Chierichetto ad honorem e ossequioso partecipante a tutte le sante messe celebrative di qualcosa che si svolgono in città, ma pur sempre vero maschio, il sindaco piazza precisi paletti a difesa della virilità romana che i perfidi gay mettono a rischio con la loro “tendenza”. Ed è infatti proprio quella pericolosa “tendenza” il motivo principale del diniego annunciato da Alemanno per una manifestazione a cui tutti i sindaci del mondo “normalmente” democratici danno i massimi riconoscimenti scendendo tranquillamente in piazza accanto ai promotori. Avrà pure smesso di fare saluti fascisti ma sui gay non ha perso i vecchi orientamenti.
Roma nega il patrocinio al Gay Pride: è un insulto alla civiltà dei Diritti Umani
del Gruppo EveryOne
Roma, 25 aprile 2009. Roma, una delle grandi capitali dell’Unione europea, si segnala ancora una volta per l’ottusa intolleranza delle proprie Istituzioni. Mentre Parigi, Londra, Bruxelles, Atene, Berlino, Amsterdam, Copenhagen, Stoccolma e le altre città europee preparano il Gay Pride 2009 in grande stile, affiancando al tradizionale corteo una serie di eventi culturali, cinematografici e commemorativi, la capitale d’Italia, per bocca del sindaco Alemanno, annuncia che Roma non patrocinerà l’iniziativa: “Non daremo il patrocinio al Gay Pride,” – ha detto Alemanno, “così come non l’abbiamo dato l’anno scorso perché lo consideriamo una manifestazione di tendenza. Ci sono molte richieste specifiche che possono essere condivise o non condivise. Faremo il possibile perché si svolga in maniera tranquilla con tutto il supporto dei servizi comunali come per tutte le manifestazioni. Il patrocinio va dato quando non si tratta di manifestazioni di tendenza ma che danno voce a tutte le idee e i punti di vista e nel caso del Gay Pride non è così”. Le autorità romane dunque – uniche nel mondo democratico – negano il valore sociale del Gay Pride, che in tutto il mondo rappresenta un simbolo fondamentale nell’àmbito dei Diritti Umani, non certo “di tendenza”, ma universale ed educativo come le Giornate della Memoria o la Festa della Donna. Ricordiamo che la Parata dell’Orgoglio racchiude significati celebrativi che si collegano a secoli di emarginazione e persecuzione degli omosessuali nel mondo, culminati in Europa nell’Olocausto dei Triangoli Rosa e non ancora terminati nei regimi islamici, dove l’omosessualità è punita con il carcere, la tortura e spesso la morte. Contemporaneamente alla linea intollerante scelta dalle istituzioni romane, cresce l’omofobia a Roma e nel resto d’Italia, mentre le leggi che dovrebbero tutelare i diritti fondamentali dei gay si sono fermate a limitazioni medievali. Il Gruppo EveryOne solleverà prossimamente presso le Istituzioni internazionali l’urgenza di avviare seri programmi di educazione alla Storia dell’omosessualità e ai fenomeni persecutori che l’hanno accompagnata, nonostante gay, lesbiche e transgender abbiano contribuito fin dall’inizio della civiltà alla costruzione del genio umano e a raggiungere le tappe più importanti del pensiero, delle arti e della tecnologia. Il nazifascismo negò al popolo omosessuale ogni diritto, reprimendone in modo barbaro e sanguinoso le manifestazioni che il Gay Pride rappresenta ancora e che si ricollegano alle istanze di emancipazione espresse dall’Istituto di Scienze Sessuali di Magnus Hirchsfeld (nella foto) e da punti di ritrovo quali il mitico Eldorado di Berlino, fino a quando gli assassini di Hitler presero il potere, annientando ogni conquista civile. Il Gruppo EveryOne solleciterà inoltre l’approvazione di una Direttiva europea sulle unioni civili, che riconosca finalmente agli omosessuali, dopo secoli di repressione, il diritto più elementare e basilare: quello di veder riconosciute giuridicamente nelle società moderne le proprie unioni sentimentali. E’ necessario protestare con decisione e sdegno contro la decisione del sindaco di Roma, che non rappresenta solo un attacco alla dignità di un’istituzione che simboleggia i diritti dei gay, ma anche una pericolosa deriva omofobica che trova le proprie radici proprio nell’intolleranza su cui il nazifascismo costruì il proprio regno di repressione e orrore.
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in effetti credo sia molto meglio non avere il patrocinio da chi ti insulta un giorno si e un giorno si
Certo che st’abitudine di trasformare chi ha una posizione diversa dalla propria in avversario da abbattere forse non vi rendete conto che è una delle stupende eredità di 2000 anni di lavaggio del cervello operato dal cosiddetto cristianesimo che ha diviso il mondo in buoni ( quelli che seguono il vangelo) e cattivi ( tutti gli altri) insegnando anche ad ammazzare quelli che non si convertono, perchè vogliono essere e rimanere cattivi e si rifiutano di farsi salvare dai buoni … ( vedi anche la questione etero-gay)
A parte il fatto che se il parroco di santa maria maggiore chiedesse il patrocinio al sindaco di Roma (o anche al Presidente della Repubblica ) per la solenne processione, mettiamo, del corpus domini, penso proprio che il povero alemanno sarebbe costretto a dir di no, suscitando grandi scandali, probabilmente anche a sinistra oltre che a destra, forse nessuno di voi si è accorto che il Comitato Roma Pride 2009 NON HA CHIESTO NESSUN PATROCINIO al sindaco Alemanno per la parata del Pride.
Naturalmente, visto che quel che serve dal sindaco e dal Comune di Roma per la parata del Pride è il supporto logistico ( acqua, cessi chimici, sicurezza e supporto sanitario oltre ai permessi dalla questura per il percorso previsto) ed è questo che come sindaco garantirà ( a differenza di quanto fece il caro Rutellone nel 2000).
ti faccio notare mia cara Alba che il signor Sindaco non è per sua graziosa concessione che elargisce questi servizi, questi servizi ce li paghiamo con le tasse,
la verità è che omosessuali e lesbiche in questo paese sono cittadine di serie B
http://www.nessundio.net/blog/2009/04/25/1465/
nogod aveva già segnalato che nessun patrocinio era stato richiesto.