Divini privilegi.
Negata Piazza San Giovanni per il Gay Pride di Roma ; previste in zona manifestazioni religiose. Anche quest’anno sono in corso manovre per ostacolare la manifestazione più odiata dai clericali di tutti i partiti.
Roma Pride 2009
Anche quest’anno il Romano Pontefice ci aiuta !
<http://lampidipensiero.wordpress.com/2008/06/05/testardamente-grazie-santita-ovvero-benedetto-pride/>
La Questura di Roma, infatti, ha comunicato al Circolo Mario Mieli che a
causa dello svolgimento della processione rionale dedicata a S. Antonio
Abate, la piazza non sarà disponibile per ospitare il Roma Pride nel 2009.
Sarà indisponibile anche il 20 giugno perché dalla stessa data partirà una
serie di manifestazioni religiose per la preparazione della festa di San
Giovanni Battista (che come noto a tutti, cade il 25 giugno). Indi, vi
saranno ulteriori difficoltà a causa della festività dei Santi Pietro e
Paolo, patroni della città.
Quindi, di nuovo e testardamente grazie al Romano Pontefice e alla sua Curia
che, anche quest’anno consentirà di sfruttare il clamore mediatico su questo
tema trasfromandolo in uno lungo spot pubblicitario per il Roma Pride.
Santità, ormai lo sappiamo che ci vuole bene. Per questo, a titolo personale
rinnovo la dedica intitolando anche il Roma Pride 2009 *BENEDETTO PRIDE*,
in attesa che proclami l’indulgenza plenaria e perpetua per tutti coloro che
parteciperanno ai pride romani.
Al di là delle note folkloristiche, dal comunicato diramato dal Mario
Mieli<http://www.mariomieli.org/spip.php?article1139>emerge una nota
peroccupante.
Il Pride di Roma è ormai una manifestazione significativa, cospicua, di
rilevanza nazionale e che non accoglie più soltanto gay, lesbiche e
transessuali. Il Protocollo comunale
<http://www.cobas.it/Sito/Documenti/Comunicati/CS_2009/CS_Protocollo%20manifestazioni%20a%20Roma.pdf>sui
percorsi delle manifestazioni si sta rilevando un insieme di false
alternative. Per i grandi eventi sono previsti piazze incapaci di
accoglierli o luoghi rifiutabili per interi mesi con identiche
giustificazioni, a volte risibili. Una carta straccia pronta a colpire tutti
i cittadini non solo romani, limitandone la libertà di manifestazione
garantita dalla Costituzione.
Tag: gay pride

5 Maggio 2009 alle 07:14
questo lo abbiamo scritto lo scorso anno per la stessa situazione.
6/6/08 – La culla del diritto.
Grave sconfitta per il gay pride romano di domani che si concluderà a piazza Navona. La vicenda è nota: gli organizzatori della sfilata avevano ottenuto già da due mesi il permesso per sfociare, dopo un breve corteo, a piazza San Giovanni. Retromarcia della questura a manifesti già stampati e affissi in città perché nelle stesse ore all’interno della basilica c’è un concerto a conclusione di un convegno dell’Università Lateranense. La spiegazione non tiene, anzi denuncia un grave pregiudizio da parte della autorità preposta, che si premura di non mischiare il sacro col profano. E questo non gli compete perché la questura ha il compito di vigilare sull’ordine pubblico, e, a memoria d’uomo (e di donna) mai un gay pride ha creato problemi di ordine pubblico. Grave, gravissimo anzi, che il ministero dell’Interno non sia intervenuto a bloccare questa censura che, di fatto, emette un giudizio amministrativo sul gay pride. Ricordiamo che nel 2000, anno del giubileo cattolico, un simile tentativo di censura venne ventilato dalla Santa Sede che riteneva dissacrante che le vie della città potessero essere solcate da omosessuali provenienti da tutto il mondo. In quel caso il ministro dell’Interno Amato oppose alle pretese del Vaticano la Costituzione italiana che sancisce il diritto di manifestare liberamente e pacificamente. E se a questo aggiungiamo l’inopportuna questione del reato di immigrazione abbiamo fatto tombola. Una norma fatta per soddisfare la parte più frustrata e rissosa dell’elettorato di destra e che, nei fatti, sarà irrealizzabile. Ma che serve a sporcare ancora di più l’immagine del nostro paese, mostrandoci al resto del mondo
5 Maggio 2009 alle 07:16
e con proezia finale ampiamente avvertasi
5 Maggio 2009 alle 09:10
come altre volte scritto è inutile prendersela con la chiesa come fanno in molti, in particolare i presunti laici prsuntamente a sinistra (stendiamo velo pietoso su fagiolini e luxurie, volti della stessa medaglia confusionaria e confusa)
chi rifiuata le piazze sono le Autorità laiche, quando il Sindaco e la Questura giocano a nascondino con i diritti dei cittadini e con la laicità degli spazi pubblici è inutile ironizzare sul papa NOn è il papa ad essere la Ministero degli Interni nè a capo della Questura di Roma o al Cmpidoglio.
Si deve poi ricordare che pacche sulle spalle e aiuti sono stati dati a circoli e gruppetti di estremissima destra, fanatici potenzialmente violenti e pericolosi.
Comunque come al solito mi sembra che donne e omosessuali non riescano bene ad individuare il proprio reale avversario: non solo e non tanto il biogttismo di facciata di amplia parte della popolazione, ma anche e sopratutto il machismo, il paternalismo e la prepotenza da bulli impotenti che sia
la destra peggiore d’Europa e sia l’estrema sinistra più peracottara e ridicola d’Europa praticano con gusto e invincibile perseveranza
il problema è però che al momento ha il potere, anche mediatico, questa ignorante, pecoreccia, penosa destra, chi prevedeva una glaciazione dei diritti laici e poi di tutti i diritti politci e civili purtroppo aveva ragione
Negare la piazza, uno spazio laico e pubblico, è un brutto segnale e non riguarda solo i “busoni” i “froci” i “culattoni” riguarda tutti, ovviamente il debosciato PD, ma anche i blateratori di fantamatiche rivoluzioni, come Diliberto e soci,
si guardano bene dal dire e fare per davvero qualcosa
5 Maggio 2009 alle 09:13
Domani non posso sfilare che è Santa Genoveffa
“Genova e nuvole, la faccia triste dell’Italia,
che voglia di piangere ho!”
«Rispetto le persone ma ostentare esageratamente situazioni diverse come si fa durante il Gay Pride è un fatto negativo. Data la concomitanza con il Corpus Domini, il minimo che può fare il sindaco è spostare la data della sfilata omosessuale», dice il vicepresidente della giunta regionale Massimiliano Costa. → corsera
http://www.corriere.it/cronache/08_settembre_09/pd_gay_pride_genova_Bagnasco_d0e0f1b2-7e38-11dd-8ebb-00144f02aabc.shtml
Oggi no, oggi è S. Caterina da Genova, mistica e domani? neanche a parlarne, i santi son adirittura due: Ss. Cornelio, papa e Cipriano, vescovo e nei giorni a venire? Bhe ci sarà qualche Beato, qualche Arcangelo qualche processione, qualche novena, qualche esercizio spirituale, qualche messa, cantata e no.
Dunque quando possiamo sfilare per il Pride a Genova, o a Poggibonsi o a Simericrichi o a Firenze o a Vattellapesca? Bho! Mistero non glorioso, anzi proprio inglorioso di uno Stato pare, forse, si dice, sembra laico ed aconfessionale.
Già, felici quei tempi in cui bastava chiedere l’autorizzazione alla Questura! Adesso non basta più, evidentemente. Dobbiamo chiedere l’OK ai vescovi, al prete, alle suore, anzi, tra un poco dovremo chiedere il permesso alla perpetua del prete. Dite che siamo cittadini e paghiamo le tasse e che… ma, insomma è una indecenza! Poverini! vivete proprio sul pero, ma non lo sapete che è tornato il grembiulino a “squola” e il voto in condotta? tra poco torneranno le sane cinghiate di una volta, e in quanto ai laici, alle donne, agli ebrei, ai rom, ai lunatici, agli omosessuali, ai divorziati, ai conviventi, ai figli di coppie di fatto, non temete, si stanno attrezzando…
W l’ITALIA
5 Maggio 2009 alle 10:48
mi sembra che il problema sia della questura, certmente ben ispirata, ma veramente sarebbe cacino fare l’errore dello scorso anno di ri-prendersela con i clerici.
5 Maggio 2009 alle 11:10
appunto l’abbiamo scritto forse in pochi ma tantissime volte su questo e su altri siti fino aconsumarci “i diti” sulle tastiere e NON smetteremo di scriverlo
la difesa delle laicità è da pretendersi dalle Istituzioni e da chi sta a capo delle Istituzioni
sarebbe davvero fantastico se in Italia si potesse litigare con la destra SOLO per posizioni relative allo stato sociale e all’intervento economico,
accade invece che ci si debba scontrare sulla laicità e sui diritti civili e politici la cui difesa netta è concetto NON assimilato dalla nostra destra che dimostra così NON solo di essere potenzialmente eversiva, ma anche di mancare totalmente del necessario orgoglio istituzionale nei confronti delle gerarchie ecclesiastiche che si cerca di compiacere finendo con l’essere più papisti del papa
5 Maggio 2009 alle 13:53
Speriamo che anche quest’anno non si sbagli il nemico che è la questura in questo caso
5 Maggio 2009 alle 14:13
Roma, piazza san Giovanni nuovamente negata al Gay Pride
Per il secondo anno consecutivo il Comune di Roma ha detto “no” alla richiesta di utilizzare piazza san Giovanni per il Gay Pride romano. La motivazione addotta, secondo quanto comunica il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, è che il 13 giugno, data richiesta per lo svolgimento della manifestazione, sarebbe già in programma “una processione rionale in onore di sant’Antonio”, mentre il 20 giugno, data richiesta in via subalterna, il mondo cattolico starebbe già pensando a “una serie non precisata di manifestazioni religiose per la preparazione della festa di san Giovanni Battista”.
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Notizia inserita da Raffaele Carcano
Questo articolo è stato pubblicato Martedì, 5 Maggio 2009 alle 7:33 e classificato in Generale. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed RSS 2.0. Puoi inviare un commento, o fare un trackback dal tuo sito.
32 Commenti a “Roma, piazza san Giovanni nuovamente negata al Gay Pride”
anna scrive:
5 Maggio 2009 alle 8:33
che nausea.
Bruno Gualerzi scrive:
5 Maggio 2009 alle 8:37
Se questi sono i motivi, con la caterva di santi che incombono sul bel paese esigendo di essere ricordati e venerati pubblicamente con riti e processioni, in Italia, non solo a Roma, non resterebbe neanche lo spazio per parcheggiare la macchina.
denis scrive:
5 Maggio 2009 alle 8:47
Vediamo un po. Tenuto conto che ogni giorno del calendario è occupato da almeno 3 o 4 santi che il papa ha imposto a dio di essere tali (in delirio di onnipotenza), tale manifestazione non si terrà mai! forse un lunedi mattina dalle 06.00 di mattina alle 07.15 senza nessuna manifestazione rumorosa e con l’obbligo di essere coperti da una tunica da tenersi rigorosamente sul GRA (sperando che qualche macchina faccia un filotto di questa lobby di potere che sonoi gay)
rododentro scrive:
5 Maggio 2009 alle 8:54
Con tutti i santi che ci sono ho paura che il Gay Pride si farà alle calende greche, perchè gli organizzatori non chiedono al Vaticano di poterlo fare a piazza San Pietro in base ai messaggi di Gesù, della fratellanza, di amare il prossimo come noi stessi, di non giudicare e di accogliere gli oppressi, i reietti, i perseguitati nella casa del padre suo.
Rothko61 scrive:
5 Maggio 2009 alle 9:43
Perché il gay pride non si accoda alla processione di Sant’Antonio?
Porterebbero un po’ di colore ed una ventata di gioventù ad una noiosissima sfilata di vecchiette anchilosate, intente a scnocciolar rosari senza sapere perché.
E i vecchietti maschi sarebbero contenti…
Giacomo Grippa scrive:
5 Maggio 2009 alle 10:12
Suggerisco di consultare il regolamento comunale al riguardo e utilizzare l’eventuale previsione di richieste da selezionare, secondo l’ordine di protocollazione, oltre che sulla motivazione del rifiuto a concedere la piazza per una impugnazione.
Un ricorso ed una protesta da servire per limitare il “discrezionale” sabotaggio.
Ivo Mezzena scrive:
5 Maggio 2009 alle 10:16
Il grande poter di San Pedofilo!
fresc ateo scrive:
5 Maggio 2009 alle 11:06
FASCISTI .SOLO QUESTO FANNO E FARANNO??NEGARE , NEGARE, VORREBBERO PAROGONARE I PARTIGIANI AI REPUBBLICHINI , QUESTO SANNO FARE STI SEVI DEVOTI.
fresc ateo scrive:
5 Maggio 2009 alle 11:07
A QUANDO SAN PEDOFILO MARTIRE???
ONESTO PRESUNTUOSO scrive:
5 Maggio 2009 alle 11:38
Al di là delle motivazioni più o meno discutibili presentate da chi nega Piazza S.Giovanni al gay pride, sarebbe stato rispettoso della “minoranza” gay (che tanto minoritaria non è!) se si fossero moderate le necessità di tutti.
In pratica: sarebbe stato opportuno e rispettoso delle idee altrui se un giorno si fosse fatta la processione ad Antonio (così si accontentavano i credenti e i loro sostenitori a vario titolo) e un altro giorno si fosse fatto il gay pride (così si accontentavano gli omosessuali e i loro sostenitori a vario titolo).
Negare la piazza al corteo gay, non solo per 2 anni di fila ma addiritura per 2 volte nello stesso mese, è sinonimo di una visione sprezzante dei desideri degli omosessuali, la cui “colpa” è quella di disubbidire in maniera solare (e non ipocrita, come fanno i cosiddetti catolici non praticanti) ai dettami del Papa.
Questa restrizione del concetto di rispetto impoverisce tutti, anche i cattolici.
Lavinia scrive:
5 Maggio 2009 alle 11:43
il punto è: se il 13 c’è già una processione autorizzata in programma, va bene, non ci si può fare molto, ed è giusto che se hanno fatto richiesta prima facciano loro la processione in piazza.
Il punto è che il 20, data alternativa, è stata rifiutata perchè: “il mondo cattolico starebbe già pensando bla bla bla”. Ciò significa che non c’è nessuna richiesta ufficiale, e che la piazza viene “prenotata” solo in base ad un “forse” dei cattolici. Credo sia questa la parte più ingiusta, perchè alla fine, se per la prima data la piazza era occupata correttamente(non ci si può fare molto) per la seconda il rifiuto è totalmente ingiustificato.
stefano scrive:
5 Maggio 2009 alle 11:48
da persona semplice di pochi concetti quali mi ritengo mi domando se la processione per s.antonio e il gay pride siano così inconciliabili…non si possono fare entrambe nello stesso giorno? si teme forse il pericolo di contaminazione omosex per il santo e i fedeli? che nausea…
Giovanni Bosticco scrive:
5 Maggio 2009 alle 11:56
@Rododentro
Se è così un rimedio c’è:
papa Gregorio XIII aveva
(uno dei ben scarsi meriti della
Chiesa), perfezionato il calendario
che era opera di Giulio Cesare.
Gli ortodossi non l’avevano adottato,
e la Rivoluzione d’ottobre è stata
in realtà il 7 novembre.
Riformiamolo un’altra volta, e ci
saranno le calende greche.
ignazio scrive:
5 Maggio 2009 alle 11:56
E questo in nome della loro tolleranza e rispetto per il prossimo?
Sarà arrivata l’ora di dire BASTA! A questi soprusi?
Se non si puntano i piedi non si ottiene nulla, anzi ti portano via i diritti già acquisiti nel corso di anni di lotta.
O preferiamo continuare a dormire?
El condor pasa scrive:
5 Maggio 2009 alle 12:11
Desantizziamo l’Italia!!!!!
El condor pasa scrive:
5 Maggio 2009 alle 12:19
Nella mia cittadona di 45.000 abitanti alla processione dell’”addolorata” c’erano si e non 120/130 persone, dai 65 anni in su. E credo che sia la più importante dell’anno. Pensa te.
MicheleB. scrive:
5 Maggio 2009 alle 12:19
Concordo con Ignazio sulla necessità di agire per prendersi gli spazi necessari. A tal fine proporrei all’associazione Mieli di partecipare in forma ufficiale alla buffonata di S.Antonio, la quale è doverosamente aperta a tutti ed alla quale saranno sicuramente presenti le bandiere di numerose associazioni di vario tipo. Rispondendo poi con esaurienti argomentazioni alle inevitabili polemiche. I rischi maggiori restano sempre il silenzio, il ghetto e l’oblio.
Andrea scrive:
5 Maggio 2009 alle 12:33
A tutti i cristiani che scrivono su questo blog
Ecco! Questa è l’Italia laica!!!!! Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano tutti i cristiani che scrivono su questo blog….. e poi si arrabbiano quando vedono gli atei inferociti contro la religione…volete che gli atei siano più “mansueti”? Finitela di boicottare i diritti di chi la pensa diversamente da voi!!!
Un tempo i cristiani erano perseguitati….ora perseguitano!
chinsky scrive:
5 Maggio 2009 alle 12:37
5 Maggio 2009 alle 14:56
dei santi non mi interessa un bel nulla, dei fanti men che meno idem dei preti
da omosessuale e da cittadina mi aspetto risposte da:
1) Ministro dell’Interno (pertinente il richaimo della Ficacci ad Amato)
2) Questura
3) Sindaco
se le Associazioni laiche, atee e i vari arci, certi diritti ecc. per na volta si unissero e si muovessero insieme
NON sarebbe male e darebbero ai cani sciolti come me un segnale di speranza
QUESTO sarebbe un fare lobby civile e positivo