18/5/09 – Ripensamenti

Non occorre una visione evoluta della vita per amare il potere. Non occorre una visione evoluta della vita per andare al potere. Una visione evoluta della vita può, anzi, essere il peggiore impedimento, mentre non avere una visione evoluta può essere il più splendido vantaggio per conquistare il potere. (Philip Roth)

Sua Santità Benedetto XVI e il Segretario di Stato card. Tarcisio Bertone hanno ricevuto la loro prima carta d’imbarco . Volo El Al LY2009. Sorpresa e un po’ di imbarazzo da parte dei giornalisti italiani. (Corriere della Sera)

Cosa resterà del viaggio del papa in Israele? Fatte salve le immagini “turistiche” come la formale commozione allo Yad Vashem (ma senza la visita al memoriale) e il bigliettino infilato nelle fessure del Kotel, che avrà contenuto il pensierino edificante tipico del turista suggestionato dal luogo sacro, rimane il discorso politico sull’abbattimento dei muri. In sintesi estrema, onore agli ebrei morti (senza ricordare le responsabilità del cattolicesimo) ma nessuna comprensione per gli israeliani. Qualche frase generica sul terrorismo il pontefice l’ha detta: “esistono serie preoccupazioni riguardo alla sicurezza”, senza fare cenno agli attentati dei kamikaze o ai missili, ma, in vero spirito bipartisan, condannando entrambi. B16 ha ricordato come i palestinesi soffrano gli eventi del 1948, cioè la nascita dello Stato di Israele, e come il muro li intrappoli e impedisca qualsiasi contatto con i loro fratelli. Peccato che il papa del “si abbatta il muro” non abbia menzionato il fatto che senza barriera difensiva i fratelli arabi (che poi sono gli stessi che aveva insultato coll’inopportuno discorso di Ratisbona) andavano a farsi saltare nelle discoteche e sugli autobus.
Generica l’invocazione dei due Stati, considerando la rottura tra Hamas e Abu Mazen, e inutile perché mai ha richiamato al riconoscimento dello Stato di Israele. Niente di religioso ma molto di politico poi, indossare più volte la kefiah. Del resto è anche difficile comprendere quali siano le reali intenzioni di un pontefice che teme e condanna l’antisemitismo ma si limita ad un ammonimento al vescovo negazionista Williamson, dando l’impressione di uno studioso di teologia confuso chiamato a ricoprire un incarico per il quale è totalmente incapace. Lasciando Israele, al momento di uno scambio di saluti, che è apparso freddamente protocollare sia con il presidente che con il primo ministro, il papa che era stato ampiamente criticato dai media per la sua apatia verso i sopravvissuti alla Shoah, dimenticando il suo passato nella hitlerjugend (e passi pure che forse fare il giovane nazista era doveroso in quel momento) ha voluto ricordare che l’olocausto è figlio di un paese ateo (sic).
Mentre i giornali israeliani tirano un sospiro per la fine di un viaggio che ha tenuta impegnata la sicurezza nell’operazione “tunica bianca” drenando risorse economiche, il ministro del Turismo Stas Misezhnikov (di Israel Beiteinu), spera che la visita papale attiri turismo, in calo per la guerra a Gaza e per la recessione economica. Misezhnikov, immigrato dalla Russia nel 1982, vorrebbe attirare i ricchi russi, ma punta anche sugli evangelici americani. Quanto ai pellegrini italiani, è noto che la maggior parte di loro ignorano del tutto la storia dello Stato ebraico. Mentre fanno la fila agli sportelli dei passaporti la loro guida – quasi sempre un prete – si affanna a spiegargli che non devono farsi mettere il timbro, altrimenti non saranno più liberi di andare da nessuna parte. In realtà sono “alcuni altri paesi” ad impedire l’ingresso se sul passaporto c’è il timbro di Israele. Nei programmi di viaggio dei pellegrini italiani non c’è nessun luogo ebraico significativo da visitare (il Muro del Pianto, la Tomba di Rachele, la Grotta di Machpelà, le tombe di Maimonide…) ma solo la Via dolorosa, la Sala dell’Ultima Cena, il Santo Sepolcro… Raramente in questi viaggi è compreso lo Yad Vashem. Ovviamente le guide scelte sono sempre di religione cattolica, e mal disposte nei confronti di Israele che infatti chiamano solo terrasanta, così come hanno fatto sempre i giornalisti italiani (più giusto però chiamarli vaticaliani) durante il viaggio del papa.

Opportuno sarebbe un ripensamento all’interno del governo dove la Lega conta troppo. Al momento l’Italia è l’unico paese europeo ad avere ministri appartenenti ad un partito xenofobo. Anche altrove si fanno i respingimenti, anche in altri momenti e con altri governi si sono fatti i rimpatri (fine degli anni ’90), ma sono le modalità utilizzate che ci attirano le condanne dell’Europa e dell’Onu. Prendere in esame l’idea di negare l’istruzione pubblica e le cure mediche, chiedere la separazione sugli autobus, eleggere miss Padania e organizzare il torneo di calcio… e soprattutto introdurre il reato di clandestinità usando una norma penale per uno scopo non appropriato mette in discussione lo Stato di diritto. Istituire le ronde per legittimare gli impulsi di intolleranza di chi vuole una giustizia da far west è una tassa troppo alta, anche per un governo di destra e per una opposizione colpevole di mancanza di proposta politica.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Tag: , ,

7 Commenti a “18/5/09 – Ripensamenti”

  1. Marcello scrive:

    Come sempre un commento condivisibile dalla a alla z

  2. Alfonso scrive:

    Complimenti!!! DI CUORE!

  3. mamma scrive:

    confermo che alla fila passaporti ci sono i “pellegrini” che non vogliono il timbro.

  4. giuliacu@hotmail.it scrive:

    La descrizione del viaggio pontificio è proprio quella di un perfetto eurarabo.
    La domanda che mi rimane senza risposta è perchè tentò quell’affondo a Ratisbona?
    Forse voleva spadroneggiare come fa con i cristiani (che noi non analizziamo mai ma che sono fortemente critici con i cattolici) anche con gli islamici?
    E poi si è preso uno spavento?
    Sono d’accordo con la frase teologo confuso chiamato a ricoprire incarichi più grandi di lui.

  5. Basiglio scrive:

    B16 ha ricordato come i palestinesi soffrano gli eventi del 1948, cioè la nascita dello Stato di Israele, e

    In questa frase sta l’enunciazione del pensiero ratzingeriano.
    Cosa pensano gli italiani del papa eurarabo?

  6. anna scrive:

    non ho idea di cosa pensino gli italiani, ho qualche idea di cosa pensino gli xenofobi leghisti:

    Gennaio 2009
    Le camere a gas? L’unica cosa certa è che sono state usate per disinfettare». Una dichiarazione choc, quella del capo della comunità lefebvriana del Nordest, il trevigiano don Floriano Abrahamowicz. il prete è “celebratore ufficiale di messe dell’associazione cristiana leghista e membro della Fraternità tradizionalista di San Pio X” per farvi un’idea vi vinvito a leggere il ben documentato blog
    di Daniele Sensi e la
    Tribunatreviso
    Gennaio 2005 – 2006
    Movimento Universitario Padano, presso l’Università Cattolica riporto il brano di Saverio Ferrari dell’Osservatorio Democratico “Già nel gennaio dello scorso anno erano comparsi manifesti, a firma del MUP, contro gli “Ebrei padroni del mondo”, ora recentemente si è scritto: “No alle talpe americane in Europa. No Israele-No Turchia”, il tutto sotto una bandiera statunitense modificata con la croce di Davide.” il MUP si distingue per cartelli e propaganda xenofoba, scrive e dice che gli straneiri in quanto tali sono sempre inclini a delinquere e via elencando idiozie razziste
    http://www.osservatoriodemocratico.org

    http://www.direfarepensare.it/dire.html#Razzismo-chi-semina-vento-raccoglie-tempesta