Archivio di maggio 2009

Un maturo ganimede…con le corna ?

domenica, 31 maggio 2009

Nei romanzi dell’ottocento e del primo novecento quando un anziano signore sopra i sessant’anni vantava, o millantava, conquiste femminili a ripetizione Liala e le sue consorelle scrittrici d’epoca lo definivano “maturo ganimede“. Che poi sarebbe una sorta di “vecchio porco” nel linguaggio attuale. Ma quando l’anziano tombeur de femmes (presunto) viene sospettato di essere addirittura cornuto rischia di perdere completamente la faccia. Almeno in Italia, dove a un vecchio sporcaccione si può perdonare anche qualche balla sulla sua perdurante e attiva virilità, ma le corna no. Anche se ipotetiche e non suffragate da alcuna prova concreta, a parte i pettegolezzi scritti su un giornale più o meno libero, ma disgustoso.

Notizia pescata in una mailing list, ma che pena veder scivolare l’Italia sulla viscida china di questo genere di pettegolezzi !!!!

La verità della leader del Movimento per l’Italia
La Santanchè rivela a Libero:
«Veronica Lario ha un compagno»
«È il capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio»

ROMA – «Il presidente non ha sfasciato nessuna famiglia, ma è Veronica Lario che da molto tempo ha un compagno». Il nome? Alberto Orlandi, 47 anni, capo del servizio di sicurezza di Villa Macherio. Lo afferma Daniela Santanchè in un’intervista a Libero. Secondo la leader del Movimento per l’Italia, Berlusconi «ha tentato di tutto per tenere ugualmente in piedi la famiglia. Ha rinunciato ad avere al fianco la sua donna, ha accettato che l’Italia non avesse una first lady, ha messo da parte il suo orgoglio di uomo. Con la moglie ha fatto un patto: andiamo avanti, non sfasciamo tutto, ha pensato ai figli, ai nipotini. Insomma, ha fatto quello che pochi uomini, soprattutto nelle sue condizioni, avrebbero il coraggio di fare. Ha accettato ciò che pochi uomini accettano. Cosa gli sarebbe costato divorziare e rifarsi una famiglia, un amore? Il battito di un ciglio e la questione era risolta. E invece nulla».

CAMPAGNA MEDIATICA – La Santanchè spiega al quotidiano di Vittorio Feltri di essersi decisa a rendere nota questa circostanza per l’insistenza con la quale viene condotta la campagna mediatica contro il premier: «Ogni mattina apro i giornali e leggo di Berlusconi di qua e Berlusconi di là. E ogni mattina spero di trovare quella verità che io so e che ribalterebbe tutto, ogni giorno spero che il presidente abbia la forza di farlo, di dire. E invece niente. Il Paese poteva essere travolto da un finto scandalo, l’immagine internazionale sta per essere compromessa. Non è più accettabile, sopportabile. Sono certa che la misura è colma, che il gioco è truccato».

31 maggio 2009

Cronache dall’ Eurabia.

domenica, 31 maggio 2009

Su segnalazione del nostro amico Marcus Prometheus vi proponiamo questo aggiornamento sulla conquista del mondo occidentale da parte dei fondamentalisti islamici.

*Saremo tutti velati? ” *«Il Vecchio continente è già connivente di chi vuole costringerlo alla
condizione di dhimmi». L’allarme di Bat Ye’or, autrice di Eurabia.

*di Michael Sfaradi

«Il califfato universale è un obiettivo che l’Organizzazione della
Conferenza Islamica (Oci) vuole ottenere usando diverse strategie, un
progetto che porterà alla completa islamizzazione del mondo libero, una
dominazione che sarà possibile anche grazie alla complicità dei governi
occidentali». Conserva i toni forti e le affermazioni tranchant a cui ha
abituato i suoi lettori Bat Ye’or, l’autrice di Eurabia che ha da poco dato
alle stampe (per Lindau) Il califfato universale, un libro in cui prevede la
completa sottomissione e connivenza dell’Europa all’islamismo.

- *Come si realizzerà quello che lei chiama il califfato universale?
*
Per arrivare a questo ci sono diverse vie, una delle quali riguarda
l’immigrazione. Guardando la dichiarazione di Durban 2 ci si rende conto che
l’Oci chiede all’Europa di dare una via preferenziale ai flussi che arrivano
dal Nordafrica. Tutto il mondo occidentale è coinvolto e il conflitto arabo
israeliano è soltanto la punta dell’iceberg. Sarebbe errato focalizzare
l’attenzione soltanto lì come viene fatto oggi perché la problematica è
molto più ampia. L’Oci è composta dai ministri degli esteri di 57 paesi,
elencati nel mio libro, una sorta di Onu islamico. C’è anche una carta
costituente che dichiara la necessità di liberare Gerusalemme dove costruire
la sua sede. Ha creato anche una corte di giustizia islamica internazionale,
che ha giurisdizione su tutti i paesi che aderiscono all’Oci. Questa corte
avrà la facoltà di perseguire i reati contro l’islam giudicandoli in base
alla sharia.

- *In Occidente c’è chi pensa però che la pace fra Israele e i suoi vicini
possa essere la chiave di svolta per la pacifica convivenza con il mondo
arabo. Cosa ne pensa?
*
Bisogna comprendere cosa vuole dire pace. Quello che l’Europa, l’America il
mondo arabo vogliono creare è una pace senza Israele. Uno Stato sovrano
dovrà essere eliminato e gli ebrei e cristiani che oggi lo abitano dovranno
tornare alla condizione di dhimmi, di minoranza sotto la sharia. Questa non
sarebbe pace ma soltanto umiliazione.

- *Vuole spiegarci che cosa è la condizione di dhimmi?
*
È una condizione di estrema umiliazione che si fonda sul disprezzo dei non
musulmani. Rafforza l’ideologia del jihad ed è inclusa nelle sue regole. Se
noi vogliamo la pace nel rispetto dobbiamo pretendere che i musulmani
abbandonino completamente questa ideologia altrimenti l’attrito fra le
culture arriverà a scuotere il mondo fino ad una possibile terza guerra
mondiale. Per garantire la nostra libertà abbiamo l’obbligo morale di non
accettare che si possa anche soltanto pensare ad una superiorità del mondo
musulmano o della sua religione sulle altre religioni. Un nostro cedimento
in questo senso significherebbe vivere nell’umiliazione. L’assurdità è che i
musulmani vedono l’offerta della condizione di dhimmi in maniera diversa,
per loro è addirittura un favore e noi dovremmo ringraziarli per questa
“protezione”

. Essere un dhimmi significa che non si può possedere terra, non
si hanno diritti politici, culturali o linguistici. Ci obbligherebbe a
sottostare a tasse e balzelli, a noi dedicati, che ci relegherebbero al
ruolo di uomini di classe inferiore destinati a vivere in una condizione di
povertà. In sostanza una situazione di pieno e completo razzismo nei nostri
confronti.

- *I popoli europei capiscono il tipo di pericolo contro cui lei mette in
guardia?
*
Sì, ma non sanno come reagire perché i governi, la stampa e la cultura sono
oggi alleati con i paesi musulmani. L’Unione Europea è fortemente legata ai
paesi arabi con accordi commerciali e le università hanno addirittura
accettato libri approvati dall’Oci. Testi che hanno come base non la
conoscenza obiettiva della storia, ma la storia vista secondo i dettami i-
slamici. In Europa vengono costruite moschee e scuole islamiche, delle vere
e proprie madrasse (scuole coraniche), per far sì che le nuove generazioni
crescano all’interno della Sharia, per evitare così la loro
occidentalizzazione. Dobbiamo capire che l’unica strada che abbiamo è
difenderci da questa organizzazione che conta al suo interno rappresentanti
politici, ministri e presidenti delle peggiori dittature. In Europa la gente
ha cominciato già da tempo a percepire una situazione di disagio ma questa
strategia è complicata e tenuta, almeno per il momento, in un profilo molto
basso. In questo modo è molto difficile difendersi contro qualche cosa che
non si vede.

- *Il governo italiano sta respingendo il flusso di clandestini che arrivano
dal mare, potrebbe essere il segno di un cambiamento di politica almeno per
quello che riguarda l’Italia?
*
Certamente, ma il mondo islamico non lascerà la presa soprattutto
considerando il fatto che vuole fare pagare all’Europa lo sviluppo delle
nazioni arretrate. Questa decisione è stata presa alla conferenza islamica
del 2005, vertice durante il quale sono state anche decise le linee guida
che caratterizzeranno i prossimi 10 anni di azione islamica. Nel mio libro
fornisco la lista di queste decisioni. Credo e spero che in Europa si formi
un movimento di opinione che possa costringere i governi europei, complici
della politica di distruzione dell’Europa, ad un cambiamento. Solo in questo
modo si può agire per salvaguardare il mondo così come lo conosciamo. Un
altro aspetto positivo che riguarda l’Italia è che gli italiani hanno una
grande coscienza della libertà, hanno lottato per essa.

- *Ci sono anche diversi musulmani che vorrebbero mantenere la cultura
occidentale, in loro noi possiamo trovare degli alleati?
*
Ci sono molti musulmani che si battono per mantenere i valori universali di
dignità e uguaglianza. Queste persone, che vengono costantemente minacciate,
sono molto coraggiose e sanno che quando entrano in questa ottica si
prendono dei rischi enormi sia per loro che per le loro famiglie. Vanno
aiutati, seguiti e protetti, sono degli alleati preziosi ed insostituibili.
C’è da augurarsi che i governi europei sappiano proteggerli come meritano.

*(Tempi.it, 29 maggio 2009)

Elzeviro per peccatori ultra settantenni.

domenica, 31 maggio 2009

Ricordate che prima della famigerata Legge Merlin i patrii casini rinnovavano le professioniste del sesso ogni quindici giorni ? Chi scrive non ha fatto in tempo a frequentarli, ma c’è una sterminata letteratura nonchè produzioni teatrali e cinematografiche che hanno immortalato il ricambio periodico delle lavoratrici. Chissà perchè, per quale misteriosa associazione di idee che, senza alcuna mailizia, sia chiaro, e senza nessuna malevola allusione, questo ricambio ci è venuto alla mente leggendo di un altro viavai, però limitato ai week-end, di cui si parla in questi giorni. Non  posso fare a meno di ricordare le indimenticabili scene di un film di Fellini in cui i gaudenti di Rimini, sia giovani che vecchi bavosi, assistevano al passaggio della nuova quindicina (così si chiamava quel traffico lascivo), con esibizione appropriata delle ragazze portate in giro su carrozze aperte. Del tutto diverso, e con personaggi certamente animati dal solo desiderio di un legittimo e innocente svago di fine settimana, è stato il viavai in Sardegna  osservato da un fotografo ora al centro di un caso giudiziario.

Qui, da La Repubblica, la fonte della notizia che ha scatenato le nostre morbose memorie che non hanno nessun rapporto con quanto scritto nel giornale.

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La beatificazione di Karol Wojtyla inciampa sulle lettere a un’amica.

domenica, 31 maggio 2009

Sembrava che andasse tutto liscio come l’olio e invece il processo di beatificazione è alle prese con una sterminata corrispondenza epistolare fra Wojtyla e una sua amica di lunghissima data. L’epistolario adesso è attentamente esaminato dai responsabili del procedimento. Quello che è certo, però, e che l’improvviso intoppo riporterà di attualità quel “santo subito” che le lungaggini clerico-burocratiche avevano oscurato. E state certi che Karol ne uscirà fuori più bello e più santo che pria, con  la gloria supplementare di aver superato l’esame di integerrimi “avvocati del diavolo”. Siamo sicuri che le lettere, l’amica, i rigidi beatificatori e poi l’apoteosi gìa sono oggetto di sceneggiatura per un’ immediata fiction RAI o Mediaset mezz’ora dopo la salita sugli altari del sant’uomo. Con boom dell’ auditel.

Qui la fonte della notizia da La Stampa

Per 55 anni ha scritto all’amica di giovinezza. La Chiesa vuole leggere quelle più personali
GIACOMO GALEAZZI
CRACOVIA

Karol Wojtyla la chiamava «Dusia», «sorellina», e la loro corrispondenza durata 55 anni è così fitta da «riempire una valigia». Una montagna di carte, in parte consegnate alle autorità ecclesiastiche per la beatificazione di Giovanni Paolo II, in parte pubblicate in Polonia in un contrastato libro (che verrà tradotto in italiano a febbraio), ma in massima parte custodite nell’appartamento di Wanda Poltawska affacciato sul Mercato di Cracovia, la più grande piazza medievale d’Europa. Lettere personalissime, arrivate con inflessibile regolarità: per posta o attraverso amici comuni di passaggio a Roma, che ora rischiano di rallentare la macchina burocratica della beatificazione per la prassi vaticana di acquisire tutte le prove documentali prima di proclamare nella Chiesa un nuovo «esempio di santità»…….

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Preti vogliosi e furbetti.

sabato, 30 maggio 2009

Un caso di prete a cui piacciono le donne (maggiorenni) fa riaccendere il dibattito sul celibato imposto ai sacerdoti cattolici. Succede in USA, dove un popolarissimo prete mediatico, sospeso dalle autorità eccelsiastiche perchè sorpreso core a core con una bella signora, tolta la tonaca  è passato alla concorrenza protestante convolando a giuste nozze. Caso che rischia di diventare sempre più frequente perdurando l’ostilità della chiesa cattolica al matrimonio (con donne) dei propri preti. E si capisce anche la lungimiranza delle gerarchie vaticane nell’ostacolare in tutti i modi che vengano riconosciuti i matrimini fra omosessuali. Se anche i preti gay potranno sposarsi chi rimarrà a fare il sacerdote cattolico ?

Qui la fonte della notizia dal Corriere della Sera

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NEW YORK – Era stato sorpreso a sbaciucchiare e accarezzare un’avvenente signora su una spiaggia di Miami. Ma invece di abbattersi, dopo la scomunica il popolare prete cattolico ha annunciato la sua conversione al protestantesimo, una fede che gli consentirà di salire all’altare con la sua fidanzata segreta. «Ho visto con i miei stessi occhi quanti miei fratelli servono Dio da uomini sposati e con la benedizione di una famiglia», ha spiegato padre Alberto Cutié, la cui rimozione da una parrocchia di Miami Beach aveva scatenato un acceso dibattito sulla legittimità del celibato nel sacerdozio cattolico. Soprattutto in vista dei recenti sondaggi che segnalano la continua fuga di fedeli e pastori dalla Chiesa cattolica americana.

Il carismatico prete quarantenne noto con il soprannome di «Father Oprah» (dalla star dei talk show Oprah Winfrey) è un leader religioso notissimo a Miami grazie alla sua trasmissione sul canale ispanico Telemundo e ai bestseller in cui dispensa consigli alla comunità ispanica su matrimoni, tradimenti e relazioni sentimentali in generale. Ma lo scorso 5 maggio una rivista messicana aveva pubblicato le sue foto in costume da bagno e avvinghiato a una prosperosa bruna, sotto il titolo a caratteri cubitali «Santo Dios!». Più tardi un video dell’erotico incontro sulla spiaggia tra il prete e la misteriosa donna era stato trasmesso da un’altra televisione ispanica della Florida. Apriti cielo.

Ma prima ancora di essere allontanato dalla parrocchia di San Francesco di Sales, il prete ha ammesso di essersi innamorato della 35enne divorziata Ruhama Buni Canellis, con la quale avrebbe una relazione da oltre due anni. «Non ho smesso di essere un uomo soltanto perché ho indossato l’abito talare», ha spiegato in un’intervista Cutié. «Ci sono pantaloni sotto la tonaca». La Canellis era al suo fianco anche nella cerimonia di consacrazione a membro della sua nuova chiesa protestante – la Trinity Episcopal Cathedral di Miami – dove è stato accolto a braccia aperte.

Fotovoltaico benedetto per Benedetto.

venerdì, 29 maggio 2009

Ecco come il Vaticano ci prende per il culo e, fra risparmio energetico ed incentivi, si cucca in venti anni 1 miliardo e 326 milioni di Euro a spese dei contribuenti italiani, a fronte di un investimento iniziale di 500 milioni. Riceviamo dal nostro amico Nino Biddau questo piccolo, semplice ma straordinario conticino che non troverete in nessun altro mezzo di informazione pubblico e privato nel Vicereame del Papa Re. Grazie Nino !

Circolo Bettino Craxi Via dei Ramni 4 Roma

Le belle trovate di Monsignor Boccardo e del Cardinal Lajolo E io pago !!

Monsignor Boccardo, segretario generale del Governatorato del Vaticano si offese per essere stato trattato come un moroso quando l’ACEA nel 1999 si decise a richiedergli 50 miliardi di lire quale arretrato per 20 anni di scarichi abusivi di liquami nei depuratori dell’ente .Sino al 1970 gli scarichi finivano direttamente nel Tevere,in seguito vennero riversati in vasche di purificazione ,gestite appunto dall’ACEA ,allora comunale. Monsignor Boccardo si rifiutò di onorare il debito, appellandosi all’articolo 6 del Concordato secondo cui il Vaticano ha diritto a ricevere “gratis et amore Dei “tutta l’acqua di cui ha bisogno ; gli azionisti dell’ACEA ,che nel frattempo era stata privatizzata ,protestarono per cui il governo italiano fu costretto ad inserire nella finanziaria del 2004 una voce di 25 milioni di euro, più 5 milioni dal 2005 , da versare all’ACEA per i liquami arretrati dello Stato della Chiesa ,di cui in verità nel Concordato non si fa cenno. Chi alla fine ha dovuto mettere le mani al portafoglio è il povero contribuente romano che, non potendo appellarsi ad alcun concordato, nella bolletta per l’acqua trova regolarmente incluso il canone “fognature”, comprensivo anche della gestione dei depuratori.

Monsignor Boccardo è munito di una fertile fantasia e non si contenta di ricevere l’acqua (6 milioni di metri cubi l’anno) e di usufruire degli impianti di depurazione senza versare un soldo ,ma ha trovato il modo di rifornire il Vaticano di energia elettrica non solo in maniera gratuita ma addirittura guadagnandoci sopra. I media hanno riportato il contenuto di una trasmissione vaticana nella quale in relazione alle iniziative ecologiche del Vaticano si è data notizia dell’inaugurazione di un impianto fotovoltaico del quale s’è dotata l’aula Paolo VI° , progettata dall’architetto Nervi ed utilizzata per le udienze papali. Le tegole di copertura della struttura sono state sostituite da 2400 pannelli solari in grado di garantire ,ci informa la stampa, una potenza di 221 KW.

La realizzazione ecologica sostenibile e progressista , ci informano monsignor Boccardo e l’ing. Cuscianna, direttore dei servizi tecnici del Governatorato, “si colloca nella scia della cultura del verde,caratterizzata da valori etici, così come è nelle intenzioni di Papa Benedetto XVI“ e permettere, richiamandosi alle discutibili conclusioni dell’IPCC (l’organismo politico, pseudoscientifico dell’ONU che s’è inventato l’effetto serra di origine antropica) di evitare l’emissione di 225.000 Kg di CO2 .

Mons. Boccardo deve aver riflettuto sul fatto che nell’atmosfera vi sono 400 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e che l’IPCC valuta annualmente in 20 milioni di tonnellate il CO2 creato da attività dell’uomo ; conseguentemente l’illustre prelato deve essere giunto alla logica conclusione che , se persino la riduzione mondiale del 5% , prevista dai protocolli di Kyoto, in realtà è una turlupinatura perché si risolve in un’insignificante riduzione di mezzo milione di tonnellate di emissioni del gas con risultati pratici pari a zero , a maggior ragione le 225 tonnellate risparmiate con il FV installato sull’aula Paolo VI° sono in realtà un nulla ,anzi una presa in giro ed infatti Mons. Boccardo ha furbescamente sottolineato subito dopo che “ le nostre iniziative sono simboliche e pedagogiche “ ; ed anche , aggiungo  malignamente io, remunerative .

Fra queste iniziative Monsignore ha incluso anche una serie di cervellotiche idee , che ricordano tanto le realizzazioni estemporanee del mai dimenticato Pecoraro Scanio , come l’utilizzazioni di biomasse , ottenute da deiezioni animali ,per alimentare i consumi energetici della villa papale di Castelgandolfo ed il proposito di permettere l’entrata in Vaticano solo a macchine alimentate elettricamente od ad idrogeno .

I media sono scarsi di informazioni sulle caratteristiche tecniche dell’impianto fotovoltaico ,inaugurato in Vaticano .Qualche considerazione possiamo però trarla ugualmente dagli unici dati disponibili secondo cui la potenza massima sarebbe di 221 Kw ed i pannelli occuperebbero un area di 5.000 mq .

Il costo di un impianto FV , con moduli di silicio monocristallino , “ grid connected , cioè collegato in parallelo alla rete elettrica dell’ENEL ,comprensivo di inverter (che trasforma la corrente continua in corrente alternata) e di contatore di energia , s’aggira intorno alle 7 euro/watt ,per cui il valore complessivo può essere valutato all’incirca pari ad un milione e mezzo di euro.

Una centrale normale con la potenza di 221 Kw produrrebbe a regime 1936 Mwh annue ,ma un impianto FV funziona in maniera ottimale solo di giorno e d’estate se non piove ,cioè quando la radiazione solare incide sulle celle che compongono il pannello e da queste viene trasformato in corrente elettrica ; di conseguenza l’energia disponibile prodotta in un anno da un impianto FV con 221 Kw di picco sarebbe di soli 215 Mwh .

Va inoltre rilevato che ,considerando la potenza specifica media annuale alla latitudine di Roma di un sistema di trasformazione FV dell’energia solare pari a 20watt/mq , un impianto FV con una potenza di di 221 Kw necessita di una superficie di 11.500 mq e non dei 5.000 mq di cui ha accennato radio vaticana .

Se il vantaggio,ottenuto con l’impianto fotovoltaico installato sui tetti dell’auditorium Paolo VI°, si limitasse al solo risparmio dei 0,15 euro per Kwh ,che i contribuenti pagano all’ENEL per l’energia consumata, non ci sarebbe alcuna utilità finanziaria per il fruitore dell’energia solare FV , nella fattispecie monsignor Boccardo , perché l’economia di danaro ottenuta sarebbe appena di 32.266 euro annui ed il costo dell’impianto verrebbe ad essere ammortizzato in 47 anni , ma monsignor Boccardo sa che potrà utilizzare il famigerato, inutilmente dispendioso decreto 287/2003 del governo Berlusconi.

L’incentivo previsto in attuazione di tale decreto sarebbe per strutture superiori a 20 Kw di 0,32 euro per ogni Kwh prodotto nel caso di impianti esteticamente discutibili e di 0,44/Kwh per pannelli solari integrati architettonicamente all’ambiente .Naturalmente come osserva Monsignore “un’ecologia estetica,ancor che con finalità di salvaguardia climatica ,deve per lunga e classica tradizione coniugarsi col bello” ; ed infatti ha coerentemente optato per il  più sostanzioso incentivo di 44 centesimi di euro per Kwh.

Tale incentivo permetterà alle casse vaticane di incassare un premio complessivo di 91.444 euro l’anno che, aggiunto alle 32.266 euro di risparmio, sarà in grado di ammortizzare l’ investimento iniziale del Vaticano di 1.500.000 euro in soli 12 anni .

In venti anni fra risparmio ed incentivi il vantaggio finanziario per il Vaticano sarà di 2.500.000 euro Considerando l’ investimento iniziale di un milione e mezzo, non c’è certo di che lamentarsi .

A proposito, l’investimento del Vaticano di 1.500.000 euro in realtà non esiste perché l’installazione FV completa è stata donata generosamente dalla tedesca Solar World Act ad un Papa tedesco e non può che essere stata una manifestazione, come ha commentato Radio Vaticana, della Divina Provvidenza . La tariffa incentivante di 0,44 euro per Kwh prodotto invece non piove dal cielo –o dalla Germania – grazie alla Provvidenza Divina, ma viene prelevata dai fondi del cip6 che è un’addizionale sulla bolletta dell’energia elettrica pagata da tutti gli utenti d’Italia.

L’appetito vien mangiando .Visti gli ottimi risultati ottenuti dall’impianto installato sul tetto della sala Paolo VI° , per cui si dispone per venti anni di energia elettrica gratuita a spese del contribuente italiano , il cardinal Giovanni Lajolo presidente del Governatorato e monsignor Boccardo hanno pensato di organizzare le cose in grande. Hanno dato mandato al già citato ing. Cuscianna , responsabile dei servizi tecnici vaticani , ed al dott. Villarini, responsabile dei progetti per le fonti rinnovabili ed ecoprogressiste , il mandato di sostenere i consumi, soprattutto quelli turistici gestiti dai preti (alberghi,ristoranti,bar,ecc.) di S. Giovanni Rotondo con tecnologie fotovoltaiche che saranno naturalmente tramite il già citato cip6 a carico degli utenti italiani . Il cip6 è una bella torta di 3 miliardi di euro l’anno ed alla  sua  spartizione non può mancare il Vaticano.

Il progetto più prestigioso e remunerativo , che sta per essere messo in cantiere , sarà il parco fotovoltaico progettato nei terreni del borgo medioevale di S. Maria di Galeria ,donato al Papa dal governo italiano nel 1930 , dove attualmente sono installate le antenne radio vaticane . I giornali parlano di un investimento di 500 milioni ; l’impianto eretto su una area di 300 ettari svilupperà una potenza di 100.000 kw ed una produzione annua di 130 GWH, sufficiente per soddisfare le esigenze energetiche non solo delle potenti antenne radio ma della totalità delle strutture vaticane. La produzione verrà collegata in parallelo alla rete elettrica pubblica e, a quanto hanno evidenziato alcuni organi di stampa, verrà agevolata fiscalmente dallo Stato italiano e godrà, sempre grazie alla legge 287 del governo Prodi, di un incentivo di 0,32 euro per ogni Kwh prodotto. Dopo un incontro con il ministro Scaiola pare che il Vaticano abbia ottenuto l’approvazione per l’elaborazione di un piano di fattibilità che sarà affidato –guarda un po’- alla tedesca Solaword AG .

Senza tediare ulteriormente chi legge con noiosi calcoli aritmetici concludo evidenziando che in venti anni la Santa Sede godrà di un guadagno fra risparmio energetico ed incentivi di 1.326.000,000 euro, sempre a spese dei contribuenti italiani, a  fronte di un investimento iniziale di 500 milioni.

Il cardinal Lajolo ha commentato”Nei momenti di crisi si devono sviluppare le energie rinnovabili e –evitando,con la struttura fotovoltaica in progetto a Ponte Galeria , l’emissione di 70.000 tonnellate di CO2 – si da una mano all’Italia “ che ne ha tanto bisogno visto che il Climate Chang Performance Index la pone al 44° posto su 57 fra i Paesi che dovrebbero rispettare il santificato e benedetto  protocollo di Kyoto.

Ringraziamo il cardinal Lajolo e prepariamoci ad un probabile aumento della bolletta dell’ENEL. (N.B.)

Lo stesso cardinale che mandò al rogo Giordano Bruno non fece arrostire Galileo.

venerdì, 29 maggio 2009

La bimillenaria fabbrica di falsi storici sta per pubblicare una documentazione da cui emergerebbe che il cardinale Bellarmino, l’assassino di Giordano Bruno, avrebbe invece inventato qualche scusa teologica per salvare la vita all’eretico Galileo Galilei. In effetti si tratta di un tardivo tentativo di depistaggio che i grandi mistificatori e manipolatori della verità stanno attuando per cercare di sminuire le infamie e le infinite azioni criminali commesse per secoli dalla Santa Inquisizione.

Qui la fonte della notizia tratta da La Repubblica

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L’Archivio Segreto Vaticano rende noti i documenti originali del processo “Il nostro contributo all’anno dell’Astronomia e alla verità storica” L’uomo che salvò Galilei dal rogo Quando il cardinale scrisse: “Non è un eretico”. E lo scienziato fu prigioniero a vita
di ORAZIO LA ROCCA

CITTA’ DEL VATICANO - Galileo Galilei fu salvato dal rogo grazie al deciso intervento del suo principale accusatore, il cardinale Roberto Bellarmino (1542-1621). Sembra quasi un paradosso, ma stando ai nuovi documenti che il Vaticano sta per pubblicare, il porporato durante lo storico processo a carico dello scienziato pisano (celebrato presso il tribunale del Sant’Uffizio dal 1616 al 1633) scrisse di suo pugno un documento nel quale specificava che Galilei “non è eretico”, ma che le sue tesi andavano in quella direzione.

GUARDA I DOCUMENTI ORIGINALI

Una precisazione non da poco che bloccò di fatto la infernale macchina dell’allora giustizia papale che avrebbe portato il padre della scienza moderna quasi certamente al rogo come Giordano Bruno.

Alla fine del processo, Galilei – grazie alla forzata abiura delle sue tesi copernicane che sostenevano con assoluta certezza che è la terra a girare intorno al sole e non viceversa – fu condannato al carcere domiciliare e i suoi scritti inseriti nell’Indice dei libri proibiti e quindi vietati.

Il testo completo dell’intervento con cui fu salvata la vita di Galilei, unitamente all’intera documentazione del processo finora custodita in Vaticano, vedranno la luce alla fine del prossimo mese di giugno grazie alla pubblicazione del libro “I documenti vaticani del processo di Galileo Galilei” curati dal vescovo Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Segreto Vaticano.

Non è la prima volta che dal Vaticano vengono pubblicati i testi di uno dei più controversi processi della storia. Il primo Papa che aprì gli archivi a uno studioso francese per analizzare il processo di Galileo fu Pio IX nel 1877. Ma si deve a Giovanni Paolo II – confortato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger, prefetto dell’ex Sant’Uffizio – la spinta definitiva verso la completa riabilitazione di Galileo col mea culpa del 2000. Il passo fu preceduto – a livello di studio dei testi del processo – da una prima pubblicazione curata da monsignor Pagano nel 1994. “Ma fu un lavoro non completo e fatto un po’ troppo in fretta, con poche note esplicative e qualche lacuna”, ammette con prudenza il prelato.

Ora, con Benedetto XVI, i documenti custoditi da secoli in Vaticano saranno resi noti “nella loro interezza, con tutte le fonti storiche riportate alla luce con obiettività ed equilibrio”. La nuova edizione – che contiene tutti i testi del processo conservati nell’Archivio Segreto Vaticano, nell’Archivio Storico della Congregazione della Dottrina della fede e nella Biblioteca Apostolica Vaticana – “comprende tutti i documenti relativi ai dibattimenti processuali, una ventina dei quali sono nuovi, nel senso che non sono mai stati presentati al grande pubblico”, anticipa Pagano.

Il volume – un enorme testo di 550 pagine con 16 tavole raffiguranti le trascrizioni del dibattimento processuale e la sentenza finale – è pubblicato in coedizione dalla Collectanea Archivi Vaticani e dalla Pontificia Academia Scientiarum. Scripta varia.

“L’Archivio Segreto Vaticano – tiene a precisare il vescovo-prefetto – con questa pubblicazione, fatta nella maniera più umile rifacendosi alle fonti storiche con obiettività a rispetto della verità, ha voluto contribuire a rendere un concreto omaggio all’Anno dell’Astronomia che si sta celebrando in tutto il mondo. Un volume destinato a tutti, studiosi, ricercatori, ma anche a quanti sono amanti della verità storica”.


(28 maggio 2009)

Fotovoltaico benedetto per Benedetto.

giovedì, 28 maggio 2009

Ecco come il Vaticano ci prende per il culo e, fra risparmio energetico ed incentivi, si cucca in venti anni 1 miliardo e 326 milioni di Euro a spese dei contribuenti italiani, a fronte di un investimento iniziale di 500 milioni. Riceviamo dal nostro amico Nino Biddau questo piccolo, semplice ma straordinario conticino che non troverete in nessun altro mezzo di informazione pubblico e privato nel Vicereame del Papa Re. Grazie Nino !

Circolo Bettino Craxi Via dei Ramni 4 Roma

Le belle trovate di Monsignor Boccardo e del Cardinal Lajolo E io pago !!

Monsignor Boccardo, segretario generale del Governatorato del Vaticano si offese per essere stato trattato come un moroso quando l’ACEA nel 1999 si decise a richiedergli 50 miliardi di lire quale arretrato per 20 anni di scarichi abusivi di liquami nei depuratori dell’ente .Sino al 1970 gli scarichi finivano direttamente nel Tevere,in seguito vennero riversati in vasche di purificazione ,gestite appunto dall’ACEA ,allora comunale. Monsignor Boccardo si rifiutò di onorare il debito, appellandosi all’articolo 6 del Concordato secondo cui il Vaticano ha diritto a ricevere “gratis et amore Dei “tutta l’acqua di cui ha bisogno ; gli azionisti dell’ACEA ,che nel frattempo era stata privatizzata ,protestarono per cui il governo italiano fu costretto ad inserire nella finanziaria del 2004 una voce di 25 milioni di euro, più 5 milioni dal 2005 , da versare all’ACEA per i liquami arretrati dello Stato della Chiesa ,di cui in verità nel Concordato non si fa cenno. Chi alla fine ha dovuto mettere le mani al portafoglio è il povero contribuente romano che, non potendo appellarsi ad alcun concordato, nella bolletta per l’acqua trova regolarmente incluso il canone “fognature”, comprensivo anche della gestione dei depuratori.

Monsignor Boccardo è munito di una fertile fantasia e non si contenta di ricevere l’acqua (6 milioni di metri cubi l’anno) e di usufruire degli impianti di depurazione senza versare un soldo ,ma ha trovato il modo di rifornire il Vaticano di energia elettrica non solo in maniera gratuita ma addirittura guadagnandoci sopra. I media hanno riportato il contenuto di una trasmissione vaticana nella quale in relazione alle iniziative ecologiche del Vaticano si è data notizia dell’inaugurazione di un impianto fotovoltaico del quale s’è dotata l’aula Paolo VI° , progettata dall’architetto Nervi ed utilizzata per le udienze papali. Le tegole di copertura della struttura sono state sostituite da 2400 pannelli solari in grado di garantire ,ci informa la stampa, una potenza di 221 KW.

La realizzazione ecologica sostenibile e progressista , ci informano monsignor Boccardo e l’ing. Cuscianna, direttore dei servizi tecnici del Governatorato, “si colloca nella scia della cultura del verde,caratterizzata da valori etici, così come è nelle intenzioni di Papa Benedetto XVI“ e permettere, richiamandosi alle discutibili conclusioni dell’IPCC (l’organismo politico, pseudoscientifico dell’ONU che s’è inventato l’effetto serra di origine antropica) di evitare l’emissione di 225.000 Kg di CO2 .

Mons. Boccardo deve aver riflettuto sul fatto che nell’atmosfera vi sono 400 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e che l’IPCC valuta annualmente in 20 milioni di tonnellate il CO2 creato da attività dell’uomo ; conseguentemente l’illustre prelato deve essere giunto alla logica conclusione che , se persino la riduzione mondiale del 5% , prevista dai protocolli di Kyoto, in realtà è una turlupinatura perché si risolve in un’insignificante riduzione di mezzo milione di tonnellate di emissioni del gas con risultati pratici pari a zero , a maggior ragione le 225 tonnellate risparmiate con il FV installato sull’aula Paolo VI° sono in realtà un nulla ,anzi una presa in giro ed infatti Mons. Boccardo ha furbescamente sottolineato subito dopo che “ le nostre iniziative sono simboliche e pedagogiche “ ; ed anche , aggiungo  malignamente io, remunerative .

Fra queste iniziative Monsignore ha incluso anche una serie di cervellotiche idee , che ricordano tanto le realizzazioni estemporanee del mai dimenticato Pecoraro Scanio , come l’utilizzazioni di biomasse , ottenute da deiezioni animali ,per alimentare i consumi energetici della villa papale di Castelgandolfo ed il proposito di permettere l’entrata in Vaticano solo a macchine alimentate elettricamente od ad idrogeno .

I media sono scarsi di informazioni sulle caratteristiche tecniche dell’impianto fotovoltaico ,inaugurato in Vaticano .Qualche considerazione possiamo però trarla ugualmente dagli unici dati disponibili secondo cui la potenza massima sarebbe di 221 Kw ed i pannelli occuperebbero un area di 5.000 mq .

Il costo di un impianto FV , con moduli di silicio monocristallino , “ grid connected , cioè collegato in parallelo alla rete elettrica dell’ENEL ,comprensivo di inverter (che trasforma la corrente continua in corrente alternata) e di contatore di energia , s’aggira intorno alle 7 euro/watt ,per cui il valore complessivo può essere valutato all’incirca pari ad un milione e mezzo di euro.

Una centrale normale con la potenza di 221 Kw produrrebbe a regime 1936 Mwh annue ,ma un impianto FV funziona in maniera ottimale solo di giorno e d’estate se non piove ,cioè quando la radiazione solare incide sulle celle che compongono il pannello e da queste viene trasformato in corrente elettrica ; di conseguenza l’energia disponibile prodotta in un anno da un impianto FV con 221 Kw di picco sarebbe di soli 215 Mwh .

Va inoltre rilevato che ,considerando la potenza specifica media annuale alla latitudine di Roma di un sistema di trasformazione FV dell’energia solare pari a 20watt/mq , un impianto FV con una potenza di di 221 Kw necessita di una superficie di 11.500 mq e non dei 5.000 mq di cui ha accennato radio vaticana .

Se il vantaggio,ottenuto con l’impianto fotovoltaico installato sui tetti dell’auditorium Paolo VI°, si limitasse al solo risparmio dei 0,15 euro per Kwh ,che i contribuenti pagano all’ENEL per l’energia consumata, non ci sarebbe alcuna utilità finanziaria per il fruitore dell’energia solare FV , nella fattispecie monsignor Boccardo , perché l’economia di danaro ottenuta sarebbe appena di 32.266 euro annui ed il costo dell’impianto verrebbe ad essere ammortizzato in 47 anni , ma monsignor Boccardo sa che potrà utilizzare il famigerato, inutilmente dispendioso decreto 287/2003 del governo Berlusconi.

L’incentivo previsto in attuazione di tale decreto sarebbe per strutture superiori a 20 Kw di 0,32 euro per ogni Kwh prodotto nel caso di impianti esteticamente discutibili e di 0,44/Kwh per pannelli solari integrati architettonicamente all’ambiente .Naturalmente come osserva Monsignore “un’ecologia estetica,ancor che con finalità di salvaguardia climatica ,deve per lunga e classica tradizione coniugarsi col bello” ; ed infatti ha coerentemente optato per il  più sostanzioso incentivo di 44 centesimi di euro per Kwh.

Tale incentivo permetterà alle casse vaticane di incassare un premio complessivo di 91.444 euro l’anno che, aggiunto alle 32.266 euro di risparmio, sarà in grado di ammortizzare l’ investimento iniziale del Vaticano di 1.500.000 euro in soli 12 anni .

In venti anni fra risparmio ed incentivi il vantaggio finanziario per il Vaticano sarà di 2.500.000 euro Considerando l’ investimento iniziale di un milione e mezzo, non c’è certo di che lamentarsi .

A proposito, l’investimento del Vaticano di 1.500.000 euro in realtà non esiste perché l’installazione FV completa è stata donata generosamente dalla tedesca Solar World Act ad un Papa tedesco e non può che essere stata una manifestazione, come ha commentato Radio Vaticana, della Divina Provvidenza . La tariffa incentivante di 0,44 euro per Kwh prodotto invece non piove dal cielo –o dalla Germania – grazie alla Provvidenza Divina, ma viene prelevata dai fondi del cip6 che è un’addizionale sulla bolletta dell’energia elettrica pagata da tutti gli utenti d’Italia.

L’appetito vien mangiando .Visti gli ottimi risultati ottenuti dall’impianto installato sul tetto della sala Paolo VI° , per cui si dispone per venti anni di energia elettrica gratuita a spese del contribuente italiano , il cardinal Giovanni Lajolo presidente del Governatorato e monsignor Boccardo hanno pensato di organizzare le cose in grande. Hanno dato mandato al già citato ing. Cuscianna , responsabile dei servizi tecnici vaticani , ed al dott. Villarini, responsabile dei progetti per le fonti rinnovabili ed ecoprogressiste , il mandato di sostenere i consumi, soprattutto quelli turistici gestiti dai preti (alberghi,ristoranti,bar,ecc.) di S. Giovanni Rotondo con tecnologie fotovoltaiche che saranno naturalmente tramite il già citato cip6 a carico degli utenti italiani . Il cip6 è una bella torta di 3 miliardi di euro l’anno ed alla  sua  spartizione non può mancare il Vaticano.

Il progetto più prestigioso e remunerativo , che sta per essere messo in cantiere , sarà il parco fotovoltaico progettato nei terreni del borgo medioevale di S. Maria di Galeria ,donato al Papa dal governo italiano nel 1930 , dove attualmente sono installate le antenne radio vaticane . I giornali parlano di un investimento di 500 milioni ; l’impianto eretto su una area di 300 ettari svilupperà una potenza di 100.000 kw ed una produzione annua di 130 GWH, sufficiente per soddisfare le esigenze energetiche non solo delle potenti antenne radio ma della totalità delle strutture vaticane. La produzione verrà collegata in parallelo alla rete elettrica pubblica e, a quanto hanno evidenziato alcuni organi di stampa, verrà agevolata fiscalmente dallo Stato italiano e godrà, sempre grazie alla legge 287 del governo Prodi, di un incentivo di 0,32 euro per ogni Kwh prodotto. Dopo un incontro con il ministro Scaiola pare che il Vaticano abbia ottenuto l’approvazione per l’elaborazione di un piano di fattibilità che sarà affidato –guarda un po’- alla tedesca Solaword AG .

Senza tediare ulteriormente chi legge con noiosi calcoli aritmetici concludo evidenziando che in venti anni la Santa Sede godrà di un guadagno fra risparmio energetico ed incentivi di 1.326.000,000 euro, sempre a spese dei contribuenti italiani, a  fronte di un investimento iniziale di 500 milioni.

Il cardinal Lajolo ha commentato”Nei momenti di crisi si devono sviluppare le energie rinnovabili e –evitando,con la struttura fotovoltaica in progetto a Ponte Galeria , l’emissione di 70.000 tonnellate di CO2 – si da una mano all’Italia “ che ne ha tanto bisogno visto che il Climate Chang Performance Index la pone al 44° posto su 57 fra i Paesi che dovrebbero rispettare il santificato e benedetto  protocollo di Kyoto.

Ringraziamo il cardinal Lajolo e prepariamoci ad un probabile aumento della bolletta dell’ENEL. (N.B.)

27/5/09 – Er più

mercoledì, 27 maggio 2009

La lumachella de la Vanagloria,
ch’era strisciata sopra n’obbelisco
guardò la bava e disse: già capisco
che lascerò n’impronta ne la storia
Trilussa

Deve essere vero che fa più danni lo stupido che l’assassino. Se poi lo stupido assomiglia alla lumachella di Trilussa il cerchio si chiude perfettamente.
Un po’ di fatti: il sindaco Alemanno si è recato qualche giorno fa a Gerusalemme, con una delegazione talmente folta da destare meraviglia in un paese che vanta da sempre politici informali e pratici. La gita capitolina aveva lo scopo di ritirare una targa assegnata ai romani e per titolare uno slargo, accanto alla sinagoga italiana della città gerosolimitana, a Roma. Una sorta di ponte storico “pacificatore” in memoria di quando i Romani fecero schiavi gli abitanti della Giudea, episodio storico che è mirabilmente raccontato sull’Arco di Tito (davanti al Colosseo). Alemanno eccitato dalla targa, ha fatto lo smargiasso come mai… si è recato a Sderot e si è preso di striscio un kassam (che però non lo ha colpito), e si è improvvisato mediatore di pace (!!!) offrendo una sede romana per l’ambasciata dello stato palestinese (e speriamo che lo Stato ci sia presto, ma non spetta al comune offrire sedi prestigiose). Tornando a casa ha trovato al varco associazioni islamiche capeggiate da Hamza Piccardo e rappresentanti di paesi arabi che hanno protestato con forza, perché inaugurare piazza Gerusalemme (una palina in pietra rosa nella zona del ghetto da scoprire mercoledì 27) con gemellaggio e presenza del sindaco di Gerusalemme Nir Barkat, è un formale riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele.
La fuga alemanniana dalla cerimonia è stata comunicata a Barkat con un fax spedito di sabato (che in Israele shabbat sia festa lo sanno pure i selci), ufficialmente per la partita della Champions. Ovviamente lì non si sono bevuti la questione della sicurezza determinata dalla partita di cui tutti, per primo Alemanno, erano a conoscenza da mesi, anzi il primo cittadino di Gerusalemme era stato invitato all’Olimpico dal suo omologo romano. E se ieri i giornali sotto l’immagine del moretto scrivevano rimu (inganno), il primo ministro Netanyahu ha parlato di tradimento politico. Barkat oggi sarà a Roma per placcare Alemanno, e se non riuscirà a fissare una data per la cerimonia saranno problemi grossi che non potranno certamente essere leniti da un posto in tribuna all’Olimpico.
Che Alemanno sia stato un errore anche per la coalizione che lo sostiene è fatto acclarato. Il richiamo di Berlusconi sulla trascuratezza della capitale, poi leggermente rettificato (ma sappiamo che il cav. la prima cosa che dice è quella che pensa) è stato un avvertimento per il vanaglorioso. Il famoso buco di bilancio che Alemanno ha tentato di allargare oltre ogni pudore, è stato ripianato e stoppato da palazzochigi. Ma, sul fronte decoro-sicurezza-trasporti, la città già ferita è ora morente sotto gli occhi di tutti.
Ovviamente la nostra preoccupazione non è che Alemanno rappresenti una palla al piede per Berlusconi, la nostra tristezza è per la città umiliata.
Quanto all’altra creatura morente, l’opposizione che rincorre il cav. cavalcando le dieci domande da salotto moralista di Repubblica sperando di sconfiggerlo coi pettegolezzi, si riscuota dalla sua debolezza politica, magari riflettendo sul fatto che ha consegnato la città delle Fosse Ardeatine e del 16 ottobre, ad un clericofascista incompetente. E anche ponendo domande – serie e sue però – sulla modesta azione del governo da lui presieduto.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

Vedi anche qui http://www.nessundio.net/blog/2009/05/04/1567/

Bagnasco riscopre i lavoratori…

martedì, 26 maggio 2009

…e distrae l’attenzione dalla pedofilia di massa in Irlanda. Su tutti i media vaticaliani viene data la massima visibilità alla prolusione del generale-cardinale Bagnasco in occasione dellla periodica riunione dell’austero consesso che costituisce ormai l’appuntamento istituzionale in cui i gerarchi della SS Vaticana dettano la linea politica al sottomesso governo dell’ italico vicereame pontificio. La riunione cade giusta giusta all’indomani dello scandalo gigantesco che sta sconvolgendo la chiesa cattolica in Irlanda e, almeno in Italia, grazie a questo rinnovato buonismo pro-lavoratori della pedofilia pretesca non si parlerà. Anzi Bagnasco acquisisce benemerenze a sinistra, che contribuiranno a mettere la sordina anche a qualsiasi rivendicazione per dare ai cittadini il diritto di decidere sulla propria salute, sul proprio corpo e sulla propria vita. Infatti fra le direttive che il genarale-cardinale Bagnasco ha dettato c’è anche la riconferma che il corpo dei cittadini appartiene esclusivamente alla chiesa cattolica e che su quel corpo solo la chiesa può prendere decisioni.

Qui la fonte della notizia

http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/cronaca/bagnasco-cei/bagnasco-cei/bagnasco-cei.html