“Quand’anche sia provato che il genere umano abbia a lungo progredito e possa ancora progredire, nessuno può sostenere che non possa ora cominciare il suo regresso” Immanuel Kant, Il conflitto delle facoltà, 1798
Da un lato c’è l’astro nascente del Pd, la 38enne Debora Serracchiani, che ha esordito lodando la sua Udine che ha accolto Eluana, e ha proseguito dicendo che “la libertà di coscienza non deve essere il paravento dietro il quale nascondersi se non siamo uniti”. E dall’altro il presidente del Senato Renato Schifani, che approfitta di una missione istituzionale all’estero per difendere la libertà di coscienza che ha consentito, con la legge 40, di sancire l’inferiorità della donna sull’embrione.
E’ possibile che nel Parlamento la coscienza dei politici sia nera come quella che ha consentito la legge 40 o il ddl Calabrò, e che, in entrambi i casi ha visto la trasversalità. Per cui abbiamo il presidente della Camera Fini che plaude alle decisioni della Corte costituzionale che confermano ciò che da segretario di An aveva sostenuto votando al referendum, e Dario Franceschini reggente temporaneo del Pd, che al referendum preferì astenersi. Ma la vera novità del momento è il conflitto in corso tra le due cariche istituzionali che probabilmente capeggiano due correnti, o, come forse è più corretto dire, due diversi modi di intendere il centrodestra.
Il presidente del Senato difende la libertà di coscienza pur sapendo che è usata come un paravento politico per compiacere la Chiesa, mentre il presidente della Camera denuncia il rischio dello Stato etico che si corre quando la coscienza parlamentare cancella i diritti civili dei cittadini, religiosi o no, a favore delle gerarchie vaticane.
E’ auspicabile che in questa guerra tra istituzioni e in parlamento per vedere chi ha la coscienza più lunga, i politici non poggino altra zavorra sulle spalle dei cittadini che, religiosi e no, sono in grado di comprendere la differenza tra il bene e il male. Al contrario di quei ministri che ufficialmente si devono occupare di lavoro, questione che dovrebbe fargli tremare le vene dei polsi, ma aspirano alla ginecologia.
P.S. Mica sarebbe stato brutto se in questi giorni qualcuno avesse “minacciato” Karzai e il suo governo di ritirare le truppe dall’Afghanistan. Mica è giusto che i soldati devono difendere un governo reazionario che consente agli sciiti di torturare le proprie mogli. Non rischiamo, con l’eccesso di garbo che i G20 hanno voluto mantenere, di perdere la faccia davanti alla popolazione che teme il ritorno dei talebani?
Tiziana Ficacci, www.nogod.it
Tag: Schifani contro Fini

Cara Tiziana, sono d’accordo con te, sono due tentativi di cavalcare una corrente.
Vorrei complimentarmi con te, che non mi sembri una persona religiosa, per la continua distinzione che fai tra religione e gerarchia vaticana, tra Chiesa cattolica e cattolici. Mi sembra la strada giusta
Correggeri moralismo con paternalismo
La ragazza di diciassette anni frustata
pubblicamente in Pakistan perché in compagnia di un uomo che non era suo marito è solo l’ennesimo caso, particolarmente violento, di una discriminazione e di una subordinazione che nei paesi islamici colpisce le donne, tutte le donne in quanto tali. Intanto, in maniera meno cruenta ma altrettanto forte simbolicamente, i giornali ultaortodossi israeliani cancellano dalle foto ufficiali del governo le immagini delle due ministre. Per gli ebrei ultraortodossi, fare il ministro è cosa contraria alla decenza e alla modestia delle donne. Per fortuna, gli ultraortodossi non hanno il potere di fare di più. Solo nel mondo occidentale le donne godono di parità di diritti con gli uomini, ed anche questa parità è in fondo assai recente. Potrebbe anche non durare un altro secolo, potremmo essere ributtati indietro, in un mondo dove comandano gli uomini e le donne non possono nemmeno andare a scuola. Pensiamoci, non smettiamo di pensarci, di appoggiare le donne obbbligate a portare il velo, a rinunciare allo studio, ed anche ad essere cancellate dalle fotografie, cosa che ci sembra talmente ridicola da non farci nemmeno indignare: folklore! Certo, ad essere cancellata è un’immagine, ma quest’immagine rappresenta una persona, viva, che pensa, che lavora, che esiste come persona. Cancellarla dalla foto vuol dire volerla cancellare dalla realtà.
Due correnti è probabile, ma credo che Fini andrebbe sostenuto. Quello ce mi scandalizza è che un rappresentante di destra, anche se con volto umano, sia più avanzato sul terreno dei diritti civili di Franceschini
Condivido l’augurio che i politici non poggino altra zavorra
KABUL — Visita a sorpresa della cancelliera tedesca Angela Merkel ieri in Afghanistan, per incontrare le truppe tedesche nella base di Kunduz, nel Nord del Paese. La Merkel, accompagnata dal ministro della Difesa Franz Josef Jung, non dovrebbe incontrare il presidente afghano Hamid Karzai, a cui la Merkel aveva espresso due giorni fa al telefono forte disappunto per la legge sul matrimonio che legalizza gli stupri coniugali nelle famiglie sciite. Poco prima dell’arrivo a Kunduz, sconosciuti hanno aperto il fuoco contro soldati tedeschi. Nessuno è rimasto ferito. La Merkel, alla sua seconda visita in Afghanistan dal 2007, è giunta nel Paese direttamente da Praga dove aveva partecipato al vertice Ue-Usa. A Kunduz si trova un distaccamento di 700 soldati tedeschi. La Germania intende aumentare il suo contingente da 3.800 a 4.400 uomini in vista delle elezioni presidenziali di agosto.