“C’è una sproporzione tra le chiese vuote e Benedetto XVI che ogni giorno dobbiamo sorbirci sulla rai. La politica, anche a sinistra, riserva al Vaticano un’obbedienza formale” Marco Bellocchio, regista
“C’è un drappello di parlamentari cattolici che vuole fare delle leggi che piacciono molto a loro, piacciono molto alla Chiesa ma piacciono molto meno alla maggioranza degli italiani. La differenza tra loro e me, tra loro e la maggioranza di noi, non è una diversa base valoriale, ma l’incrollabile consapevolezza che la democrazia viene prima” Filippo Facci, giornalista
Solo un minuto dopo l’elezione di Obama alla presidenza degli Stati Uniti, la Conferenza dei vescovi americani ha richiamato al valore irrinunciabile della vita. Ma secondo il giornalista Enrico Beltramini che sa di cose americane, non c’è mai stata un’amministrazione così cattolica, neanche quando il presidente era JFK. Sono cattolici il vicepresidente Joe Biden, la speaker (terza carica) Nancy Pelosi, quattro ministri del governo su dodici. E ancora lo sono ¼ dei membri del Congresso mentre il 54% della popolazione di fede cattolica ha votato per il presidente. Segno evidente che non ubbidiscono alle gerarchie giacché le posizioni obamiane sugli embrioni e l’aborto erano esplicite. Il bell’intervento (pubblicato integralmente dal Sole 24ore) all’Università cattolica di Notre Dame, che ha registrato qualche malumore, il boicottaggio di alcuni vescovi che sono riusciti a raccogliere ben 360.000 firme contro di lui e la polemica assenza di Mary Ann Glendon, ambasciatrice (di Bush) presso la Santa Sede, ha mostrato come Obama sta disegnando una nuova America. Un paese fatto di minoranze – culturali, religiose, etniche – dove la cultura bianca e cristiana è già minoranza e non può pretendere di avere supremazie.
“Ricordate anche che l’ironia ultima della fede è che ammette necessariamente il dubbio. E’ il credere in cose non viste. Sapere con certezza ciò che Dio ha pianificato per noi o che cosa ci chiede è oltre la nostra capacità di esseri umani. E questo dubbio deve temperare le nostre passioni, renderci diffidenti nei confronti del troppo moralismo. Deve costringerci a lasciarci aperti e curiosi … Se c’è una legge della quale possiamo dirci certi è quella che lega i credenti di ogni religione a coloro che non credono. Dobbiamo trattarci l’un l’altro come vogliamo essere trattati”. Sembrerebbe la strada giusta da percorrere, come lo scrosciante applauso del rettore dell’Università Notre Dame e degli studenti ha accolto queste parole.
Questo negli Stati Uniti.
Più o meno nelle stesse ore in Italia il presidente della Camera Gianfri Fini (terza carica dello Stato, cioè omologo di Nancy Pelosi), ha detto che “il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso”. Enunciazione ovvia e banale che ha imbarazzato la sua parte politica producendo reazioni da manicomio.
Nella nostra Costituzione c’è lo scellerato art. 7, che impegna l’Italia ad abbassare il capo davanti ai dogmi religiosi del cattolicesimo sancendo una condizione di privilegio per la Chiesa che non corrisponde con uguali doveri civili. Unica Costituzione al mondo che contempla uno Stato che da sovranità ad un altro Stato sul proprio territorio. La domanda che ci facciamo, ma conoscendo un po’ la risposta, è: tra i due contraenti concordatari, lo Stato e la Chiesa cattolica, chi ha in questo paese il sopravvento?
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

La risposta è la Chiesa.
Credo che i bianchi cristiani saranno presto una minoranza negli Stati Uniti, quello che è veramente importante è che Bush voleva convincere gli americani che l’unica maggioranza erano i cristiani bianchi
Non sarebbe male pensare ai cattolici come a un gruppo che vive in Italia. Ma il problema rimane l’anacronstico servaggio dello Stato italiano , tra l’altro iscritto nella Costituzione.
l’Art. 7 che si deve anche alla ottuistà del PCI è ancora la suo paosto perchè abbiamo una classe politica di leccamazzo ignoranti e parolai (compresi SeL che pure voto per disperazione) le due caste hanno entrambe bisogno di spalleggiarsi tra loro. Se cade l’una cade anche l’altra, troppo stretto è il connubbio, anche di interessi economici, tra gerarchie cattoliche e gerarchie politiche
paradossalmente gli unici che potrebbero salvare la situazione forse sono proprio i i cittadini cattolici che personalmente mi ostino a distinguere dalle gerarchie ma devono trovare la forza per dire NO alle bolse sottane che pretendono di rappresentarli
@Anna
Purtroppo la laicità e l’anticlericalismo non è percepito come un danno per lo Stato. Prova ne sei tu che voti per il peggio del comunismo di risulta.
Purtroppo in Italia, spariti i socialisti, ormai si è completamente abbandonata l’idea di abolire il Concordato. Ti ricordo che perfino l’ici alla chiesa i coraggiosi di rifondazione comunista (riciclati in SL) durante il governo Prodi si rifiutarono di firmare la mozione dei radicali per abolre il privilegio.
oltre che i rifondaroli anche i socialisti residui e più o meno perbene sono confluiti in SL, per motivi già esposti (scarsa fiducia nella visione neoliberista dei radicali ) non voterò Radicale mentre voto SL turandomi il naso e incorciando le dita
come cittadini cmq forse dovremmo farci sentire di più anche con chi voteremo facendo pressione perchè i temi laici e civili siano al centro dell’azione politica insieme a quelli legati alla disastrosa situazione sociale che secondo me si deve unire alla battaglia per la laicità,
tanto per citare i soliti dati: Dal 2002 fino al 2005 i cittadini che hanno avuto più potere d’acquisto sono stati i liberi professionisti e gli imprenditori: + 9,053 euro
mentre chi ha progressivamente perso potere d’acquisto e in pratica si è impoverito sono stati operai ed impiegati: operai meno 1,434 euro, impiegati meno 1,423 euro,
per il 2008 le previsioni danno ulteriore perdita di potere d’acquisto
quando si perde il lavoro e/o i soldi sono pochini si è ricattabili e anche sul piano della laicità e dei diritti civili si è più fragili.
Speriamo in bene, comunque io voto Radicale dove non devo fare pressioni perchè i temi laici siano ascoltati. Sono ssotanzialmente d’accordo con Dorascenzi che la laicità non è una scelta elettorale che interessa gli elettori.
Ma davvero Filippo Facci è stato capace di dire una cosa così sensata? Cos’è, l’eccezione che conferma la regola?
Filippo Facci è persona laicissima e, soprattuttoo, lo scrive.
Inoltre odia il giustizialismo. Politicamente credo sia radicale.
Lavora a mediaset e collabora con il Giornale da dove Tiziana ha ripreso questa cosa scritta nella sua rubrica quotidiana che si trova nella parte bassa del giornale in prima pagina.