Grazie al terremoto il ponte sullo stretto non si farà.

E scende anche il silenzio sul “piano casa” con cui Berlusconi voleva “abbellire” l’talia delle villette. Lo scopriamo da una risposta di Marco Travaglio a due giornalisti di regime che lo avevano pesantemente accusato.

Sciacalli e leccapiedi

Due futuri premi Pulitzer, sul Giornale e a Radio24, mi danno gentilmente dello «sciacallo» perché ho ricordato quali danni aggiuntivi ai terremoti avrebbero comportato il “piano casa” e il ponte di Messina (in una delle zone più sismiche d’Europa) se sciaguratamente fossero già stati realizzati. I servi furbi sono così accecati dalla saliva delle loro lingue da non accorgersi che a liquidare il ponte, all’indomani della sciagura abruzzese, è stato il sottosegretario alle Infrastrutture del loro adorato governo, il leghista Roberto Castelli; e che a rinviare sine die il “piano casa” è stato il ministro forzista Raffaele Fitto, con la soave espressione dorotea della «pausa di riflessione». Intanto il ministro Claudio Scajola annuncia che nel decreto saranno inserite precise «misure antisismiche»

: fino a domenica non ci aveva pensato nessuno. La parola “terremoto” non compariva mai nella proposta inviata a giugno dal governo alle regioni, nella bozza di un mese fa e men che meno nell’intesa del 31 marzo. Anzi, lì un cenno c’era, ma per smantellare i divieti (art.6: «Semplificazioni in materia antisismica»). Solo due giorni fa, mentre l’Abruzzo crollava, si son ricordati che siamo il paese più a rischio d’Europa e hanno cancellato l’art.6 e, al posto, hanno infilato qualche riga di «misure urgenti in materia antisismica»: gli ampliamenti delle case non saranno autorizzati «ove non sia documentalmente provato il rispetto della normativa antisismica». Ci son voluti 260 morti, per ripristinare la legalità. A proposito di sciacalli. Vergogniamoci per loro, e per i loro servi.

Marco Travaglio

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2 Commenti a “Grazie al terremoto il ponte sullo stretto non si farà.”

  1. Andrea Scrive:

    Ma perchè al Giornale ci lavorano ancora giornalisti?

  2. Anna Spina Scrive:

    in nessun giornale d’Itlia se è epr questo è inutile far finta di nulla
    larga parte della nostra stampa è fatta da servi e laccapiedi o da mediocri carrieristi raccomandati come larga aprte delle nostre imprese e del setore pubblico
    solo che con i giornali si nota di più

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