Archivio di marzo 2009

E gli italiani se ne fregano del papa.

mercoledì, 25 marzo 2009

Mentre i politicanti vaticaliani, con le solite eccezioni dei radicali e pochi altri, fanno a gara per assecondare tutti i più assurdi e anche criminali ordini provenienti dalla SS vaticana, gli italiani non condividono affatto quello che dice B16 e suoi gerarchi.

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La Francia se ne frega del generale-cardinale Bagnasco.

mercoledì, 25 marzo 2009

A differenza dei politicanti italiani, tutti alla pecorina davanti al Papa Re e al suo Vicerè per il vicereame vaticaliano, i francesi non tacciono dopo i minacciosi proclami di Bagnasco. Anzi rispondono per le rime.

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E qui un Commento del nostro amico Giancarlo Fornari tratto da www.contrappunti.info

POST IT PER IL CARDINALE BAGNASCO, CHE HA PERSO LE STAFFE
(25.3.09) Caro Cardinale, leggiamo con ritardo che preso dall’ira lei si è scagliato contro quanti, in Italia e all’estero, hanno osato irridere le uscite del Papa contro l’utilità del preservativo nella lotta alle malattie sessuali. Dimenticando che l’ira non solo è una cattiva consigliera ma, come dovrebbero averle insegnato al seminario, è anche – insieme ad altri peccati che lei e i suoi colleghi certo non conoscete, come la lussuria e la superbia – un Peccato Capitale, punito con l’inferno. Si confessi subito e soprattutto cerchi di recuperare un po’ di serenità. Si renda conto che se continuate a dire cose derisorie la gente, almeno nel mondo libero, vi deriderà. Datevi una controllata. Parlate e straparlate su tutte le cose dell’universo, non riuscite a starvi zitti cinque minuti e a lasciarci un po’ tranquilli con i vostri anatemi – ci avete vietato perfino l’omeopatia e Harry Potter – e poi vi permettete di dire “basta” a chi non fa altro che esercitare il suo diritto di critica? Ma siamo noi, caro Bagnasco, che diciamo basta a voi. Che non dovreste permettervi di intimare al Parlamento italiano di  approvare le leggi che volete voi nelle forme che volete voi. Potete “sperare” che il nostro Parlamento, fino a prova contraria nominalmente sovrano, approvi la legge da voi desiderata, non potete “comandare”. Impari, per favore, un po’ di educazione istituzionale. E si faccia una cortesia, si dia una calmata.

La distruzione di Israele…

mercoledì, 25 marzo 2009

…e la persecuzione degli ebrei è il primo passo per imporre il dominio dell’ islam sull’intero pianeta. Un illuminante articolo di Piero Ostellino.

Dal Corriere della Sera 25/03/09

Sale la marea antisemita. Ma l’antisemitismo è l’anticamera del
totalitarismo. Perciò riguarda anche me; che non sono ebreo e neppure
cristiano praticante. Si incomincia col perseguitare gli ebrei e si prosegue
con l’abolizione delle libertà e dei diritti individuali e la condanna di
chi li rivendica.

E’ bene che l’Europa, seguendo l’esempio dell’Italia, stia pensando, in
assenza di nuovi elementi, di non partecipare alla Conferenza di Ginevra sui
diritti umani che già minaccia di essere una «Durban-due», la fotocopia di
quella del 2001 dove non si discusse del tema, ma solo di Israele – per
chiederne la distruzione – e degli ebrei, per auspicarne lo sterminio.

Indipendentemente dal pericolo – anche per chi ebreo non è – che rappresenta
l’antisemitismo, ci sono due ragioni, una di metodo, l’altra di merito, che
sconsigliano le democrazie liberali dall’andare a Ginevra. La ragione di
metodo è che conferenze siffatte non offrono alcuna garanzia che chi non è
d’accordo con la maggioranza (antisemita e totalitaria) abbia la possibilità
di far valere le proprie ragioni e, soprattutto, che, a presiedere alla
conclusione dei lavori, ci sia un potere «neutro» di garanzia contro ogni
tentativo di approvare forme di sopraffazione. Nelle democrazie liberali,
c’è l’equilibrio dei poteri: se, per ipotesi, una maggioranza parlamentare
impazzisse, e volesse approvare leggi liberticide, oltre all’opposizione,
interverrebbe il potere giudiziario (attraverso la Corte costituzionale) a
dichiararle illegittime, nonché farebbe sentire la propria voce l’opinione
pubblica. Sarebbe ora che le Nazioni Unite prendessero atto di una anomalia
che, di fatto, finisce col rinnegare persino i principi stessi che ne hanno
ispirato la nascita.

La ragione di merito è che non c’è alcuna possibilità di compromesso fra un
fondamentalismo religioso, che nega i diritti individuali, e le democrazie
liberali che su quegli stessi diritti hanno il proprio fondamento. Il
comunismo era un programma politico che solo per le grandi masse era
diventato una religione, mentre era rimasto una laica filosofia della storia
per i suoi dirigenti. Perciò, il compromesso, fra comunismo e democrazie
liberali, si era rivelato possibile perché, fra concezioni politiche,
economiche e sociali pur tanto diverse, una «pacifica convivenza» era nella
natura stessa a-religiosa dei due sistemi ed era nei loro stessi interessi.

Il fondamentalismo religioso – che si incarna nell’ estremismo islamico – è
una religione che è anche un programma politico. Perciò il compromesso, fra
l’estremismo islamico e le democrazie liberali, è impossibile perché è
nell’inconciliabilità delle «conseguenze sociali e civili » della religione
nei due campi che tale impossibilità risiede. Per l’estremismo islamico,
rinunciare alle conseguenze sociali e civili della religione equivarrebbe a
rinnegare sia la fede sia il programma politico (dall’Ordinamento statuale
alla giustizia, dal ruolo delle donne ai rapporti con le altre religioni,
eccetera); nelle democrazie liberali, il problema non si pone perché la
separazione fra politica e religione è già avvenuta. Noi siamo nella
Modernità; loro non ci sono ancora entrati.
postellino@corriere.it

Piero Ostellino – corriere.it

Nazi-islamisti a Londra chiedono la lapidazione per gay e lesbiche.

mercoledì, 25 marzo 2009

La criminogena religione islamica, nelle sue diramazioni più feroci e disumane, sostituisce quella cristiana nel condannare a morte le persone omosessuali. L’unica differenza è che ai bei tempi della dominazione assoluta dei papi i gay finivano sui roghi, invece quando i musulmani avranno assunto i pieni poteri finiranno lapidati.

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Le spose bambine mussulmane e la pedofilia.

martedì, 24 marzo 2009

Riceviamo dal nostro amico Nino Biddau la recensione di questo film sulla condizione delle donne là dove  comandano i talebani.

24/03/09 – Osama. Da Nino Biddau.

Consiglio ai sostenitori del relativismo culturale , che insistono nel proporre un modello di società organizzata in secondo i principi del multiculturalismo , la visione del film Osama.

Il film dell’afgano Siddiq Barman racconta la vicenda di tre donne: nonna, madre, figlia, condannate dalle assurde proibizioni talebane a non poter lavorare e quindi alla morte per fame. La vicenda si svolge a Kabul. La più giovane Maria,ancora una bambina , (attrice la bravissima Marina Goldahari) decide allora di vestirsi con abiti maschili e prendere il nome di Osama con la speranza di trovare lavoro e mantenere la famiglia. “Osama” verrà scoperta,umiliata,condannata alla lapidazione alla quale riuscirà a sottrarsi in cambio del matrimonio con un vecchio,osceno,disgustoso mullah.

Osama è una efficacissima denuncia della totale mancanza di diritti della donna sotto i talebani ed in particolare sull’intollerabile violenza culturale oltre che fisica nei riguardi delle bambine che vengono private dell’adolescenza ; ma l’accusa può essere tranquillamente rivolta a tutti i paesi mussulmani nei quali , pur con gradazioni legali diverse , ragazzine inermi vengono oppresse,schiavizzate e vendute dalle famiglie .In Iran la teocrazia dominante , prendendo ad esempio la vita di Maometto che sposò una fanciullina di nove anni (Aisha ), ha fissato appunto a nove anni l’età minima perché le bambine possano contrarre matrimonio ;spesso si tratta di matrimonio “ad ore” ,un istituto tipicamente islamico che serve a camuffare una forma di prostituzione legalizzata. In Arabia l’età minima perché le bambine possano essere vendute dai genitori ,acquistate e possedute legalmente da un marito padrone, è di otto anni .Negli altri Paesi mussulmani la musica grosso modo è la stessa.

Quella che in occidente viene chiamata pedofilia ,sfruttamento della prostituzione ,riduzione in schiavitù,tratta di essere umani , nei paesi mussulmani rientra in un contesto culturale per cui le più ripugnanti consuetudini sono ratificate da norme giuridiche,emanate da teocrazie medioevali ed ispirate dal fondamentalismo islamico .

Il problema l’abbiamo anche in Italia dove l’opinione pubblica e la magistratura prestano sempre meno attenzione alla condizione delle donne sposate a mussulmani ,che sempre più spesso si scopre essere responsabili di forme di poligamia tenuta nascosta . Le associazioni democratiche delle donne islamiche ,impegnate nella lotta per i diritti civili , si prodigano invano nel denunciare la crescente diffusione della poligamia nel territorio italiano che vede ignobilmente coinvolte anche mogli bambine. Ma sono inascoltate perché In Italia per quanto riguarda il rispetto dei diritti civili la confusione ormai regna sovrana .Va ricordata la preoccupante sentenza della Corte di Cassazione che ha stabilito che ridurre in schiavitù i bambini zingari e costringerli all’accattonaggio non può essere considerato reato punibile perché la mendicità è un costume proprio dei nomadi e come tale quindi va rispettato. Una tale pericolosa decisione , da cui conseguentemente dovrebbe in teoria discendere il riconoscimento giuridico e morale di ogni cultura e consuetudine anche quando queste violano i diritti naturali dell’individuo , potrebbe aprire le porte alle pratiche più turpi ed ad ogni forma di sopraffazione legale specie verso i più deboli come appunto i bambini rom e le fanciulle mussulmane ,tiranneggiate dal padre padrone e dal marito orco . Dopo aver giustificato la tratta in schiavitù dei bambini rom ed aver chiuso gli occhi sulla poligamia strisciante, la magistratura e di conseguenza l’opinione pubblica saranno presto portate a giustificare anche la tratta delle spose bambine e la pedofilia in nome del relativismo culturale.(NB)

PS: Ma non ci meravigliamo:

Un vescovo cattolico assassino pretendeva la condanna a morte di una bambina di otto anni stuprata che i medici ,per salvarle la vita , hanno dovuto far abortire. L’ottimo ministro dell’interno Maroni intendeva procedere ad un censimento dei bambini rom ,tramite il rilevamento di impronte digitali,al fine di evitare la loro compravendita , ma la Chiesa Cattolica e i partiti del centro-sinistra hanno sollevato un vespaio straparlando,da quei tartufi i che sono,di dignità offesa .E’ più dignitoso ,secondo questi ipocriti imbroglioni ,avviare i fanciulli e le fanciulle sulla strada della prostituzione minorile al servizio di pedofili e dell’accattonaggio , incentivato magari da infami mutilazioni fisiche per stimolare la pietà della gente . Viene alla mente l’incredibile iniziativa di un medico fiorentino che intendeva praticare una infibulazione soft , secondo lui da legalizzare , alle bambine islamiche , giustificando la sua proposta con il dovuto rispetto per una acquisita consuetudine atavica del loro paese di origine ; trovò sponda fra pseudointellettuali cialtroni ed irresponsabili dirigenti dei partiti politici di sinistra in nome di un principio relativistico secondo cui andrebbe riconosciuta dignità morale e giuridica ad ogni espressione culturale anche quando questa viola i più elementari diritti dell’uomo.

Non solo in Italia ma nel resto del mondo ed all’ONU domina l’ipocrisia .Il presidente del Consiglio ONU sui diritti civili è un nigeriano,in precedenza un libico e prima ancora un iraniano ed il presidente del comitato organizzatore della conferenza ONU contro il razzismo è un libico .In Libia,Nigeria ed Iran sono praticate infibulazione ,poligamia e pedofilia legata alla compravendita di “spose” bambine .

Bene ha fatto il governo italiano a decidere di disertare Durban 2.

Il Generale Bagnasco ordina la mobilitazione per la soluzione finale.

martedì, 24 marzo 2009

Ieri, sotto la guida del cardinale-generale Bagnasco, si è riunito lo Stato Maggiore della CEI per definire strategia e tattiche a cui si dovranno attenere gli zuavi pontifici che presidiano il Parlamento vaticaliano. Prima di tutto un attacco frontale ai laici che pretendono di governare in nome del rispetto di tutte le concezioni del mondo e non del pensiero unico gestito dalle gerarchie cattoliche. Poi una minacciosa reprimenda di quanti hanno osato criticare le criminali affermazioni di B16 contro l’uso del preservativo. E infine un perentorio diktat ai loro sgherri in Parlamento per l’approvazione immediata della tortura di stato, con sondini naso-gastrici e svuotamenti manuali dell’intestino obbligatori per tutti, non solo per i catto-masochisti che godono nella sofferenza, ma anche per quelli che rivendicano il diritto di decidere sul proprio corpo, sulla propria salute e sulla propria vita. Siamo alla soluzione finale e all’ affermazione per legge che i nostri corpi non appartengono più a noi, ma ai gerachi della SS vaticana.

Questo lo splendido commento di Stefano Rodotà

L’egemonia perduta
Data di pubblicazione: 24.03.2009

Autore: Rodotà, Stefano

Pesanti attacchi alla laicità dello Stato e ai diritti fondamentali da parte dell’episcopato italiano. La Repubblica, 24 marzo 2009

Un mondo vastissimo, compresi molti cattolici, è rimasto sbalordito di fronte ad alcune affermazioni del Papa, governo e istituzioni internazionali hanno protestato e i vescovi italiani, invece di interrogarsi seriamente e criticamente su una vicenda così grave, la trasformano in un pretesto per lanciare un proclama intimidatorio, un vero e proprio diktat al quale Parlamento e politica italiana dovrebbero inchinarsi. Non è nuova l’arroganza di una politica vaticana che, debole nel mondo, cerca occasioni di rivincita nel giardino di casa, in questa povera Italia che, presentata come il luogo dal quale doveva partire la riconquista cattolica del mondo, appare sempre di più come un fortilizio dove una gerarchia disorientata cerca di rassicurare se stessa alzando la voce. Con parole forti si vuole imporre l’approvazione di una legge sul testamento biologico sgangherata e incostituzionale, lesiva dei diritti delle persone.

Si urla contro una deriva verso l’eutanasia mentre il Senato sta discutendo un disegno di legge lontanissimo dall’apertura che, su questo tema, hanno mostrato le conferenze episcopali di Germania e Spagna.

Siamo di fronte ad una prova di forza, alla volontà vaticana di sottomettere il Parlamento. Sono in gioco proprio la sovranità parlamentare e, con essa, l’autonomia dello Stato. Una inerzia colpevole, una pavidità delle istituzioni lascerebbero oggi un segno profondo sulla stessa democrazia. E un intervento così diretto può addirittura far venire il sospetto che si voglia incidere sulle dinamiche interne del nascente Pdl, chiudendo ogni spiraglio di laicità e autonomia

I governi di Francia e Germania, l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale avevano criticato le parole del Papa sull’uso del preservativo, con una presa di distanza che metteva in discussione il ruolo internazionale della Chiesa. Il governo tedesco è guidato da una donna cattolica, Benedetto XVI aveva compiuto un viaggio in Francia accompagnato da parole impegnative del presidente Sarkozy sulla necessità di passare ad una laicità “positiva”, parole che lo stesso presidente aveva già pronunciato in occasione della sua visita ufficiale a Roma. Assume grande significato, allora, la decisione di governi “amici” di non riconoscersi nelle posizioni della Chiesa. A ciò dev’essere aggiunta la decisione di Obama di firmare la dichiarazione sui diritti degli omosessuali, proposta all’Onu proprio dalla Francia e che aveva suscitato una durissima reazione del Vaticano. Viene così respinta la pretesa vaticana di dettare al mondo la linea etica su grandi temi della vita, ed emerge un isolamento che non è solo diplomatico, ma rivela una perdita di egemonia culturale.

Ora il tema del conflitto è costituito dalla legge sul testamento biologico. Tardivamente ci si è accorti di quanto fosse saggia la richiesta di moratoria, di un tempo di riflessione che allontanasse emozioni e strumentalizzazioni nell’affrontare un tema che riguarda la libertà stessa delle persone. Forse anche i cento “ribelli” del Pdl che hanno firmato contro i medici-spia dovrebbero rendersi conto che quella legge è anch’essa profondamente negatrice di diritti e che è necessaria una riflessione più profonda sui rischi di un uso sbrigativo e autoritario dello strumento giuridico. Riflessione, peraltro, che dovrebbe essere estesa ad altre materie, anch’esse affrontate finora in modo sbrigativo. Non ci si è accorti dei rischi dello stillicidio di norme che riducono la tutela della privacy, della pericolosità di proposte che vogliono introdurre controlli e censure per Internet, della disinvoltura con la quale sono state approvate in prima lettura le norme sulla banca del Dna. Se la nuova sensibilità per la dimensione dei diritti non è solo una fiammata, di tutto questo è bene che si cominci a discutere seriamente e fino in fondo.

Moratoria o non moratoria, è indispensabile ribadire in ogni momento che il testo della maggioranza sul testamento biologico è un ammasso di incostituzionalità

, di regressioni normative, di piccoli deliri burocratici e linguistici, di procedure che produrranno nuove contraddizioni e nuove angosce. Non vi sono astuzie parlamentari che possano redimere quel testo dai suoi peccati. Ricordiamo che appena ieri, a fine dicembre dunque già nel fuoco della polemica sul caso Englaro, la sentenza 438 della Corte costituzionale ha riconosciuto che l’autodeterminazione costituisce un “diritto fondamentale” della persona. Come si concilia con questo diritto la pratica cancellazione del consenso informato, la sua degradazione da manifestazione di volontà a semplice “orientamento”, come fa il testo di maggioranza? Come non vedere che, dietro una versione assai fumosa della formula dell’”alleanza terapeutica” tra medico e paziente, il potere sul morire viene consegnato ai medici, facendo enormemente e impropriamente crescere la loro responsabilità? Come non vedere che il rifiuto da parte del medico di dare attuazione alle direttive anticipate creerà nuovi drammi, nuove rappresentazioni pubbliche del dolore e ricorsi che trasferiranno al giudice la decisione finale sul morire, cioè esattamente quello su cui si è tanto polemizzato?

Sono interrogativi provocati da pervicacia politica e incultura, dal fatto che la dimensione costituzionale non appartiene a questo governo e questa maggioranza, che vogliono cogliere ogni occasione per cercar di liberarsene. Proprio per questo si cerca di costruire una Costituzione abusiva, dove la possibilità di imporre per legge trattamenti obbligatori è svincolata dall’unica sua premessa costituzionalmente corretta, il rischio per la salute pubblica, come hanno sempre messo in evidenza gli studiosi (venerata ombra di Costantino Mortati, grande costituente cattolico, manifestati!); dove si propongono indecorosi pasticci tra rifiuto delle cure e vendita di organi; dove il rispetto della dignità è convertito in strumento per imporre una misura della dignità in conflitto con la libertà di scelta della persona.

Una vigile attenzione per i diritti dovrebbe segnare la discussione politica, il primo passo dovrebbe essere appunto il ritorno pieno nella dimensione costituzionale. E, insieme ad esso, i legislatori dovrebbero interrogarsi sui limiti della legge, su quanto si addica alla vita “l’ipotesi del non diritto”, che attribuisce alla norma giuridica non un illimitato potere di ingerenza, ma la funzione di costruire le condizioni necessarie perché ciascuno possa decidere liberamente.

24/3/09 – Meravigliosa rai

martedì, 24 marzo 2009

La meravigliosa storia di suor Bakhita è la miniserie in due puntate di Giacomo Campiotti che la rai si appresta (il 5-6 aprile) ad ammannire al pubblico. Bakhita è nata nel Sudan nel 1869 e, dopo dolorose vicissitudini, arriva in Italia per fare la bambinaia in una famiglia veneta. Incontra le suore canossiane, si converte al cristianesimo, si arruola, muore nel 1947 e viene canonizzata nell’ottobre del 2000 da Giovanni Paolo II. Quale storia migliore per accompagnare il teleabbonato alla santa pasqua?
A completare il quadro interviste a profusione alla interprete senegalese-italiana di Bakhita che, pur essendo musulmana, dichiara di essersi sentita toccata dall’alito divino interpretando la suora. E’ probabile che sia vero e siamo certamente felici per la giovane interprete così autorevolmente sfiorata, ma quale senso ha questa produzione continua di storie di santi? Che comunque non saranno mai stati così ginocchioni come i conduttori e i giornalisti raimediaset.
Sempre per raifiction Noi credevamo, è l’ambizioso progetto del regista Mario Martone, direttore del Teatro Stabile di Torino, che si avvale dell’aiuto di Anna Banti e Giancarlo De Cataldo. Per gli autori, che hanno cominciato a girare da un paio di settimane, sarà un kolossal in costume, una sorta di La meglio gioventù in salsa risorgimentale per rievocare trenta anni di storia, dal 1830 al 1863. La sfida, dice De Cataldo, è di rievocare un passato eroico non troppo lontano per suggerire anche una riflessione sull’Italia di oggi, un Paese che spesso sembra senza memoria. Giuseppe Mazzini sarà interpretato da Toni Servillo, il che potrebbe essere almeno una garanzia di recitazione.
Non ci resta che incrociare le dita e sperare di non vedere un san Carlo Poerio, un san Carlo Pisacane, un san Aurelio Saffi, un san Urbano Rattazzi, un san Giuseppe Garibaldi…
Nel frattempo Fiorello va su sky e Mike Buongiorno pure, per programmi che avrebbero potuto essere fatti per le reti rai. Fra non molto arriverà il giorno in cui sulle reti generaliste non ci sarà più nulla di guardabile e per passare un paio d’ore la sera bisognerà pagare per vedere qualcosa. E chi non avrà soldi per agganciarsi alla parabola peggio per lui, gli rimarrà comunque da pagare il canone rai per il solo fatto di avere una televisione in casa. Che magari trasmetterà 25 ore al giorno le cazz… vaticane, ma con il consenso di pd e pdl che dialogano solo sulla rai e con il nuovo bambolotto-presidente rai, scelto bipartisan, bello biondo e che dice sempre si.
Intanto il mondo nuovo sta venendo giù e voi non sembrate aver capito nemmeno quello vecchio. Auguri.

Tiziana Ficacci, www.nogod.it

p.s. oggi i romani ricordano l’eccidio delle Fosse Ardeatine

Pedofilia islamically correct.

lunedì, 23 marzo 2009

I danni e i crimini commessi in nome di un’imaginaria entità soprannaturale non sono appannaggio esclusivo della versione cattolica dell Menzogna Globale. Per la disgrazia dell’umanità intera, e delle donne in particolare, la versione islamica della medesima Manzogna non à da meno, anzi….. Ecco qui due situazioni criminali che riguardano sia le bambine che anche le donne anziane.

Qui la fonte della notizia riguardante  la pedofilia islamically correct LEGGI

E questo l’articolo di Asia News riguardante la violenza su un’anziana donna

Arabia Saudita: prigione e frusta per la vedova 75enne che si è fatta
portare il pane dal nipote
*La poveretta è sospettata di aver sedotto due giovani. Rischia anche
l’espulsione dal Paese. Critiche alla prepotenza della polizia religiosa che
vigila sulla moralità e sui costumi degli abitanti,* *intromettendosi con
pesantezza nella vita privata degli individui.*
C’è molto sconcerto nel Paese per la sentenza contro una vedova di 75 anni
condannata a 40 frustate e a 4 mesi di prigioni per aver incontrato due
giovani, fra cui il nipote, che su sua richiesta le hanno portato del pane.
La polizia religiosa (muttawa) che vigila sulla moralità e sui costumi è
criticata per attuare in modo cieco la Sharia, avendo anche fini di potere.

Kamisa Sawadi è una donna siriana, già sposa a un saudita. La settimana
scorsa è stata giudicata colpevole per aver incontrato due giovani che non
sono suoi parenti stretti. Uno dei due,  Fahd Al-Anzi, è nipote del marito
defunto; l’altro è un suo collega, Hadiyan bin Zein. I due, su richiesta
della zia, le hanno portato 5 pagnotte di pane, ma all’uscita della sua casa
hanno trovato la polizia religiosa che li ha arrestati e condannati
anch’essi ad essere frustati. Secondo la Sharia, la donna è colpevole. Ma i
suoi legali vogliono appellarsi anzitutto sottolineando che la donna, quando
il nipote era piccolo, lo ha nutrito al proprio seno, ricavando da questo
una relazione quasi materna. In tal senso l’accusa dovrebbe cadere.

Alcuni giornali in Medio oriente criticano la sentenza puntando il dito
contro la muttawa, che si intromette troppo nella vita privata delle
persone. Alcuni sospettano che dietro la sentenza vi sia una vendetta del
padre di Fahd Al-Anzi, cognato della vedova, che ha avvertito la polizia
religiosa e spinta ad intervenire contro “lo scandalo”, accusando la vedova
di “corruzione”.

La povera Kamisa Sawadi, è stata già accusata altre due volte di incontrare
uomini, sempre a causa dei rifornimenti di pane. Se nell’appello si conferma
la condanna, essa sarà anche espulsa dall’Arabia saudita e dovrà tornare in
Siria, sua patria di origine.

L’avvocato Ibrahim Zamzami fa notare che una vecchia di 75 anni non può
essere considerata una “seduttrice”, ma la Sharia non fa differenza fra
vecchie e giovani.

La dotto.ssa Laila Ahmed al-Ahdab, che scrive sul giornale Al-Watan, critica
la muttawa perché basa tutte le sue accuse solo su sospetti no confermati da
alcuna prova. Ella accusa l’organismo “per la promozione della virtù e la
prevenzione del vizio” di “manipolare la religione per utilizzarla secondo i
propri interessi”.

Il mese scorso il re Abdallah ha licenziato il capo della polizia religiosa
e un imam che avevano invitato a uccidere quei padroni di reti televisive
che trasmettono contenuti immorali. Il gesto è stato da molti interpretato
come un tentativo del re di indebolire la polizia e la sua ispirazione
integralista del sunnismo.

AsiaNews

Dopo l’ultima bordata del papa…

lunedì, 23 marzo 2009

…contro il diritto delle donne a decidere sul proprio corpo per una maternità responsabile, vale la pena di ricordare la disposizione adottata dall’Unione Africana che tutela “”" I diritti riproduttivi delle donne autorizzando l’aborto terapeutico nei casi di violenza sessuale, stupro, incesto e quando portare avanti la gravidanza comprometterebbe la salute mentale e fisica della donna o la vita della donna o del feto. “”". Per essere credibili come difensori della vita e della salute delle donne e per poter parlare contro l’aborto senza essere giustamente spernacchiati, i gerarchi della SS Vaticana devono fare una sola cosa : presentarsi sui pulpiti e sulla storica finestra di Piazza San Pietro mostrando un preservativo come un ostensorio e urlare “contro l’aborto dopo, usate questo prima“.

Esiste il reato di aggiotaggio per la stregoneria ?

sabato, 21 marzo 2009

Boh ! C’è però quello di concorrenza sleale che in Italia ha provocato la clamorosa sentenza contro madre, figliola e spirito santo do nascimiento. Infatti l’esoterico trio faceva concorrenza (evidentemente sleale) al colosso mondiale della supersitizione che in italia gode dell’esclusiva pressochè assoluta di pratiche esoteriche, magie, esorcismi, miracoli, liberazione dal male e così sia. Il tutto condito con acqua benedetta e rametti di ulivo che a quanto pare sono meno truffaldini dell’accqua e sale e dei ciuffetti d’edera che distribuiva la povera Wanna. Invece in Africa le leggi locali non offrono i medesimi privilegi e immunità. E nemmeno l’ottopermille. Così, non potendo beneficiare della polizia giudiziaria, della magistratura e di striscia la notizia, i sedicenti ministri di una delle tanto immaginarie entità soprannaturali che infestano il pianeta, sono costretti a scendere in campo in prima persona e sparano bordate contro la concorrenza stregonesca locale. I nostri sortilegi sono migliori, dicono gli imbonitori ai poveri indigeni. E con le spettacolari cerimonie e scenografie collaudate in duemila anni di attività si assicurano l’espansione dei loro specifici prodotti apotropaici nel ricchissmo mercato continentale della credulità.

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