Dopo il più celebre di tutti, Giuliano Ferrara, che è stato anche il creatore e primo fruitore dell’orgoglioso titolo di “ateo devoto“, e dopo l’ex Presidente del Senato Marcello Pera folgorato da Ratzinger su Via della Conciliazione, ora anche Lucia Annunziata sembra destinata ad essere insignita del medesimo stigma. Lo segnala il sito Dagospia che ricorda impietosamente un divertente e clamoroso esempio di cerchiobottismo riferiribile alla neo collaboratrice de L’Osservatore Romano, Lucia pia Annunziata : “”" Lucia si dichiarò al settimanale cattolico Petrus «atea e marxista» ma «estimatrice di Benedetto XVI e della famiglia».“”".
Qui la fonte della notizia su Dagospia
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/articolo-5979/1.htm
LA VERITà ANNUNZIATA – LUCIA CAPISCE L’ANTIFONA E SI INGINOCCHIA TRA LE RIGHE DELL’”OSSERVATORTE ROMANO” – DA BARRICADIERA (“MANIFESTO”) A COMPAGNA (“REPUBBLICA” E “LA STAMPA”) E ORA SACRESTANA – “ESTIMATRICE DI BENEDETTO XVI E DELLA FAMIGLIA”…
SteG per “Il Giornale”
Lucia AnnunziataLucia come l’imperatore Enrico IV: anche lei è scesa a Canossa. Eh sì, perché l’Annunziata d’antan, la ricorderete tutti, è una barricadera della prima ora. Nasce (politicamente e giornalisticamente, s’intende) nelle contrade di una sinistra contestataria, la sinistra d’opposizione, quella che alza il pugno nelle manifestazioni e inneggia al Che.
Scriveva al manifesto, Lucia, e poi nella Repubblica scalfariana. Una sinistra insomma che oggi sarebbe tutelata dal Wwf perché in estinzione. Una sinistra che in molti casi è andata imborghesendosi, ma non diteglielo perché s’arrabbierebbe. E Lucia ha seguito l’onda, ha capito l’antifona, sarebbe meglio dire oggi che sta per approdare, firma di pregio e di livello, sulle nobili e venerate colonne dell’Osservatore romano.
Eh sì, Lucia l’ha capita benissimo l’antifona, la capì forse già il giorno in cui divenne presidente Rai (seconda donna dopo Letizia Moratti a ricoprire quella carica) e dopo una carriera di prestigio e di merito in quel di Raitre, che negli anni Ottanta non per nulla fu ribattezzata Telekabul, e coronò il sogno di sedersi nella poltrona più alta e più ambita di viale Mazzini.
Direttrice di Ap-Biscom nel Duemila, quella che poi divenne Ap-Com, Lucia si dichiarò al settimanale cattolico Petrus «atea e marxista» ma «estimatrice di Benedetto XVI e della famiglia». Insomma stava al contempo con il diavolo e l’acquasanta.
Ora, è finita come Enrico IV, è scesa a Canossa. Lui si era cosparso il capo di cenere attendendo inginocchiato il perdono del Papa, lei scriverà sull’Osservatore e magari un giorno rinnegherà la «sua» sinistra.
Tag: lucia annunziata

Si sale sempre sul carro del vincitore.
Comunque questa rincora al carro è di chi non ha spessore etico
Secondo me è una forma di snobberia questa di dire di apprezzare Benedetto XVI . E’ un pò una smania intellettualistica quella di pensare che se uno parla difficile fa figo. In realtà Benedetto non parla difficile , è difficile comprendere quello che dice perchè non dice niente.
Su muri sono d’accordo con Vallocchia