Armi di dissuasione di massa.

Preoccupante articolo di denuncia su come vogliono mettere il bavaglio a chi critica la versione islamica della Menzogna Globale.

Terrorismo giudiziario
I duri dell’islam italiano all’attacco: vietato scrivere, scatta la querela

di   Maria Giovanna
Maglie<http://www.loccidentale.it/autore/maria+giovanna+maglie>
14 Aprile 2009

“Ai metodi terroristici tradizionali ora l’islam vicino al movimento dei
Fratelli musulmani, ha progettato di aggiungere un altro tipo di jihad,
quello che si svolge nei tribunali e che ottiene lo scopo di spaventare
personalmente ed anche economicamente”. Pubblichiamo in seguito l’articolo
apparso oggi su *Il* *Giornale*.

Siamo un gruppetto di tutto rispetto, giornalisti, politici, studiosi che
provano a raccontare, denunciare, attività e scopi veri dell’Ucoii in
Italia, ovvero dell’Unione delle comunità islamiche in Italia. Quando ho
ricevuto la prima e la seconda querela, l’ho ritenuta motivo di orgoglio.
Sapevo di non essere né la prima né la più esposta. Ma negli ultimi tempi il
passaparola dei querelati e minacciati ha rivelato che è una strategia, ora
attuata in Italia, ma già sperimentata dagli integralisti in molti altri
Paesi.

La formula della querela è sempre la stessa e recita: “Nell’articolo, il cui
contenuto è integralmente diffamatorio, vengono propalate notizie false e
giudizi denigratori nei confronti della mia assistita (Ucoii). È evidente la
lesione ingiustificata e gratuita all’onore, all’immagine e alla reputazione
dell’Ucoii arrecata dalla pubblicazione del citato articolo, il cui
contenuto si contesta integralmente”. Segue l’invito a risarcire
immediatamente tutti i danni patrimoniali e non patrimoniali. Cito qualcuno
dei nomi, ma la lista andrà certamente aggiornata: Magdi Cristiano Allam, il
primo e il più perseguitato, Valentina Colombo, Souad Sbai, Andrea Ronchi,
Andrea Nardi, Antonello Palazzi, Giancarlo Loquenzi, Carlo Panella, Dimitri
Buffa, Massimo Introvigne, Alberto Giannoni, Massimiliano Lussana, Andrea
Morigi, Ahmad Giampiero Vincenzo, Daniela Santanchè, Yassim Belkazei. Cito
qualche giornale: il Giornale, Libero, La Stampa, il Corriere della Sera,
Tempi, l’Opinione, l’Occidentale, la Padania. L’elenco, ripeto, è
approssimativo e minimo. Ogni articolo, questo è sicuro, nel quale sia
citata l’Ucoii, è oggetto di richiesta di risarcimento.

Ai metodi terroristici tradizionali ora l’islam vicino al movimento dei
Fratelli musulmani, ha progettato di aggiungere un altro tipo di jihad,
quello che si svolge nei tribunali e che ottiene lo scopo di spaventare
personalmente ed anche economicamente. Chiunque, giornalista, politico o
studioso che sia, si occupi di islam, rischia di venire citato in tribunale
per “oltraggio nei confronti di un gruppo di persone in ragione della loro
religione”. Gruppi minoritari e perfino isolati nella popolazione musulmana
si spacciano per suoi rappresentanti unici.

Uno degli ultimi esempi è stato il processo intentato in Francia dall’Unione
delle Organizzazioni islamiche di Francia e dalla Grande moschea di Parigi
contro la rivista Charlie Hebdo per avere ripubblicato le vignette satiriche
di un giornale danese su Maometto. Nel marzo 2008 la corte d’appello di
Parigi ha per fortuna respinto ogni capo d’accusa perché le caricature “si
riferiscono chiaramente a una frazione e non all’insieme della comunità
islamica, non costituiscono un oltraggio, né un attacco personale e diretto
contro un gruppo di persone in virtù della loro appartenenza religiosa e non
valicano il limite ammesso della libertà di espressione”. Ma altre querele
sono arrivate.

Negli Stati Uniti il Cair (Consiglio per le relazioni americano-islamiche)
ha portato in tribunale il responsabile del sito Anti-Cair per avere diffuso
false notizie a danno della reputazione dell’Associazione, ma ha dovuto
ritirare l’accusa; la Islamic Society di Boston ha accusato di diffamazione
diciassette persone nel maggio 2005 anche in questo caso per ritirare
l’accusa due anni dopo. La risposta è stata possibile anche grazie
all’azione del Middle East Legal Project Forum, che spiega: “Queste cause
sono spesso capziose, avviate senza una seria aspettativa di successo, ma
intraprese per causare la bancarotta, per distrarre, intimidire e
demoralizzare gli accusati. Non si cerca tanto di vincere in tribunale,
quanto di portare allo sfinimento giornalisti e analisti”. Pensate che il
solo Cair americano ha annunciato nell’ottobre 2005 di avere raccolto in un
mese un milione di dollari, per “difendere gli attacchi diffamatori ai
musulmani e all’islam”. Possiamo provare a fare un Legal Project anche in
Italia, per rispondere ai metodi dell’Ucoii?

Due parole per ricordare che cos’è. L’Ucoii è l’estensione in Italia dei
Fratelli Musulmani egiziani. I rapporti di polizia e dei servizi, le
documentazioni dei tribunali italiani, provano i suoi chiari propositi
eversivi per instaurare in Occidente una società dominata dal diritto
coranico. Una recente sentenza avvisa come “sia opportuno compiere attente
indagini prima di individuare l’Ucoii quale principale interlocutore per
quanto riguarda i rapporti con i musulmani evidenziando inoltre che le
moschee in Italia possano essere un serbatoio di kamikaze e terroristi”. In
Italia controllate dall’Ucoii ci sono settecentocinquanta moschee illegali.
L’Ucoii non ha firmato la Carta dei Valori preparata dalla Consulta
istituita dal ministero degli Interni perché rifiuta qualsiasi forma di
concordato con il nostro Paese e le sue Istituzioni. Nel 2006 l’Ucoii ha
fatto pubblicare a pagamento sui quotidiani italiani un manifesto con il
titolo “Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane” che si chiudeva con
“Marzabotto = Gaza = Fosse Ardeatine = Libano”.

Purtroppo la preghiera islamica per i nostri morti nel sisma che ha colpito
l’Abruzzo è stata guidata proprio dal presidente dell’Ucoii, Nour Dachan.
Noi querelati e minacciati siamo certi che si sia trattato di un clamoroso
equivoco, che rischia però di dare legittimità a un’organizzazione
fondamentalista. Aspettiamo chiarimenti e ci organizziamo per resistere.

© *Il Giornale*

*14 aprile 2009*

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