“Se lei si preoccupa di quello che pensa la gente su questo argomento posso illuminarla. Io sono un’autorità su come far pensare la gente” Charles Foster Kane nel film Quarto potere di Orson Welles
La Camera dei deputati oggi licenzierà il pacchetto sulla sicurezza. Gli interventi dell’opposizione, alcuni anche molto articolati e che abbiamo potuto seguire solo grazie a radio radicale, hanno richiamato i proponenti ad ascoltare i vescovi. La (cosiddetta) sinistra ha perso molto pelo ma nessun vizio. Quel che ne resta non riesce a comprendere che è del tutto inutile rincorrere il voto cattolico, perché anche se i vescovi alzano piano la voce sulle politiche migratorie guardano solo alla ciccia. Su bioetica e famiglia, ragione sociale della Chiesa, il Pdl sembra offrire ponti e procura pane; per quanto riguarda il companatico la maggioranza, con la malleveria dell’Udc, offre mozioni per denari sonanti alla scuola privata oltre al potenziamento “culturale” della famigerata ora di religione.
Ricordiamo bene il disimpegno del leader del Pd Franceschini ai tempi del referendum sulla legge 40 determinato dalla sua fede. Oggi, oltre a mettere i suo scherani pancia a terra per portare voti al capolista del centro Italia alle europee (Sassoli, che attraverso mail ha invitato a pregare affinché il pacchetto sicurezza fosse respinto), si batte come un leone per il si al referendum elettorale.
Bene, grazie tanto. Mai referendum è stato più improvvido, mal scritto e mal gestito. La vittoria del si sarebbe un ennesimo modo per togliere il diritto di chi è in minoranza di essere rappresentato, perché basterà un voto in più per rimettere ad uno solo tutto il potere. Se non si raggiungerà il quorum ci toccherà tenerci quell’obbrobrio di porcello a vita. Se vinceranno i si nessuno conterrà il dittatorello. Credo che il 21 giugno niente terme di Saturnia, meglio andare a votare no.
Tiziana Ficacci, www.nogod.it

anche io vado a votare e voto NO
la politica del PD sul referendum è un suicidio c’è da dire che oltre alla chiesa, come durante l’avvento del fascismo l’alta borghesia con le mani in pasta ha sempre appoggiato i bisunti del signore e le forze più reazionarie
la politica italiana in effetti è come se si muovesse su un binario sempre uguale, su cui a volte rifanno qualche stazione, ma il percorso pare fartalmente sempre quello;
il grave problema della sinsitra è che per rincorrere quelle forze istintivamente reazionarie ha abbndonato il proprio elettorato, non ha saputo dare una speranza ai tanti cittadini disgustati da un sistema sempre più ingiusto( scommetto che IDV farà il pieno dei voti tra la classe operaria media e rta i una piccola e piccolissima borghesia anche impiegatizia infastidita dalla ricchezza arrogante di Berlusconi) , d’altronde e lo ripeto: anni di controllo democristo e anni di controllo del CaiNano sull’informazione inevitabilemente danno frutti.
voterò non con convinzione, ma credo che comunque non si raggiungerà il quorum. anche io ho avuto la mail di sassoli
volevo scrivere voterò NO
Ugo Magri faceva notare, questa mattina sui Radio Tre, che il giornale della Cei, l’ Avvenire, oggi non ha neppure messo in prima pagina la questione dei rimpatri e del decreto sulla sicurezza e che la Chiesa, quando vuo farsi sentire, usa ben altre parole che quelle con le quali questa volta ha criticato le decisioni del governo. Paradosssalmente, osservava, era l’ opposizione a richiamarsi per dritto e per traverso alla presunta opposizione della Chiesa al decreto sulla sicurezza !
Il msg è chiaro, ancora una volta, la sinistra “apre” alla Chiesa, sperando di fare fronte comune contro il Berlusca e ancora una volta la sinistra è destinata a prenderselo in quel posto e noi con lei fino a quando continueremo a votarla.
Referendum ? non ci sto capendo niente, ma d’istinto sarei propensa a votare SI, il Berlusca si prenderà tutto ? Tanto ce l’ha già e forse questo aprirà qualche dissidio al suo interno, visto che non potrà accontentare gli appetitti di tutti i cortigiani.
Si, anche io penso che le prossime mosse elettorali saranno di fare partitoni trasversalissimi, per cui ci saranno le frangette estreme, come già mastella e ferrero col governo prodi, che metteranno a repentaglio il lavoro del governo.
ma pensare ad un tanto peggio tanto meglio. vi sorprenderò, ma io che sono lontanissima da questo governo, spero che faccia e faccia bene, speranza assolutamente vana però
sono contenta che ugo magri mi dia ragione!
Vi giro quello che a spedito per posta oggi il rabbino di segni, giusto perchè parlavamo di vescovi
L’onda emotiva del dibattito sull’immigrazione in Italia ha coinvolto e lacerato l’ebraismo italiano. Si è creato un intreccio di esigenze diverse: il rispetto della memoria e dell’unicità della shoà, che non può essere paragonata con leggerezza a ogni situazione, anche la più drammatica della storia; la complessità della questione immigrazione dove anche le migliori intenzioni di assistenza e integrazione si scontrano con realtà politiche che possono imporre scelte dure e dolorose; la buona regola che impone alle istituzioni ebraiche, attraverso i loro rappresentanti, di non fare scelte di parte politica, tanto più in periodi elettorali. Ma d’altra parte, e soprattutto, pesano la nostra memoria storica, che non può dimenticare la sofferenza dell’esilio, e la nostra tradizione religiosa, che già nella Torà ricorda il nostro essere “stranieri”, gherim, e per cinque volte ricorda che “siete stati stranieri in terra d’Egitto” (Shemot 22:20, 23:9, Waiqra 19:34, Devarim 10.19, 23:8) e proibisce di “restituire il servo al suo padrone” dal quale è fuggito (Devarim 23:16). Per cui niente confusioni con la shoà, niente interventi in politica, nessuna scelta di campo. Ma neppure niente silenzio, per il bene nostro e di questo Paese. I popoli di Amon e Moav si portano un marchio di infamia “perché non vi vennero incontro con il pane e con l’acqua nella strada quando eravate usciti dall’Egitto” (Devarim 23:5).
Sul referendum. Bisognerebbe valutare quale sia il male minore. Pensiamo alla vicenda Cofferati, che in vista della sua prossima mancata candidatura come sindaco di Bologna, pretende di ottenere un nuovo posto, questa volta come candidato PD del nord-ovest alle europee. Io non ne posso più di questa gente che non se ne torna mai a casa e il sistema elettorale attuale nelle elezioni politiche, che non riconosce le preferenze, lascia ancor più mano libera ai partiti, che fino a un po’ di anni fa erano costretti almeno a giocare sulle posizioni in lista per essere sicuri che il candidato x fosse eletto e , anche se raro, almeno in teoria era sempre possibile il colpo di scena o almeno un chiaro messaggio di gradimento/sgradimento. Cos’ è peggio per noi, un premio di maggioranza attribuito ad una coalizione o un premio di maggioranza attribuito ad un partito ? Riascolterò Rodotà & C., ma mi sembra che votare NO, significhi più che altro il rischio che i partitucoli (radicali compresi) non riescano a rosicchiare niente, ma considerata la politique politicienne che hanno fatto negli ultimi governi, non mi sembra un gran male, anche se capisco che la cosa li addolori. Quanto a Ferrero e Diliberto, Pecoraro Scanio e Vendola non vale neppure la pena di parlarne.
sinistra: si sceglie per il meno peggio al PD non lo voto manco morta e astenersi non mi piace i radicali con il liberismo non mi rappresentano, hanno fatto grandi cose negli anni delle battaglie civili poi più nulla, gli altri manco mi rappresentano ma questo è il catalogo e c’è poco da scegliere
referendum: la legge Acerbo assegnava un premio di maggioranza al partito che otteneva la maggioranza purchè rappresentasse almeno il 25% dei voti espressi
cito: “Il principale obiettivo di Mussolini negli anni fra il 1922-24 fu di rafforzare il suo partito al potere avendo cura però di non affrettare tanto i tempi in modo da spaventare così i suoi nemici inducendoli così subito alla resistenza…il suo passo più rivoluzionario e cioè l’approvazione della Legge Acerbo, alla fine del 1923, non fu compiuto per decreto ma con un regolare voto del Parlamento…” D.Mack Smith – Storia d’Italia Laterza Euro 14,00
Direi che la strategia magari non è proprio quella però ci assomiglia parecchio
! . Invece secondo me vale la pena di parlare di Ferrero e Pecoraro Scanio , che hanno logorato il governo Prodi (ok non il massimo, ma almeno non apertamente xenofobo) facendo i ministri di quel governo e manifestandgli contro.
Rispolverati nel nome si ripresentano in Europa. Quanto a Cofferrati, sappiamo che i partiti di sinistra, come la destra, che dovrebbero essere fieri del passato europeista dell’Italia (Altiero Spinelli ad esempio) considerano l’Europa come una pensione di lusso .
Poco lucido mi sembra invece il giudizio sui radicali, che hanno scelto di essere eletti al parlamento con il Pd e che hanno portato tra mille difficoltà avanti (senza successo) argomenti validi, e non solo quello dei diritti civili. Lo stesso vale per l’Europa.
Sono d’accordo con Tiziana che a sinistra vige lo spirito disfattista del tanto peggio tanto meglio. Forse dipenderà dal fatto di essere molto ideologizzati,
Io non ho mai avuto abboccamenti con i partiti, di volta in volta voto per chi mi rappresenta meglio, che è diverso da quello che dice Anna il meno peggio.
Vorrei anche aggiungere per Paolida che una revisione della leggee elettorale forse potrebbe anche prevedere le preferenze la vittoria del si al referendum però non implca il ritorno alle preferenze