17/4/09 – Aumento delle cubature. Dei cimiteri

In una contrada come la nostra, in cui tante ingiustizie rimanevano impunite, la frequenza dei terremoti appariva plausibile. Nel terremoto morivano ricchi e poveri, istruiti e analfabeti, autorità e sudditi. La natura realizzava quello che la legge a parole prometteva e nei fatti non manteneva: l’uguaglianza. Uguaglianza effimera. Passata la paura, la disgrazia collettiva si trasformava in occasione di più larghe ingiustizie. La ricostruzione edilizia, a causa dei numerosi brogli, frodi, furti, camorre, truffe, malversazioni d’ogni specie cui diede luogo, apparve alla povera gente una calamità assai più penosa del cataclisma naturale. A quel tempo risale la convinzione popolare che, se l’umanità una buona volta dovrà rimetterci la pelle, non sarà in un terremoto o in una guerra, ma in un dopo-terremoto o in un dopo-guerra. (Ignazio Silone, Uscita di sicurezza)

Pietro Angelerio da Morrione dopo 713 anni, ancora non trova pace. Probabilmente per il nome d’arte che si è scelto: Celestino V. La mummia del papa del gran rifiuto è stato spostata dalla sua teca posta nella splendida basilica di Santa Maria di Collemaggio dell’Aquila, in un’ala della stessa chiesa che dovrebbe essere più protetta. Ma il corpo del “santone” viene reclamato da Isernia, città di cui è patrono. Un tour nella città molisana Celestino V lo aveva già fatto nel maggio del 1986, quindi una nuova casa in quella città sicuramente sarebbe ben vista anche da lui, sostengono gli isernini devoti. La peregrinazione si addice al papa che, secondo i racconti, avrebbe desiderato vivere nell’isolamento e nella preghiera ma, per camarille di palazzo, dovette cambiare i suoi piani. Noto ai più per il III canto dell’Inferno dantesco “poscia ch’io ebbi alcun riconosciuto, vidi e conobbi l’ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto”, ai devoti del santone non piace questo richiamo alla viltà, supponendo che la rinuncia venne fatta per amore di Dio che non riconosceva nei sacri palazzi.
Nato nel 1215 da famiglia contadina, nel 1231 diventa benedettino e vive per diversi anni in una grotta con un confratello. Predicando predicando arriva a Roma dove studia in Laterano e dove papa Gregorio IX lo ordina sacerdote. Fonda l’ordine dei fratelli penitenti del Santo Spirito, più noto come celestini, ispirandosi al movimento di Gioachino da Fiore, ma nel 1293 comunica ai suoi discepoli la decisione di ritirarsi nell’isolamento della preghiera. Ma in quello stesso momento a Perugia, 11 cardinali si contendevano il pontificato dopo la morte del papa Niccolo IV. Nella consorteria cardinalizia si inserisce Carlo II d’Angiò che aveva bisogno di una testa di turco che ratificasse l’accordo con gli aragonesi per la riconsegna della Sicilia, e il re pensa che Celestino sia perfetto. Si reca a Sulmona e lo convince a scrivere una lettera di autocandidatura ai cardinali in conclave. E’ il 1294 e i religiosi sono certi di aver trovato in Celestino l’utile idiota a cui appioppare la difficile gestione dello scontro con il potere temporale; e lo incoronano papa all’Aquila. Ostaggio nelle mani del re che lo giostra come un pupazzo (come fa oggi il papa con i politici italiani per intenderci), decide, con un gesto senza precedenti (e ad oggi, ahimè, senza imitatori) di dimettersi dopo soli 107 giorni. Dice di non volersi sentire in contrasto con la propria coscienza. Gli succede Benedetto Caetani, cioè papa Bonifacio VII. Scappa Celestino ma i soldati lo raggiungono e lo rinchiudono nel castello di Fumone (dove si va a comprare un pane buonissimo), vicino ad Anagni (dove si va a vedere il bel duomo romanico) costretto ad una carcerazione durissima che sfocerà con il suo omicidio nel 1296.
A Santa Maria di Collemaggio il 29 agosto c’è la festa della perdonanza, cioè si viene assolti da tutti i peccati (solo se si è cattolici, che i normali i peccati non li fanno).

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

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5 Commenti a “17/4/09 – Aumento delle cubature. Dei cimiteri”

  1. dopa scrive:

    Ma Vespa che si preoccupava tanto, per il santo diavolo celestino,lo sapeva questo?Allora io che mi sono espresso:Che Vespa mi ha fatto schifo, nel preoccuparsi del campanile Invece dei terremotati,ho intuito bene.

  2. Sofia scrive:

    Alcuni sostengono cge Dante parlasse di Ponzio Pilato e non di Celestino, ma tant’è.

    Forse il papa, se lo informano della perdonanza, dovrebbe andare il 29 agosto in visita invece che il 1 maggio

  3. Anna Spina scrive:

    Celestino mi stava simpatico
    e a Fontamara è legato un ricordo molto vivo: ci portarono da scuola, alle medie, a vedere la riduzione filmica del romanzo
    il cuore del racconto, la lotta dei poveri e giusti contro i ricchi e prepotenti non so come ma riuscì a coinvolgere perfino gli abulici e rozzi semi adolescenti che eravamo, tutte le scolaresche seguirono il film con una partecipazione ed una commozione insospettabile.

  4. Marcello scrive:

    Mi pare di capire che questo Celestino voleva pregare Dio ma non in chiesa

  5. AMMIRO E RINGRAZIO scrive:

    UN RINGRAZIAMENTO FORTE A TIZIANA PER QUESTO RITRATTO. CELESTINO V E’ L’UNICO PAPA AD AVERE QUESTA STORIA. DANTE, TRA L’ALTRO EBBE PARECCHI GUAI CON BONIFACIO VIII COME SI RICORDERA’, NON PARLA MALE NEL III CANTO DI CELESTINO V, MA CON UNA SOTTILE AMMIRAZIONE OVVIAMENTE CELATA PER QUESTIONI, OGGI DIREMMO DI CENSURA PREVENTIVA. NON ERA CERTO UN PAPIASTA IL SONNO POETA