanti al Colosseo). Alemanno eccitato dalla targa, ha fatto lo smargiasso come mai… si è recato a Sderot e si è preso di striscio un kassam (che però non lo ha colpito), e si è improvvisato mediatore di pace (!!!) offrendo una sede romana per l’ambasciata dello stato palestinese (e speriamo che lo Stato ci sia presto, ma non spetta al comune offrire sedi prestigiose). Tornando a casa ha trovato al varco associazioni islamiche capeggiate da Hamza Piccardo e rappresentanti di paesi arabi che hanno protestato con forza, perché inaugurare piazza Gerusalemme (una palina in pietra rosa nella zona del ghetto da scoprire mercoledì 27) con gemellaggio e presenza del sindaco di Gerusalemme Nir Barkat, è un formale riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele.
La fuga alemanniana dalla cerimonia è stata comunicata a Barkat con un fax spedito di sabato (che in Israele shabbat sia festa lo sanno pure i selci), ufficialmente per la partita della Champions. Ovviamente lì non si sono bevuti la questione della sicurezza determinata dalla partita di cui tutti, per primo Alemanno, erano a conoscenza da mesi, anzi il primo cittadino di Gerusalemme era stato invitato all’Olimpico dal suo omologo romano. E se ieri i giornali sotto l’immagine del moretto scrivevano rimu (inganno), il primo ministro Netanyahu ha parlato di tradimento politico. Barkat oggi sarà a Roma per placcare Alemanno, e se non riuscirà a fissare una data per la cerimonia saranno problemi grossi che non potranno certamente essere leniti da un posto in tribuna all’Olimpico.
Che Alemanno sia stato un errore anche per la coalizione che lo sostiene è fatto acclarato. Il richiamo di Berlusconi sulla trascuratezza della capitale, poi leggermente rettificato (ma sappiamo che il cav. la prima cosa che dice è quella che pensa) è stato un avvertimento per il vanaglorioso. Il famoso buco di bilancio che Alemanno ha tentato di allargare oltre ogni pudore, è stato ripianato e stoppato da palazzochigi. Ma, sul fronte decoro-sicurezza-trasporti, la città già ferita è ora morente sotto gli occhi di tutti.
Ovviamente la nostra preoccupazione non è che Alemanno rappresenti una palla al piede per Berlusconi, la nostra tristezza è per la città umiliata.
Quanto all’altra creatura morente, l’opposizione che rincorre il cav. cavalcando le dieci domande da salotto moralista di Repubblica sperando di sconfiggerlo coi pettegolezzi, si riscuota dalla sua debolezza politica, magari riflettendo sul fatto che ha consegnato la città delle Fosse Ardeatine e del 16 ottobre, ad un clericofascista incompetente. E anche ponendo domande – serie e sue però – sulla modesta azione del governo da lui presieduto.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Vedi anche qui http://www.nessundio.net/blog/2009/05/04/1567/

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7 Commenti a “27/5/09 – Er più”

  1. marcello scrive:

    Alemanno è un cretino. Questa questione dormiva da parecchio sul tavolo del campidoglio e veltroni la rimandava saggiamente. è arrivato l’intelligent e per gadagnarsi na rifa sui giornali ha fatto il casino

  2. Tiziana scrive:

    Bisognerebbe riconoscere una volta per tutte che questo amore per Israele da parte delal destra con la celtica al collo, è estattamente coincidente con l’amore che il papa nutre per gli ebrei (quelli che onora morti, non uccisi, da un paese ateo durante la Shoah)

  3. continuano le aspirazioni internazionali scrive:

    del sindaco di roma

    Questa sera il Sindaco di Roma Gianni Alemanno e l’Ambasciatore tedesco Michael Steiner faranno da padrini a un evento speciale: stasera e domani, dal tramonto fino alle due di notte, sul Colosseo verranno proiettate delle immagini significative della caduta del Muro di Berlino avvenuta vent’anni fa, il 9 novembre 1989. Il monumento più famoso e amato di Roma “ospiterà” così per due giorni delle immagini dell’apertura del Muro che fanno parte del nostro immaginario collettivo, a sottolineare il legame fra Roma e Berlino. La breve cerimonia di inaugurazione avverrà oggi 27 maggio alle ore 19.45 presso il Colosseo sul lato di Via dei Fori Imperiali. In questa occasione l’Ambasciatore Steiner dice: “1989 Berlino – 2009 Roma ricorda: Oggi e domani vedrete immagini del Muro caduto che era stato concepito per l’eternità. Le vedrete sul muro del Colosseo che davvero rappresenta l’eternità. Vedrete la caduta di un muro che separava su di un muro che rimarrà. Tutto nella Città Eterna, culla dell’Europa”. Questa proiezione è la prima di tante iniziative per i vent’anni dalla caduta del Muro che continueranno fino al 9 novembre 2009. Già domani sera presso la residenza dell’Ambasciatore Steiner ci sarà la tavola rotonda “La caduta e le conseguenze. Repubblica di Berlino e Seconda Repubblica – Germania e Italia dopo l’apertura del Muro” con Gianfranco Fini (Presidente della Camera), Wolfgang Schäuble (Ministro federale degli Interni), Umberto Eco e Lothar de Maizière (ultimo Premier della DDR) in veste di relatori. La discussione sarà l’occasione per analizzare il percorso fatto dai due Paesi dopo la caduta del Muro e le ripercussioni della nuova situazione, anche per quanto riguarda i rapporti reciproci. In occasione della tavola rotonda, il 27 e il 28 maggio il Colosseo offrirà quindi una nuova e inedita immagine di sé.

  4. Anonimo scrive:

    Alemanno è un cretino e questo pasticcio internazionale ne è la millesima prova.

  5. Fran scrive:

    Domanda: per andare in Israele si è tolta la croce celtica?

  6. [...] E’ difficile stare dietro a tutto quello che fa il sindaco, ma ci siamo presi l’oneroso impegno di informare, almeno su quanto di più eclatante fa, i lettori di Nogod che non vivono a Roma e che non sono raggiunti dalle gesta der più. Avevamo appena finito di piangere/ridere sulla riverente accoglienza al Muammar el Gheddafi e sulla goffaggine del suo staff (pletorico e ben remunerato) che ha mandato almeno dieci inviti stampa dando titoli al capo della Giamahiria utilizzando come modello il rag. Fantozzi col suo capo. Salvo il giorno dopo, forse impaurito dai tanti rilievi fattigli per aver organizzato pulmini di impiegati precettati per riempire la piazza, rilasciare una intervista a la Stampa indossando i tacchetti del leader politico dando consigli di comportamento al colonnello. Sarebbe stato auspicabile che almeno per il mese di giugno si mettesse uno stop, ma per Alemanno una gaffe (politica) al giorno è un obbligo. Notevole la questione dell’amico prete presunto pedofilo. I fatti: tra le polemiche ha preso il via il processo per pedofilia a don Ruggero Conti, ex parroco della Chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, finito in manette il 30 giugno e accusato di violenze su 7 bambini tra il ’98 e il 2008. Don Ruggero è amico e grande elettore del sindaco, anzi, Alemanno lo aveva individuato come garante per la famiglia e le periferie. Come è noto, il Comune di Roma ormai da parecchi anni si costituisce parte civile nei casi di violenza sessuale. Durante la prima tranche del processo, rinviato al 7 luglio, il tribunale ha accolto la costituzione di parte civile delle famiglie delle presunte vittime, della onlus Caramella buona e dell’esponente Radicale Mario Staderini*, possibile grazie ad una norma (art. 9 del testo unico degli enti locali)che permette a qualsiasi cittadino elettore di prendere posizione a fianco delle vittime nei giudizi in cui manca l’amministrazione pubblica di riferimento. Il pubblico ministero infatti ha comunicato che il Comune non si era costituito parte civile nel processo, leggendo una lettera firmata da Alemanno che ha motivato la scelta con una “non completa conoscenza degli atti”. Il portavoce del sindaco, Simone Turbolente (che è a capo del pomposo staff che ha eletto re il colonnello Gheddafi) ha negato la lettera letta dal pm, e (perfino) Francesco Storace, antico sodale partitico del sindaco ora capogruppo di Destra al Campidoglio, ha chiesto di non esporre la città al ridicolo. Ma per giustificare una stronzata così, occorre un capro espiatorio, trovato nella funzionaria Rita Camilli, prontamente rimossa dal suo incarico, e individuta come colei che si era assunta la decisione di non far costituire parte civile il Comune. Ma l’Alemanno imbufalito, ha promesso altri tagli di teste eccellenti, anche perché pure per lo stupro di luglio di una coppia olandese aveva fatto (e Roma con lui) la stessa ridicola figura. Il radicale Mario Staderini ha chiesto che almeno il capo ufficio stampa si dimetta, il che sarebbe comunque un bel risparmio visto il suo non indifferente stipendio (la cui cifra è stata stabilita da una delibera di giunta quindi è atto pubblico), ben al di sopra di qualsiasi retribuzione sia stata mai concessa dal precedente sindaco. In questa vicenda l’ha fatta da padrone il radicale Mario Staderini che ha mostrato la lettera firmata il 4 giugno dal sindaco dove si legge “il sottoscritto dichiara di non costituire l’amministrazione comunale nel processo sopra indicato”. Nella determinazione dirigenziale del 25 maggio si legge che “la legittimazione alla costituzione di parte civile per i reati di violenza sulle donne non appare automaticamente trasferibile alla violenza sui minori”. E così sia! Ma, non finisce qui. Sappiamo che l’assessore al patrimonio, sempre grazie all’ottimo Staderini che ha monitorato lo scempio, per farsi eleggere al parlamento europeo è quello che ha imbrattato di più la nostra bella città, e l’assessore al bilancio, un tecnico, minaccia le dimissioni. E ancora, nicchia sulla richiesta di intitolare un tratto di via Nomentana, all’altezza dell’ambasciata dell’Iran, al 9 luglio ‘99, data in cui cominciarono le prime proteste degli studenti iraniani, mentre sgomita per stravolgere la toponomastica a qualsiasi militante missino sia morto, ammazzato o per cause naturali. Ammetto di aver avuto i brividi vedendo le braccia tese nel saluto fascista che ha accolto Alemanno, ma non sapevo che dietro quell’anacronistico saluto c’era la totale incapacità di amministrare. LEGGI  http://www.nessundio.net/blog/2009/05/27/1751/ [...]