Ecco come i catto-talibani….

… tengono in ostaggio il PD-Partitus Dei. Dichiarazioni illuminanti dei cattolici integralisti che tengono sotto schiaffo i traditori della laicità che hanno voluto realizzare il “compromesso storico”.

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Notizie Radicali
lunedì 06 aprile 2009
Testamento biologico: se la politica abdica al Vaticano

di Andrea Trigolo

La legge sul testamento biologico (anzi, contro il testamento biologico) è dunque passata al Senato. Alla Camera arriverà un testo che è l’espressione più restrittiva e contro la libertà di scelta e l’autodeterminazione che ci potessimo aspettare.

In questa battaglia, abbiamo pensato – noi laici, noi radicali – di avere a che fare con avversari politici che possedessero un minimo di decenza. Purtroppo non è così.

Ricordo quando Emma Bonino in più trasmissioni televisive svelava il nocciolo del problema, vale a dire che ognuno deve poter essere libero di scegliere le proprie cure, anche quando non in condizioni di farlo, in pieno accordo con l’articolo 32 della nostra Costituzione. Purtroppo questo Governo, pur di dedicarsi ai suoi affari economici anche in tempo di crisi (e lo constatiamo dalle discussioni sul nucleare ai provvedimenti sul cosiddetto piano casa), ha abdicato da tempo ogni questione etica al Vaticano.

Il tema della libertà di scelta, l’unico fondamentale, è stato mutilato e il piano della discussione, continuamente e scorrettamente, spostato. A compiere queste oscenità, non solo i vari Quagliarello e Roccella della maggioranza, tutti a proporsi per ricoprire il ruolo di primo chierichetto – quello che suona la campanella durante l’Eucarestia – ma parlamentari della minoranza, di quel Pd che, forse a causa dell’imbarazzo della presenza dei Radicali al suo interno, non si accorge (bugia: se ne accorge, eccome) di come alcuni suoi parlamentari sostengano su questi temi la destra autoritaria e clericale. Basti pensare a Dorina Bianchi, la contestata capogruppo Pd in Commissione sanità: che sostiene che «La vita non è un bene che appartiene a uno solo, al singolo individuo, ma alla collettività.»

Ecco cosa intendevo prima, quando dicevo che il piano della discussione, che deve avere come unico riferimento la libertà di scelta, viene spostato.

Ma c’è chi si è espresso in termini ancor peggiori, se non eversivi, come Pieluigi Castagnetti, sempre del Pd: «Gli ex-DS fanno fatica a capire. Quelli che per noi sono passi da gigante, come i passi fatti sul testamento biologico, per loro sono passettini. […] Noi abbiamo due appartenenze: una alla Chiesa, l’altra alla politica. Per me, come per Franceschini, per tutti noi cattolici, insomma, il vero “capo” è lui: il Papa. Per noi è il vicario di Dio in terra, e questo gli ex-diessini dovrebbero alla fine comprenderlo»

Ma davvero si ritiene che si possa giungere a compromessi con questa gente? Non è il caso di ridere in faccia alla Finocchiaro o a chi, tra le fila del Pd, continua vergognosamente a difendere i parlamentari che con la loro obiezione di coscienza obbligheranno ognuno di noi all’inferno di Eluana?

Davvero è concepibile scendere a compromessi con parlamentari così tanto asserviti ai voleri della Chiesa? Davvero si può discutere con chi parla di “valori non negoziabili”?

Mi si potrà dire che negli anni ’70 la Chiesa era altrettanto forte e che la dialettica fra cattolici e laici, ai tempi di divorzio e aborto, era altrettanto animata. Sta di fatto che a quel tempo, leggi laiche passavano; oggi no, oggi pare passare solo la linea della Chiesa cattolica e solo quella.

Non so come ci si possa ribellare a questa situazione. Penso però sia utile iniziare a chiamare le cose col proprio nome: e dire che il nostro Stato sta diventando confessionale, che la Chiesa cattolica rischia, in questo preciso momento storico, di essere nemica della democrazia e che molti parlamentari cattolici non hanno alcuna credibilità politica, in quanto impossibilitati a concepire la laicità.

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